Applicazione di diverse tecniche analitiche nella
determinazione della struttura di composti organici
+ 13
Tecniche: NMR del H e del C , spettrometria di massa a impatto
elettronico, IR
---
Spesso per avere una risposta completa bisogna mettere assieme la
risposta di più tecniche, si inizia con l’NMR (è quella che da più
informazioni) ma può dare diverse ipotesi tutte compatibili con lo
spettro NMR, si passa così alla massa che magari ne esclude tutte
tranne una e otteniamo la nostra risposta
GENERALITA’:
obiettivi
-determinare la struttura di una molecola incognita -qualitativa (la
vedremo di più)
-o determinare la quantità di un composto i cui spettri sono noti
-quantitat. (meno)
Cosa ci serve per determinare una struttura:
abbiamo un composto che non conosciamo
1)la prima cosa da fare è determinare la formula bruta (quanti e
quali atomi ci sono nella molecola), otteniamo come informazione
anche il PM
Si determinano tramite analisi elementare o la massa esatta ci sono
solo questi due metodi
Da questo poi si ricava anche il grado di insaturazione (numero
di legami multipli o cicli presenti) formula:
2)bisogna determinare quali sono i gruppi funzionali all’interno della
molecola
Si può usare la spettrometria IR, NMR, MS, UV-VIS (quest ultima non da
moltissime informazioni)
3)capire come i gruppi funzionali sono collegati tra loro
Per questo c’è solo l’NMR
4)per conoscere la stereochimica si usa NMR o CD (dicroismo circolare)
L’interpretazione degli spettri è empirica cioè non ci da la risposta il
macchinario ma solo un’indicazione, per il resto l’interpretazione è
legata all’esperienza dell’osservatore
Es: glucosio
Analisi elementare: otteniamo rapporto tra C,H,O 1:2:1 e quindi la
formula minima sarà (CH O)
2 n
spettro di massa: ricaviamo il peso molecolare (180 uma)
da qui possiamo arrivare alla formula bruta, visto che la formula
minima trovata prima pesa 30 uma per arrivare a 180 bisogna
moltiplicare·6 -> C H O
6 12 6
ora tra tutti gli isomeri con questa formula bruta bisogna capire
quale abbiamo noi.
quando abbiamo una MS con un certo grado di frammentazione
possiamo anche avere informazioni strutturali oltre al PM. La
formazione di frammenti carichi segue delle regole che ci
permettono di avere info strutturali.
IR anche da info strutturali in quanto osserviamo le frequenze di
vibrazione delle molecole ed ogni gruppo funzionale ha la sua e ne
permette l’identificazione.
Ma la tecnica che da maggiore info (nonostante sia la meno
sensibile) è l’NMR
(la tecnica migliore è quella che ci da più informazioni ed è di solito la meno sensibile il che
vuol dire che bisogna lavorare con quantità elevate di campione)
↑queste cose dette valgono per l’ambito qualitativo
↓quando parliamo di un’analisi quantitativa invece
In questo caso invece la tecnica migliore è quella più sensibile in
quanto si vuole determinare con la maggior precisione possibile
quanto composto è presente nel campione -3 -4
In questo caso l’NMR non va molto bene (lavora nell’ordine di 10 /
M-un campione magari in quantità davvero molto piccola non si
-12
vede) la massa invece è perfetta (anche 10 M)
Es esercizio:
Formula bruta C H O
3 6 2
3-6/2+1 =1 grado di insaturazione quindi sappiamo che la molecola
avrà o un doppio legame o un ciclo
Primo grafico sulla dx spettro di massa a impatto elettronico qui
+·
viene definito lo ione molecolare M ( se il picco di M è troppo basso per essere
, più altri picchi dei frammenti
visto c’è scritto che non si vede)
Spettro IR ci permette di vedere le bande di stretching più
significative di particolari gruppi funzionali, ad esempio qui vediamo
-1
quello di un carbonile C=O a 1715cm e abbiamo così identificato
anche l’insaturazione
3500-2500 banda a sx molto allargata è indice della presenza di un
eteroatomo legato ad H il quale dà leg a H, qui -OH
Poi abbiamo l’NMR del C ci mostra un primo grafico in basso con 3
segnali, avendo noi 3 C ed essendoci 3 segnali che li indicano vuol
dire che non avremo equivalenze tra quei C e che sono quindi 3
distinti e quindi la molecola non è simmetrica, i due segnali tra 0 e
30 ppm saranno alifatici, il segnale a 180 ppm invece indica un C
carbonilico
Poi c’è il DEPT, paragonando i due grafici il segnale del C che nel
DEPT scompare indica che quel C non è legato a nessun H (in
questo caso infatti il segnale del nostro C carbonilico scompare), il
segnale in fase negativa indica invece che quel C è legato a 2H, in
fase positiva invece può essere o un CH o un CH
3
NMR del protone è un nmr contenente gli integrali relativi ad un
determinato gruppo di H
Di questi vengono misurate le aree proprio col righello misurando
questa altezza
Conoscendo il numero di atomi di H poi lo mettiamo in relazione con
le aree e capiamo quanti H rappresentano ogni segnale.
