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Numismatica antica

La numismatica è la scienza di tipo storico che ha come oggetto di studio la moneta; in sé è abbastanza recente: si è sviluppata alla fine del Settecento come disciplina scientifica nata nell'interesse che risale all'Umanesimo, periodo illuministico, ma ha come discendente una disciplina antiquaria: anche Petrarca aveva un certo interesse per le monete. Di fatto, la disciplina com'è adesso si è formata veramente, nelle forme simili a quelle attuali, tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, arricchendosi ulteriormente poi di una serie di sfumature alla fine del secolo.

Numismatica antica e medievale

Si parla, più nello specifico, di numismatica antica quando l'oggetto di studio sarà la moneta vista nei suoi aspetti dell'antichità. Nell'Ottocento è nata anche la numismatica medievale. La numismatica antica è anche suddivisa in diversi sottosettori: innanzitutto cronologicamente si intende lo studio delle monete prodotte da popolazioni appartenenti al mondo antico (Greci, Romani e altre popolazioni "collaterali" come i Celti, i Parti, i Cartaginesi, etc., popolazioni che hanno vissuto in qualche modo a contatto con la civiltà greco-romana).

L'enfasi sull'aspetto greco non è del tutto immotivata; non è un'etichetta "eurocentrica": la moneta, fisicamente, è essenzialmente greca come sviluppo; le altre popolazioni che hanno adottato questo tipo di moneta lo hanno adottato come conseguenza del contatto con le popolazioni greche: di fatto quindi si potrebbe dire che la numismatica antica è lo studio della moneta greca e delle evoluzioni che questa ha avuto nel tempo anche presso altre popolazioni.

Limiti cronologici dello studio

Il limite cronologico di studio sarà di fatto dalle origini più o meno precise, mentre il limite cronologico del periodo oggetto di studio è più impreciso perché i numismatici non si sono mai messi d'accordo dove finisse la numismatica antica e dove cominci quella medievale: di fatto, quindi, si adotta come limite cronologico il 476; in senso più stretto, nel campo numismatico, si adotta per convenzione il regno di Anastasio, un imperatore bizantino di tardo V sec. p. Ch. n.: questi avviò una riforma monetaria tale da mutare il sistema sviluppatosi nell'antichità.

Caratteristiche delle monete antiche

Le monete antiche sono oggetti che in qualche modo condividono alcune qualità: sono state cioè moneta; infatti, sembrerà strano, da un certo punto di vista non c'è differenza tra usare delle conchiglie come monete o quei dischetti di metallo che oggi si intendono come tali. Di fondo c'è un'ambiguità di capire cosa sia la moneta: il discorso su cosa sia una moneta è ancora oggi aperto; d'altra parte questa ambiguità è più grave per un italiano rispetto a chi parla altre lingue.

Dietro alla parola «moneta» si nascondono due aspetti: la moneta è sia un oggetto sia un concetto, una convenzione, un qualcosa di astratto; ma in entrambi i casi non si può prescindere dall'altro aspetto per definire ciascuna delle due "parti" della moneta. Fino a non molto tempo fa non esisteva il concetto di moneta senza una sua fisicità, anche se da un po' di tempo esiste la moneta elettronica: la mancanza di fisicità della moneta è qualcosa di molto recente.

Funzioni e forme delle monete

È importante tenere conto che la numismatica non studia solo i pezzi di metallo, ma anche le funzioni della moneta: si parla anche di come venivano utilizzate le monete, come servivano, e a quali fenomeni sono state soggette. La moneta ha la forma che tutti oggi conoscono perché è la forma che, dal punto di vista dell'evoluzione culturale, si è imposta nella società e di fatto è l'erede, anche adesso, della moneta greco-romana: si è fatto sì che la moneta della cultura greca avesse quella forma; quindi la moneta è un dischetto di metallo che riporta dei segni, mentre non si può sapere se un dischetto di metallo senza alcun segno sia stato utilizzato o no come moneta (perché non avrebbe nulla che lo possa definire tale).

