Appunti numismatica antica e medioevale
Monete nella Magna Grecia
Le monete maggiormente utilizzate nella Magna Grecia erano le monete in argento incuse. Elettro = moneta asiatica di 15% oro + 85% argento, ma non ebbe molta fortuna in quanto era difficile poter stabilire il suo valore tramite il peso. La parola argento deriva dal greco e significa ricchezza, ecco perché era l’unica moneta usata in Grecia. Sistema ponderale = il cambio di moneta tra monete differenti, anche di valore differente.
Standard di peso e circolazione delle monete
Le città Achee hanno uno standard di peso moneta di 8,72 gr (statere), tanto pesava la moneta utilizzata a Sibari. Poseidonia (sita vicino al fiume Sele, in provincia di Salerno) aveva la sua monetazione strettamente connessa con quella della città di Veio (sita più a sud); avevano infatti lo stesso tipo di monetazione ponderale (con lo stesso peso e la stessa quantità di materiale).
Quando a Poseidonia arrivano i Sibariti, questi ultimi bloccano la loro moneta (e quindi anche quella di Veio) e quando lasciano la città ormai anche a Poseidonia si inizia ad utilizzare la moneta sibarita, perché aveva un valore maggiore rispetto a quella utilizzata in precedenza da loro (la moneta sibarita era la moneta più potente, ed era quella maggiormente utilizzata nei traffici commerciali).
La ricchezza di Sibari
Il fatto che Sibari coniasse tante monete fa presumere che alle sue spalle ci sia stata una miniera di argento. I Sibariti concedevano molto facilmente la propria cittadinanza; essi infatti non avevano voglia di lavorare ed anzi da alcune fonti sappiamo che venivano addirittura infastiditi da chi lavorava. Sibari era la città più ricca e potente della Magna Grecia fino al 510 a.C. (anno della sua distruzione) per questo la sua moneta veniva anche imitata altrove.
Monete sibarite
Le monete di Sibari sono lo Statere e la Dracma incusi, con raffigurato il Toro Retrospicente (che guarda indietro). 1 Obolo = vuol dire spiedo, ed era la moneta più piccola e più scarsa, quella dal valore nominale più piccolo. Dracma = deriva dal greco e significa manciata di spiedo, in quanto il numero di spiedi che fisicamente si riesce a contenere una mano è 6. 6 oboli = 1 dracma. La dracma era 1/3 dello statere. Il tetradramma = 1 statere.
Caratteristiche delle monete
Nella Magna Grecia le monete utilizzate erano quasi perfettamente circolari con una cornice che racchiudeva l’immagine centrale; erano particolarmente sottili ma larghe. Al Toro prospicente sono stati assegnati diversi significati:
- Perché si fa riferimento ad ascendenze Micenee
- Perché si fa riferimento all’allevamento e quindi sempre alla ricchezza (possedere uno o più tori era sinonimo di grande ricchezza)
- Perché il toro è simbolo di potenza, forza e virilità
- Perché era l’animale totemico delle popolazioni indigene vicine; dato erano loro la forza lavoro della città, questo serviva in parte anche a ricompensarli e creava quindi una situazione utile per l’integrazione degli indigeni in una specie di cittadinanza attiva.
Cronologia e caratteristiche tecniche
Molto spesso le scritte sulle monete possono essere utilizzate come indicatore cronologico (qualora ovviamente non sia indicata esplicitamente la data), questo perché sappiamo oggi che determinate lettere, ma anche il loro uso e modo di scrivere, sono state acquisite ognuna in un determinato periodo storico. Di contro, questo metodo può molto spesso portare a congetture fuorvianti.
La moneta sul dritto è un rilievo. Sul rovescio è incavato (incuso appunto). Sul punzone l’immagine veniva disegnata in incavo. Molto spesso la penuria di argento veniva rimpiazzata da una tecnica molto raffinata, ovvero quello di coniare più volte monete diverse. Questo provocava ovviamente un allargamento della moneta.
Coniazione di monete sottili e larghe
A Sibari, molto probabilmente, si facevano monete sottili e larghe proprio per evitare che venissero riconiate altrove (un altro motivo viene attribuito all’arrivo di Pitagora e alle sue teorie dell’equilibrio e degli opposti, luce e buio, del pieno e del vuoto).
