Prospetti delle nuove tecnologie cosmetiche
Lo sviluppo di un prodotto cosmetico
Il cosmetico, ad oggi, secondo la legge europea presenta dei termini da rispettare per essere considerato tale che sono uguali per tutti gli stati. Un cosmetico viene prodotto e controllato in modo che sia sicuro, efficace e di buona qualità e per essere considerato tale deve rispettare le stesse regole dei farmaci.
Il prodotto può iniziare ad essere considerato cosmetico già dalla sua scatola, perché in questo campo anche l’occhio fa la sua parte, oppure può presentare lo stesso ingrediente che è possibile trovare in un dispositivo medico o un biocida (prodotto che uccide le zanzare). Di conseguenza, è importante fare attenzione al campo di applicazione del prodotto perché è possibile che la presenza di alcuni principi attivi possa generare complicanze nel soggetto che va ad utilizzare un certo cosmetico.
Mentre per quanto riguarda gli eccipienti, questi sono utili per favorire la compattazione, o comunque la formulazione del nostro prodotto ma soprattutto servono per andare a distribuire in modo omogeneo il “farmaco” all’interno del cosmetico. I suoi complessi che lo costituiscono sono in grado di andare a sviluppare la sua funzione principale e, spesso e volentieri, la stessa crema può avere molte funzioni all’interno di un solo prodotto. Un cosmetico deve essere, quindi, essere sicuro, efficace e di buona qualità ma soprattutto deve essere piacevole per far sì che venga messo in commercio.
Stoccaggio
Il package è molto importante perché, come abbiamo detto, anche l’occhio nel caso di una vendita di un prodotto cosmetico fa la sua parte; inoltre, anche il tatto, i colori e l’odore sono molto importanti, ed è importante anche che sia ottimo nell’utilizzo successivo a quello che viene fatto in negozio perché è a casa che inizia l’uso e se il prodotto non piace non verrà più comprato.
Per formulare un cosmetico bisogna valutare anche il trend di mercato e quali sono le richieste che vanno maggiormente in quel periodo per poter formulare un nuovo prodotto che può essere molto valido e concorrente ai prodotti presenti in vendita in quel periodo. Ultimamente, il cosmetico a km0 è quello che viene venduto per la maggiore e quindi parliamo dell’utilizzo di sostanze che sono “vicine” a chi produce in modo da ridurre l’impatto ambientale oppure vanno molto anche i prodotti che non presentano sostanze animali.
Normalmente le routine cosmetiche arrivano dall’oriente e servono per soddisfare il miglioramento della pelle. La valutazione cosmetica è molto importante in quanto prevede la scelta di un metodo d’uso che sia sicuro, e che il prodotto generato sia efficace e gradito. Di conseguenza, molte case cosmetiche prima di iniziare la vendita del loro prodotto iniziano una collaborazione con soggetti che sono disposti a provare il prodotto e darne una valutazione, in modo da poter riuscire a valutare dalle varie opinioni se il prodotto è accettato dal consumatore. Quindi anche il test d’uso facendo provare il campione e valutando le sensazioni personali della percezione di gradevolezza o efficacia sono molto importanti per valutare che ritorno possa avere una volta messo sul mercato.
