Teoria del superuomo
Il prefisso "super" significa "oltre". L'ideologia nazista distingueva tra uomini (slavi), superuomini (coloro che tra i tedeschi si occuparono di "purificare" la razza, le SS) e non uomini (ebrei, zingari e omosessuali). In tutto questo, Nietzsche non ha nulla a che fare. Nietzsche, non essendo un pensatore sistematico, non dà una definizione di "superuomo".
Concetti principali nello Zarathustra
Nello Zarathustra, però, dice "il superuomo è il senso della terra". Il superuomo è colui cresciuto a una grandezza tale che accetta attivamente la limitatezza del suo destino, riconquista la terra e il proprio destino naturale. Non teme la morte perché questo è il naturale destino (è quasi una riproposizione del pensiero stoico). Il superuomo è un ideale stoico; rimanere fedeli alla terra significa saper accettare la finitezza delle sorti umane senza per questo sentirsi rimpiccioliti. Significa accettare il non senso della vita, condizioni che il superuomo riesce ad accettare perché è forte d'animo, e quindi non si tormenta più del non senso della vita. (Pindaro è un'altra lettura di Nietzsche). Bisogna imparare per diventare ciò che si può. Dire "sì" alla vita significa dire di sì al dolore, alla malattia e alla morte. L'idea di eterno ritorno non è un pensiero consolatorio, come si è pensato, è tutt'altro che un pensiero confortante perché se tutto ritorna, allora ritorna anche dolore, malattia e morte.
Film e interpretazioni errate
FILM: Testo di Patrik Hamilton: riferimenti a Nietzsche (piece del 1929). Rubert, caricatura di Nietzsche, è colui che teorizza la relatività delle norme morali. A questa idea ormai ci siamo abituati, viviamo nell'idea di relativismo. Nel testo di Hamilton Rubert dice: "Ho verificato che io non disapprovo l'assassinio", dice di non avere regole morali. I 10 comandamenti erano importanti per le tribù nomadi, ma solo a loro. Oggi sono irrilevanti e inadeguati, sufficiente a condannarle. Ne esamina alcuni dei comandamenti. La regola morale che vieta di uccidere non è sempre valida, varia a seconda dei contesti. A un soldato è lecito uccidere, anzi gli è chiesto proprio di farlo. Il settimo comandamento (non rubare).
Weber definisce con il pensiero nomologico quell'insieme di leggi condivise che fanno sì che una società stia insieme. Tra norma e norma ci devono essere degli spiragli che consentono alla società di sopravvivere. Fra queste leggi fondamentali c'è il comandamento non uccidere, ma come soldato si può fare, allora quella prescrizione non vale come assoluta. Questo può giustificare il delitto? Non possiamo essere assoluti nei confronti del comandamento di non uccidere (in guerra il soldato lo può fare). Non è legittimo uccidere o legittimo di uccidere ma i confini sono spesso labili e sono imposti dalla società (finale film e piece di Hamilton).
"Vivere pericolosamente" dicono nella piece: Nietzsche l'ha detto, noi l'abbiamo fatto: che differenza c'è? È la comunità con le sue regole che si difende: le regole sono relative per Nietzsche, non assolute, e questo vale anche per la morale. La morale nasce da un errore e non è un argomento contro la morale: senza morale e senza religione nessuna società si sarebbe potuta sviluppare.
Significati del pensiero di Nietzsche sul '900 e sull'oggi
È un pensatore che ha fatto e che continua a fare scandalo. Nel 2013 si è svolto in un'isola del Mar Baltico un convegno del Comitato Scientifico di una rivista tedesca, il cui tema del convegno era "L'attualità del pensiero di Nietzsche". I testi di Nietzsche continuano a porci molte domande.
Film di Hitchcock "Nodo alla gola" tratto da una piece teatrale di Hamilton. Questioni dell'uso del pensiero di Nietzsche (film di Hitchcock, si riprende Hamilton). In Hamilton si riprende Nietzsche con classici fraintendimenti della filosofia di Nietzsche. Brandon, nella parte finale della scena, dice: "Non abbiamo fatto altro che vivere pericolosamente per amore dell'avventura e del rischio".