Nelle note vediamo scritto scambio con D O, ci dice che quel
2
segnale a 11-12 che vale 1 H scambia con acqua deuterata, indica
che c’è stato uno scambio tra quel protone e quello dell’acqua
deuterata (che è invisibile all’nmr), questo scambio avviene solo
quando si hanno protoni acidi come quelli degli ossidrili (OH-),
siamo quindi in presenza di un gruppo OH ciò si ricollega a quanto
detto con l’IR e anche nella massa si osserva un frammento 74-
54=17 cioè un frammento di OH
Sempre nell’nmr vediamo i due integrali degli H all’inizio, il primo
ne vale 3 il secondo 2, il dept ci diceva che avremmo avuto un CH2
e un CH3 o CH sapendo che quello che abbiamo ne vale 3 sarà un
CH3
Inoltre lo capiamo dal fatto che abbiamo multipletti -> abbiamo un
quartetto che vale 2H vede i 3H dell’altro e si rappresenta come
quartetto, viceversa i 3H che vedono i 2H saranno rappresentati
come un tripletto
Quindi avremo -CH2-CH3
la nostra molecola sarà quindi l’acido propanoico
NMR
(Dandoci più informazioni è la parte più estesa del corso)
SPETTROMETRIA: è la risposta che si ottiene quando si fa
interagire una radiazione elettromagnetica con la materia
La materia può assorbire la radiazione (e lo fa perché l’E è
quantizzata) e in base a come lo fa ci dà informazioni;
l’assorbimento dipenderà dalla natura della molecola e della
radiazione stessa
Radiazione elettromagnetica: interazione tra campo elettrico e
magnetico che si trasmette nello spazio alla velocità della lice
È un’onda con una frequenza direttamente proporzionale all’E in
quanto E=hν
Invece maggiore sarà la lunghezza d’onda minore sarà la
λ
frequenza e anche E più basse
Spettro elettromagnetico
Queste radiazioni vengono assorbite e promuovono l’eccitazione a
stati di E della materia più alti
le microonde promuovono transizioni rotazionali, IR vibrazionali, uv-
vis transizioni elettroniche (elettrone all’interno della molecola che
viene promosso ad un orbitale più alto in E)
usando il range dei metri le onde radio sono appunto in range di
metri (sono quelle che vengono trasmesse a più grandi distanze), le
microonde nel range dei cm (il forno a microonde è misurabile in cm
appunto), IR dimensioni di una cellula e poi si va sempre a diminuire
con valori sempre più piccoli
---
NMR lavora sulle onde radio a molto basse e quindi molto
ν λ
lunghe
La base dell’nmr sono le proprietà magnetiche dei nuclei,
quindi noi osserviamo il comportamento dei nuclei degli atomi
di una molecola irradiati
I nuclei sono tutti carichi positivamente, in alcuni questa carica
ruotando su un asse (hanno quindi uno spin) produce un dipolo
magnetico orientato parallelamente all asse di rotazione
Avremo un momento magnetico “mi” μ
I
è quantizzato e viene descritto da (numero quantico di spin
nucleare) tipico di ogni nucleo – assume valori 0, ½, 2, 3/2 ecc và a
seminteri la formula e questa è il rapporto
γ
giromagnetico I
ogni nucleo ha quindi un suo e un suo γ
Tab indica i valori che può assumere I in base alla natura del nucleo
Il semintero lo abbiamo quando abbiamo massa atomica dispari
numero atomico dispari o pari
-> questo è caratteristico di H massa atomica e numero atomico 1
dispari e dispari I=
13
Massa atomica dispari e numero atomico pari C ½ sempre
Nmr lo possiamo fare solo su alcuni tipi di nuclei e sui più semplici
quindi questi due con I= ½ sono i più utili
1 13 1
H e C sono quelli che usiamo, H ha un’abbondanza del 99%
13
rispetto ai suoi isotopi quindi ok, C rispetto al 12 no ha
