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Università degli Studi di Palermo

Facoltà di Economia

Corso di Laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale

La cooperativa non profit: il percorso di un'esperienza personale

Di Giovanni Francesco Romeo

Per Economia della Cooperazione, del Terzo Settore e dell'Innovazione – Prof. Vincenzo Provenzano

Sommario

  • Introduzione pag. 2
  • 1. Il settore non profit in Italia
    • 1.1 Le origini pag. 3
  • 2. L'ordinamento giuridico in Italia
    • 2.1 Quadro normativo di riferimento pag. 4
    • 2.2 Codice civile pag. 4
    • 2.3 Le organizzazioni di volontariato pag 5
    • 2.4 Le cooperative sociali pag. 6
    • 2.5 Le associazioni di promozione sociale pag. 6
    • 2.6 Le imprese sociali pag. 6
    • 2.7 Le organizzazioni non lucrative di utilità sociale pag. 7
    • 2.8 Le organizzazioni non governative pag. 7
    • 2.9 La dimensione del non profit pag. 7
  • 3. La cooperazione in Italia
    • 3.1 Che cos’è una cooperativa? pag. 9
    • 3.2 Caratteristiche delle società cooperative pag. 9
    • 3.3 La cooperazione in cifre pag. 11
  • 4. La cooperativa non profit: il percorso di un'esperienza personale
    • 4.1 Introduzione pag. 12
    • 4.2 Come nasce una rete pag. 12
    • 4.3 Percorsi e progetti pag. 13
    • 4.4 Il futuro è nelle nostre mani pag. 14
  • Conclusioni pag. 16
  • Bibliografia pag. 17

Introduzione

Il "Terzo Settore" rappresenta quella parte dell'economia che non si riconosce né nell'economia statale né nell'economia di mercato, aprendo di fatto una terza strada che conduce ad un'economia che pone le sue basi non soltanto sulla ricerca del profitto a tutti i costi, ma che mira alla produzione di capitale sociale e migliori condizioni di lavoro.

Questo breve saggio cerca, dopo aver passato sinteticamente in rassegna le principali caratteristiche delle organizzazioni non profit (ONP) e delle cooperative, di creare alcune premesse, di carattere teorico e tecnico-pratiche, che stanno alla base del progetto di "Cooperativa non profit" descritta nell'ultimo capitolo.

La prima parte di questo saggio si sofferma sulla descrizione delle ONP dal punto di vista storico e legislativo con uno sguardo sulle diverse tipologie ammesse dal nostro ordinamento giuridico. Inoltre, alla fine del capitolo, il settore prende forma attraverso alcuni dati che forniscono la dimensione dell'impatto, in termini di occupazione e di PIL, che le organizzazioni non profit hanno sulla nostra economia.

Nel terzo capitolo, il percorso attraverso l'economia del terzo settore si sofferma sul mondo cooperativo. Questa speciale forma di impresa ammessa dal nostro sistema legislativo si sovrappone in diversi punti con le peculiarità delle ONP, soprattutto dal punto di vista della creazione di coesione sociale. Infatti, come vedremo, tra gli scopi della cooperativa è presente quello di creare migliori condizioni di lavoro ai soci, in modo da offrire una qualità della vita più elevata. Come per il precedente capitolo, alla fine cercheremo di dare corpo a questo settore attraverso alcuni dati sulla dimensione del fenomeno.

In ultimo, attraverso la descrizione di un'esperienza personale, conosceremo un esempio di come è possibile fare impresa ispirandosi ai principi del non profit utilizzando proprio la forma societaria della cooperativa.

1. Il settore non profit in Italia

1.1 Le origini

In Italia, alcune delle istituzioni e delle organizzazioni che oggi consideriamo parte del settore non profit, hanno una storia molto antica. Sono passati diversi secoli dalla nascita di alcuni ospedali gestiti da ordini religiosi, di molte opere pie che si occupavano di poveri, di alcune biblioteche storiche, di qualche università poi divenuta pubblica. Molti di questi soggetti hanno una matrice religiosa, anche se non mancano le istituzioni laiche. Si tratta spesso di istituzioni frutto della preoccupazione dei cittadini, della Chiesa e, più tardi dello Stato, per le condizioni di vita degli strati più sfortunati della popolazione, come i poveri o gli ammalati.

