4.3.22 Definizione di neuropsicologia
la disciplina che ha come obbiettivo lo studio dei processi cognitivi e comportamentali correlandoli
La neuropsicologia è
con i meccanismi anatomi-fisiologici a livello di sistema nervoso che ne sottendono il funzionamento.
Obbiettivi: La neuropsicologia si occupa di studiare le conseguenze cognitive dei danni cerebrali dovuti ad eventi di varia
natura (ictus, traumi cranici, infiammazioni) allo scopo di contribuire all’elaborazione di teoria sull’organizzazione delle
funzioni cognitive, sia di comprendere le basi neuro funzionali. Si occupa inoltre di allestire strumenti di valutazione dei
vari deficit dei pz, per il raggiungimento di un’accurata diagnosi e tracciare il profilo cognitivo dei pz, anche al fine di
pianificare una riabilitazione neuropsicologica.
Capire quali siano le aree cerebrali che sottendono certi comportamenti.
La neuropsicologia ha una duplice finalità:
- clinica: descrive e definisce i disturbi associati a lesioni cerebrali e indica i percorsi diagnostici, riabilitativi e
terapeutici.
- Sperimentale: Studia le relazioni tra comportamento e aree cerebrali: basi neurali del funzionamento
cognitivo. è legata all’evoluzione dei metodi e delle tecniche che permettono di stabilire una
La storia della neuropsicologia
relazione tra comportamento (normale/alterato) e localizzazione anatomo-funzionale delle reti neurali coinvolte/
lesioni che hanno provocato il disturbo.
'70:
Fino agli anni
- esame autoptico (reperti post mortem)
- studi di stimolazioni elettriche corticali durante interventi neurochirurgici a scopo diagnostico/terapeutico
(epilessia, su casi che non potevano essere curati con farmaci)
Dagli anni ‘70:
- inizio sviluppo tecniche di bioimmagine (TAC, PET, MRI, fMRI) e di stimolazione cerebrale (TMS, TDCS, che sono
tecniche che permettono di stimolare con corrente o con stimolazione magnetica, che applicati sulla zona in
corrispondenza dell’area cerebrale sottostante, quindi viene fatta dall’esterno tale stimolazione, non è
invasiva, e in questo modo si possono avere molte info, e si possono fare anche su volontari sani.)
1
RIPASSO DI NEUROANATOMIA
Il sistema nervoso centrale (SNC) è una struttura bilaterale ed essenzialmente
simmetrica formata da 2 parti principali:
(encefalo) contenuto nella scatola cranica
-Cervello
-midollo contenuto nel canale vertebrale.
spinale
Cervello, formato da:
- Tronco encefalico: subito sopra il midollo spinale
- cervelletto: collocato posteriormente al tronco encefalico
- diencefalo : al di sopra del tronco encefalico
- emisferi cerebrali
Terminologia anatomica nel SNC
I termini usati per la localizzazione delle varie parti del sono gli stessi usati per
midollo spinale e tronco cerebrale
l’anatomia del corpo.
- (davanti vs dietro)
Anteriore vs posteriore
- (verso la testa verso il basso)
Rostrale vs caudale
- (schiena vs ventre)
Dorsale vs ventrale
- (in mezzo e di lato)
Mediale vs laterale
Tuttavia, l’asse longitudinale del SNC contiene una curvatura
per cui (diencefalo ed
l’asse rostro-caudale del prosencefalo
emisferi) è piegato in avanti.
prosencefalo:
Per il
Dorsale= verso la sommità della testa (superiore)
Ventrale= verso il basso
Rostrale= verso la faccia, coincide con anteriore.
Caudale= verso la parte posteriore della testa, coincide con posteriore
quindi la terminologia cambia.
ànell’encefalo 2
Assi anatomici e piani standard per sezioni istologiche/ immagini
prosencefalo:
Per il
- assiali: parallele all’asse rostro-caudale (parallele al
Sezioni orizzontali o
suolo)
- sagittali: sul piano che divide i due emisferi
Sezioni
a. mediana
b. paramediana (più laterale)
- coronali: secondo il piano del volto, piano parallelo alla
Sezioni frontali o
faccia.
