Capitolo 2 – Industrializzazione e città: il grattacielo come tipo e simbolo
La fine del 1800 e gli inizi del 1900 segnano in America un periodo abbastanza decisivo e rilevante per quanto riguarda le nuove forme concepite dall’architettura in generale. L’introduzione di nuovi materiali come il ferro, vetro e acciaio fa sì che per i “nuovi” architetti sia un periodo di formazione creativa che li spinge nella nuova ricerca di forme date da questa introduzione di un nuovo modo di costruire grazie agli ultimi ritrovati nel campo dei materiali da costruzione. Possiamo quasi dire che le città in questo periodo (come Glasgow e Barcellona) erano volte alla ricerca di una propria identità nell’ambito dell’architettura.
La situazione del Nord America era in qualche modo differente, viste le sue tradizioni così recenti, d’altronde non si poteva fare diversamente. La situazione delle città del Nord America era basata su un principale e monotono schema formato da oggetti singoli circondati da ampi spazi. Vaste griglie costituivano quindi la città americana tipo di quegli anni. L’opera di modernizzazione che si voleva fare in questo caso era lasciare le cosiddette “boulevard” al sociale. Questo veniva quindi reso possibile grazie al fatto di lasciare aria, luce e verde all’interno dell’intelaiatura urbana preesistente creando così con le strade vecchie e nuove una sorta di palcoscenico sociale. La possibilità di mobilità fu la chiave del nuovo progresso sociale.
Le infrastrutture industriali non obbedivano più quindi alle tradizionali regole di gestione dello spazio urbano, e cominciavano a formare un’immagine coerente come la città come interno, la città vista come un unico blocco e non differenziata dalla sparsa collocazione di edifici circondati da ampi spazi inutilizzati e adibiti a semplici strade di collegamento. La funzione degli edifici diventò molto rilevante infatti si guardò al progresso come alla costruzione di edifici con un proprio scopo finale, uffici, depositi e fabbriche. La macchina e l’industrializzazione quindi potevano essere prese come una forma di progresso, un modo per guardare al futuro delle nuove costruzioni.
Dall’altra parte però questo modo di interpretare la città poteva essere visto come una violenta forma distruttrice che remava contro la natura e schiavizzava le più povere classi operaie. Il quartiere povero, come quello della ferrovia assumeva quindi sempre più un carattere standardizzato e identico a prescindere dalla loro localizzazione all’interno della città. Karl Marx e Friederich Engels; il fatto che la città stava privando il proprio territorio della natura che ci precedeva, decisero di portare loro stessi la natura all’interno della città.
Si decise quindi di partire dalle strutture più standardizzate, le stazioni ferroviarie. Questa corrente, scomponeva le normali masse di muratura e apriva lo spazio, facendo posto alle ampie pareti vetrate con struttura portante in ferro che andavano a regalare ampie illuminazioni durante il giorno lasciando lo spazio abbastanza naturale e non cupo come lo lascerebbe una normale copertura opaca. Un simbolo che racchiude a pieno tutte le caratteristiche tipiche e fondamentali di questo periodo è il Crystal Palace realizzato da Joseph Paxton.
Questo edificio, fu realizzato e assemblato interamente con elementi standardizzati in ferro, legno e vetro rivelando così un senso di spazio, trasparenza e leggerezza come mai nessuno aveva fatto fino a quel periodo. Il suo scopo era quello di carattere prettamente espositivo per far concorrenza ai suoi rivali, infatti ospitava la Great Exhibition. Il Crystal Palace indusse molti a ritenere che gli standard adottati fino ad allora non avevano più un senso vero e proprio, erano stati privati di ogni valore. Era quindi, la prova di una nuova architettura.
Ruskin equiparò la standardizzazione delle cose come la morte dell’artigianato, infatti secondo esso, il progetto deve essere in armonia con lo scopo a cui è finalizzato, e dove non è possibile, essere almeno in armonia con esso. La forgiatura sempre più di vasta scala del ferro, con forme sinuose e prettamente volte all’abbellimento, diventò quindi un’idea obsoleta e lasciata alle spalle. Ci fu quindi l’introduzione del fatto che il ferro, doveva essere usato per le sue capacità, usato quindi nella costruzione dello scheletro di grattacieli che sarebbero cresciuti così rapidamente all’interno delle città in costruzione.
