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Riduzione acuità visiva, riduzione da 170° a 140° del campo visivo periferico orizzontale,

riduzione della visione notturna, aumento della suscettibilità all’abbagliamento,

rallentamento della velocità di elaborazione delle informazioni visive, allungamento tempi

di reazione, ipoacusia

- Patologie di frequente riscontro e farmaci assunti

Cardiopatia coronarica, diabete mellito, cataratta, glaucoma, malattie neurologiche

(deterioramento cognitivo, parkinson, depressione, epilessia), artrosi, artrite,

polifarmacoterapia (antidiabetici, benzodiazepine, antistaminici, antidepressivi)

Decreto Legislativo 18 aprile 2011, n. 59 Attuazione delle direttive 2006/126/CE e 2009/113/CE

concernenti la patente di guida. (11G0104)

05. Limitazioni nella guida (il codice deve essere indicato in dettaglio, guida soggetta a limitazioni

per motivi medici)

05.01 Guida in orario diurno (ad esempio: da un'ora prima dell'alba ad un'ora dopo il tramonto)

05.02 Guida entro un raggio di... km dal luogo di residenza del titolare o solo nell'ambito della

città/regione

05.04 Velocità di guida limitata a...km/h

05.07 Guida non autorizzata in autostrada

Molti conducenti anziani sono consapevoli dei loro deficit e, di conseguenza, modificano le loro

abitudini di guida, evitando situazioni da loro considerate pericolose o sfavorevoli. È però anche

vero che gli anziani ritengono di guidare meglio di come in realtà guidano e pensano di essere più

prudenti di quanto lo sono in realtà.

Sempre per quanto riguarda gli anziani: Molti incidenti consistono in collisioni con altri veicoli;

Tendono ad avere la responsabilità nelle collisioni; Molti incidenti avvengono agli incroci; Le

collisioni in prossimità degli incroci raddoppia per gli ultra 80enni; Hanno più incidenti in

prossimità di incroci controllati dai segnali di stop o di dare precedenza.

Cause riferite: NON hanno notato o HANNO notato TROPPO TARDI l‘altro veicolo o il pedone per

riuscire a reagire in modo adeguato.

Come mai riescono ad evitare altri tipi di incidenti e hanno problemi agli incroci?

Gli anziani hanno imparato a rendere più semplice il compito di guida, guidando più lentamente.

Tuttavia, agli incroci, questa strategia non è sempre applicabile; possono essere obbligati a

prendere decisioni in poco (per loro) tempo. Ciò può implicare la necessità di uno sforzo cognitivo

superiore alle loro capacità specialmente quando l‘incrocio è complesso (con molti stimoli).

Il gestire la guida in prossimità di un incrocio è uno dei compiti di guida più complessi perché

richiede attenzione divisa e veloce processamento di un numero elevato di informazioni di tipo

diverso.

Gli effetti di una lesione cerebrale sulla guida sono minori in quei soggetti con più esperienza di

guida. Esperienza non protettiva/protettiva

Conservazione delle azioni automatizzate

La programmazione cognitiva per lo svolgimento della sequenza motoria delle operazioni di guida

dipende da funzioni iper-apprese resistenti al deterioramento dovuto ad un danno cerebrale

MA NON SOLO!!!!! (Reazione d’allarme) 18

Guidare richiede una sofisticata interazione fra differenti capacità cognitive:

Stimare le distanze, Processare più stimoli contemporaneamente, Mantenere l’attenzione per

lungo tempo, Reagire prontamente a situazioni improvvise, Interpretare correttamente segni e

segnali, Saper giudicare le proprie abilità (adattare la guida all’eventuale problema).

Processi cognitivi sottesi

• Percezione, identificazione e selezione di stimoli rilevanti in arrivo attraverso canali sensoriali

diversi (vista e udito ma anche tatto e propriocezione)

• Processamento degli stimoli selezionati

• Programmazione di un piano di risposta basato sugli stimoli in entrata e sul ricordo di precedenti

esperienze rilevanti

• Messa in atto dell’azione consequenziale

• Monitoraggio degli effetti dell’azione

Capacità cognitive principalmente coinvolte

• Funzioni di controllo – funzioni esecutive

• Attenzione in tutte le sue componenti

• Abilità percettivo-motorie

• Memoria (specialmente componente visuo-spaziale: route knowledge; map knowledge)

• Disturbi del comportamento (irritabilità, aggressività…)

• Tutte le funzioni cognitive possono essere interessate e la loro compromissione può generare

errori in grado di compromettere l’efficienza e la sicurezza della guida

Patologie di interesse malattie neurologiche

Valutazione Neuropsicologica

- I risultati ottenuti ai test neuropsicologici possono essere considerati predittivi delle

performance su strada???

- Quali test dovrebbero essere inclusi in una batteria neuropsicologica ideale?

- Suggerimento di fornire alla Commissione un dato sul posizionamento del soggetto (in

percentili) all’interno del campione dei “non idonei” (e non), per quanto riguarda i tempi

attentivi di reazione

Idoneità alla guida: demenza

Vi è una convergenza di opinioni nel non consentire la guida in caso di demenza moderata e severa

mentre la decisione è più complessa e controversa nelle forme lievi e ancor di più nei casi MCI.

In generale più grande è il deficit cognitivo più è probabile che il soggetto sia inidoneo alla guida

(Fitness to drive and cognition 2001).

Uno predittore molto buono è il Sesso mentre sono poco predittivi le Informazioni dei caregivers e

le Informazioni dal paziente.

Per quanto riguarda le funzioni cognitive, i migliori predittori sono l’attenzione (attenzione visiva),

la concentrazione, le abilità visuo-spaziali e le funzioni esecutive mentre è poco predittivo il Test di

screening (MMSE). 19

Come si valuta l’idoneità alla guida? Metodi in genere abbastanza eterogenei

La maggior parte degli studi descrive: Critiche:

• Valutazioni preliminari (pre-driver) – Validità ecologica

- Esame neuropsicologico (non sufficiente) – La valutazione neuropsicologica indaga

- Prova su simulatore esaustivamente solo il livello operazionale

• Prove su strada (45 minuti)

- Protette (in circuito, prove di parcheggio)

- Non protette (su strada a diversi livelli di difficoltà area rurale, urbana, autostradale etc.)

