DANTE ALIGHIERI
Una delle più forti personalità della nostra letteratura. Consapevolezza della propria
personalità nel proprio tempo. Ha vissuto la propria esistenza con grande dignità e un
altissimo senso della propria indipendenza intellettuale. Ha dichiarato il proprio ruolo di
poeta-profeta, colui che si assume il ruolo di fare da guida ai suoi contemporanei, in una
fase difficile del tempo - periodo dei due soli, si realizza nel convivio, che va disgregandosi
nel tempo perché assistiamo al disfacimento dell'impero. Padre della lingua italiana.
Riflessione e forte sperimentazione linguistica. Nasce a Firenze, piccola aristocrazia
cittadina comunale. 1265. Si dedicò agli studi di diritto, filosofia e dopo i 20 anni si recò
all'università di Bologna. Studi di Astronomia. Cultura enciclopedica. La Divina Commedia
come Summa della conoscenza. Implicato nelle lotte politiche del proprio tempo, lotte tra
guelfi e ghibellini. Partecipò alla battaglia di Campaldino.
VITA NUOVA - la chiama il libello, il libriccino, scritta dopo la morte di Beatrice, 1290. La
sua morte rappresenta un passaggio durissimo per lui - fase di passaggio, in quest'opera
riflette il suo smarrimento e il ruolo della donna nella sua vita e nella sua poetica. 1290 -
1293, non dopo il 1296, perché dopo quella data egli scrisse le rime petrose, dedicate ad
una donna chiamata Petra, è sia donna reale che allegoria, verso la quale Dante sviluppa un
amore doloroso.
Riferimenti temporali che hanno un alto valore simbolico, ruotano attorno al numero 9,
numero perfetto. La incontra a 9 anni e per la seconda volta a 18, e questo gli trasmette che
l'incontro con la donna ha una funzione ulteriore non solo in chiave mondana.
Nuovo fa riferimento alla vita del poeta, fase giovanile.
Novità dell'anima - rinnovamento poetico.
Con questa opera riflette su cosa è stata Beatrice per lui e la poesia nata da Beatrice e
quanto questa poesia si sia allontanata poi dai precursori, come Cavalcanti e Guinizzelli.
Prende poesie composte in precedenza e le inserisce in modo occasionale dentro un
volume compiuto, coerente, assegnando ad ogni poesia, un significato che magari non
avevano all'atto della scrittura. Accompagna le poesie con un commento in prosa, misto di
prosa e versi.
Modello ispiratore - Boezio De Consolatione Philosophiae. Non solo per ricondurre
l'esperienza biografica alla dimensione divina ma perché Boezio opera una sintesi tra cultura
classica e cristiana.
Vita Nuova
I - LA SUA VITA COMINCIA CON L'ARRIVO DI BEATRICE
II - Il cielo della luce - nove cieli, si riferisce ai diversi cieli per restituirci la dimensione del
tempo che era trascorso.
Beatrice - portatrice di beatitudine
Cielo stellato - cielo stelle fisse - ottavo
Aveva compiuto un dodicesimo di grado - dodici parti l'una - Beatrice aveva 8 anni e qualche
mese
Apparire - la donna si manifesta come qualcosa di divino
Ornata come si conveniva alla sua giovanissima età - rosso tenue, colore onesto - umile ed
onesto si riferiscono al vestiario ma anche alla personalità
In quello punto (in quel momento preciso, ci rammenta la forza evangelica - in quel
momento) - spiriti vitali - apparizione - funzioni vitali guidati da essi, gli spiriti albergano in
noi, il primo che si manifesta è quello del cuore
Spirito vitale che trasmette la vita attraverso le vene e le arterie - polsi tremare
Questo dio più forte di me che viene a comandarmi. Gli spiriti parlano in latino, linguaggio
universale.
Viso - a Dante interessa la vista
Ecco e apparsa la vostra beatitudine - la vista è la prima che gode della bellezza della
donna.
