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- cane da guardia: periodo che va dalla guerra in Vietnam fino allo scandalo del Watergate del 74. Si impone un

giornalismo investigativo che mira a smascherare i giochi sporchi del potere.

- cagnaccio da letamaio- fino a giorni nostri. Giornalista aggressivo, pettegolo e pronto a vendere come notizie voci

incontrollate, non distinguono più tra vita pubblica e privata.

Dopo il sexgate, Internet detta il tempo della notizia, anche la tv ed i giornali spesso rinviano gli spettatori a recarsi

sulla pagine web per ricevere notizie in tempo reale.

In quest’ottica le vecchie regole della conferma delle fonti sembra non esistere più L’utilizzo dell’espressione “if true”

diventa una precauzione sufficiente per autorizzare ogni sorta di informazione. Il sexgate è stato un modo di mettere

in luce altre importanti potenzialità di internet come fonte di informazione. Il parlamento degli Usa infatti autorizza la

diffusione del rapporto del procuratore Starr riguardo i reati commessi da Clinton.

LE REGOLE

La contaminazione tra vecchio e nuovo ha quindi prodotto un nuovo tipo di giornalismo, la tecnologia cambia il modo

di lavorare e quindi detta nuove regole, alle quali però il giornalista non può sottrarsi.

• Non pubblicare voci se non si ha una fonte attendibile

• Essere scettici di fronte notizie provenienti da una sola fonte o da fonti anonime

• Non pensare: “ se è su internet allora è vero”

• Esercitare diritto-dovere di critica e verifica sulle notizie

• Indicare sempre la fonte

• Rispettare la regola dell’incrocio di almeno 2 fonti

• Evitare di romanzare la notizia

• Distinguere l’info che viene dal giornalismo con quella dei programmi di intrattenimento

• Non parlare di un fatto, ignorandolo può provocare l’effetto contrario.

CAPITOLO 4- Il quotidiano post-internet

Chi è l’assassino della carta stampata? Forse non c’è! Attribuire la crisi dei quotidiani ad eventi esterni, dare la caccia

all’omicida quando ancora non c’è il morto è un comodo alibi per giornalisti ed editori che possono scaricare sui new

media la responsabilità di una crisi. Non si tratta piuttosto di suicidio?

3 fasi del quotidiano:

-inizio anni ’80: l’obiettivo era di riempire le pagine del menabò. Il capo restava in redazione mentre i giornalisti

andavano in giro a cercare notizie. Si aveva paura di non avere un numero sufficiente di notizie

- metà anni ’80 fine ’90, sbarcano i flussi delle grandi reti di notizie. Il lavoro consiste più nel selezionare e

gerarchizzare le news. Si tagliano i costi, non ‘è bisogno che il giornalista vada in giro a cercar notizie.

- inizio 2000: Internet! Il lettore è immerso nel flusso interrotto delle notizie. Ci sono mille opportunità per informarsi,

si ha la sensazione che il quotidiano sia un “yesterday già superato.

news”

Come fare per salvarsi allora?

Bisogna pensare a nuovi modelli, la stampa si deve reinventare e adattarsi ai tempi. I giornali devono riconquistare la

funzione del dettare l’agenda dei media. Per farlo occorre adattarsi al lettore, il giornalista deve ritornare a

setting

fare il suo lavoro: deve indagare, scoprire …

Quindi: Rinforzare il giornalismo investigativo

- Interpretare e analizzare gli eventi

- Avere un profilo di forte affidabilità

- Pubblicare interviste esclusive

- Produrre reportage interessanti e affidabili

- Fornire opinioni su temi di attualità

-

-

I giornalisti sono stati colti di sorpresa dal ( blog). Se pensiamo agli eventi dell’11 settembre, dello

citizen journalism

tzunami, degli attacchi di Londra vediamo che tutti sono stati ben documentati ( video, foto, interviste esclusive) bene

il giornalismo deve necessariamente dare al lettore tutti questi elementi.

Il corriere della sera.it durante le elezioni politiche del 2006 aveva messo in piedi una video chat per poter parlare ai

politici. Ottimi esempio di innovazione!

Bisogno capire che ormai il fattore tempo è cambiato, il lettore non ha più tempo di leggere un intero quotidiano. Con

le nuove tecnologie riusciamo ad essere informati su ciò che accade in meno di 10 minuti.

La rete ha introdotto una nuova scansione del tempo, il tempo reale, il quotidiano fotografa la situazione in un arco

temporale dato, questa è la sua forza.

L’elemento che piace al lettore del giornale online è l’interattività, è il sentirsi partecipe, pubblicare opinioni ecc..; il

giornale dovrebbe offrire la stessa possibilità.

CAPITOLO 5- L’integrazione delle redazioni

Il giornale integrato è la sfida più importante del futuro dell’editoria. Prima si pensava che ci fossero giornalisti di serie

A che scrivevano sui quotidiani e giornalisti di serie B ai quali si affidavano le notizie online. Adesso questo distinzione

non esiste, perché si richiede qualità ed affidabilità in entrambi i casi. La differenza semmai sta nel fatto che il

giornalista online deve essere in grado di lavorare in un contesto multimediale più ampio e deve essere in grado di

saper fare tutto, anche montaggio, produzione video e foto… La parola chiave è contaminazione “cross-mediale”: cioè

il giornalista deve essere in grado di poter fare tutto!