Critiche:

– Le prove su circuito protetto non sarebbero sufficientemente ecologiche

– Non protette (Gold standard – Fox e Bashford, 1997) non indaga il livello strategico, ha bassa

validità interna (scarsa correlazione test-retest), differenti procedure di valutazione, non vi è una

valutazione standard

Idoneità alla guida: Malattia di Parkinson

• Demenza (solo in una percentuale di casi)

• Disabilità motoria (Stolwik et al, 2006)

• Compromissione cognitiva (attenzione, funzioni esecutive, abilità visuo-spaziali, memoria di

lavoro e procedurale)

Periodiche valutazione di controllo – Valutazione della ripresa della guida

• Stroke – Trauma cranico • Sclerosi multipla • Psicosi croniche • Alcolismo • Condizioni mediche

generali (BPCO; Malattie croniche del fegato e del cuore)

Schuhfried: expert system traffic

Si tratta di una batteria di test standardizzata, dotata di un algoritmo speciale, cioè una rete

neuronale artificiale per il rilevamento delle capacità specifiche che sono necessarie per la guida.

• Scopo: Identificare automobilisti che rappresentano un rischio di causare incidenti stradali

tramite test psicologici del traffico

• La percentuale degli incidenti stradali può essere ridotta notevolmente tramite la selezione degli

automobilisti che non corrispondono agli standard minimi (abilità cognitive previste per la guida

dell’automobile).

Il lato innovativo del sistema è che non solo i risultati dei singoli test vengono presentati, ma

anche un giudizio sull’idoneità complessiva di guidare una macchina. Il giudizio complessivo

utilizza un modello validato empiricamente (Sommer & Häusler, 2006) sul rapporto tra i risultati

dei test ed una prova di guida standardizzata. Prende anche in considerazione che i deficit in un

settore possono essere compensati da buone prestazioni in un altro.

Funzioni cognitive:

• RT (Velocità di reazione, velocità motoria)

• DT (Resistenza reattiva)

• ATAVT (Ricavare una visione generale, capacità di osservazione)

• COG (Attenzione e concentrazione)

• AMT (Intelligenza generale)

• PP (Percezione periferica, attenzione divisa) 20

Strumenti testistici di valutazione per la neuropsicologia forense – Pasotti 26/04/17

Valutazione funzioni cognitive, verbali e non verbali, ovvero il prodotto dell’attività neurale

(funzioni corticali superiori, non il cervello).

Prerequisiti Per La Valutazione:

1. Concentrazione dolore, mal di testa, preoccupazione, ansia, depressione, rapido

affaticamento possono influenzare negativamente la valutazione

2. Comprensione verbale e scritta

3. Motivazione danno cerebrale: scarse iniziativa e attività; disturbo dell’umore… guadagno

secondario?

La valutazione neuropsicologica è data da un insieme di elementi:

- Colloquio con il paziente

- Esame della documentazione (storia clinica, referti neuroradiologici)

- Colloquio con i familiari

- Valutazione della personalità e del comportamento (aspetti emotivi e relazionali)

- Valutazione psicometrica - test funzioni cognitive

- Attività strumentali e di base della vita quotidiana

- Abilità residue

Bisogna valutare non solo il deficit ma anche le abilità residue.

Il neuropsicologo effettua con il paziente: setting, colloquio, selezione test, somministrazione test.

Il neuropsicologo si occupa poi di: siglatura, correzione, refertazione.

Si ipotizza che prima di un danno cerebrale (di qualsiasi origine) l’esame cognitivo della persona in

esame non avrebbe rilevato alcun comportamento caratterizzante il disturbo o i disturbi

neuropsicologi attuali.

Somministrazione Dei Test (Setting)

Locale adatto per l’esame: spazioso; tranquillo; silenzioso; no telefoni; scrivania; sedie comode.

Bisogna dare un tempo sufficiente per eseguire il test.

L’ esaminatore deve possedere competenze nell’esame psicologico generale.

La somministrazione del test neuropsicologico richiede un addestramento specifico.

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La scelta dei test dipenderà da numerose considerazioni:

- Obiettivi dell’esame/finalità (diagnosi, ricerca …)

- Validità e attendibilità.

- Specificità.

- Forme parallele.

- Tempo e costi.

- Dati normativi.

- Cultura/lingua.

- L’utilizzo di un singolo test può fornire indicazioni circa la funzionalità di una specifica

capacità cognitiva; in neuropsicologia tuttavia si ricorre all’utilizzo di Batterie testistiche

volte ad una più completa ed eterogenea valutazione del singolo caso.

Test Neuropsicologici: Applicazioni

- Patologie del SNC: Lesioni cerebrali (ictus, tumori, traumi cranici); demenze, SLA, SM, PD

- Abuso di sostanze, infezioni, AIDS

- Patologie psichiatriche.

- Condizioni mediche generali.

- Ambito della Psicologia del lavoro/reinserimento lavorativo.

- Ambito forense

Ipotesi come linee guida dell’esame:

Affinità tra procedimento diagnostico e metodo sperimentale. Ragionamento ipotetico-deduttivo.

L’esame neuropsicologico può essere visto come una serie di esperimenti che generano ipotesi

esplicative nel corso della loro valutazione.

Il processo diagnostico implica l’eliminazione successiva di possibilità diagnostiche alternative.

L’esaminatore formula il primo gruppo di ipotesi sulla base:

- Quesiti diagnostici (natura dei sintomi e dei disturbi, quesito di invio).

- Quesiti descrittivi (caratteristiche del quadro presentato dal pz, come si esprime il

problema).

- Informazioni ottenute dalla storia.

- Informazioni ottenute da informatori (caregiver).

- Iniziale impressione generata dal paziente

Conclusione Diagnostica E Stesura Della Relazione

Interpretare il risultato dei test affinché i numeri abbiano un significato (modelli cognitivi e neuro-

funzionali). Aspetti qualitativi.

Non sempre l’esito del test dipende da ciò che il test intende misurare (più funzioni cognitive

coinvolte).

Il risultato di un singolo test viene integrato con le informazioni provenienti da altri test che

valutano la stessa funzione cognitiva.

Informazioni provenienti dall’osservazione clinica e anamnesi.

Classificazione di sintomi (riferiti dal pz) e segni (individuati dal clinico).

N.B. i test segnalano l’eventuale presenza di un deficit non in modo certo, ma su base

probabilistica. 22

Diagnosi Neuropsicologica (Mondini et al. 2009)

Diagnosi Di Natura O Eziologica Compatibilità dei disturbi osservati con una patologia

sottostante. Il NPS suggerisce la compatibilità dei deficit cognitivi con un’alterazione neurologica

sottostante; diagnosi differenziale.

Diagnosi Di Sede Sede della lesione associata al sintomo descritto (fatta con esame

strumentale/neurologico non neuropsicologico quindi svolto da altri specialisti).