A fianco di queste istituzioni secolari ve ne sono altre assai più giovani delle precedenti e rappresentano l’esito di un processo e di esigenze completamente diverse. Si tratta di quella parte del non profit italiano che ha visto la luce con la nascita del movimento dei lavoratori: società di mutuo soccorso, cooperative di consumo e di produzione, associazioni politiche e sindacali. Queste organizzazioni, che hanno rappresentato il prodotto dell'autonoma capacità di organizzazione dei cittadini nel dare risposta ad alcuni loro bisogni fondamentali, sono ora cambiate. Alcune non esistono più perché molti dei bisogni che si proponevano di soddisfare trovano ora una risposta nell'amministrazione pubblica e, talvolta, nel mercato; altre sono profondamente cambiate, trasformate esse stesse in organizzazioni di mercato, come buona parte della cooperazione di produzione e consumo.

Ma oltre a queste istituzioni di tradizione secolare, gran parte del settore non profit del nostro paese ha una storia più recente, che può essere fatta risalire agli anni del secondo dopoguerra e per le parti più innovative, come quelle dell'impresa sociale, all'ultimo ventennio dello scorso secolo. Espressione di istanze solidaristiche, ma soprattutto partecipative, della società civile italiana, questa componente del settore non profit italiano è fatta di associazioni, di gruppi di volontariato, di comitati, di cooperative sociali create dal desiderio di contare e di incidere in prima persona sul contesto sociale, culturale, civile e economico del nostro paese.

Queste tre anime – una istituzionale e caritatevole, una seconda partecipativa e mutualistica, una terza partecipativa e solidaristica – continuano a convivere nel settore non profit italiano e si fondono talvolta in un insieme complesso e difficile da decifrare in cui si contemperano tradizione e cambiamento.

2. L'ordinamento giuridico in Italia

2.1 Quadro normativo di riferimento

Il settore non profit italiano è costituito da un insieme ampio e variegato di organizzazioni che si differenziano l'una dall'altra per dimensioni, struttura organizzativa e ruolo; questi organismi sono spesso diversi anche per la natura giuridica che li caratterizza e – dal punto di vista dell'ordinamento – non possono essere definite semplicemente come organizzazioni non profit poiché non esiste, nel nostro sistema di leggi, una simile definizione.

La legislazione italiana sul settore non profit è infatti un insieme composito di leggi cresciute in maniera disorganica nel corso del tempo e tuttora prive di un'adeguata sistematicità. La legislazione civilistica contenuta nel libro I del codice civile del 1942, che dovrebbe rappresentare la principale normativa del settore, ha infatti tenuto in vita alcune norme precedenti, come ad esempio la legge sulle società di mutuo soccorso (l. 3818/1886) o quelle sulle Ipab (l. 6972/1890), modificata solo di recente. Oltre a ciò, a questo insieme già complesso di norme, si sono aggiunti numerosissimi provvedimenti successivi; alcuni di natura ordinamentale, tesi cioè a regolamentare alcune particolari categorie che si suole far rientrare nel non profit, come le organizzazioni di volontariato (l. 266/1991), le cooperative sociali (l. 381/1991), associazioni di promozione sociale (l.383/2000) e le imprese sociali (d.lgs 155/2006), oggetto di apposite norme; altri provvedimenti hanno invece carattere fiscale e mirano dunque a regolare i rapporti tra particolari tipologie di organizzazioni non profit e il fisco, come ad esempio la legge sulle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (onlus) (d.gls 460/1997) o quella sulla deducibilità fiscale delle donazioni (l.80/2005); altri provvedimenti ancora riguardano la riforma del welfare, come la legge sull'assistenza (l.328/2000), e in modo indiretto l'operato del settore non profit.

Un'adeguata comprensione del trattamento legislativo del settore non profit italiano non può dunque prescindere dalla descrizione, seppur breve, delle tipologie giuridiche previste dal codice civile e delle principali leggi che hanno mirato a regolare categorie specifiche di enti.

2.2 Codice Civile

Le forme giuridiche tipiche del non profit italiano sono regolate dal Libro I del codice civile che distingue tra associazioni (riconosciute e non), fondazioni e comitati. Le associazioni sono quelle organizzazioni costituite da un gruppo di persone che si unisce per perseguire uno scopo e un'attività comune, di tipo non economico e non commerciale. L'associazione può essere riconosciuta o non riconosciuta, a seconda che abbia personalità giuridica oppure no. Il riconoscimento viene accordato dal presidente della Repubblica o, se l'associazione opera in un ambito territoriale limitato, dal prefetto o dal presidente della regione. Con il riconoscimento l'associazione diventa persona giuridica a tutti gli effetti, in grado di firmare contratti e obbligazioni, di rispondere con il proprio patrimonio degli obblighi assunti.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/06 Economia applicata

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher radis25 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia della Cooperazione, del Terzo Settore e dell’Innovazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Provenzano Vincenzo.
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