Fasi da seguire per la produzione di un cosmetico
Le fasi che devono essere seguite per la produzione di un nuovo prodotto cosmetico sono le seguenti:
- Fase 1: Ideazione a tavolino del prodotto
In questa fase si valuta dove viene venduto il prodotto e, questo è molto importante perché ogni paese presenta una clientela diversa, che usa diversi prodotti oltre che non ne accetta altri. Ad esempio: se dovessi vendere il mio cosmetico a una farmacia, in questo caso la clientela che frequenta questo ambiente ricerca un prodotto con delle caratteristiche che puntano sull’attenzione della scelta di certi ingredienti mentre se il mio prodotto è più indirizzato verso le erboristerie, in questo locale esistono molti prodotti che non sono graditi e, di conseguenza, non vengono venduti. Se il mio prodotto, invece, deve essere venduto in un supermercato il cliente, in questo caso cercherà un prodotto a basso prezzo. In questo caso è molto importante, quindi, a questo punto studiare con le banche dati quali sono i prodotti che troviamo in commercio. Una volta raccolti tutti i dati biografici e scientifici e le problematiche cutanee o le tecnologie per affrontare questo problema si valuta con i fornitori quali forniture hanno e, generalmente, quelle più utilizzate sono quelle più importanti che devono avere assolutamente. - Fase 2: Si sceglie la formulazione finale (FF) e si inizia a lavorarla andando a modificare i principi attivi e a valutare quali sono i prodotti più stabili e quali sono quelli meno stabili. In questo caso la scelta degli ingredienti è molto importante perché in alcuni paesi esistono delle black list sulle quali troviamo le indicazioni di tutti gli ingredienti che non gradiscono o di cui vietano la vendita. Solo successivamente, dopo aver consultato la black list del paese in cui il mio prodotto verrà commercializzato possono iniziare a fare delle prove pratiche di stabilità e incompatibilità col sistema.
- Fase 3: Quando si raggiunge la forma che può andare bene inizia la caratterizzazione:
- La prima caratterizzazione che viene svolta è quella di carattere organolettico: perché ovviamente, se non dovesse avere un buon odore molto probabilmente non piacerà.
- La seconda valutazione è quella del pH, il quale deve essere un valore molto vicino al pH fisiologico, in questi casi viene usato il pH 5,5 per andare a contrastare la formazione batterica; poi ovviamente il pH dipende anche dalla zona del corpo in cui verrà usato.
- La terza è la caratterizzazione chimico fisica, dove vengono valutate attentamente la densità e la viscosità del prodotto (intesa come livello di scorrere di un fluido, più viscoso è meno scorre).
A questo punto i prodotti vengono sottoposti a delle prove di stabilità dove vengono attentamente valutati per quanto tempo possono rimanere aperti prima che perdano il loro effetto. L’idoneità microbiologica e la stabilità sono dei fattori molto importanti che devono sempre rimanere bassi. La continua apertura e chiusura di un prodotto potrebbe aiutare a formare dei microbi, ma un altro fattore molto importante per la formazione dei microbi è proprio l’uomo e, questo non è da dimenticare. Quindi è necessario che sia presente un sistema di sostanze che mantengano bassa la contaminazione microbica nel tempo e in questo caso vengono molto usati o i conservanti consentiti dalla legge oppure delle altre sostanze che sono utili per la formulazione che stiamo studiando e mi servono per mantenere bassa la contaminazione. Bisogna anche fare molta attenzione alla compatibilità con il materiale del packaging. I conservanti sono presenti se consentiti dalla legge, questo non significa che se non sono presenti il prodotto che stiamo acquistando è un prodotto che non preserva la formazione di una coalizione microbica, anzi. La legge non consente più di utilizzare sulle etichette la terminologia “senza qualcosa”, ma attualmente per fregare la legge viene utilizzato “0% di qualcosa”.
Fase 4: Dopo che il prodotto è stabile questo può essere industrializzato, anche se questo non è sempre un meccanismo facile. Se l’industrializzazione di un prodotto è molto semplice da eseguire nel piccolo lotto, per far sì che sia efficace nel grande ci sono da valutare molti aspetti.
- Prima viene fatta una lavorazione a metà o in scala maggiore per valutare se la produzione in grande non comporti danni e in modo da non perdere tutto il lavoro eventualmente.
Le classi di ingredienti usati sono:
- Texture, ossia l’insieme di sensazioni che permettono al prodotto di generare una sensazione molto piacevole e comprende la “spread ability” ossia come viene spalmato.
- I prodotti fondamentali
- Gli antiossidanti, che non sono nient’altro che dei sequestranti che limitano l’inizio della reazione di ossidazione.
- I conservanti, possono essere usati i trigliceridi ma non i parabeni.
- Gli additivi come i coloranti o tutto ciò che è necessario per dare una profumazione gradevole.
