Nietzsche come filosofo morale
Giovedì 19 marzo 2015 Nietzsche divenne un filosofo morale perché il modo in cui egli pone la morale (il suo relativismo) è conseguenza del suo relazionismo in campo epistemologico. Nietzsche è un autore ottocentesco anche se prova dolore poiché non è compreso dai suoi contemporanei (es. all’uscita della “Nascita della tragedia” il libro viene assolutamente ignorato, tutte le sue opere non hanno la minima eco).
I primi interpreti di Nietzsche
I primi interpreti di Nietzsche sono letterati, musicisti, artisti nel periodo poco precedente alla sua morte. Tra 1894-95 D’Annunzio con la pubblicazione rispettivamente de “Il trionfo della morte” e “Le vergini delle rocce” si ispira a Nietzsche letto tramite le traduzioni francesi. Solo negli anni '30 del 1900 Nietzsche inizia ad essere studiato ed interpretato diventando filosofo del ‘900. Baemler scrive “Nietzsche filosofo e politico” attirando l’attenzione sulla specificità filosofica di Nietzsche. Karl Löewith volendo fare una tesi su Nietzsche viene respinto da Husserl e da Heidegger, mentre accetta il professor … e questa tesi diventa un libro “Nietzsche e l’eterno ritorno” (1935). Nel 1936 Jaspers scrive “Nietzsche e l’introduzione al suo filosofare” già questo titolo prevede un uomo che non ha una filosofia ma che filosofeggia.
La glorificazione di Nietzsche
La glorificazione di Nietzsche come filosofo del 1900 viene fatta da Heidegger che dedica nel 1936/37 sulla volontà in Nietzsche, i testi vengono pubblicati solo negli anni ’60. Grazie a Heidegger Nietzsche diventa il filosofo del ‘900 l’interpretazione che egli fa a poco a che fare con il pensiero di Nietzsche. Baumler è il responsabile principale della nazificazione di Nietzsche, Baumler è il filosofo del nazismo e doveva stabilire se ciò che veniva scritto era o no in linea con il partito. Baumler nel 1935 scrive “Nietzsche e il nazionalsocialismo” dicendo che quando si dice “Hi Hitler” salutiamo anche Nietzsche.
Teoria dello Übermensch
Teoria dello Übermensch: (Nietzsche non è un pensatore sistematico, quindi non c’è un luogo in cui si possa trovare la definizione) il superuomo sia il senso della terra: fratelli miei rimanete fedeli alla terra e non ascoltate coloro che parlano di cose sovra terrene; il superuomo è un uomo che accetta attivamente la morte. Significa non solo accettare ma anche amare il caso e il non senso; dire di sì alla vita significa dire di sì alla morte, alla malattia.
L'importanza degli aforismi
Venerdì 20 marzo 2015 Aforismi: dal greco significa tagliare, ed è ciò che taglia il nostro campo visivo quindi la nostra conoscenza. Aforismòs in greco significa circoscrivere, Eraclito è l’unico a scrivere aforismi in senso stretto. La caratteristica dell’aforisma è concentrare un concetto in una forma molto concisa ridare alla filosofia la forma sapienziale.
IV libro "Gaia Scienza" (Uomini che aprono la strada)
Questa età dovrà aprire la strada ad un’epoca ancora più eccelsa, l’età che porterà l’eroismo nella conoscenza che muove guerre per amore delle idee. Occorrono uomini adusati al comando, sicuri e pronti ad obbedire. Vivere pericolosamente, costruite le vostre città sul Vesuvio, spedite le vostre navi in mari inesplorati. Il mare della conoscenza è aperto davanti a noi, e non è mai stato così aperto. La morte di Dio fa in modo di affrontare il mare della conoscenza liberi dal lutto, dall’ansia dall’angoscia per la morte di Dio, quando Dio è diventato un’ipotesi troppo estrema. La paura di Dio è l’inizio della sapienza secondo la Bibbia. Uccidere Dio e supporre la morte per poter prendere il rischio della conoscenza non bisogna dare per scontato tutto quello che sappiamo ma bisogna metterlo continuamente in discussione.
Gesù è il simbolista per eccellenza Cristo stesso è l’Anticristo perché allontana la parte divina per accogliere la parte terrena infatti lo definisce “Santo idiota” nel senso che è un santo terreno non perfetto, ed è “lieto messaggero”. Lieta novella cioè il Vangelo secondo il cristianesimo è l’inizio della conoscenza terrena. Sia per Nietzsche che per Kierkegaard essere cristiani implica la conoscenza scandalosa del Vangelo perché va contro la stessa natura dell’uomo il cristiano vive costantemente in guerra con se stesso vivere secondo il cristianesimo è una teoria che non si può applicare.