Per il encefalico:
midollo spinale e tronco
longitudinali: sezioni parallele all’asse longitudinale
Sezioni trasversale: piano di sezione perpendicolare all’asse longitudinale
Sezione antero-posteriore=ventrale-dorsale
Frontale: parallelo al volto. Detto anche coronale.
Orizzontale: parallelo al suolo, chiamato anche assiale.
Sagittale: divide in due gli emisferi cerebrali, passa sulla linea mediana.
Tronco encefalico, TE:
- Midollo allungato (bulbo)
- Ponte
- Mesencefalo
È la struttura vitale più importante di tutto il SNC: una lesione in qualsiasi altra regione nervosa non è direttamente
mortale ma può esserlo se interessa il TE.
ESSENZIALI:
FUNZIONI
centri di controllo dell’attività cardio-
• respiratoria (NTS, nucleo motore
dorsale del vago ecc.)
centri per controllo funzione
• digestiva ( centri per la masticazione,
deglutizione, vomito)
centri di controllo dei movimenti
• oculari e dell’equilibrio
centro di controllo di movimenti
• riflessi
nuclei motori dei nervi cranici
• 3
nuclei sensitivi dei nervi cranici, nuclei vestibolari, nucleo gracile e cuneato
• vie di collegamento tra midollo spinale e cervelletto con il cervello
• contiene la formazione reticolare deputato alla regolazione del livello di allerta e vigilanza.
•
Il svolge molte funzioni vitali, e potremo dire che sia la struttura vitale più importante del SNC,
TRONCO DELL’ENCEFALO
una lesione all’encefalo è potenzialmente mortale, cosa che non accade se si ledono altre aree. Ciò perché vengono
svolte molte funzioni essenziali per la vita.
reticolare: strutturata in nuclei non ben definiti, quindi difficile da evidenziare, attraversa tutto il tronco
Formazione
dell’encefalo, ed è importante perché da essa dipende lo allerta.
stato di
Cervelletto:
Situato dietro il ponte, connesso al tronco dell’encefalo tramite (fasci di sostanza bianca);
peduncoli cerebellari
suddiviso in lobi; riceve informazioni somatosensoriali dal midollo spinale, informazioni dai nuclei vestibolari e
informazioni motorie e sensoriali da numerose aree cerebrali tramite i nuclei pontini; controllo della postura,
coordinazione movimenti del capo, occhi e degli arti, regolazione fine del movimento, apprendimento delle abilità
motorie, in anni più recenti si è individuato un ruolo del cervello anche nelle . Una delle alterazioni
funzioni cognitive
tipiche indotte da lesioni del cervelleto è la se noi prendiamo un oggetto allunghiamo la mano e lo
dismetria
prendiamo, mentre con tale lesione non riusciamo a fare il movimento fluido o sbagliamo la mira ad esempio, negli anni
più recenti si parla anche di dovuta ad una lesione del cervelletto, quindi si è visto che lesioni al
disimetria del pensiero
cervelletto hanno a che vedere con difficoltà cognitive, per cui si sa oggi che una lesione cerebellare non impatta solo le
funzioni motorie, proprio perché proietta a molte aree cerebrali.
Struttura particolare, suddiviso in LOBI: nodulare, sono i principali.
anteriore, posteriore e floculo La è fatta cosi: come
CORTECCIA CEREBELLARE
nella slide.
Vediamo che la corteccia cerebellare è formata
anche da rivestiti esternamente da
lobuli
grigia, quindi, hanno una corteccia
sostanza
cerebellare dove c'è una rete di neuroni, la
sostanza grigia esterna è
e al disotto
stratificata
troviamo un centro
midollare, costituito da bianca, che ha una struttura ad arbor
sostanza
vitae perché è una specie di arborizzazione, sembrano tanti rami, parte
dal centro e poi penetra la sostanza bianca i vari lobuli a formare una
struttura ad albero, all’interno della sostanza bianca ci sono dei nuclei
4
partendo dalla posizione più mediale, troviamo il sono bilaterali quindi si
cerebellari, nucleo del fastigio o del tetto,
trovano sia sul lato sx che dx. Poi abbiamo il che insieme formano il nucleo
nucleo emboliforme e il nucleo globoso
interposito e poi abbiamo il nucleo dentato dalla forma particolare.