Equipe Multidisciplinare – Approccio Integrato Diagnosi Funzionale = Descrizione della

situazione clinico funzionale al momento dell’accertamento. (Deficit e potenzialità cognitive,

affettive-relazionali. Informazioni per individuare le figure di supporto). Sottoporre la migliore

terapia al paziente.

Il Referto Neuropsicologico (relazione diagnostica) non è una trascrizione di punteggi numerici, ma

la descrizione del profilo neuropsicologico della persona.

Consenso informato – Codice Deontologico degli psicologi italiani

Articolo 24. Lo psicologo, nella fase iniziale del rapporto professionale, fornisce all’individuo, al

gruppo, all’istituzione o alla comunità, siano essi utenti o committenti, informazioni adeguate e

comprensibili circa le sue prestazioni, le finalità e le modalità delle stesse, nonché circa il grado e i

limiti giuridici della riservatezza. Pertanto, opera in modo che chi ne ha diritto possa esprimere un

consenso informato. Se la prestazione professionale ha carattere di continuità nel tempo, dovrà

esserne indicata, ove possibile, la prevedibile durata.

Articolo 39. Lo psicologo presenta in modo corretto ed accurato la propria formazione, esperienza

e competenza.

Articolo 9. Nella sua attività di ricerca lo psicologo è tenuto ad informare adeguatamente i soggetti

in essa coinvolti al fine di ottenerne il previo consenso informato, anche relativamente al nome,

allo status scientifico e professionale del ricercatore ed alla sua eventuale istituzione di

appartenenza. Egli deve altresì garantire a tali soggetti la piena libertà di concedere, di rifiutare

ovvero di ritirare il consenso stesso. Nell’ ipotesi in cui la natura della ricerca non consenta di

informare preventivamente e correttamente i soggetti su taluni aspetti della ricerca stessa, lo

psicologo ha l’obbligo di fornire comunque, alla fine della prova ovvero della raccolta dei dati, le

informazioni dovute e di ottenere l’autorizzazione all’uso dei dati raccolti. Per quanto concerne i

soggetti che, per età o per altri motivi, non sono in grado di esprimere validamente il loro

consenso, questo deve essere dato da chi ne ha la potestà genitoriale o la tutela, e, altresì, dai

soggetti stessi, ove siano in grado di comprendere la natura della collaborazione richiesta. Deve

essere tutelato, in ogni caso, il diritto dei soggetti alla riservatezza, alla non riconoscibilità ed

all’anonimato.

Test neuropsicologici – esempi

Scale Funzionali

Basic Activities of Daily Living (BADL) Katz S. (1963). Studi di malattia negli anziani. L'indice di ADL:

una misura standardizzata della funzione biologica e psicosociale. JAMA, 185: pp.914-991.

Instrumental Activities of Daily Living (IADL) Lawton et al. (1969). Valutazione di persone anziane:

attività autonome e strumentali di vita quotidiana. Gerontologist, 9: pp.179-186.

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Scale Comportamentali

Neuropsychiatric Inventory Questionnaire (NPI-Q) Cummings et al. (2000). Validation of the NPI-Q,

a brief clinical form of Neuropsychiatric Inventory. Journal of Neuropsychiatry and Clinical

Neuroscience, 12: pp.233-239.

Geriatric Depression Scale (GDS) Yesavage et al. (1983), validazione italiana di Isella et al. (2001)

Scopo: valutazione dei sintomi depressivi nell’anziano; può essere somministrata anche in caso di

demenza lieve-moderata. Utilizzo sconsigliato se MMSE < 15. Istruzioni: “Risponda alle seguenti

domande sulla base di come si è sentito durante l’ultima settimana”.

State-Trait Anxiety Inventory (STAI)Traduzione e adattamento del questionario di Spielberger et al.

(1980), tratta dalla batteria CBA 2.0. Scopo: valutazione ansia di stato e ansia di tratto.

STAI X 2, Istruzioni: di seguito sono riportate alcune frasi che le persone usano spesso per

descriversi. Legga ciascuna frase e contrassegni con una crocetta la risposta che riflette come Lei si

sente ADESSO, cioè in questo preciso momento, mentre sta iniziando a compilare questo test. Non

ci sono risposte giuste o sbagliate. Risponda a tutte le domande. Non impieghi troppo tempo per

rispondere alle domande e scelga la sua risposta tra le seguenti: 1 = Per Nulla; 2 = Un Poco; 3 =

Abbastanza; 4 = Moltissimo

STAI X 2, istruzioni: legga ciascuna frase e contrassegni con una crocetta la risposta che riflette

come Lei si sente ABITUALMENTE. Risponda pensando a come Lei è di solito, non al momento

attuale. Risponda a tutte le domande scegliendo la risposta tra le seguenti:

1 = Per Nulla; 2 = Un Poco; 3 = Abbastanza; 4 = Moltissimo

Funzionalità Cognitiva Globale

Mini-Mental State Examination (MMSE) Versione di Measso et al. (1993), dati normativi di

Grigoletto et al. (1999)

Abilità indagate: cognitività globale

Orientamento temporale 0-5 Ripetizione 0-1

Orientamento spaziale 0-5 Comprensione scritta 0-1

Memoria immediata 0-3 Comprensione orale 0-3

Attenzione e calcolo 0-5 Scrittura 0-1

Memoria differita 0-3 Prassia costruttiva 0-1

Denominazione 0-2

Clock Drawing Test (CDT) Versione tratta dall’Esame Neuropsicologico Breve di Mondini S., Mapelli

M., Vestri A., Bisiacchi P.S. (2003).

Abilità indagate: cognitività globale. Sono implicati diversi aspetti (memoria semantica,

programmazione, abilità visuo-spaziali).

Istruzioni: “Qui c’è il quadrante di un orologio (cerchio - indicare). Lei ora dovrà inserire tutti i

numeri che ci sono sull’orologio, nella loro corretta posizione, poi le dirò io dove mettere le

lancette”.

Se il soggetto inizia mettendo solo i numeri nelle posizioni principali, si deve sottolineare

nuovamente che i numeri devono essere tutti quelli presenti in un orologio. Si deve evitare che il

paziente guardi il proprio orologio. Non appena avrà finito di disporre i numeri, e solo nel caso in

cui la disposizione sia almeno approssimativamente corretta, si dirà: “Ora deve disegnare le

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lancette in modo che queste indichino le due e quarantacinque”. È possibile fornire al paziente

una seconda possibilità, solo nel caso in cui sia lui a ritenere la propria prestazione

insoddisfacente.

Il punteggio quantitativo è dato dalla somma dei punti assegnati per ognuna delle variabili sotto

riportate.