I valori nella società
I valori grazie ai quali si riesce a convivere in una società sono mere convinzioni ma necessarie. I filosofi non si sono mai davvero interrogati sulla morale. Dietro l’idea più alta che l’uomo abbia concepito (idea di Dio) è il rispondere ad un’esigenza umana. Dire che ogni morale si sviluppa da un errore non significa che possiamo farne a meno.
La "Volontà di potenza"
Lunedì 23 marzo 2015 Da diversi decenni a questa parte è invalsa un’altra opinione: che la “Volontà di potenza” (Il sottotitolo è “trasvalutazione dei valori”) non sia un’opera di Nietzsche. Probabilmente questa è un’opera che Nietzsche avrebbe voluto scrivere: nei suoi appunti ci sono testimonianze di ciò che sarebbe dovuto diventare il libro (periodo dal 1884-87) e non lo scrive perché scrive un sacco di altre opere. Nietzsche rinuncia consciamente a scrivere la volontà di potenza, egli con questo testo si proponeva di dare una forma alle metafore e alle idee che aveva presentato in “Così parlò Zarathustra”.
Il sottotitolo contava di usarlo per l’opera “L’Anticristo”. Nietzsche ad un certo punto si rende conto, dice Heidegger, che non era possibile scrivere in forma sistematica ciò che sarebbe dovuto essere la fine della filosofia sistematica. Se Nietzsche rinunciò a scrivere quest’opera, perché noi possediamo un testo con questo titolo? Perché la sorella, nel 1898 Elizabeth fonda il “Nietzsche archif” e chiede a tutti coloro che sostennero scambi epistolari con lui di mandarle lettere Elizabeth dà una certa visione del pensiero del fratello costruendo sulle sue spalle un’impresa economica. Elizabeth dunque dopo la morte del fratello tentò di scrivere, con l’aiuto di tre discepoli di Nietzsche, l’opera che non scrisse mai.
L’opera del 1906 consta di 1067 aforismi (più del doppio di quella del 1901) ad opera di Peter Gast ed Elizabeth Nietzsche per certi versi è un falso perché inserisce citazioni di altri autori che questi due mettono nel testo originario come fossero parole sue.
- L’anticristo ed Ecce homo sono preparati per la sua pubblicazione ma pubblicati dopo la morte, Così parlò Zarathustra è pubblicato anche esso dopo la morte.
- Le opere pensate da Nietzsche e lasciate incomplete sono: Su verità e menzogna (1873), La filosofia nell’epoca tragica dei greci (1873).
- Il lascito, cioè il cospicuo insieme di appunti che Nietzsche lascia perché non destinati alla pubblicazione: “La volontà di potenza”.
Il lavoro postumo su Nietzsche
Nel secondo dopoguerra uno studioso ha l’idea di pubblicare un’antologia delle opere di Nietzsche indipendente dal Nietzsche archive, sovvertì l’idea di Heidegger che diceva che la filosofia di Nietzsche stesse più negli appunti che nelle opere.
Nel dopoguerra a Colli e Montinari viene l’idea di fare una nuova edizione delle opere di Nietzsche e si trovano di fronte ad alcune difficoltà: di ordine scientifico e logistico. La loro prima intenzione è quella di ritradurre le opere di Nietzsche, si accorgono che non è più possibile rifarsi al Nietzsche archive. Poiché avevano la tessera del PCI venne loro permesso di andare a studiare i testi di Nietzsche (periodo del muro di Berlino). Colli e Montinari, dopo il rifiuto di Einaudi per la pubblicazione, si rivolgono ad Adelphi che accetta. Colli e Montinari si spingono ad affermare che il concetto della volontà di potenza non esiste perché non è stato materializzato.
Tre momenti nella vita di Nietzsche
- (1869-76) Periodo dell’interesse per i greci, dell’amicizia con Wagner, dell’interesse per Schopenhauer. Opere: “La nascita della tragedia”, “Le 4 considerazioni inattuali”, “Sull’avvenire delle nostra scuole” periodo della metafisica da artista.