Tra la piece teatrale e il film di Hitchcock c'è una differenza a questo proposito: nel film Brandon racconta che l'omicidio è avvenuto perché i tre hanno cominciato a litigare. La piece teatrale riprende invece il fatto di cronaca da cui viene ripresa la vicenda: Brandon e Philip uccidono la vittima solo per dimostrare una tesi astratta, cioè che si può compiere il delitto perfetto. È un delitto commesso per noia, così per noia hanno agito gli assassini reali. La giustificazione che dà Brandon non è il riferimento al fatto che il superuomo è indifferente, ma si giustifica con la frase di Nietzsche "occorre vivere pericolosamente". L'unica differenza tra noi e Nietzsche è che Nietzsche l'ha solo detto, noi l'abbiamo fatto, dice Brandon.
I testi di Nietzsche subiscono la sorte di essere trasformati in slogan. Spesso invece di essere comprese nel proprio contesto, le frasi di Nietzsche sono estromesse. Aforisma: termine greco che (afò, rizein, rizein= tagliare). L'orizzonte è ciò che taglia il nostro campo di conoscenza, è il limite della conoscenza per i greci. (Blumberg la conoscenza è legato alla conoscenza) "Aforismos" significa separare, circoscrivere. "Aforisma" indica nella cultura greca quei doni che vengono separati dall'uso comune e offerti alla divinità.
Aforismi e stile filosofico di Nietzsche
In sostanza, aforismos assume il significato di proverbio, massima, delimitato in un numero circoscritto di termini. La scelta di Nietzsche di esprimersi in aforismi è dovuta all'ammirazione che ha per uno dei filosofi greci, forse l'unico, Eraclito (unico a scrivere aforismi in senso propriamente detto; la raccolta si chiama peri fuseos). [NB: i presocratici sono frammenti, non aforismi.]
"La filosofia non è cosa per i molti, è una sapienza riservata a pochi", dice Eraclito (il primo ad usare il termine "filosofo"). Altro modello di Nietzsche sono i moralisti francesi: Foucault, Fort, Pascal. Prima di Nietzsche anche Schopenhauer scrive per aforismi.
Caratteristica di un aforisma: concentrare un concetto in una forma concisa. Vuole ridare alla filosofia la forma della massima sapienziale, su modello del filosofo Gracián. Nietzsche vuole uscire dalla visione sistematica della filosofia per tornare alla sapienza antica in un senso moderno, e fare della filosofia una serie di linee di orientamento per la vita quotidiana. (Schopenhauer in Mondo come verità e rappresentazione prova a dare orientamento alla vita, ma in maniera sistematica, infatti alla fine si darà agli aforismi).
Definizione di aforisma fatta da Nietzsche: "esprimere un pensiero in poche parole" "Dire in 10 parole quelle a cui a un altro pensatore occorrerebbe un libro per esporle" "È un sistema di pensiero concentrato in poche parole".
Aforismi nel contesto di Nietzsche
Questo nelle intenzioni di Nietzsche, in realtà altri non sono poi così concisi. Convenzionalmente si è riservato di designare con il termine di aforisma quelli del periodo centrale "Umano e troppo umano", "Il viandante e la sua ombra", "Gaia Scienza". Dopo la Gaia Scienza si definiscono paragrafi. Così parlò Zarathustra riprende il modello del poema filosofico (modello antico). Può essere considerato come un unico gigantesco aforisma.
Aforisma 283, Gaia Scienza IV, Precursori. Appare la frase "Occorre vivere pericolosamente".
Età più virile e guerriera. Qui Nietzsche sta parlando di un certo carattere guerriero e virile, che non è quello del guerriero e del maschio, ma del pensiero. Nietzsche è per certi versi un sostenitore della guerra ("la buona guerra santifica ogni causa" ha detto Nietzsche in un aforisma"). La guerra per Nietzsche è uno strumento di coesione dello stato (concetto ripreso da Schmitt in "Amico Nemico").
In questo aforisma i termini però sono in senso traslato. Il contesto di questo aforisma è la conoscenza: è lei ad essere guerriera e virile. Questo eroismo della conoscenza muove guerre per amore delle idee e delle loro conseguenze.
Conclusioni sull'interpretazione del pensiero di Nietzsche
Non esiste un pensiero politico di Nietzsche, non c'è una dottrina politica in lui, però ci sono allusioni di un senso politico: cosa vuol dire comandare e obbedire dice qui. Nello Zarathustra "della guerra e dei guerrieri" dice di vedere intorno a sé tanti soldati, ma non guerrieri, come vorrebbe. Essere guerriero per vocazione significa saper comandare e saper obbedire a se stessi: il comando è tale se si sa comandare e obbedire a sé stessi. Ribellarsi è la virtù dello schiavo. Essere "Signore di se stessi" per Nietzsche è saper padroneggiare il proprio caos. Comandare e obbedire sono quindi le virtù del signore, dell'uomo autonomo (questo non è lontano da quello che dice Kant nello scritto "Che cos'è l'illuminismo", uscire dallo stato di minorità ecc... Autonomia contro l'eteronomia).
