Nascita e opere di Nietzsche
Nietzsche nasce a Röcken, vicino Lipsia, nel 1844. La sua opera viene suddivisa in alcune fasi, tappe transitorie di un pensiero in divenire:
- Gli scritti giovanili del periodo wagneriano-schopenhaueriano tra il 1872 e 1876, con prevalenza di saggi (La nascita della tragedia 1872).
- Gli scritti intermedi del periodo illuministico o genealogico, con il passaggio dalla saggistica all’aforistica (Aurora, La gaia scienza, 1881-1882).
- Gli scritti del meriggio o di Zarathustra (Così parlò Zarathustra).
- Gli scritti degli ultimi anni o del tramonto, dai toni polemici ed aspri (Genealogia della morale, Il caso Wagner, Crepuscolo degli idoli, Ecce Homo, Nietzsche contra Wagner 1888).
Eventi personali
Il 3 gennaio 1889 avviene un crollo sico-mentale. Alla morte della madre, Nietzsche viene preso in custodia dalla sorella, che aveva fondato un archivio a Weimar con il proposito di conservare i manoscritti del fratello e gestirne l’eredità letteraria. Muore nel 1900.
Idee e influssi
Il nome di Nietzsche è stato associato alla cultura nazi-fascista in quanto le sue idee hanno fatto da supporto. Hitler aveva infatti visitato l’Archivio Nietzsche custodito dalla sorella Elisabeth. Le caratteristiche del pensiero di Nietzsche includono una radicale messa in discussione della propria civiltà e della filosofia occidentale, una distruzione delle certezze del passato. Nietzsche concepisce la decadenza della civiltà europea delineando un nuovo tipo di umanità, tratteggiato nell’immagine del superuomo.
Il periodo giovanile
La nascita della tragedia dallo spirito della musica è un’opera del 1872 composita, ovvero dove coesistono filologia, filosofia, estetica e teoria della cultura. Motivo centrale dell’opera è la distinzione tra apollineo e dionisiaco, i due impulsi di base dello spirito e dell’arte greci. L’apollineo scaturisce dall’impulso alla forma, da un atteggiamento di fuga di fronte al divenire, che si esprime nelle forme limpide e armoniche della scultura e della poesia epica; il dionisiaco, dal culto di Dionisio (dio dell’ebbrezza) invece, scaturisce dalla partecipazione al divenire, che si concretizza nell’esaltazione creatrice della musica e della poesia lirica (quindi espressione musicale, spirito libero, unione dell’uomo con la natura, vita confusionaria).
Nietzsche insiste sul carattere originariamente dionisiaco della sensibilità greca, portata a scorgere il dramma della vita e della morte e concepisce l’apollineo come una conseguenza nata dal tentativo di sublimare il caos nella forma, trasfigurando l’assurdo in qualcosa di definito ed armonico capace di rendere la vita accettabile. Nella Grecia presocratica i due spiriti convivevano separati ed opposti ma nell’età della tragedia attica di Sofocle ed Eschilo, i due impulsi si armonizzarono tra loro (la grande tragedia manifesta infatti un perfetto accoppiamento tra i due).
Nell’arte successiva, durante l’età ellenistica, la sintesi tra i due viene meno e lo spirito apollineo tende a soffocare il dionisiaco. Un processo di decadenza che Nietzsche concretizza nella tragedia di Euripide (l’uomo quotidiano viene qui portato sulla scena razionalizzando il mito tragico). Questa tragedia attinge inoltre la sua espressione paradigmatica nell’insegnamento razionalistico di Socrate, il quale uccide la parte istintiva; la vera dimensione dell’esistenza viene occultata attraverso il dominio della ragione (una verità esiste e l’uomo può trovarla attraverso la ragione, razionalismo socratico).
La decadenza della tragedia corrisponde quindi a quella della civiltà occidentale, in cui l’uomo tragico e quello teoretico si oppongono. La celebrazione dello spirito dionisiaco coincide con una celebrazione della vita che va al di là del pessimismo e dell’ottimismo. Per Nietzsche la vita è dolore, lotta, distruzione, crudeltà, incertezza ed errore, essendo dominata dal caso, due atteggiamenti sono possibili: la rinuncia e la fuga; o l’accettazione della vita. Nietzsche sceglie di essere discepolo di Dionisio, divinità che incarna tutte le passioni, accettazione totale della vita.
Il mondo è per Nietzsche un gioco estetico e tragico costituito dalla lotta tra opposti (gioia e dolore, vita e morte). Soltanto l’arte riesce a comprenderlo veramente, da qui la sua natura metafisica. Inoltre, dall’esaltazione della tragedia, nasce l’ideale di rinascita della cultura tragica incentrata sulla musica, di cui il filosofo scorge in Wagner un’incarnazione emblematica. (Nietzsche si distaccherà da Wagner quando questi si converte al cristianesimo).
Storia
Esistono 3 diversi tipi di storia, ognuna delle quali presenta un aspetto positivo o fisiologico e negativo o patologico. La storia è sia magistra vitae sia modello emblematico per Nietzsche. È autentica e utile quando si pone al servizio della vita e dei viventi.