Quando si dice però che la moneta è tonda, si intende una sorta di selezione degli oggetti da un certo punto di vista. La differenza che c'è tra una moneta di metallo ed una carta dello stesso valore è solo materiale: l'oggetto moneta è quindi in primo luogo un tondello di metallo, però può assumere anche altre forme fisiche come quelle in carta. In un certo momento del XVIII sec. in Canada veniva utilizzata come moneta la pelle degli animali: la moneta in quanto tale, dal punto di vista fisico, potrebbe infatti assumere tantissime forme; dal punto di vista più vicino alla cultura moderna, per moneta si intende invece un oggetto preciso, anche se ci sono delle eccezioni e delle stranezze particolari: esistono anche delle monete quadrate, ma di fatto questo non cambia molto.

Concetto di moneta

Più difficile invece è capire cosa si intenda come concetto di moneta: fondamentalmente è moneta l'oggetto che svolge un certo numero di funzioni; la riflessione degli economisti fin dal Settecento ha dato luogo ad una discussione molto accesa su quale sia la funzione principale di una moneta; il fatto che la moneta sia un mezzo di scambio è un'idea molto diffusa: è forse l'idea più diffusa fra gli economisti settecenteschi. In realtà, le cose non sono così semplici, perché la funzione di scambio non è storicamente la funzione principale che faccia sì che certi oggetti abbiano funzione di moneta rispetto ad altri; si può quindi dire che la moneta è riconoscibile da tre funzioni principali secondo gli economisti: un oggetto è moneta quando è utilizzato nei pagamenti, quando è utilizzato come misura, e quando è utilizzato come mezzo di scambio indiretto; questo è quello che viene tuttora spiegato nei manuali di economia.

Questa visione, però, se confrontata con la situazione storicamente attuatasi nelle società primitive e arcaiche, non è del tutto soddisfacente: gli studi antropologici hanno individuato quattro funzioni; inoltre, le tre funzioni precedenti sono riconosciute dagli economisti in una visione in cui si teorizza una moneta che funziona come quella attuale, cioè una moneta che funziona in una società di tipo capitalistico. Gli studi sull'antichità hanno invece fatto capire come non sia del tutto attribuibile a società premoderne lo stesso comportamento economico post-industriale: si è capito che le società antiche agiscono a volte seguendo delle regole economiche che non sono proprio tali; per esempio, era molto forte il valore dello status delle persone: non si tratta di piccoli individui consumatori.

Moneta moderna e antica

La moneta antica chiaramente non potrà essere una moneta come quella moderna, moderata da banche e ministri: è una moneta che è fatta per una certa società che non è quella moderna. Genericamente bisogna pensare che la moneta antica è in qualche modo più "primitiva" di quella moderna: inoltre bisogna anche tener conto che la moneta antica non necessariamente svolge allo stesso modo tutte le funzioni che sono state riconosciute alla moneta moderna.

Non necessariamente le monete premoderne soddisfano tutte e tre le funzioni suddette: in realtà, come hanno dimostrato studi antropologici, si dovrebbe dire che un oggetto è moneta se soddisfa almeno una delle tre di quelle funzioni. A queste tre funzioni si aggiunge una quarta funzione.

Vi è quindi da un lato il mondo dell'economia moderna che vede la moneta in una prospettiva moderna, e dall'altro lato vi è una prospettiva di moneta molto più ampia che la vede calata in situazioni di società che non sono moderne. La moneta moderna è universale, mentre quella antica può a volte non essere una moneta universale e servire quindi a solo determinati scopi: non bisogna pensare che sia un semplice livello di civiltà arretrata; nell'Egitto faraonico, per esempio, esisteva un concetto di moneta adeguato alle misure, ma nell'uso non si usava il metallo ma grano od altri oggetti utilizzati così spesso che in sé acquisivano funzione di moneta. In Mesopotamia si usava come unità di misura l'argento, ma come mezzo di scambio si utilizzava il grano, però attraverso l'argento.

Con l'invenzione greca della moneta come la si conosce oggi, ci si avvicina molto ad una situazione di moneta universale anche per l'antichità. La funzione specifica della moneta come mezzo di scambio è la funzione per cui un oggetto particolare (o una serie di oggetti) viene utilizzato come oggetto che interviene in uno scambio di tipo commerciale: nella compravendita non si ha uno scambio diretto tra oggetti, ma si fa intervenire un altro oggetto per cui lo scambio non avviene direttamente ma attraverso il tramite di una moneta. La moneta è quindi una "terza merce", un elemento che interviene dall'esterno.