abbondanza dell’1% ciò vuol dire che si deve lavorare a conc più
alte e tempi di acquisizione più lunghi
I=0
(NB quando hanno questi nuclei non sono visti dall’nmr e non
posso essere usati – il motivo è che non possono essere eccitati e
quindi non assorbono)
2I+1 I=
Esistono stati di spin possibili, quindi se ½ avremo solo due
stati possibili + e – ½ , stadio alfa e beta (è quanto può valere il
dipolo magnetico)
Ovviamente se non c’è un B ext l’E dei due stadi alfa e beta sono
uguali
Quello che noi osserviamo con l’nmr è il passaggio tra questi due
stati, quindi dobbiamo per forza applicare un campo magnetico
esterno fisso per diversificarli in E
(se irradiamo ad es il deuterio quindi ci aspettiamo gia degli spettri
più complessi perché avrà I=1 e quindi più stadi possibili non lo
facciamo sennò non capiamo un cazzo)
Applicazione di B e diversificazione degli stati che ora non sono più
degeneri:
(quanto più è grande l’E del campo tanto più sarà ΔE cioè la
differenza tra i due stadi)
La frequenza a cui avviene la risonanza del nucleo è chiamata
frequenza di Larmor
Quello che noi vediamo con l’nmr è la transizione tra uno stato ad E
più bassa α e quello a E più alta grazie ad un assorbimento,
β
l’intensità di questo assorbimento dipende dalla probabilità di
assorbimento la quale dipende a sua volta dalla differenza di
popolazione tra i due stadi
Questa dipende dal ΔE, quanto maggiore è tanto più la popolazione
di nuclei allo stato fondamentale è maggiore rispetto a quelli nello
stato eccitato
Questo è descritto dall’equazione di Boltzmann che ci permette
di calcolare la distribuzione di popolazione tra u due livelli
energetici (visto che stiamo parlando di onde radio avremo valori di ΔE
molto piccoli e quindi la differenza di popolazione non è troppo alta tra i due
stadi per questo l’nmr non è molto sensibile, però ci dà molte informazioni
quindi compensa.
La sensibilità può essere aumentata aumentando la differenza di E, quindi il ΔE
e lo si fa aumentando il campo sembra semplice ma costa parecchio)
-
Cosa succede quando applichiamo B al nucleo:
esso inizia ad oscillare intorno alla direzione del campo
ruota così si dice precessione
La frequenza di questa precessione sarà
proprio quella di Larmor
Ovviamente noi abbiamo tanti nuclei non uno solo che svolgono
questo movimento tutti con uguale frequenza (stesso elemento)
questi sono tutti nuclei in rotazione attorno
all’asse z del campo
la risultante cioè la magnetizzazione totale (che
è un vettore M lungo z) è la somma del
comportamento di questi nuclei (verso l’alto α,
e verso il basso ed è lungo l’asse z (la parte
β)
alfa sarà più grande di quella beta)
Irradiamo il nucleo:
Irradiamo lungo l’asse x, l’intensità del campo avrà forma
sinusoidale, perché è oscillante, quando assume la stessa frequenza
di quella di Larmor allora il sistema viene perturbato e abbiamo un
assorbimento di E, il vettore magnetizzazione si disallinea dall’asse
z e si sposta, così la sua componente sull’asse x-y non è più 0
Il campo magnetico della radiazione entra così in risonanza con il
nucleo (ecco perché risonanza magnetica nucleare)
Lungo l’asse x irradiamo, lungo la y avremo un rivelatore che ci
indica che la componente di M lì non è più zero e capiamo che il
nucleo ha assorbito e che è entrato in risonanza
Potenza di uno strumento nmr (300, 400, 600Mhz es): in base
all’intensità del campo magnetico che lo strumento può applicare
sul campione – è espresso come frequenza perché è la radiazione
1
applicata ad un determinato nucleo e cioè H.