Si guardò quindi alla costruzione di edifici (Grattacieli), poco costosi e funzionali che si potessero costruire in fretta. Le superfici rettangolari erano quindi il top per quanto riguarda i parametri di costruzioni necessari e utili che si cercava. La prima espressione di questo fatto, ci fu a Chicago infatti tra il 1880 e il 1890 era il punto di raccordo della più grande espansione ferroviaria verso Ovest. Fu proprio qui, a Chicago che si creò la Chicago School, un “movimento” di un gruppo di architetti volti alla costruzione delle nuove forme che avrebbero poi riguardato la costruzione dei grattacieli in quel periodo.
La Chicago School e Henry Hobson Richardson
Uno dei suoi maggiori esponenti e da cui possiamo attribuire il tutto, ovvero il punto di partenza fu Henry Hobson Richardson. Richardson può essere definito il pioniere di quella che poi avrebbe riguardato la Chicago School infatti cominciò a lavorare con imponenti masse di pietra o mattone, tagliate da archi che terminavano con torri quasi dall’aspetto medievale smontando così le teatrali coperture che si erano costruite fino a quel momento. La caratteristica della costruzione dei suoi edifici, andava a simboleggiare un’America in transizione da realtà rurali, a realtà urbane e più applicabili alla civiltà moderna di quel periodo. L’architettura di Richardson si collocò quindi a cavallo tra il vecchio e il nuovo mondo. Le sue costruzioni erano principalmente composte da una struttura portante/scheletro in ferro mentre le tamponature erano eseguite in muratura.
Il contributo più rilevante di Richardson all’architettura americana fu il Marshall Field Wholesale Store costruito tra il 1885 e il 1890.
Sullivan e l'auditorium di Chicago
Uno dei maggiori simboli di quel periodo fu anche l’Auditorium progettato da Luis Sullivan e Dankmar Adler a Chicago tra il 1886 e il 1889. Questo fu uno degli insegnamenti portati da Richardson che si trasmise agli architetti successivi come lo stesso Sullivan. Auditorium: ampie luci in ferro con un torrino a ricordo della città medievale con riferimenti alle costruzioni precedentemente adottate da Richardson. Ampie fondamenta per il terreno paludoso sottostante. Fusione di muratura e struttura in ferro, motivo floreale del bar, riscaldamento e ventilazione.
Sullivan decise che il grattacielo avrebbe avuto un’enfasi verticale, in modo da elogiare al massimo la sua maestosità con l’altezza e l’imponente presenza sul terreno. Il grattacielo secondo Sullivan doveva basarsi su una “colonna” volta verso il cielo che da tipo a tipo, avrebbe cambiato pochissime cose mantenendo però sempre uno stile ordinario e standardizzato, volto alla pubblicità della propria immagine come architetto.
Gli architetti della Chicago School prestarono maggior attenzione al singolo grattacielo, non facendo però attenzione alla serie di grattacieli che si stava formando in questa città vista la costruzione di strutture così massicce e così alte. Le strade risultavano quindi, buie, rumorose e inquinate, risultavano una serie di “rettangoli muti” sovrastati da enormi blocchi indirizzati verso il cielo.
La legge sull'aria delle strade e la fiera mondiale di Chicago
La legge che vincola l’aria delle strade fatta nel 1916 prevede che superata una determinata altezza il grattacielo abbia un restringimento del suo perimetro in modo tale da permettere alla luce e all’aria di entrare costringendo quindi i progettisti a progettare degli edifici con una base larga come il lotto a loro concesso ma che mano a mano si eleva verso l’alto si restringa in modo tale da rendere vivibile l’ambiente sottostante formato dalle strade della città. Se però occupo solamente 1/4 del lotto e posiziono l’edificio al centro, posso costruire senza limiti di altezza o restringimento.
Nel 1983 ebbe luogo a Chicago la fiera mondiale alla quale venivano esposti tutti i progetti. Lui Sullivan fu qui che pubblicò quella che poi sarà la sua ultima opera ovvero il Carson Pirie Scott Store. Carson Pirie Scott Store: viene fatta maggiore attenzione a quello che è lo sviluppo orizzontale dell’edificio piuttosto che quello verticale in modo così da non ostacolare le vie e strade sottostanti. Il procedimento e il metodo di costruzione è quello standardizzato adottato da Sullivan anche nelle costruzioni precedenti facendo però maggiore attenzione ai dettagli visto il contesto a cui è stato presentato. Il grattacielo prese il posto delle lontane ormai ferrovie con il loro tipo di costruzione in ferro a scheletro volto solo all’abbellimento, ma rendeva più industrializzata e funzionale la città aumentando così l’idea di periferia e centro città.