La moneta arriva quindi a modificare la situazione di scambio diretto che si definisce baratto, che è lo scambio diretto di due oggetti che servono direttamente ai due estremi dello scambio. Quindi, quando per vari motivi negli scambi iniziano ad essere utilizzati come mezzo di scambio degli oggetti particolari (che non sono ricercati in quanto oggetti per uso diretto ma perché servono per funzione di scambio), si crea questa funzione che è quella dell'oggetto moneta. E questa è la funzione più intuitiva.

C'è tuttora una discussione se questa sia stata la funzione primaria della moneta o secondaria, fondamentale o no: secondo alcuni economisti moderni una moneta non può non avere questa funzione, anche se certi studi antropologici hanno fatto capire che così non è necessariamente. Vi sono degli oggetti che vengono utilizzati per soddisfare delle obbligazioni: un soggetto deve qualcosa a qualcuno (non si tratta di uno scambio commerciale: è una questione che un soggetto debba qualcosa a qualcuno per motivi sociali) e soddisfa questa obbligazione dando a questa persona un oggetto.

Funzioni della moneta

Ora bisogna capire che differenza c'è tra la moneta intesa come mezzo di scambio e la moneta intesa come mezzo di pagamento: nel primo caso si ha la moneta che viene utilizzata in cambio di una merce (e quindi si ha teoricamente uno scambio alla pari: il valore della moneta dovrebbe essere uguale a quello della merce), mentre nel secondo caso si è in una situazione più asimmetrica perché una persona deve qualcosa a qualcuno obbligata per motivi extra-economici e per soddisfare questa esigenza deve all'altra persona un oggetto che serve da moneta (è il caso delle tasse nel mondo moderno: i sudditi devono dare dei tributi ad un capo e si può creare la situazione per cui questi tributi vengono soddisfatti con particolari oggetti; e in tal caso questi oggetti che vengono utilizzati acquisiscono una funzione monetaria).

Per quanto riguarda la moneta come mezzo di tesaurizzazione, può capitare che le famiglie accumulino delle ricchezze secondo diverse forme (per ammasso e poi uso diretto) oppure può capitare che dei gruppi scelgano di crearsi una riserva di un oggetti particolari che serviranno per altre funzioni in futuro (la scelta è diretta a oggetti che possono essere ben conservati). Di fatto, la moneta come mezzo di tesaurizzazione è una sorta di assicurazione sul fatto che in futuro si dovranno fare pagamenti o scambi.

Infine, esiste la moneta come unità di misura: è l'aspetto più astratto della moneta; si scelgono particolari oggetti che servono da standard per misurare il valore di altri oggetti: questi oggetti possono essere molto tipici (come il bestiame); questi oggetti standard diventano monete. Nell'Egitto faraonico, per esempio, assumono il valore di moneta degli oggetti fissi di metallo. Dal concetto di moneta come unità di misura nasce anche il concetto della moneta scritturale, cioè della moneta scritta (in registri, la prima forma di moneta "virtuale").

Monete antiche: funzioni e differenze

Le monete antiche possono avere tutte le funzioni oppure solo alcune: tendenzialmente, la moneta di tipo greco ha tutte queste funzioni; però ci sono delle differenze tra moneta e moneta. Alcune monete sono più universali di altre: le monete d'oro, per esempio, vengono utilizzate molto poco come mezzo di scambio, perché hanno un valore troppo elevato e vengono quindi utilizzate di più come mezzo di tesaurizzazione; d'altra parte, si usa un peso delle monete non fisico: l'unità di misura del mondo romano, per esempio, è il sesterzio. Anche la moneta romana, quindi, è una moneta che serve come mezzo di scambio e mezzo di pagamento.

La moneta può assumere storicamente diverse forme: possono essere delle tavole di rame, il bestiame, le pelli, etc. (sono monete che hanno origine ideale); nell'àmbito dell'antichità, prima della moneta greca, si hanno diverse esperienze monetarie diversificate: per esempio, nel mondo romano esistono due parole che distinguono la moneta come oggetto e la moneta come concetto, parola che si riferisce all'àmbito semantico del pecus, che si chiama pecunia, il «bestiame»; e nonostante il discorso sia molto complesso, è indiscutibile, sia dal punto di vista etimologico sia dalle fonti arcaiche, che ci sia stato un momento nella storia romana in cui, nel Lazio arcaico, alcune funzioni monetarie erano svolte dal bestiame.