La vaselina e le paraffine sono degli idrocarburi che derivano dall’azione del petrolio, mentre lo squalene è un idrocarburo naturale che viene prodotto dal sebo o dalle piante e, quindi, viene preferito. C’è un grafico che mostra bene come vengono valutate le texture:
- Sull’asse Y troviamo le sensazioni che genera sulla pelle e vanno dalla sostanza più leggera a quella più corposa.
Degli esempi sono:
- Più leggera e fluida, acqua
- Più fluida e ricca, olio
- Leggera e viscosa, gel
- Viscosa e ricca, stick e balsamo anidro
Il prodotto cosmetico
Nel campo della cosmesi vengono catalogate tutte quelle persone che lavorano con certi tipi di formule. In questo campo troviamo anche chi lavora nel marketing tecnico e, a livello aziendale, in questo caso rientrano tutte quelle persone che hanno studiato il prodotto in modo tecnico oppure c’è chi lavora nei reparti di qualità e controllo.
Il prodotto cosmetico è quel tipo di prodotto che viene applicato sulle superfici esterne di un organismo ed è quindi molto importante che non causi mai dei danni. Al contrario, deve sempre mantenere il buono stato della pelle e deve essere in grado di proteggerla oltre che generare un odore ottimo. Lo scopo esclusivo e permanente è non quello di generare un’azione terapeutica, ma deve generare delle finalità a chi lo usa che dipendono dal prodotto e devono anche essere in grado di dimostrare delle proprietà antiaging (ad esempio).
Il cosmetico viene usato sia su pelle sana oltre che alterata e nel caso di uso nei soggetti che presentano una patologia cutanea bisogna comunque lavarsi. C’è sempre da ricordare che il prodotto cosmetico non serve per generare una cura, ma deve avere ottime funzionalità sulla pelle sana, oltre che può avere delle ottime proprietà su pelle con patologia. Nel caso delle patologie, la finalità è quella di ridurre il fastidio; e, in genere, può essere usato insieme al trattamento farmacologico che è stato consigliato al paziente. È possibile che il dermatologo possa consigliare l’uso di un prodotto cosmetico, ma non può essere prescritto perché non è un prodotto che agisce contro una patologia. I vari trattamenti che un prodotto cosmetico consente di fare sono: la detersione, la tonificazione, la protezione, la normalizzazione, e sfrutta l’uso dei prodotti periodici. Generalmente, si parla di un trattamento perché questo riguarda più di un solo prodotto; infatti, i kit ultimamente sono i prodotti che vengono venduti di più per trattare la pelle passo a passo con le sue funzioni.
Idratazione
L’idratazione della pelle è un fattore molto importante da valutare per comprendere se il soggetto sta in ottime condizioni o meno, anche perché se una pelle è ben idratata allora, generalmente, sta bene. L’idratazione fa star bene tutte le pelli. Esempi: idratante per capelli, viso, olio per le cuticole (pellicine delle unghie), piedi, mani, gambe. L’idratazione è quel processo che ci permette di fornire acqua dall’esterno e far sì che non evapori dalla pelle.
Esistono diversi strati che sono molto importanti nella cute umana e, questi sono lo strato corneo che è l’ultimo, l’epidermide che è lo strato superiore, il derma e l’ipoderma. Rispetto ad ogni strato l’acqua è poca nel corneo; 50% nell’epidermide, nel derma è pari al 70% e nell’ipoderma è al 30%. Sulla superficie dello strato corneo troviamo, infatti, una miscela di fase idrofila e lipofila che consente il benessere della pelle stessa, questo è formato da componenti idrofile e lipofile.
Le componenti idrofile sono: miscela di aminoacidi, lattato di sodio, aminozuccheri, sali, urea e altre sostanze e, questi sono importanti perché rimangono sulla superficie. Un’altra componente molto importante e affine è il sudore eccrino che viene distribuito su tutto il corpo ed è composto da: acqua, acidi organici, sali, urea, acido urocanico (che funziona da filtro dei raggi UVB) e zuccheri. Si tratta di un sudore che è inodore. La componente oleosa, invece, è rilasciata dalle ghiandole sebacee ed è principalmente composta dallo squalene, oltre che dagli acidi grassi liberi come il colesterolo o i trigliceridi. Si tratta di una componente che è formata da olio e acqua e non evapora perché genera un film sovracutaneo.