"Vivere pericolosamente, costruite le vostre città sul Vesuvio, spedite i vostri mari in mari inesplorati": il motivo della nave è un leitmotiv che si trova spesso in Nietzsche. (Aforisma 243: il mare è la conoscenza) Vivere pericolosamente significa affrontare il mare della conoscenza con l'animo di una mente sgombra non solo dalle imposizioni che l'idea di dio comportava, ma soprattutto dall'angoscia che la presa di coscienza che la morte di dio comportava. Aforisma 125: gli uomini non si rendono conto di essere gli assassini di dio; le conseguenze della morte di dio sono una sofferenza). La paura di dio è l'inizio della sapienza; sapienza è colui che teme dio (Antico testamento); una volta che dio è morto e che ci siamo liberati da questa morte, quando dio è diventata un'ipotesi estrema, ed eliminata l'angoscia della sua morte noi siamo in grado di prenderci il rischio della conoscenza.
"Vivere pericolosamente" significa quindi questo. "Vivete in guerra con i vostri simili e con voi stessi": non è quindi fare di fatto la guerra, ma si è in guerra con i nostri simili perché prima di tutto siamo in guerra con noi stessi, non accettiamo mai le nostre conoscenze acquisite, le mettiamo sempre in discussione.
Nietzsche sulla scorta di Dostoevskij l'uomo Gesù, l'uomo ingenuo, è la riconquista dell'orizzonte terrestre. Cosa voleva dire Gesù quando parla della vita eterna? non dell'aldilà oltre la terra, voleva solo dire "vivete ogni attimo di questa esistenza come se fosse eterno". Questo per Nietzsche è il senso della "Lieta novella". Questa lieta novella è la riconquista della finitezza come cifra specifica dell'esistenza umana. Nietzsche contesta del Cristianesimo il fatto che tutti si dichiarano cristiani così come ci si dichiara "inglesi". Ci dichiariamo cristiani senza interrogarci su ciò che vuole dire esser cristiani, senza interrogarci sullo scandalo del Vangelo, della predicazione di Cristo. Essere cristiani significa dare scandalo, come faceva Gesù. Essere cristiani significa dare scandalo (Kierkegaard) nel senso che si dice di porgere l'altra guancia e perdonare il nemico (questo Nietzsche non lo accetta). L'uomo che si dichiara cristiano per Nietzsche deve essere in guerra con se stesso. Kierkegaard si chiede: perché dio mi chiede cose che non posso fare (non procacciare il cibo, non lavorare)? Vivere dolorosamente l'inapplicabilità della richiesta di dio è il senso di essere cristiano. Il cristiano autentico per Kierkegaard e Nietzsche è un individuo in lotta con se stesso.
Anticristianesimo e interpretazioni
Cosa esiste oggi di anticristiano nel mondo? Per Nietzsche è la chiesa cristiana. Nietzsche è un ammiratore della chiesa di Roma perché contraddice l'essere cristiano. "Siate predatori e conquistatori": altri termini ambigui in Nietzsche (già nella Genealogia della morale li usa). "Voi uomini della conoscenza". Questa preda è la conoscenza. Dietro le metafore di questo aforisma dunque c'è il tema della conoscenza: non bisogna darsi per scontato, mettersi sempre in discussione, dubitare delle conoscenze acquisite.
Interpretazione di Brandon nella piece di Hamilton è scorretta, si ferma alla lettera di quel che dice Nietzsche, perché "vivere pericolosamente" è legato alla ricerca di conoscenza. Mussolini fece di questa idea "vivere pericolosamente" uno dei motti fondamentali del fascismo: Mussolini era un ammiratore di Nietzsche, anche prima del fascismo. Il 2 agosto del 1924 Mussolini pronuncia un discorso durante il Consiglio Nazionale del Partito Nazionale Fascista. Intende la frase di Nietzsche come l'essere pronti a tutto per la patria. Il contesto generale è l'esortazione a farsi parte attiva affinché vigilino sull'attività pubblica e segreta degli oppositori (invito alla delazione). Questo è un classico modo che mostra gli errori dell'interpretazione del pensiero di Nietzsche.
Il pensiero di Nietzsche va letto a fondo. È ricco di metafore. Ci sono affermazioni del suo pensiero che sicuramente non potremmo raggiungere. Non si capisce perché Nietzsche sia diventato il preparator...