Cose molto simili si hanno in Grecia, prima dell'invenzione della moneta. Vi sono delle testimonianze archeologiche non molto chiare che fanno emergere una serie di oggetti che ebbero uso di moneta e ne derivò poi la vera moneta: si tratta dei «pani di rame», o «peni di bue», che sono dei grossi blocchi di rame che si ritrovano abbondantemente in una vasta area del Mediterraneo e che, secondo alcuni studiosi, potevano avere delle funzioni monetarie; potevano servire o come mezzo di scambio o come mezzo di tesaurizzazione. Questi pani di rame sono stati sia ritrovati sia raffigurati nell'antichità (per esempio su un bronzetto cipriota o su delle rappresentazioni egiziane); fino a non molto tempo fa, questa funzione monetaria era accettata abbastanza da tutti: in realtà, da qualche decennio la discussione si è molto riaperta e tendenzialmente l'opinione che sta prevalendo è quella che si trattasse di riserve di metallo.

Però sta di fatto che l'uso di oggetti di metallo sembra avere una storia abbastanza lunga nel Mediterraneo: infatti in diverse zone, sia del Mediterraneo che dell'Europa centrale, si trovano testimonianze di oggetti di metallo che sembrano dover avere funzione monetaria.

Sembrerebbe che prima dell'invenzione della moneta già si stesse diffondendo in diverse zone del Mediterraneo l'uso di privilegiare diversi oggetti di metallo, a volte con forme di oggetti di uso comune, con qualche funzione di tipo monetario.

Dai poemi omerici si ha un qualche indizio su alcuni usi monetari precedenti l'invenzione della moneta, proprio in àmbito greco (anche se si può ben immaginare quanti problemi pongano i poemi omerici come fonte): un episodio molto interessante per capire quali potevano essere alcuni usi monetari, viene dai funerali di Patroclo (Canto Ψ, 700ss.), accompagnati da delle gare in cui si cimentano anche gli altri eroi greci; Achille stabilisce dei premi che di per sé non hanno valore monetario, ma è interessante notare che questi premi vengano definiti secondo un valore: per esempio, il primo premio della lotta è un grande tripode, che viene definito col valore di dodici buoi, mentre il secondo premio è una donna del valore di quattro buoi. Ciò vuol dire che chi ha ideato questo Canto descrive una situazione in cui si capisce, per esempio, che i buoi avevano una funzione di misura del valore, e si arriva per misurare il valore dei premi.

Definire una moneta è un qualcosa di ambiguo, perché è sia oggetto che concetto: deriva da una convenzione; le funzioni che fanno sì che un oggetto sia moneta sono quella mezzo di scambio, quella di pagamento, quella di tesaurizzazione e quella di unità di misura.

Precedentemente alla moneta coniata, vengono utilizzati altri oggetti: questo utilizzo rimane comunque poco certo, e se ne ha notizia dai poemi omerici riguardo ad alcuni episodi in cui sembra di capire che almeno una delle funzioni della moneta è quella di contabilizzare l'unità di misura in buoi; le popolazioni greche vivevano a contatto con uno strato culturale più ampio: già dal primo arcaismo i Greci dimostrano di avere un'apertura notevole verso il Mediterraneo. La colonizzazione greca comincia nell'VIII sec. a. Ch. n.; tra i vari oggetti utilizzati come moneta, i Greci potevano trovare, nei loro contatti, sia bestiame sia metallo (sotto diverse forme): in Italia centrale, per esempio, si utilizzava il metallo grezzo (indicato col termine latino aes) diffuso per dotare le popolazioni di una forma monetaria da utilizzare con i Greci.

Mettendo insieme le testimonianze omeriche e quelle che vengono dall'archeologia e alcune testimonianze tramandate posteriormente dagli autori greci, si può delineare un panorama abbastanza definito di cosa utilizzassero le popolazioni greche come moneta tra VIII e VII sec. a. Ch. n.; sembra che le popolazioni greche avessero privilegiato ad un certo punto l'uso di due categorie di oggetti con funzioni monetarie: da un lato ci sono manufatti di metallo che hanno delle forme ben definite.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/04 Numismatica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alberto.longhi55 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Numismatica antica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Lucchelli Tommaso Maria.
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