In base a tutta una serie di elementi connessi con loro come lo stile della moneta, la scritta, i contesti archeologici di ritrovamento e la loro quantità, si pensa che la prima coniazione monetaria a Sibari sia avvenuta in contemporanea anche con Crotone e Metaponto (tutte e tre alleatesi per battere Siris) tra il 535 a.C. – 540 a.C.
Le monete di Metaponto e Crotone del 540 sono state riconiate con la simbologia sibarita del 535. La miniera di Laurion (V sec. a.C.), nei pressi di Atene, è la miniera d’argento più famosa dell’antichità.
Monetazione della Magna Grecia
La moneta della Magna Grecia potremmo dire che nasce per imitazione di quella greca, ma ovviamente lo stile diviene proprio della zona, come ad esempio l’utilizzo di una tecnica di coniatura raffinatissima.
- Lega di buona qualità delle monete di Sibari
- Peso pieno
- Prodotte con continuità
La moneta sibarita continua a circolare e ad essere accettata anche un paio di secoli dopo la distruzione della stessa Sibari, questo perché continuava ad essere la moneta più potente (vedi punti 1 e 2) e quella ancora più usata per i commerci. Molto spesso sulle monete veniva scritto il nome dei cittadini e non della città (es. leccesi e non Lecce). In ogni città le monete prodotte erano naturalmente quelle più funzionali al loro commercio. Le scritte sulle monete vanno da destra a sinistra.
Esempi di monete
Triobolo incusi di Sibari (530 – 510 a.C.); sul D/ Toro Retrospicente, R/ un’anfora. Statere incuso con iscrizione Aμi (ani); forse stava ad indicare una moneta degli Aminei, una popolazione sita vicino Sibari che ha coniato questa moneta molto simile a quella sibarita. Essa presenta sul D/ Toro con scritto e vicino la spalla del Toro Retrospicente Aμi una Locusta, una cavalletta perché, molto probabilmente, intesa come simbolo di paura e preoccupazione, in quanto si sa che la cavalletta mangia e distrugge tutti i raccolti.
Statere incuso con iscrizione Sirinos – Pyxoes; Sibari fu talmente potente e lungimirante che permise anche ad altre popolazioni di coniare moneta. Sirinos sta forse ad indicare o la città di Siris – Heraclea (anche se sappiamo poi essere stata la sua maggiore avversaria), o molto più probabilmente un lago ed un monte della Basilicata che si chiamavano entrambi Sirino.
Pyxoes sarebbe invece la città di Pissunte, l’attuale Policastro. Fu quindi una monetazione prodotta da due centri differenti ma in alleanza tra loro. Queste due città avevano avuto la concessione da parte di Sibari di coniare moneta; questa situazione disegnava geograficamente parlando, un cerchio che delimitava l’area di influenza Sibarita del popolo dei Sontini.
Dracma incusa con iscrizione SO_; la figura impressa era il cinghiale (la scrofa). Statere incuso con iscrizione D/ PAL – R/ MOL; città di Molpa e città di Palinuro. Stater incuso con iscrizione Lainos (510 – 500 a.C.); indica la città di Laos (odierna località Marcellina), che prende il nome dal fiume che la costeggiata, appunto; è impressa l’immagine del Toro ma dal volto umano e quest’immagine simboleggia la divinità del fiume con le corna.
Monetazione di Metaponto
Metaponto: fondata da popolazioni Achee per arginare anche lo sviluppo di Taranto, essa è da sempre costituita da una piana molto fertile; costeggiata da due fiumi, il Bradano e il Basento, stringe stretti rapporti commerciali con la Basilicata. Le attività principali erano l’artigianato (produzione di vasi) e l’agricoltura ed il piccolo commercio di questi prodotti.
La maggior parte delle monete utilizzate nella Messapia provenivano da Metaponto. A differenza delle altre città, fu Metaponto a introdurre le monete in bronzo e coniò monete anche in oro. A Cavallino è stata rinvenuta la prima moneta in piombo di Metaponto: esse erano facilmente riconoscibili dagli antichi per il loro peso, maggiore a parità di moneta, dal colore e soprattutto dal suono che producevano.