Modello “Guardian”

“Web first”. Questo il motto lanciato dal direttore di Guardian. I giornalisti devono prima scrivere per il web e poi per

la carta stampata. Questa è un’innovazione! Per una testata è importante anticipare i concorrenti sul sito per

diventate sempre più un punto di riferimento per il lettore che desidera avere una notizia tempestiva ma accurata.

Tutti i giornalisti dovranno prima o poi produrre pezzi indifferentemente per l’online che per la stampa.

Il “Guardian” è organizzato su 2 desk divisi: Il Guardian online diretto da Emily Bell e il “Guardian” cartaceo diretto da

Alan Rusbridger. Le due redazioni sono autonome, ma lavorano secondo vari processi di’integrazione in modo da

facilitare la contaminazione fra i giornalisti ed incentivare una scrittura per le 2 edizioni. Gli esperimenti sono stati fatti

sulle redazioni: Esteri e Finanza.

I contributi per il web arrivavano da inviati e corrispondenti, per facilitare l’integrazione sono stati inseriti 2 giornalisti

web nel desk degli Esteri in modo da svolgere una funzione di coordinamento tra il flusso di notizie e la direzione del

Guardian online. Man mano che i corrispondenti propongono le notizie i 2 giornalisti web concordando con il desk

online i pezzi che potrebbero essere fatti prima per il web e poi per

la stampa. L’obiettivo della co-location è raggiungere la maggiore integrazione possibile attraverso la contaminazione

dei giornalisti dell’online e quelli del quotidiano.

In Italia si potrebbe pensare di istituire stage presso le redazioni web, in modo che i colleghi di altre redazioni

conoscano ad approfondiscano il lavoro dei colleghi. L’obiettivi è creare in ogni redazione delle figure in grado di

coordinarsi con la redazione online e di alimentare la produzione di notizie anche multimediali.

Modello BBC: contaminazione multimediale

Al sito della BBC lavorano 200 giornalisti la direzione sta cercando di formare sempre più giornalisti multimediali, in

grado di saper fare tutto anche a livello multimediale. I giornalisti imparano così ad usare una telecamera e a

trasmettere i filmati.

Sul fronte della tempestività la BBC ha deciso di evitare la diretta ed affidarsi alla differita, per poter valutare le

immagini, qualche secondo prima di mandarle in onda. Decisone presa dopo alcune riflessioni su immagini delle Twin

Towers ed il massacro alla scuola di Beslan.

Sul fronte dell’interattività, sta dando molto spazio ai contributi degli utenti, che diventano non solo fruitori ma

creano contenuti grazie alle tecnologie leggere.

Il giornalismo del futuro sarà sempre più dipendente dai contributi degli utenti, lo sostengono non solo i blogger ma

anche la BBC. Non bisogna sottovalutare il lavoro dei “giornalisti cittadini” se questi sono in grado di produrre notizie,

video e foto fatte bene.

CAPITOLO 6- Una professione tra realtà e mito

Oggi l’attuale esame di Stato per accedere alla professione giornalistica è inadeguato, è solo una sorta di atto dovuto.

Ci sarebbe bisogno di una riforma che preveda un percorso universitario adeguato, perché questa professione ha

bisogno di professionalità e buon livello di cultura. Le cose sono molto cambiate da quando il giornalista faceva

gavetta in redazione imparando il mestiere dal collega più anziano; questi sono stati gli inizi delle generazioni di

giornalisti del passato. Ma con Internet, con le nuove tecnologie tutto è cambiato, alcuni non si sono nemmeno voluti

adeguare ai cambiamenti rimanendo indietro, altri magari più giovani, provenienti dalle università si sono adeguati più

velocemente. La gavetta è del reso sempre un passo importante, ma dovrebbe essere preceduta da una formazione

universitaria adeguata.

Inviato ed embedded

La figura dell’inviato reporter che batte i marciapiedi per indagare su crimini e corruzione nasce tra la metà dell’800 e

la 2° guerra mondiale: l’età d’oro del giornalismo. Dopo la prima guerra del Golfo si parlò di “morte della figura

dell’inviato”, il governo Bush di allora limitò gli spazi di manovra dell’inviato di guerra, bloccando ogni reportage non

autorizzato. Solo la CNN poté documentare la guerra, ma tutto quello che si poteva vedere veniva ripreso dalle

terrazze di un albero di Bagdad dove i giornalisti risiedevano. Per fortuna con i conflitti in Kosovo e in Afghanistan, la

figura dell’inviato ritorna, di fatti gli inviati di guerra sono risultati le uniche fonti in grado di andare a vedere e a

raccontare al mondo cosa stesse accadendo veramente.