Presenza numeri: 4 punti - tutti i numeri sono presenti; 2 punti - mancano 1 o 2 numeri; 1 punto -

ci sono numeri in più (oltre a quelli corretti); 0 punti - mancano oltre 2 numeri

Disposizione numeri: 3 punti – corretta per simmetria e regolarità delle distanze (accettate lievi

irregolarità se sono mantenuti gli assi 12-6 e 3-9); 2 punti – errata lieve (esempio: per irregolarità

delle distanze o lieve asimmetria, senza mantenere gli assi 12-6 e 3-9); 0 punti – errata grave

(esempio: per eminegligenza, grave asimmetria, inversione dell’ordine, distribuzione dei numeri

errata)

Lancette: 2.5 punti – posizionate correttamente (la lancetta delle ore può trovarsi sia sul 2 che

quasi sul 3); 1 punto – lievi imperfezioni di posizionamento; 0 punti – gravi errori di

posizionamento o mancato posizionamento; aggiungere 0.5 punti per la differenziazione delle

lancette fra ore e minuti (per lunghezza e/o spessore)

Analisi qualitativa: 

Risposta legata allo stimolo (stimulus boundness) Tendenza del soggetto ad essere guidato nel

disegno da un singolo stimolo: la lancetta delle ore viene collocata sul 2, mentre quella dei minuti

tra il 4 e 5 (per indicare i 45’).

Presenza

Deficit concettuale di errori che indicherebbero una difficoltà di accesso o di perdita

delle conoscenze relative agli attributi dell’orologio; possono essere presenti: a) errate

rappresentazioni dell’orologio (es. quadrante senza numeri, numeri disposti in senso antiorario,

numeri dal 12 al 24 anziché dall’1 al 12, assenza di alcuni numeri; la prosecuzione dei numeri oltre

il 12, invece, deve essere conteggiata solo come errore di perseverazione; la disposizione errata

deve essere conteggiata come neglect o errore spaziale); b) errate rappresentazioni dell’orario (es.

lancette assenti, oppure l’ora viene scritta in formato digitale).

Perseverazioni Presenza di più di due lancette o anormale prosecuzione dei numeri oltre il 12.

Deficit di pianificazione Presenza di “gaps” (spazi vuoti) prima del 12, del 3, del 6 o del 9, dovuti

alla errata strategia utilizzata nel fare il disegno.

Neglect Tutti gli attributi sono disegnati in una metà dell’orologio.

Errori spaziali non specifici Deficit nella distribuzione spaziale dei numeri, in assenza di neglect;

la presenza di “gaps” deve essere conteggiata solo come errore di pianificazione.

Numeri scritti all’esterno dell’orologio Numeri collocati sul perimetro esterno del cerchio o sul

cerchio stesso.

PM38 – Matrici Progressive Standard Caffarra et al. (2003). A normative study of a shorter version

of Raven’s progressive matrices 1938. Neurological Sciences, 24: 336-339.

Abilità indagate: ragionamento logico visivo.

Istruzioni: il test è preceduto da una prova preliminare (quattro item di esempio, riportati nella

batteria di Spinnler & Tognoni e non inclusi nel manuale originale pubblicato dalle O.S.). Dire al

soggetto che si tratta di una specie di tappezzeria nella quale uno dei disegni è mancante: questo

va trovato tra quelli a piè di pagina. A volte le regole per trovarlo sono complicate e dipendono

dalle caratteristiche che legano i disegni presenti. Si fanno degli esempi, mettendo in rilievo come

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sul disegno mancante convergano sia la regola orizzontale sia quella verticale. Sugli esempi si

forniscono tutte le informazioni necessarie e si correggono gli eventuali errori. Se il soggetto ha

compreso le istruzioni si passa alla somministrazione degli stimoli-test.

Il soggetto è invitato a fornire sempre una risposta. Sono ammessi ripensamenti e cambi di scelta

ma non è possibile ritornare sulle matrici già esaminate. Il tempo massimo per eseguire l’intera

prova è di 30 minuti.

Batteria per il deterioramento mentale - BDM Caltagirone, Gainotti, Carlesimo et al. (1995)

Finalità: batteria neuropsicologica ideata per accrescere l’accuratezza della diagnosi precoce di

sindrome demenziale.

Nel raggiungimento di tale obiettivo la BDM ha una specificità del 98% e una sensibilità del 93%.

La presenza di 2 o più prestazioni con PE=0 deve far sospettare la presenza di una demenza (per

un corretto utilizzo si consiglia di leggere attentamente il manuale della batteria).

BDM - Test di Memoria Uditivo-Verbale di Rey (AVLT)

Abilità indagate: memoria verbale a breve e a lungo termine.

Somministrazione: si informa il paziente che verrà letta una lista di parole che egli dovrà

memorizzare.

Si leggono le parole, una al secondo. Immediatamente dopo la presentazione si chiede al paziente

di ripetere, in qualsiasi ordine, il maggior numero possibile di parole appartenenti alla lista.

Tale procedura viene ripetuta per cinque volte.

Dopo un intervallo di 15 minuti dall’ultima rievocazione, durante il quale devono essere svolte

prove di tipo visuo-percettivo, si chiede al paziente di rievocare il maggior numero di parole

appartenenti alla lista appresa.

BDM – Fluenza Verbale Fonologica A – F – S

Abilità indagate: ampiezza del magazzino lessicale; capacità di accesso al lessico; strategie di

ricerca lessicale; flessibilità spontanea.

Somministrazione: si chiede al paziente di dire, in 1 minuto, il maggior numero possibile di parole

che iniziano con la lettera “A”. È consentita qualsiasi parola (nomi, verbi, avverbi, aggettivi, ecc.),

ad eccezione dei nomi propri (di persona, di città, di luoghi geografici, ecc.). La stessa procedura

viene ripetuta con le lettere “F” e “S”.

Punteggio: Somma delle parole accettabili prodotte nei tre trial.

BDM – Costruzione di Frasi

Abilità indagate: accesso lessicale; competenze grammaticali e sintattiche.

Somministrazione: si forniscono al paziente alcune parole, chiedendo di ideare una frase di senso

compiuto che contenga le parole in oggetto. È prevista una prova preliminare, non considerata ai

fini del punteggio.

Punteggio: ad ogni frase sensata e grammaticalmente corretta si attribuiscono 3 punti, viceversa 0

punti. In caso di valutazione positiva si aggiungono 2 punti se la frase è pronunciata entro 10 sec.,

1 punto se viene riferita tra 11-20 sec.

Il punteggio totale è dato dalla somma dei punti attribuiti ad ogni frase / 25.