Capitolo 3 – La ricerca di forme nuove e il problema dell’ornamento
L’Art Nouveau, stile Liberty o Modern Style, si sviluppa tra il 1890 e il 1910 a Bruxelles, e come primo campo colpisce l’arte nella sua più basilare forma artistica. Poco più tardi prenderà piede anche nell’architettura. Le caratteristiche principali di questo movimento, sono, come prima cosa, l’utilizzo di nuovi materiali grazie allo sviluppo tecnologico come il ferro (inteso come struttura portante) e la ghisa. Per quanto riguarda il metodo costruttivo invece, gli architetti cercano una linea curva, degli ornamenti che richiamino la natura con motivi floreali.
Victor Horta e l'Art Nouveau
Victor Horta viene definito uno dei primi pionieri e promotori dell’Art Nouveau, in quanto fu il primo a sperimentare questo genere di stile negli ultimi decenni del 1800. Una delle sue opere più significative è proprio: Hotel Tassel – Bruxelles 1893 visto lo stretto spazio della facciata, l’edificio viene sviluppato verso l’interno.
- Vengono introdotte per la prima volta strutture metalliche di altissimo artigianato su un edificio di piccola portata.
- Natura artificiale all’interno dell’edificio rappresentata nei motivi floreali in ferro che compongono la scala per l’accesso al piano superiore.
- Mosaici all’interno raffiguranti sempre la natura.
- Ogni riferimento è un pezzo di alto artigianato con riferimenti alla natura in modo tale da rendere l’artigianato un elemento di una nuova borghesia.
Maison du Peuple – Bruxelles 1896-1899
- Costruito per un partito di operai belga.
- Funzione di: politico/sindacale, commerciale, ricreativa.
- Struttura metallica con rivestimento in pietra nella parte basamentale.
- Luogo luminosissimo in cui anche gli operai potevano avere una discreta condizione sociale.
- Aria e luce erano le principali caratteristiche di lusso per una classe operaia di quel periodo.
- Copertura ondulata in modo da ridurre al minimo l’eco visto l’edificio così ampio.
Hector Guimard e la metropolitana di Parigi
Hector Guimard fu incaricato della costruzione delle uscite delle stazioni metropolitane di Parigi. Le sue decorazioni risultarono fondamentalmente in ferro con motivi e richiami floreali in modo tale da portare la natura anche all’interno delle grandi città. Le sue produzioni, anche se di alto livello di artigianato, risultarono in serie.
Rennie Charles Mackintosh e la scuola d'arte di Glasgow
Fu il primo promotore dell’Art Nouveau in Scozia, la sua architettura risultò molto severa, basata su semplici forme rettilinee che oltre a svolgere il ruolo prettamente strutturale facevano da ornamento e da scultura alle sue opere. Nel 1897 vince il concorso per il restauro della Scuola d’Arte a Glasgow, la quale fu una delle sue più importanti opere mai realizzate vista anche la difficoltà che questa presentava in quanto il terreno presentava un’elevata pendenza. Mackintosh riuscì a distribuire omogeneamente tutte le stanze in base all’utilizzo a cui erano finalizzate in modo tale da vincere le difficoltà che si presentarono per questo tipo di struttura.
- Nuovo linguaggio nell’utilizzo dei materiali innovativi come il ferro, reinterpretando però il passato.
- Massiccia presenza di vecchi elementi (pietra) che vengono tagliati dal moderno (ferro).
- Le grandi finestre in questo caso furono rivolte a Nord per scelta del progettista in modo tale che la luce filtrante, non poteva modificare le ombre all’interno.
- L’ingresso è molto caratteristico visto che sopra la porta d’entrata si trovava un’imponente struttura in metallo contenente lo studio del direttore in segno di controllo della struttura.
- Ogni elemento era finalizzato al proprio scopo.
- Ferro battuto e discretamente decorato in modo tale da agevolarne la pulizia.
- Grandissima cura verso gli arredi interni (che verranno rielaborati in seguito da Wright).
- Biblioteca molto caratteristica con colonne in legno che sorreggono il soppalco, viene a crearsi quindi un ampio ambiente “culturale”, uno spazio tranquillo in cui studiare e approfondire le conoscenze con una luce perfetta.
- Gli elementi della biblioteca, seppur rappresentino un ambiente diverso riescono a riprendere i motivi dell’intera struttura esterna.
- Lampade particolari oggetto di interesse.
Vienna
Questo periodo per la città di Vienna...
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