Si distingue la cervelletto, proprio sulla linea mediana, chiamata e ai lati ci sono
porzione centrale del verme cerebellare
gli che possono essere divisi i due parti, una zona adiacente al verme chiamata e poi più
emisferi zona intermedia
lateralmente una zona chiamata Dopo di che abbiamo il che è un’area a se, dato che
zona laterale. lobo floculonodulare
è particolare anche per le sue connessioni, ho connessioni con l’apparato vestibolare, quindi svolge funzioni molto
specifiche e rimane trattato come se fosse un soggetto a se stante.
CIRCUITERIA DEL CERVELLETTO:
Al cervelletto arrivano due principali vie:
- e mucoidi hanno varie origini, possono essere le vie che provengono dal midollo spinale,
VIE (fibre) MUSCOIDI:
quindi quelle chiamate emispinocerebellari, oppure possono originare dal reticolo cerebellare, o anche dai
nuclei puntini; quindi, sono varie le informazioni di origini diverse, quelle del midollo spinale sono tipicamente
info somato-sensoriali che vengono portate verso il cervelletto.
- RAMPICANTI: Originano dal nucleo che proviene dall’oliva inferiore, dal nucleo olivare partono delle
VIE (fibre)
proiezioni che vanno a costituire le vie rampicanti.
Questi sono gli ingressi alla corteccia cerebellari, queste fibre prima di entrare mandano un che va a
collaterale
prendere contatto con i profondi. A seconda delle varie porzioni del cervelletto la fibra muscoide o rampicante
nuclei
prima di entrare nel cervelletto manda un collaterale che potrà contattare i vari nuclei profondi del cervelletto.
che entra nella corteccia cerebellare prende contatto con uno strato della corteccia chiamato
LA FIBRA MUSCOIDE
granuli, in questo strato ci sono cellule piccole (granuli) che hanno si connettono (con sinapsi) con la fibra
strato dei
muscoide tramite prolungamenti dendritici. La viene attivata dalle fibre muscoidi, a questo punto la
cellula dei granuli
cellula emette un prolungamento assonale verso l’alto, perpendicolarmente rispetto alla superficie della corteccia e
arriva alle parallele. Queste poi prendono contatto con l’arborizzazione dendritica della Purkinje, la
fibre cellula del
quale è l’unica via di uscita dalla corteccia cerebellare, una singola cellula del Purkinje prende contatto con tante fibre
parallele, la singola sinapsi delle fibra parallele con un dendrite della cellula del Purkinje sono sinapsi deboli, per cui
5
un’unica sinapsi non è in grado di attivare la cellula del Purkinje, per poterla attivare, e quindi generi un potenziale
sommazione, quindi si attiva solo quando ha integrato
d’azione, è necessario un notevole processo di integrazione, di
tanti input arrivati dalla fibre parallele, e quando si attiva, una volta raggiunta la soglia di attivazione, la cellula del
Purkinje scarica uno Spike semplice.
invece è molto più potente origina dal nucleo olivare inferiore, prende contatto direttamente
LA FIBRA RAMPICANTE
con l’arborizzazione dendritica della Purkinje, si chiama rampicante perché si avvolge alla cellula come un
cellula del
edera, e quindi ha tanti contatto con la cellula del Purkinje, questi contatti sono molto potenti, per cui l’attivazione di
una fibra rampicante attiva potentemente la cellula del Purkinje che produce un’attività che si manifesta attraverso una
scarica di potenziale di azione che viene chiamato Spike complesso.
abbiamo detto che le fibre prima di entrare in corteccia inviano dei collaterali verso i nuclei profondi. Questa sinapsi tra
fibre muscoidi, o fibre rampicanti e nuclei sono di tipi Quando si attiva la cellula del Purkinje invece essa è di
eccitatorio.
tipo inibitorio; quindi, è la tipica cellula che rilascia il , neurotrasmettitore inibitorio. Quando si attivano sia spike
GABA
semplici sia complessi, la nuovamente, quindi l’effetto
cellula del Purkinje una volta attivata proietta ai nuclei profondi
che si ha è che la cellula del Purkinje attua un effetto inibitorio sulle cellule precedentemente attivate nei nuclei
profondi. cerebellari, le cellule del Purkinje proiettano ai
Le informazioni escono dal cervelletto tramite le proiezioni dei nuclei
nuclei e le cellule all’interno dei nuclei hanno degli assoni che escono dal cervelletto e che andranno a prendere
contatto con le varie strutture motorie etc. circuito di base
Non li chiede 6
elenchi sotto gli schemi sono le alterazioni provocate da lesioni di porzioni del sistema.