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BDM – Matrici Progressive Colorate

Abilità indagate: completamento visuo-spaziale; abilità logico-deduttive su dati visivi.

Somministrazione: si chiede al paziente di osservare attentamente ogni figura-stimolo e di

individuare tra le sei alternative proposte quella che, a suo parere, completa nel modo migliore la

figura in alto. Il test viene somministrato senza limiti di tempo.

Punteggio: somma delle risposte corrette /36

BDM – Memoria visiva immediata

Abilità indagata: memoria visiva a breve termine.

Somministrazione: ogni figura stimolo viene presentata per 3 sec.; immediatamente dopo essa

deve essere riconosciuta tra quattro alternative.

Punteggio: somma delle risposte corrette / 22

BDM – Copia di disegni a mano libera

Abilità indagata: prassia costruttiva

Somministrazione: si richiede al paziente di copiare nel modo più fedele possibile gli stimoli

presentati su tre fogli (stella, cubo, casa).

Punteggio: _____/ 12

0: presenza di closing-in (accollamento o sovrapposizione al modello);

1: modello irriconoscibile, ma assenza di closing-in;

2: modello difficilmente riconoscibile (mancano o sono dislocati uno o più elementi costitutivi e/o

si osservano gravi imperfezioni nell’orientamento delle linee, nella relazione spaziale o nella

proporzione tra le parti);

3: modello ben riconoscibile (elementi costitutivi tutti presenti e correttamente posizionati);

tuttavia si osserva alterazione della prospettiva e/o lieve imperfezione nell’orientamento delle

linee, nella relazione spaziale o nella proporzione tra le parti;

4: modello perfetto (prospettiva, orientamento delle linee, relazione spaziale e proporzione tra le

parti correttamente riprodotte)

BDM – Copia di disegni con elementi di programmazione

Abilità indagate: prassia costruttiva in condizioni di ridotto coinvolgimento delle abilità di

programmazione.

Somministrazione: si chiede al paziente di riprodurre i modelli precedenti su alcuni fogli, sui quali

sono riportati come elementi facilitanti dei punti di repere (punti, linee, angoli). Ogni modello

viene proposto più volte (due volte la stella, quattro volte il cubo, quattro volte la casa). Il paziente

deve sempre avere di fronte a sé il modello originale di ogni disegno.

Punteggio: ____/ 70 Somma dei segmenti correttamente collocati in ogni riproduzione. Il numero

di segmenti previsti per ogni stimolo è riportato sul foglio di notazione. Per lo stimolo “Casa 3” la

porta viene considerata come un unico tratto ai fini del punteggio. Per lo stimolo “Casa 4”, invece,

la porta e la base vengono considerate come un unico tratto.

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Funzioni mnestiche

Digit Span: memoria uditivo-verbale a breve termine. Orsini, Grossi, Capitani, Laiacona, Papagno,

Vallar (1987).

Test Di Corsi: memoria visuo-spaziale a breve termine Orsini, Grossi, Capitani, Laiacona, Papagno,

Vallar (1987).

Breve Racconto (Sei Dicembre…) Carlesimo, Buccione, Fadda, Graceffa, Mauri, Lorusso, Bevilacqua,

Caltagirone (2002) – R.I.: Memoria episodica immediata; apprendimento volontario di

informazioni verbali strutturate. - R.D.: memoria episodica, memoria verbale a lungo termine.

- OBLIO: memoria verbale a lungo termine (stabilità o decadimento della traccia mnesica).

Figura Complessa Di Rey Carlesimo, Buccione, Fadda, Graceffa, Mauri, Lorusso, Bevilacqua,

Caltagirone (2002) - R.I. : memoria visiva immediata. - R.D.: memoria visiva a lungo termine.

- OBLIO: memoria visiva a lungo termine (stabilità o decadimento della traccia mnesica).

Test Dei Tre Oggetti: memoria incidentale. Modificato da G. Foderaro (Prova non standardizzata)

Test Di Memoria Prospettica: Prova clinica elaborata da G. Foderaro (Non standardizzata)

FCSRT – Free And Cued Selective Reminding Test (Apprendimento Supra-Span Verbale Di Buschke-

Fuld): Valutazione della memoria a lungo termine verbale. Mantiene distinti i processi di

immagazzinamento nella memoria a breve termine e nella memoria a lungo termine e i processi di

recupero a lungo termine. La presentazione degli stimoli avviene con la tecnica del selective

reminding di Buschke-Fuld: ad ogni prova si presentano solo gli stimoli che non sono stati rievocati.

Test Di Apprendimento Supra-Span Verbale Tecnica di Buschke-Fuld: Verificare la capacità del

soggetto in esame di rievocare una lista di parole utilizzando sia la MBT sia la MLT; permette,

inoltre, di stabilire quali parole, dopo essere state immagazzinate nel deposito della memoria a

lungo termine, non vengono rievocate per un deficit dei meccanismi di recupero.

Test l’esaminatore spiega il compito: “Ora le leggerò una lista di parole. Subito dopo lei dovrà

cercare di ripetere tutte le parole che ricorda. Nessuno le ricorda tutte subito, quindi non si

preoccupi se le parole da ricordare le sembrano troppe. Basta che lei mi dica quelle che ricorda

senza badare al loro ordine.” L’esaminatore legge la lista di dieci parole al ritmo di una parola ogni

due secondi. Alla seconda prova (e alle prove successive) l’E dice al S: “Molto bene. Ora le ripeterò

solo le parole che lei non ha ricordato, ma lei dovrà cercare di dirle tutte, anche quelle che le ho

detto prima”. L’E legge le parole non rievocate nella prova precedente; il compito prosegue fino al

raggiungimento del criterio: due ripetizioni successive complete senza alcuna ripetizione da parte

dell’E, oppure fino ad un massimo di 18 prove.

Funzioni attentive

Matrici Attentive: attenzione selettiva in un compito di ricerca visiva. Spinnler & Tognoni (1987);

Della Sala, Laiacona, Spinnler, Ubezio (1992). (es. il soggetto deve individuare il numero 5

all’interno di una tabella con tanti numeri) 28

Stroop Test: attenzione selettiva, controllo attentivo, inibizione di risposte automatiche. Caffarra,

Vezzadini, Dieci, Zonato, Venneri (2002)

Dual Task: attenzione divisa. Baddeley e coll., 1997

Trial Making Test: composto da due parti, A e B.

La parte A è essenzialmente una prova di tracking: tuttavia il suo corretto svolgimento richiede

adeguate capacità di elaborazione e ricerca visiva, di riconoscimento di numeri, di conoscenza e

riproduzione di sequenze numeriche, di velocità motoria.

