Legis actio sacramenti
La legis actio sacramenti era l'unica legis actio che trovasse applicazione in ogni caso e per ogni tipo di controversia. Imperniata sul sacramentum, era strutturata come procedimento di rischio. L'originaria funzione del sacramentum era sollecitare l'intervento divino al fine di colpire quello dei contendenti il cui giuramento era risultato falso ed era destinata al sacrificio, per placare l'ira divina, una certa quantità di bestiame bovino o ovino. Nelle XII Tavole l'ammontare della summa sacramenti venne determinata in pecunia. Il sacramentum si svolgeva entro il tramonto del sole.
Successivamente i tempi si allungarono, la prima parte dell'attività doveva svolgersi nel procedimento formalizzato alla presenza del magistrato giusdicente; la successiva fase si svolgeva sempre affidata ad un iudex privatus ma del tutto informalmente. Nacque la distinzione tra actiones in rem ed actiones in personam. Naturalmente l'agere si svolgeva sempre nei confronti di una persona. Agere in personam quando si pretendeva il compimento di una prestazione o attività da una determinata persona, nei confronti della quale soltanto poteva essere fatta valere tale pretesa. Agere in rem era una pretesa su una determinata res (oggetto della controversia). Egli affermava che quel bene era suo. Pretesa che poteva quindi essere fatta valere contro chiunque.
Per entrambe le applicazioni dell'agere sacramento erano analoghe le formalità, era uguale lo sbocco del ricorso al sacramento cui si collegava l'atto formale della congiunta dei rispettivi testimoni, che avrebbero poi dovuto riferire al iudex nella fase di iudicium. Il iudicium tendeva a stabilire quale dei due giuramenti fosse risultato iustum. Pertanto la sentenza del iudex si limitava a stabilire quale dei due contendenti avesse ragione o torto. Tale sententia legittimava il contendente di cui era stata riconosciuta la ragione all'autosoddisfazione, cui egli poteva procedere anche mediante l'impiego della forza fisica, concretandosi nell'esercizio della manus iniectio e quindi in atti anche violenti sulla persona.
Rei vindicatio
Tra le diverse utilizzazioni dell'agere sacramento in rem, Gaio descrive la rei vindicatio, avente ad oggetto un bene economico-patrimoniale sul quale si intendeva affermare il diritto di esclusiva spettanza proprietas o dominium ex iure quiritium. Con le parole iniziali del formulario, il vindicante affermava solennemente che il bene che egli afferrava era suo. In questa risalente affermazione di spettanza aveva significato il rito processuale, procedimento rituale. La specificazione ex iure quiritium stava ad indicare l'appartenenza in base al diritto romano più antico.
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