- (1876-79) Nietzsche abbandona l’ambito artistico per darsi alla lettura di opere di fisica, chimica, storia con l’intento di distruggere le maschere della religione, della metafisica; Nietzsche perciò attribuisce alla scienza un senso nichilistico. Opere: “Umano troppo umano”, “Il viandante e la sua ombra”, “Aurora”, “La gaia scienza” periodo illuministico.
- Opere: “Così parlò Zarathustra”, “Al di là del bene e del male”, “La genealogia della morale”, “L’anticristo”, “Il caso Wagner”, “Wagner contro tutti”, “Ecce homo” periodo dell’annuncio.
“La gaia scienza” ha due edizioni la prima del 1882 la seconda del 1887: la seconda edizione della Gaia scienza ha di differenza che Nietzsche vi aggiunge un quinto libro che s’intitola “Noi senza paura” non abbiamo più paura delle conseguenze della morte di Dio; Nietzsche vi aggiunge un’appendice di poesie “Canzoni del principe Vogelfrei 2” (“Scherzo, malizia, vendetta” prende questo componimento di Goethe). Nella seconda edizione il libro è introdotto e concluso da poesie: simmetrie. Le canzoni del principe Vogelfrei sono rielaborazioni degli Idilli di Messina (del 1882).
Essere vogelfrei vuol dire essere un proscritto: poter essere ucciso da chiunque, essere dunque un bandito. Tra la prima e la seconda edizione della Gaia scienza, Nietzsche scrive “Così parlò Zarathustra” perciò si fa sentire la scrittura e i pensieri dello Zarathustra e soprattutto quello della morte di Dio. La gaia scienza è considerata l’opera laboratorio di Nietzsche. Il sottotitolo dell’opera nell’edizione del 1887 è “La gaya scienza” è la poesia dei poeti provenzali idea di una scienza che diventa gaia poiché la scienza non può che rinunciare al concetto dell’assoluto, non può che pronunciare affermazioni relative. Nel primo aforisma della gaia scienza.
La scienza e la verità
Giovedì 26 marzo 2015 Hertukeit: serenità d’animo dopo una grande gioia. La scienza tende alla verità ma non può e non deve mai raggiungerla la verità in sé non esiste poiché la verità è il nostro modo di pensare la verità. (La verità è la condizione trascendentale del conoscere poiché conosciamo il nostro modo di conoscere parole di Kant).
La “Gaia scienza” è l’opera di Nietzsche su cui negli ultimi anni l’attenzione si è spostata. L’Aurora (1879-81) anche detta filosofia del mattino (netta contrapposizione con Hegel: che parla della nottola di Minerva) che contiene una presa di posizione molto netta sul cristianesimo e sulla morale. Nietzsche nel 1882 manda una lettera ad un amico dicendo che per il titolo “Gaia scienza” si è ispirato ai poeti provenzali a cui sono ispirate anche le sue poesiole mettere insieme poesia e filosofia. Campione, studioso di Nietzsche, si accorge che c’è una lista di poemi provenzali in cui appare un termine che non esiste (sontas soulas : sollazzo). La fonte è una guida turistica in cui tutti i generi provenzali sono messi sotto il titolo di “Gaia scienza” perciò è un titolo che rimanda alla cultura provenzale. Questo titolo mette in serio dubbio la pretesa della scienza.
La filosofia risente della morte di Socrate perché è proprio da essa che nasce la filosofia occidentale la scienza deve saper danzare ed essere gaia La filosofia deve conquistare una sua leggerezza, usando le verità della scienza, costruire modelli di vita che abbiano una loro leggerezza filosofia che ha perso una pesantezza tipica della scienza. La verità è sempre una verità relativa concetto indispensabile poiché ci serve come orientamento nella vita quotidiana. Non esiste una verità valida in sé sempre e per sempre in qualsiasi epoca e situazione poiché siamo immersi nei fenomeni e nel cambiare delle cose, poiché guardiamo sempre le cose dalla nostra prospettiva. Perciò Nietzsche si oppone o presume almeno di opporsi a Kant portare Kant alle sue estreme conseguenze. Aforisma 109 Gaia scienza- “non esistono leggi di natura” portare Kant oltre Kant stesso.
Prospettivismo
Prospettivismo: (usato solo 5 volte da Nietzsche, solo una volta lo usa in opere pubblicate le altre volte sono nei frammenti postumi). Il confronti di Nietzsche con Kant inizia prima dell’inizio del suo insegnamento presso l’università di Basi.
-
Appunti di Estetica - prof. Lacchin
-
Appunti per l'esame di estetica del professor. Taddio
-
Appunti Estetica
-
Estetica - Appunti