La parte B, invece, viene considerata come una prova di spostamento attentivo: oltre alle abilità

implicate nella prova A, richiede quindi una sufficiente flessibilità spontanea.

La differenza di tempo tra le due prove (B–A) è un ulteriore indice della capacità del soggetto di

spostare alternativamente l’attenzione tra i due set di stimoli, mostrando quindi un

comportamento flessibile. Giovagnoli et al. (1996)

Parte A Parte B

Funzioni esecutive

FAB – Frontal Assessment Battery: aspetti cognitivi dipendenti dal funzionamento dei lobi frontali.

Dubouis et al. (2000), valori normativi italiani di Isella et al. (2002) e Consoli et al. (2002)

Weigl’s Sorting Test: abilità di cogliere somiglianze sovra-ordinate tra stimoli diversi, ovvero le

capacità di astrazione e categorizzazione; pensiero categoriale. Laiacona, Inzaghi, De Tanti,

Capitani (2000)

Torre Di Londra: pianificazione, programmazione. Capacità di mettere in atto processi di decisione

strategica e di pianificare soluzioni tese alla risoluzione di un compito. Shallice (1982)

Stime Cognitive: il compito richiede la formulazione di un piano cognitivo per rispondere a

domande prive di una precisa risposta ma che possono essere soddisfatte effettuando un

ragionamento sulla base delle conoscenze possedute. La capacità di accedere al proprio bagaglio

di conoscenze e di utilizzare queste ultime in modo strategico dipende da un corretto

funzionamento dei lobi frontali: una disfunzione di queste strutture può portare a stime errate o

addirittura bizzarre. Della Sala, MacPherson, Phillips, Sacco, Spinnler (2003)

Wisconsin Card Sorting Test: cogliere somiglianza sopra-ordinate fra stimoli diversi. Heaton, 1981;

Laiacona e coll., 2000 29

Funzioni verbali

Prove Di Descrizione Orale Bisiach, Cappa, Vallar (1983). Guida all’esame neuropsicologico

- Descrizione di un’azione

- Descrizione di una scena complessa

- Eloquio spontaneo: fluenza, intelligibilità, prosodia, articolazione, volume

- Errori afasici: anomie, anomie con circonlocuzione, parafasie fonetiche (suoni distorti), parafasie

fonemiche (omissioni, sostituzioni, trasposizioni, aggiunte o ripetizioni di fonemi all’interno di una

parola), parafasie verbali (sostituzione della parola stimolo con un’altra esistente ma senza alcun

nesso con quella di origine), parafasie semantiche (sostituzione della parola stimolo con un altro

termine semanticamente associato), neologismi (parole inesistenti), gergo neologistico (eloquio

caratterizzato esclusivamente da parole inesistenti), gergo verbale (eloquio caratterizzato da un

insieme di parole esistenti ma prive di relazione tra loro e con il tema del discorso), agrammatismo

(linguaggio telegrafico, privo di congiunzioni, articoli, preposizioni, ecc.), conduite d’approche

(fonologica o semantica), stereotipie verbali (parole o suoni ripetute in modo continuo e

perseverante)

- Compromissioni a livello:

• fonologico (riconoscimento, discriminazione, articolazione di fonemi)

• semantico-lessicale (contenuto informativo generale, uso appropriato e frequenza di sostantivi,

verbi e aggettivi)

• morfosintattico (struttura e complessità della frase, uso e frequenza di articoli, pronomi,

preposizioni, avverbi, congiunzioni)

• pragmatico (capacità di richiamare l’attenzione dell’interlocutore per dare inizio alla

conversazione, capacità di utilizzare un timbro vocale consono, capacità di mantenere un

adeguato livello prosodico del discorso, capacità di rispettare l’alternanza dei turni della

conversazione, capacità di rendere il contenuto della comunicazione intelligibile per l’ascoltatore)

• narrativo (capacità di pianificare ed organizzare un discorso di senso compiuto, di costruire un

racconto gerarchicamente organizzato e caratterizzato dalla concatenazione logica di eventi che si

succedono secondo una precisa sequenzialità spazio-temporale)

Serie Automatiche Bisiach, Cappa, Vallar (1983). Guida all’esame neuropsicologico

- Giorni della settimana; Mesi; Alfabeto

Test Di Fluenza Verbale Fonemica: ampiezza del magazzino lessicale; capacità di accesso al lessico;

strategie di ricerca lessicale; flessibilità spontanea. Prestazione tipicamente compromessa nel caso

di lesioni frontali sx e in patologie non focali come la schizofrenia e la Corea di Huntington. ??

Novelli, Papagno, Capitani, Laiacona, Vallar, Cappa (1986)

F – P – L

Test Di Fluenza Verbale Semantica: ampiezza del magazzino semantico; capacità di accesso al

magazzino lessicale-semantico; strategie di ricerca lessicale; flessibilità spontanea. Prestazione non

particolarmente influenzata dalla lateralità della lesione frontale: si osservano invece prestazioni

scadenti nella malattia di Parkinson e di Alzheimer. Novelli, Papagno, Capitani, Laiacona, Vallar,

Cappa (1986).

Marche di automobili – Frutti –Animali. 30

Boston Naming Test: denominazione di stimoli visivi, accesso lessicale. Versione breve tratta dalla

batteria CERAD, validazione italiana

Denominazione Su Descrizione: accesso lessicale. Novelli, Papagno, Capitani, Laiacona, Vallar,

Cappa (1986)

Comprensione Di Ordini Orali: comprensione verbale. Bisiach, Cappa, Vallar (1983) Guida all’esame

neuropsicologico

TOKEN TEST: comprensione verbale. Spinnler & Tognoni (1987)

Lettura E Comprensione Di Prove Scritte Bisiach, Cappa, Vallar (1983) Guida all’esame

neuropsicologico

PROVE CLINICHE:

-Denominazione di colori

-Comprensione di ordini orali

-Ripetizione di parole e frasi

-Lettura di parole e frasi

-Comprensione di frasi scritte

-Scrittura di frasi

Aachener Aphasie Test: esame del linguaggio

-Test dei gettoni a 50 item

- Ripetizione

- Linguaggio scritto: lettura ad alta voce, dettato per composizione, dettato con scrittura a mano

- Denominazione: oggetti, colori, nomi composti

- Comprensione orale – scritta di parole

- Comprensione orale - scritta di frasi

Calcolo

Batteria Di Miceli E Capasso (1991)

1. Prove con stimoli non numerici

2. Giudizi di grandezza su stimoli numerici presentati per via visiva e uditiva

3. Prove di transcodificazione

4. Riconoscimento di uditivo e visivo di segni aritmetici

5. Prove di calcolo scritto e orale

Prove percettivo-gnosiche

Batteria Di Mori Mori e coll., 2000

- Discriminazione di dimensioni (linee e cerchi)

- Discriminazione di forme 31

- Identificazione di figure sovrapposte (figure geometriche, utensili, frutti, frutti con prova di

confronto)

- Conteggio di figure

- Identificazione di lettere incomplete (tratte dalla Batteria VOSP)

Test Di Discriminazione Visiva Di Segmenti E Di Sgorbi: esplorazione delle capacità discriminative

Spinler e Tognoni, 1987

Test Di Discriminazione Di Forme Simili -Test Di Efron: agnosia per la forma

Test Di Screening Della Detezione Della Forma

Lettera Incompleta: agnosia appercettiva Warrington e James, 1991

Test Delle Silhouettes: agnosia transformazionale Warrington e James, 1991.

