APPUNTI Economia Monetaria
Che cos’è la moneta?
A di là della propria esperienza personale, capire, e quindi definire, cosa è la moneta non è
affatto semplice.
Storicamente si possono distinguere (1° distinzione) due tipi di moneta:
1. La moneta MERCE: che poteva essere una qualunque merce, specifica o meno
(conchiglie, capi di bestiame ecc..). Doveva però avere delle caratteristiche particolari
per assolvere alla sua funzione, quali la durabilità e la lavorabilità (per ottenere pezzi di
questa monete merce di entità diversa). Un riferimento alla moneta merce lo si ha
avuto fino a pochi decenni fa, cioè fino al crollo del sistema monetario internazionale
basato sulla convertibilità del dollaro in oro.
2. La moneta SEGNO: non è una merce perché il costo di produzione è irrisorio rispetto
al valore nominale ad essa attribuito (la banconota da 500 euro ha lo stesso costo di
quella da 5 eppure il loro valore nominale è completamente differente). Tuttavia si
pone il problema dell’accettabilità da parte di coloro che operano gli scambi; per la
moneta merce non sussisteva tale difficoltà in quanto la merce ha valore intrinseco in
sé.
Oltre questa prima distinzione, è necessario operarne un’altra (2° distinzione):
1. Moneta LEGALE: può essere sia moneta segno sia moneta merce, a patto che le sia
riconosciuta la funzione di moneta da un ente statale e sopratutto deve avere la
proprietà liberatoria dei debiti, non solo tra privati, ma anche tra privato e Stato
(pagamento delle tasse tramite moneta legale, non tramite cambiale). Inizialmente vi
era uno stretto rapporto con la moneta merce, ovvero per una data moneta legale
corrispondeva una certa quantità di moneta merce (riserve auree a fronte
dell’emissione di moneta), per cui si poteva andare in banca e ottenere una certa
quantità di moneta merce.
2. Moneta FIDUCIARIA (non strettamente legata al concetto di moneta legale):
l’elemento essenziale della moneta è che vi sia fiducia per quanto riguarda il potere
liberatorio dai debiti e nel momento in cui ciò sussiste si possono sviluppare strumenti
monetari diversi, come possono essere le cambiali o gli assegni (c’è fiducia che dietro il
pezzo di carta ci sia qualcosa per cui effettivamente il pezzo di carta libera dal debito).
Da ciò si vedrà che, da una certa base di moneta, definita Moneta ad Alto Potenziale, si può
sviluppare un’offerta di moneta, che è un multiplo di questa base monetaria, che dipenderà
dall’ammontare di depositi bancari (che si potranno generare sulla base di questa moneta ad
alto potenziale).
Seppur quanto spiegato è parte integrante della definizione di moneta, è però ancora
insufficiente per comprenderne la natura (della moneta).
ECONOMIA MONETARIA ! 1
APPUNTI
Molti economisti, in particolare Hicks, rimasto noto per la frase «La moneta è ciò che la
moneta fa», seguono un approccio di tipo funzionale, ovvero per capirne la natura vanno ad
analizzare la funzione della moneta all’interno dell’economia. Tuttavia va sempre specificato
quale funzione si ritiene sia la più rilevante rispetto alle altre, perché, a seconda di quale si
ritiene più o meno rilevante, potremo avere diverse definizioni di ciò che è moneta.
In particolare si distinguono tre funzioni essenziali:
1. Unità di conto (o metro dei valori).
2. Mezzo di pagamento (o intermediario degli scambi).
3. Fondo di valore, cioè uno dei mezzi con cui è possibile trasferire ricchezza nel tempo.
Ovviamente non sono funzioni a compartimenti stagni in quanto se la moneta deve essere
uno dei mezzi per trasferire ricchezza nel tempo, al tempo t+1 dovrà comunque fungere da
mezzo di pagamento e dovrà comunque essere accettata come unità di conto dei rapporti di
debito e credito nell’economia che si sta considerando.
Inoltre a seconda dell’enfasi, maggiore o minore, che si pone su una o l’altra funzione
possiamo avere delle definizioni di ciò che è moneta molto differenti. Ancora, a seconda
dell’enfasi, si potrà determinare la teoria economica di riferimento. Ad esempio: in
un’impostazione di tipo neoclassico o tradizionale si farà riferimento alla moneta come mezzo
di pagamento; in un’impostazione più keynesiana invece si farà maggiormente riferimento
alla monte come fondo di valore e quindi su una nozione di liquidità.
Le funzioni della moneta
Mezzo di pagamento (2)
La moneta si è affermata storicamente come mezzo di pagamento, ovvero come qualcosa con
cui effettuare gli scambi (le transazioni) tra coloro che operano in una determinata economia,
perché, come si ritrova inizialmente nella di Adam Smith e
Ricchezza delle nazioni
successivamente in altri autori neoclassici come Menger, riduce i (concetto
costi di transazione
appartenente più a Menger che a Smith); si tratta di un’innovazione che permette di
agevolare gli scambi e di ridurre i costi associati all’attività di mercato. In altri termini la
moneta permette di economizzare tempo e risorse.
Ciò si può spiegare mediante un esempio pratico:
Si ipotizzi un’economia di puro baratto in cui il soggetto X possiede delle mele, però desidera
possedere delle albicocche; allo stesso tempo Z ha le albicocche però è disposto a scambiarle
per delle pere, possedute a loro volta dal soggetto Y che però desidera mele.
Starà al soggetto X scambiare inizialmente le proprie mele con le pere di Y e infine scambiare
queste ultime con le albicocche di Z in modo da poterne godere.
ECONOMIA MONETARIA ! 2
APPUNTI Riassunto visivo
Per far sì che lo scambio avvenga in maniera veloce, dovrebbe esserci tra i due agenti una
“coincidenza di bisogni”, altrimenti, come accade nell’esempio, uno dei soggetti dovrà
operare scambi fino ad avere effettivamente la merce che desidera uno degli altri per cedere la
propria al primo. Nel momento in cui c’è la moneta, invece, si potrà direttamente effettuare
un unico scambio con il soggetto interessato senza dover invece operare più scambi, che
divengono quindi dispendiosi di tempo e risorse.
Si può illustrare anche in maniera diversa, ipotizzando sempre un mercato di baratto in cui le
merci (che per ipotesi sono 5) possono essere scambiate con se stesse e con un solo altro bene
(in questo esempio poniamo sia il successivo. Avremo dunque C che si scambia con C , C
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con C e per contro C , C con C e C , infine C con
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