CONTINUO CAPITOLO II
“In quello punto lo spirito naturale..” dove dimora? Nel fegato, considerato un organo
veramente importante, dove si gestisce il nostro nutrimento.
«Heu miser, quia frequenter impeditus ero deinceps!» - “Povero me che sarò d'ora in poi
frequentemente impedito” - cosa vuole dire il fegato? Lo status degli innamorati, il chiudersi
dello stomaco, perché il sentimento amoroso provoca questa inappetenza. Lo spirito
naturale dice che sarà impedito, non potrà nutrirsi, perché l'amore lo ha invaso.
“D'allora innanzi dico che Amore segnoreggiò la mia anima, la quale fu sì tosto a lui
disponsata, e cominciò a prendere sopra me tanta sicurtade e tanta signoria per la
vertù che li dava la mia imaginazione (funzione importante dell'immaginazione, l'amore si
nutre di essa, il pensiero ossessivo dell'amante che nutre l'amore, il ripercorrere ogni
momento in cui quella persona è stata vista, il tornare sempre con la mente alimenta
l'amore), che me convenia fare tutti li suoi piaceri compiutamente.” - disponsata, Dante
allude alle nozze mistiche - la sua anima è stata sposata all'amore non a Dio.
Elli mi comandava molte volte che io cercasse per vedere questa angiola
giovanissima; onde io ne la mia puerizia molte volte l'andai cercando, e vedèala di sì
nobili e laudabili portamenti, che certo di lei si potea dire quella parola del poeta
Omero: "Ella non parea figliuola d'uomo mortale, ma di Deo". - l'amore grazie anche al
tramite dell'immaginazione che lo alimenta, spinge Dante continuamente a cercare durante
la sua puerizia a cercare di vedere quella angiola (angelo, comincia a proiettare Beatrice
nella prospettiva di medium verso Dio) - la donna aveva portamenti che non appartenevano
a questo mondo “non parea figliuola d'uomo mortale”.
E avegna che la sua imagine, la quale continuamente meco stava, fosse baldanza
d'Amore a segnoreggiare me, tuttavia era di sì nobilissima vertù, che nulla volta
sofferse che Amore mi reggesse sanza lo fedele consiglio de la ragione in quelle cose
là ove cotale consiglio fosse utile a udire. - passaggio fondamentale che distingue Dante
da gran parte della lirica precedente, per Dante l'amore è sempre accompagnato dalla
ragione, c'è un aspetto razionale e intellettivo nel sentimento del poeta, non è mai
scomposto, non è mai quella passione furiosa e questo gli consente di fare diventare l'amore
per una donna poi tramite verso Dio. Se l'amore fosse semplicemente un sentimento
disgregante e irrazionale, noi avremmo gli esiti che vediamo in Cavalcanti, non vedremo
valenze positive.
E però che soprastare a le passioni e atti di tanta gioventudine pare alcuno parlare
fabuloso, mi partirò da esse; e trapassando molte cose, le quali si potrebbero trarre
de l'esemplo onde nascono queste, verrò a quelle parole le quali sono scritte ne la
mia memoria sotto maggiori paragrafi. - introduce il discorso che farà successivamente,
non si soffermerà tanto sulla fase giovanile ma soprattutto sulla fase successiva.
CAPITOLO III
Ci racconta del successivo incontro con Beatrice che avvenne 9 anni dopo, quando Dante
aveva 18 anni. Ed è un passaggio importante perché Beatrice gli rivolge il saluto e questo
significa il primo contatto con la beatitudine che Dante potrà ricavare dall'amore per questa
donna.
Poi che furono passati tanti die, che appunto erano compiuti li nove anni appresso
l'apparimento (apparire - si manifesta, come una visione divina) soprascritto di questa
gentilissima (per antonomasia Beatrice), ne l'ultimo di questi die avvenne che questa
mirabile donna apparve a me vestita di colore bianchissimo, in mezzo a due gentili
donne (le donne che accompagnano Beatrice sono di poco più grandi - le donne non
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Letteratura italiana - Dante Alighieri
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