Object Decision: Agnosia da compromissione della rappresentazione interna. Warrington e James,

1991.

Gottschaldt’s Hidden Figure Test: analisi e identificazione visuo-percettiva; particolarmente

sensibile al danno cerebrale retrorolandico dx. Utile per discriminare soggetti normali e AD.

32

Street’s Completion Test: capacità di integrare i dati sensoriali in un tutto significativo. Spinler e

Tognoni, 1987.

Protocollo Montréal –Toulouse: capacità discriminative e associative. Agnail e coll., 1992.

-Test delle figure identiche

-Test delle figure sovrapposte

-Test di accoppiamento funzionale

-Test di accoppiamento categoriale

Benton Riconoscimento Volti: processo di codificazione delle caratteristiche strutturali del volto

(deficit appercettivo). (Benton e Van Allen, 1968).

Giudizio Di Familiarità: riconoscimento del volto come tale. (De Renzi, Faglioni, Grossi e Nichelli,

1991).

Identificazione Di Facce: identificazione del volto (De Renzi, Faglioni, Grossi e Nichelli, 1991).

Riferimento al modello di Bruce e Young, 1986

Batteria Di Screening Dei Disturbi Neuropsicologici Dei Colori Della Sala S., Galante E., Spinnler H.,

Stangalino C., Venneri A. (1996). Archivio di Psicologia, Neurologia e Psichiatria, 57(4), pp.327-342.

La batteria, messa a punto presso la Divisione di Neurologia della Fondazione Maugeri, Centro

Medico di Veruno (Novara), è stata sviluppata per facilitare lo studio di pazienti potenzialmente

portatori di difetti semantici (soprattutto cerebrolesi focali sinistri, pazienti con esiti di encefalite

erpetica, soggetti affetti da demenza tipo Alzheimer o demenza semantica).

Il pregio di tale batteria, oltre alla sua capacità di indagare specifici deficit neuropsicologici, è la

praticità: il suo utilizzo richiede materiale facilmente riproducibile e trasportabile ed il tempo di

somministrazione è contenuto. Ciò è particolarmente utile nella valutazione del soggetto anziano

e/o afasico, che si dimostra spesso affaticabile e poco motivato ad eseguire prove

neuropsicologiche.

C.F.M.T. Colour-Figure Matching Test. Della Sala S., Galante E., Spinnler H., Stangalino C., Venneri

A. (1996). Archivio di Psicologia, Neurologia e Psichiatria, 57(5-6), pp.527-538.

Il C.F.M.T. è un test neuropsicologico, messo a punto presso la Divisione di Neurologia del Centro

Medico di Veruno (Novara), ed è stato ideato per evidenziare le difficoltà di alcuni pazienti (spesso

afasici) in compiti associativi non verbali colore-figura.

Il C.F.M.T. è costituito da 9 disegni in bianco e nero di oggetti, animali e frutti, raffigurati in

posizione canonica e selezionati per il fatto di avere un colore tipico.

33

Negligenza spaziale unilaterale

Test delle campanelle

Test di Albert

Test di Diller

Bisezione di linea Copia di disegno

Esame neurologico standardizzato (Bisiach, Cappa e Vallar, 1983)

-Valutazione del deficit motorio

Il deficit motorio viene valutato invitando il paziente ad estendere gli arti, con avambraccio supino

e le dita delle mani estese, sollevati sul piano del letto di circa 75°.

0 Assenza di deficit. La posizione viene mantenuta per 30 sec.

34

1 Adduzione delle dita e/o “main creuse” e/o Gierlich (pronazione dell’avambraccio) e/o Barré

(slivellamento dell’arto superiore), senza sfioramento del piano del letto entro 15 sec.

2 Barrè con sfioramento del piano del letto entro 15 sec.

3 L’arto ricade sul piano del letto entro 5 sec.

-Valutazione del deficit somatosensoriale

Somministrare 10 stimoli tattili unici e doppi appoggiando leggermente i polpastrelli delle dita sul

dorso delle mani del paziente.

Il paziente viene avvertito che la stimolazione può essere unilaterale o bilaterale.

Il paziente, con gli occhi chiusi, viene invitato a segnalare con risposte verbali la percezione dello

stimolo tattile.

-Valutazione dei deficit del campo visivo

L’esame è condotto utilizzando la tecnica del confronto che consiste nel somministrare, secondo

una casualizzazione fissa, stimoli unici e doppi costituiti dal rapido movimento di uscita dell’indice

dal pugno dell’esaminatore. I livelli di compromissione sono definiti analogamente a quelli

utilizzati per la sensibilità tattile (Bisiach et al., 1983)

-Valutazione del neglect personale

Chiedere al paziente di toccare con la mano ipsilaterale alla lesione cerebrale la mano

controlaterale tenendo gli occhi chiusi.

Punteggio:

0. Esecuzione rapida e precisa

1. Esecuzione lenta ed imprecisa

2. Il movimento viene interrotto prima del raggiungimento del bersaglio

3. Il paziente non esegue nessun movimento

-Valutazione dell’anosognosia

Quantificazione del deficit attraverso un punteggio da 0 a 4 secondo la metodologia proposta da

Bisiach e colleghi (Bisiach, Vallar, Perani, Papagno e Berti, 1986).

0 = nessun deficit

1= riconoscimento del deficit dopo una domanda generale

2= riconoscimento del deficit dopo una domanda specifica

3= riconoscimento del deficit mediante esame neurologico

4= non riconoscimento del deficit

Anosognosia per il deficit di moto; Anosognosia per il deficit somatosensoriale; Anosognosia per il

deficit del campo visivo

-Valutazione della somatoparafrenia

Il paziente giace supino con l’arto superiore sinistro alla sinistra del tronco, l’avambraccio flesso sul

braccio di 90°, così che la mano si trovi sul piano sagittale mediano. L’ E. indicando la mano sinistra

chiede: “Di chi è questa mano?”