Se la potenza è di 400Mhz vuol dire che il campo magnetico
prodotto è tale che il H presenterà una frequenza di Larmor di
400Mhz
Dopo l’assorbimento inizia il rilassamento, M oscilla e ritorna
sempre più verso z con
un andamento di questo tipo
↑questo è il “sistema ad onda continua” un metodo vecchio, non si
usa più perché ha tempi di acquisizione molto lunghi e sensibilità
ancora più bassa di quella dei metodi attuali, perché in questo caso
si fa una singola irradiazione e ne si varia la frequenza per vedere
quando c’è risonanza
Ora si utilizza un sistema molto più sensibile: “NMR a impulso”
si basa sul principio di indeterminazione, ad un impulso di rem di
durata 1ms è associata un’indeterminazione di 1000Hz sulla
frequenza. Quindi un impulso conterrà un range di frequenze più
ampie considerando questa indeterminazione permettendo a tutti i
nuclei che vogliamo (che risuonano in un range ristretto di
1
frequenze) di risuonare – cioè tutti i nuclei di H
a differenza dell’onda continua dove nel tempo si faceva variare la
frequenza della radiazione, ora nella durata di un impulso sto
irradiando tutto l’intervallo di frequenze che ci interessano
questi impulsi sono molto brevi nell’ordine dei microsecondi da 1 a
10μs (quindi stiamo diminuendo il tempo e allargando l’intervallo di
frequenza)
mandiamo l’impulso, tutti i nuclei entrano in risonanza e terminato
l’impulso lungo y avremo la somma di tutte le risposte dei nuclei
di cui ognuno sempre con questa forma (questa si
chiama FID FREE
INDUCION DECAY – decadimento oscillante nel
tempo)
sommati tutti i FID la rappresentazione è più complessa
il fid è illeggibile e va’ trasformato con la TRAFRORMATA DI
FOURIER:
il fid è nel dominio del tempo, la FT lo trasforma dal dominio del
tempo a quello delle frequenze e ci diche a che frequenze quei
nuclei sono andati in risonanza
es:
fid semplice 6H tutti equivalenti che risuonano quindi alla stessa
frequenza e avremo come risultato un solo segnale
con questo metodo si ha sia vantaggio di tempo che sensibilità
->(proprio perché possiamo mandare più impulsi di seguito
acquisire i fid e sommare anche questi tra loro, così aumentiamo il
rapporto segnale rumore -> sommando i fid il segnale aumenta
mentre il rumore di fondo essendo casuale tende a zero)
La forma della strumentazione è un bidone, la parte di nmr è
piccola ma c’è bisogno di un superconduttore attorno che generi il
campo magnetico e il superconduttore per essere tale deve essere
raffreddato a T bassissime e il tutto deve essere isolato.
1) Preparazione del campione
Di solito sottoforma di soluzione quindi il campione viene sciolto in
un opportuno solvente (deve essere deuterato perché D non viene
visto dall’NMR)
I nuclei di deuterio del solvente sono sensibili all’nmr ma a
frequenze diverse da quelle che usiamo per l’analisi; è importante
questo perché il D viene usato per regolare lo strumento per
“centrare” il campo B 1
I solventi deuterati possono contenere una piccola frazione di H e
l’nmr lo vede e quindi abbiamo il segnale del solvente, ovviamente
vediamo e sappiamo qual è in base al solvente usato (nel caso di
CDCl cloroformio deuterato è un singoletto a 7,26 ppm)
3
1
NMR H
Gli H che risuonano sono diversi e ricadono in punti diversi dello
spettro per influenza del loro intorno chimico
Vedremo:
H EQUIVALENTI
CHEMICAL SHIFT
Variazioni di chemical shift - Elettronegatività di atomi vicini
- Ibridazione
- Anisotropia magnetica
- Acidità e leg H
- solvente
INTEGRALI
MOLTEPLICITA’
H EQUIVALENTI
Danno un unico segnale
CHEMICAL SHIFT -
spostamento chimico o chemical shift è il fenomeno per il quale
un atomo risente energeticamente delle interazioni del suo intorno chimico
Gli elettroni carichi negativamente presenti, sottoposti al campo B,
inizieranno a ruotare generando un controcampo che si oppone a
quello applicato.
Quanti più elettroni ci saranno tanto più questo controcampo sarà
grande e tanto più “schermerà” cioè proteggerà il nucleo di H, che
per risuonare avrà bisogno di B maggiori e cadrà in valori di (ppm)
δ
più bassi
Il campo effettivo che quindi agisce sul nucleo sarà B =(1-S)B dove
eff
S è il fattore di schermaggio
-EFFETTO DELL’ELETTRONEGATIVITA&
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-
Metodologia NMR
-
Chimica organica - NMR, spettroscopia di risonanza magnetica nucleare
-
Spettroscopia - Spettroscopia NMR
-
Spettroscopia - spettroscopia nmr