Mantenere questo mantello idro-acido-lipidico il meglio possibile è fondamentale per far sì che lo stato della pelle sia ottimale. L’acidità viene mantenuta a pH 5,5 perché sfavorisce l’eccessiva contaminazione dei patogeni e dei batteri.
Idratazione derma, epidermide o strato corneo
Lo strato corneo, è il più esposto alle condizioni ambientali e l’acqua non essendo legata evapora anche ad un valore di umidità minore. L’epidermide, invece, è importantissimo perché risulta essere vitale e fondamentale per mantenere l’acqua. Il derma, che presenta un alto contenuto di acqua (70%) è dipendente dai componenti della matrice: collagene e polisaccaridi che legano l’acqua con il legame H e formano il turgore della pelle. Il suo mantenimento dipende dai fibroblasti che sono delle cellule che formano la matrice; il mantenimento del derma decade con l’età o se la pelle è attaccata da radiazioni forti (UVA).
Cause della disidratazione:
- L’azione solvente, che si riduce se uso molti tensioattivi
- Età
- Fattori climatici e ambientali come il freddo, il vento o nel caso di un’alta esposizione solare
L’idratazione è importante, quindi, in quanto può generare il turgore alla pelle, o causare una modifica dell’elasticità della pelle. Una volta deformata poi torna allo stato iniziale; uno dei segni dell’invecchiamento è dato dalla riduzione dell’elasticità della pelle. Può essere, inoltre, influenzata dalla desquamazione, e dalla flora batterica che deve essere mantenuta.
L’effetto cosmetico deve essere ovviamente testato: andando a verificare i claims, oltre che valutando gli studi di valutazione in vivo e stando attenti all’uso dei protocolli scientifici e le metodiche consolidate. Il primo effetto di una pelle idratata è quello di rendere il soggetto più giovane, oltre che rendere la pelle meno rugosa e meno vecchia.
I meccanismi d’azione
L’idratazione, quindi, è una importantissima azione che va a fornire l’acqua necessaria alla pelle in modo da aumentarne le riserve depositandola. L’idratazione della pelle, quindi, può essere dovuta a più sostanze che leghino l’acqua a loro e si gonfino d’acqua o, almeno, che siano in grado di aumentare l’acqua nel derma. Per quanto riguarda, invece, la riduzione dell’acqua dovuta a una perdita transepidermica può essere dovuto a vari motivi, tra cui troviamo il ripristino della funzione di barriera o per occlusione (non molto usata, come la vaselina) possono essere utilizzate diverse sostanze quali le sostanze di idrocoordinazione: quali le molecole idrofile con OH liberi e che legano gli H oppure le sostanze che fanno parte del mantello lipidico, che sono in grado di trattenere l’acqua sulla superficie. Degli esempi sono il sorbitolo, la glicerina e il glicole.
La stimolazione all’idratazione profonda, invece, è una tecnica che prevede l’uso di liposomi che contengono l’acqua nella particella e possono essere in grado di andare a fondersi con i lipidi della sostanza stessa. Per quanto riguarda, invece, la reintegrazione della funzione della barriera, essa può essere affine alle sostanze di natura lipidica. Tra le sostanze diverse che fanno parte del mantello e che servono per favorire la vendita del prodotto troviamo: zuccheri, aminoacidi, acido di sali di sodio, urea, ma anche ceramidi, fosfolipidi, sfingolipidi o squalene. Gli oli e i lipidi sono usati per non perdere l’acqua e in questo caso proprio gli oli vengono detti emollienti, perché riducono la perdita di acqua transepidermica.
Tra le sostanze lipofile più usate troviamo: squalene, olio di jojoba, cera d’api. Nella chimica di un grasso puro, c’è una parte che è il triestere del glicerolo (parte saponificabile) e l’altra parte che è una miscela di sostanze ad azioni varie che sono sfruttate anche in cosmetica e fanno sì che un olio presenti delle attività diverse da altre.
- L’olio di jojoba è un estere ma non un vero e proprio olio.
- La cera d’api è solida e viene usata nei prodotti con maggior consistenza.
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