1= il paziente identifica prontamente la mano come propria

2= il paziente identifica con esitazione la mano come propria

3= il paziente identifica la mano come appartenente a …

4= il paziente identifica la mano come appartenente a … anche dopo dimostrazioni di

appartenenza al paziente. 35

Autotopoagnosia

L’E chiede al S di indicare le parti del corpo:

su ordine verbale: sul S stesso su un modello in condizione di scelta multipla tra varie parti del

corpo (pollice, polso, alluce, mento)

su ordine non verbale: L’E indica una parte del corpo disegnata sia sul modello sia singolarmente; il

S risponde indicando su se stesso la parte corrispondente

L’E tocca il S (occhi chiusi); il S deve poi indicare su un modello o in condizione di scelta multipla tra

varie parti del corpo la parte corrispondente

Funzioni prassiche

Prove Cliniche Per L’aprassia Ideativa De Renzi & Lucchelli (1988)

1. Accendere una candela (candeliere, candela, scatola di fiammiferi)

2. Aprire e chiudere un lucchetto (lucchetto, chiave)

3. Riempire d’acqua un bicchiere (bottiglia piena d’acqua e tappata, apri-bottiglia, bicchiere)

4. Preparare una lettera pronta per essere impostata (foglio A4 scritto, busta con indirizzo già

scritto, foglio di francobolli)

5. Preparare la macchina del caffè (scatola chiusa di caffè, cucchiaio, macchinetta, bottiglia

d’acqua)

Esame Per L’aprassia Ideomotoria De Renzi E., Motti F., Nichelli P. (1980)

Movimenti delle dita

1. Indice e medio divaricati (V) 2. Indice e pollice a cerchio restanti dita verticali (OK) 3. Mignolo e

indice estesi, altre dita flesse (corna) 4. Indice esteso in alto, restanti dita flesse 5. Medio inarcato

sul dorso dell’indice altre dita flesse 6. Pollice incarcerato fra indice e medio flessi 7. Dare tre

buffetti, estendendo il medio a scatto dalla falange distale del pollice 8. Schioccare tre volte le dita

9. Imitare un uomo che cammina, avanzando alternativamente con indice e medio sul piano del

tavolo 10. Aprire e chiudere l’indice sul medio, tenuti orizzontali (forbici) 11. Picchiettare in

successione le quattro dita laterali sul tavolo per tre volte, ricominciano sempre dall’indice 12.

Dorso della mano appoggiato sul tavolo, indice e medio estesi, le altre dita flesse. Flettere prima

l’indice, poi il medio sul pollice mentre l’altro dito resta esteso. Ripetere per tre volte.

Movimenti della mano o dell’arto

1. Palma aperta sulla spalla opposta 2. Palma aperta sulla nuca 3. Mano aperta, col dorso in alto,

orizzontale a livello del mento 4. Saluto militare 5. Mano a cannocchiale sulla bocca, soffiando 6.

Fare il segno di alt: braccio in orizzontale in avanti, palma aperta 7. Battere sul tavolo prima col

pugno verticale, poi con la palma aperta. Ripetere tre volte 8. Pugno in avanti appoggiato sulla

fronte seguito da palma aperta e punta delle dita appoggiate sulle labbra. Ripetere tre volte. 9.

Braccio in fuori, dita estese e divaricate, portato lentamente sulla spalla opposta, mentre le dita si

restringono a pugno. Ripetere tre volte. 10. Segno della croce 11. La mano sagittale, dita in basso,

percuote tre volte la fronte (segno di matto) 12. Mano con le dita serrate sulle labbra; abduzione

ed estensione dell’arto e delle dita (dare un bacio). Ripetere tre volte.

36

Figura Complessa Di Rey – Copia: capacità visuo-costruttive, inclusi aspetti di pianificazione

spaziale. Carlesimo, Buccione, Fadda, Graceffa, Mauri, Lorusso, Bevilacqua, Caltagirone (2002)

Valutazione neuropsicologica forense

Applicazione dei metodi di analisi tipici della neuropsicologia, per la valutazione in cause civili o

penali. 

Esame neuropsicologico forense Strumento atto a descrivere e quantificare il funzionamento

cognitivo. Contribuisce alla descrizione e alla misurazione della natura, entità e credibilità del

danno cognitivo lamentato dal cliente.

Il danno neurocognitivo appartiene alla categoria del danno biologico di natura psichica.

Il ragionamento giuridico poggia su 3 nuclei concettuali:

• evento qualificabile come colpa.

• danno modificazione peggiorativa rispetto alla situazione antecedente.

• relazione causale tra colpa e danno.

Applicato in ambito penale per imputabilità (Capacità di intendere e volere) e circonvenzione di

incapace 

Ambito civile per danno psichico (Danno alla persona); interdizione/inabilitazione (Capacità di

provvedere ai propri interessi); invalidità (civile, pensionabile, infortuni, malattia); capacità di

disporre testamento

Danno alla persona Riguarda le conseguenze negative derivanti da alterazioni psicofisiche dello

stato di salute a causa di una azione lesiva (con rapporto di causalità). Cause del danno:

• causa lesiva (fatto esterno attivo o omissivo)

• lesione (alterazione dello stato fisico o psichico)

• menomazione (conseguenza permanente della lesione)

Danno biologico Riduzione o perdita (temporanea o permanente) della condizione di integrità

psicofisica, Peggioramento dello stato di salute individuale precedente il danno a causa della

condotta del danneggiante (illecita, per dolo o per colpa); è una menomazione dell’integrità

psicofisica della persona; è sempre suscettibile di valutazione economica; è sempre risarcibile.

Componenti: Peggioramento morfologico (danno estetico); Peggioramento funzionale;

Compromissione dell’efficienza negli atti ordinari e quotidiani; Riduzione della capacità sociale;

Riduzione della capacità lavorativa generica; Perdita di chances lavorative (ridotta libertà di scelta

della professione); Maggior fatica per conseguire reddito; Danno sessuale; Danno psichico:

perturbamento psichico eziologicamente riconducibile ad atto lesivo (può essere associato a

peggioramento morfologico e funzionale).

Questioni importanti: Causalità (valutazione del nesso di causa) e Stato pre-esistente (valutazione

dello stato psichico anteriore). 37


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia
SSD:
Università: Pavia - Unipv
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiara9B4 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Neuropsicologia clinica e forense e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pavia - Unipv o del prof Bottini Gabriella.

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