1° capitolo non profit
Con l’industrializzazione avvenuta nel corso della fine dell’800, accanto alle organizzazioni capitalistiche e alle imprese a proprietà pubblica, si sono sviluppate altre forme organizzative di particolare importanza. Tra queste, la più importante è l’organizzazione no profit.
Caratteristiche delle ONP
Occorre analizzare le caratteristiche delle ONP per poi evidenziare i relativi vantaggi e svantaggi rispetto alle organizzazioni lucrative. Oggi, purtroppo, bisogna dire che l’universo delle ONP sia molto variegato. Questo rende quindi difficile definire i confini e le reciproche finalità istituzionali.
Pertanto risulta molto difficile darne una definizione chiara ed univoca. Nonostante queste difficoltà, l’economista Hansmann ha cercato di dare una definizione di ONP, identificandole come quelle imprese in cui non vi è distribuzione di utili tra coloro che controllano e gestiscono le decisioni dell’organizzazione. Questa definizione, paradossalmente, porterebbe a considerare come ONP anche le SPA (società per azioni), ovvero organizzazioni capitalistiche con scopo di lucro, dove la proprietà è divisa dal controllo.
Dati i limiti che questa definizione presenta, oggi l’unica definizione in grado di unire tutto l’universo delle varietà di ONP è quella espressa da Salomon, il quale ritiene che le ONP si caratterizzano per le seguenti caratteristiche:
- Costituzione formale
- Autogoverno
- Vincolo di distribuzione degli utili
- Lavoro volontario in rapporto alla manodopera utilizzata
Confronto tra ONP e OFP
Nelle organizzazioni dal punto di vista dell’economista, il lavoro volontario e il vincolo di distribuzione degli utili sono gli unici elementi che delimitano i confini tra le ONP e le OFP (organizzazioni for profit).
Entriamo nello specifico della questione e immaginiamo che l’impresa sia una scatola nella quale entrano delle risorse, come il lavoro, il capitale, ed escono beni e servizi. L’acquisizione delle risorse e la cessione di beni sono il risultato di specifiche transazioni che coinvolgono gli individui e l’impresa, che sono alternativamente detentori di fattori produttivi e destinatari di prestazioni.
Nella tradizionale impresa for profit, l’acquisizione di beni avviene mediante la corresponsione di una controprestazione di ugual valore. L’acquisizione del lavoro avviene, quindi, a fronte del salario, mentre il capitale è ottenuto a fronte del pagamento di interessi. La cessione di beni avviene invece mediante il corrispettivo di un prezzo per la vendita di un bene o di un servizio.
Funzionamento delle ONP
Nel caso delle ONP, invece, l’acquisizione di risorse non comporta una controprestazione di ugual valore. Il capitale viene ottenuto mediante donazioni volontarie e contributi volontari di alcuni membri delle organizzazioni. L’acquisizione del lavoro è volontario, non prevede pertanto alcuna forma di salario. La cessione dei beni è invece gratuita; non c’è pertanto un prezzo di vendita o comunque qualora vi fosse sarebbe inferiore ai costi, pertanto non vi sarebbe alcuna forma di profitto.
Weisbrod ed altri studiosi ritengono inoltre che le ONP risolvano alcuni problemi legati alla produzione di particolari beni e servizi collettivi in presenza di consumatori con preferenze non omogenee.
Concetti economici relativi alle ONP
Per comprendere l’impostazione di Weisbrod, lo stesso approfondisce alcuni concetti che, in economia, riguardano le caratteristiche di un bene pubblico. Occorre infatti introdurre i concetti di escludibilità e rivalità nel consumo dei beni.
Si parla di escludibilità di un bene quando è possibile escludere mediante qualsiasi meccanismo dalla fruizione di un bene o di un servizio un altro soggetto. Pensiamo ad un soggetto titolare di un appartamento, che può escludere dall’accesso alla propria proprietà un altro individuo mediante l’uso di porte blindate o di cani da guardia. Ciò nonostante, non tutti i beni sono escludibili. Pensiamo infatti ad un soggetto che installa nel proprio giardino delle luci per illuminare l’atrio: di fronte a tale situazione, il proprio vicino non potrà essere escluso dai godimenti dell’illuminazione presente nel cortile. Oppure pensiamo a tutti coloro che si vaccinano per una malattia contagiosa: questi soggetti avvantaggeranno tutti coloro con cui quest’ultimo entrerà in contatto, in quanto non verranno contagiati.
Dall’escludibilità, altra caratteristica da tenere in considerazione è la rivalità nel consumo del bene. La rivalità nel consumo del bene si caratterizza quando il consumo di un bene da parte di un individuo impedisce il relativo consumo ad altri soggetti, es: se io mangio il fico, tutti gli altri individui saranno impossibilitati dalla possibilità di consumarlo.
La sussistenza di entrambe le caratteristiche avrà particolari implicazioni sul mercato. Si ritiene infatti che l’escludibilità di un bene faccia sì che il trasferimento di un bene avvenga in corrispondenza di una controprestazione economica, mentre la rivalità nel consumo dei beni fa sì che un individuo che voglia consumare un dato bene debba assicurarsene il possesso attraverso delle offerte. E quando l’ammontare di queste offerte è maggiore dei costi di produzione, si avranno degli incentivi per l’impresa che riuscirà ad aprire così un’attività.
Possiamo pertanto affermare che quando un bene è escludibile e rivale, ci troveremo di fronte ad un bene privato. Ma esistono anche casi in cui un bene, oltre ad essere non escludibile, è non rivale. In questi casi, dato che non è possibile escludere alcun individuo dal godimento di quel bene, gli operatori economici non potranno avere alcuna convenienza a produrre quel bene, perché non potranno stabilire alcun prezzo di vendita e non potranno recuperare i costi per la produzione di quel bene.
-
Schemi Economia non profit
-
Economia delle aziende non profit
-
La Cooperativa Non Profit - Tesina
-
Diritto degli enti non profit