Monete di Metaponto
Monete di Metaponto: Statere largo D/ Spiga d’orzo con l’immagine impressa sul e a lato di questa una locusta, mentre sul R/ un delfino.
Statere medio e piccolo D/ Spiga d’orzo con ala di Pegaso, R/ una svastica (entrambi i simboli riconducibili alla monetazione di Corinto).
- Trobolo D/ Spiga – R/ Bucranio
- Dio Bolo D/ Spiga – R/ Seme di grano
Stateri incusi anche con altri simboli, come lucertole etc. (500 – 480 a.C.). Statere incuso di Metaponto, ribattuto su un didramma di Gela (si nota infatti che nella moneta vi erano presenti le immagini di un cavaliere a cavallo e di un toro con faccia umana).
Stateri a doppio rilievo Herakles e Apollo Lykaios (440 – 430 a.C.). Statere con tipo dei “Giochi di Acheloo” /R (440 – 430 a.C.). Acheloo era un fiume della Grecia, dove una volta bonificato vennero effettuati dei giochi; veniva rappresentato con la testa di toro e il corpo umano.
La simbologia sulle monete sta a volte ad indicare la diversa officina di appartenenza, l’autorità che l’ha prodotta, o anche lo stock di metallo utilizzato. Un’altra peculiarità delle monete di Metaponto è che, a volte, sulla moneta vi era scritto il nome della divinità rappresentata. Spesso, infatti, la penuria d’argento portava alla riconiatura di monete provenienti da altre parti.
Riconiatura e imitazione monetaria
La riconiatura può alcune volte essere utilizzata come termine per stabilire la cronologia di una moneta (se ad es. troviamo una moneta riconiata di cui non conosciamo la datazione, ma che presenta ancora tracce riconoscibili di immagini appartenute a monete di altre zone di cui conosciamo la datazione, allora quella data può costituire un termine, cioè essa è presente quanto meno dal periodo in cui esisteva o era ancora in circolazione la moneta a noi nota).
Tra l’altro alcune popolazioni lasciavano volontariamente simboli della moneta precedente apparire su di una moneta riconiata, è questo per notare che quelle monete potevano far parte di un bottino di conquista e quindi della superiorità di una città su di un’altra. La riconiatura avveniva solo tra monete con lo stesso sistema ponderale, ovvero stesso peso in metallo; quando ciò non era possibile, le monete venivano fuse e poi coniate.
L’imitazione monetaria di una città su di un’altra, a volte può essere semplicemente spiegata con una diffusione di quel determinato simbolismo ad esempio quello di Atena che ha portato alla produzione di monete con la testa di Atena e la civetta in zone diverse dalla Grecia, come molte zone della Magna Grecia.
Altri esempi di monete di Metaponto
Statere con D/ Apollo seduto; R/ Spiga d’orzo (430 – 400 a.C.). Statere con D/ Zeus Eleuterios (con corona di Alloro); R/ Spiga + Cavalletta. Statere con D/ Kore; R/ Spiga + Cavalletta. Statere con D/ Testa di Leukippos (Leucippo); R/ Spiga con uccello/fulmine.
Leucippo è raffigurato con l’elmo corinzio: sull’elmo vi è una quadriga condotta da una Nike, sulla paragnatide, la parte dell’elmo che copre la nuca, un cavalluccio marino. Fuori dal volto vi è un cavallo/grifo. Statere con Apollo Karneios (con orecchie animalesche). Statere con Demetra (con corona di Spighe).
A Metaponto venivano usato molti divisionari (in bronzo e di piccolo taglio), perché vi era un’economia interessata da tutte le classi sociali (anche i poveri); era molto diffuso il piccolo commercio (in bronzo quindi perché rispondeva all’esigenza anche degli indigeni, la moneta è sempre funzionale al tipo di commercio che una città offre).
Transizione dall'argento al bronzo
In ambiente italico le prime monete in bronzo sono fuse, in Grecia invece erano coniate. Perché in Grecia si passa da monete in argento a quelle in bronzo?: Perciò; i cittadini si spostano dalle campagne alle città; nelle città c’è l’ampio utilizzo di monete in bronzo.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Numismatica antica
-
Numismatica antica
-
Lezioni, Numismatica antica
-
Numismatica antica, appunti corso Savio