Anche la tecnologia cambiava ed internet si affermava. La guerra in Kosovo è stata la prima ad essere raccontata su

internet con i warblog ( diari tenuti dai corrispondenti di guerra e anche soldati). Nemmeno il regime della ex

Jugoslavia riuscì a fermare un gruppo di giornalisti su internet. Paradossalmente il progetto militare americano,

internet, che doveva favorire le comunicazioni in caso di guerra, rivelò altre potenzialità non considerate prima. Così

succede per le Twin Towers e per la guerra in Afghanistan. Ma internet rivela ancora un’altra “potenzialità”: viene

usata come fonte di reclutamento ed informazione per il terrorismo, Al Qaeda, il primo movimento di guerriglia della

storia a confrontarsi con il cyberspazio.

Durante la 2° guerra del Golfo il governo americano se ne inventa un’altra: l’inviato ovvero infiltrato negli

embedded,

eserciti americani. Lo fanno di proposito perché sanno che vivere a stretto contatto con le truppe statunitensi,

rischiando la vita ogni giorno, manipolerà e condizionerà l’informazione a favore degli USA. Le immagini sono riprese

dal carro armato, vengono piazzate delle telecamere speciali dentro i cannoni, la guerra sembra uno spettacolo, un

videogioco asettico. Ma grazie alle piccole telecamere digitali, ultraleggere e sottili, gli inviati non autorizzati sono

riusciti a raccontare veramente le atrocità della guerra. Alcuni esempi di queste tecnologie: TH-1 ( Talkin Head 1)

videotelefono satellitare, 35x25 cm che funzionava con temperature da – 6 a 60°, costo da 100 mila dollari, peso 4 kg!

Durante la guerra, Salam Pax, diventa noto come blogger di Baghdad, il quale non ha mai smesso di informare, anche

sotto le bombe con reportage brillanti e antiteoretici trasmessi sul suo blog.

Chi lavora al desk

Programmano l’agenda del giornalista, assegnano i servizi da realizzare e ricevono gli articoli, li impaginano e li

correggono ecc…

In gergo si chiamava “cucina” oggi “desk” cuore pulsante vivo del giornale. Il desk è il faro che guida la navigazione dei

giornalisti sul campo.

Oggi la rete è diventata il marciapiede virtuale del nuovo giornalista. Il giornalista oggi deve pensare in

“multimediale”. L’unica vera differenza tra un giornalista online ed un giornalista tradizionale sta nel fatto che i primi

conoscono il sistema che permette di editare i giornali su Internet mentre gli altri no.

CAPITOLO 7- Il fenomeno dei blog: dai diari in rete al citizen journalism

Secondo Technorati, motore di ricerca specializzato nell’analisi e monitoraggio dei blog, oggi il numero di questi ultimi

si aggira intorno ai 112 milioni ( dati del 2008).

La parola welog è stata coniata nel ’97 dal blogger americano Barger, in italiano vuol dire letteralmente “diario di

bordo”…successivamente si avrà la forma contratta con l’espressione We Blog.

Organizzati in ordine cronologico, aperti ai commenti dei lettori, arricchito con link, foto, video con un archivio

organizzato per anni, mesi e giorni. A differenza dei siti, il blog può essere creato e modificato molto semplicemente e

in più è gratuito, questa è la vera rivoluzione. Occorre solo una connessione internet e un pc. I software di

pubblicazione detti CSM possono essere scaricati direttamente dalla rete ( splinder.it, blogger.com), ci sei registra, si

sceglie il template ed il gioco è fatto. L’autore può cancellare i commenti dei lettori se li ritiene offensivi. Il permalink

consente di fare collegamenti ai contributi nella rete dei quali si sta discutendo. Poi c’è il feed Rss, software che

segnala automaticamente e in tempo reale l’immissione in rete di nuovi post.

Il primo blog coincide con il primo sito web What’s new che raccoglieva in ordine cronologico i link di tutti i nuovi siti

che venivano messi online. Il blog si impone nel 2001 con l’evento delle Twin Towers, i cittadini raccontarono in rete

quello che vedevano nelle strade di Manhattan, ecco che i blog assumono un aspetto nuovo, non più diario personale

ma fonte d’informazione messa a disposizione dei giornalisti, storici e psicologi.

CAPITOLO 8- Note sul giornalismo online e sul modo di insegnarlo.

Caratteristiche: rapidità, interattività, multimedialità, ipertestualità. La comparsa di questa nuova figura professionale

è determinata dal nuovo pubblico, che si informa in modo diverso ormai ( web, ipone, tablet ecc.) . In Usa i giornali

online applicano la seguente formula: contenuti gratis in cambio di pubblicità e servizi aggiuntivi a pagamento ( servizi

premium).

Audiweb: è un sistema di rilevazione di traffico per siti web che consente di sapere con esattezza quante persone

visitano un sito, quali pagine, con quali parole chiave, tempi di permanenza ecc…

I notiziari online mostrano maggiore sensibilità per le notizie che interessano la gente, per le curiosità ( gli argomenti

più letti sono cronaca, sport e spettacolo)

Attraverso i file do log la redazione online vede esattamente cosa i lettori leggono, questo è importante perché non

perdono di vista il pubblico e quindi modellano l’offerta in funzione della domanda.


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vipviper

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze internazionali e diplomatiche
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vipviper di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del Giornalismo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Milan Marina.

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