àGli
Diencefalo:
rostrale al mesencefalo, contiene il talamo e l’ipotalamo.
Il ritrasmette e seleziona la maggior parte delle
talamo
informazioni che dalla periferia raggiungono la corteccia
cerebrale; interconnette cervelletto e nuclei della base con
regioni corticali implicate nel controllo motorio e cognitivo. 7
IPOTALAMO
Ganglio cefalico del sistema nervoso autonomo, sistema endocrino e sistema nervoso somatico.
L’ipotalamo (1% volume totale dell’encefalo) si trova sotto il talamo.
I segnali provenienti dall’ipotalamo regolano l’ omeostasi controllando sia le
funzioni del sistema nervoso autonomo sia varie funzioni endocrine.
Riceve proiezioni dirette dalla corteccia frontale (prefrontale mediale e
orbitofrontale) e da aree coinvolte in risposte affettive automatiche (amigdala)
FUNZIONI DELL’IPOTALAMO:
Emisferi cerebrali:
Funzioni percettive, motorie, e cognitivo-emotive;
comprendono uno strato esterno convoluto, la corteccia cerebrale e strutture profonde localizzate in profondità:
• regolazione delle prestazioni motorie
Nuclei della base:
• Ippocampo: conservazione delle tracce mnemoniche
• Amigdala: coordinazione delle risposte autonomiche ed endocrine associate agli stati emotivi
8
Gli emisferi cerebrali sono la porzione preminente del cervello umano. Hanno la
forma di una mezza sfera;
La , formata da materia grigia, è molto espansa e presenta
corteccia cerebrale
numerose ripiegature dette o giri cerebrali, separate da .
circonvoluzioni solchi
Una profonda divide il cervello in due emisferi, a loro volta
scissura longitudinale
suddivisi in lobi.
La fenditura scende fino al corpo
, una spessa fascia di sostanza
calloso
bianca in cui passano le fibre che
connettono i due emisferi e che svolge
funzione di sostegno ed è coinvolto
nell’interazione interemisferica delle
informazioni 9 Solchi particolarmente profondi separano i
vari lobi, che prendono il nome dall’osso
cranico che li protegge
Altre formazioni della corteccia cerebrale
sono:
CORTECCIA DEL CINGOLO
circonda la superficie dorsale del corpo calloso nella parete mediale degli emisferi cerebrali; controllo delle emozioni e
dei processi cognitivi.
Parte anteriore (emozioni, collegata con corteccia orbito frontale e
amigdala), parte dorsale (attività cognitiva), parte posteriore (controllo
motorio)
Il cingolo anteriore ha ruolo importante nell’integrazione dei circuiti
neurali coinvolti nella regolazione cognitiva delle emozioni.
La parte ventrale del cingolo anteriore (ACC) à connesso con l'amigdala,
il nucleo accumbens, l'ipotalamo, l'insula, anteriore ed è coinvolto
nell'assegnazione della salienza dell'emozione e con le componenti
motivazionali. 10
INSULA
4-6 circonvoluzioni disposte a ventaglio ricoperte dai lobi
frontale, parietale e temporale, la parte di corteccia che sovrasta
l’insula è l’opercolo; riceve e ha connessioni
afferenze gustative
, con aree associative uni- e
con tutte le aree sensoriali corticali
polimodali e con regioni della OFC, del polo temporale e della
corteccia cingolata ( area multifunzionale). La regione anteriore è
connessa con l’amigdala.
L'insula integra le informazioni sensitive e autonomiche
provenienti dai visceri. Ha un ruolo in alcune funzioni del
linguaggio, come evidenziato dalla presenza di afasia in
pazienti con lesioni insulari.
La regione anteriore è fortemente attivata da:
• stimoli avversivi: dolore – disgusto – nausea
• volti che esprimono disgusto
• eventi sfavorevoli: perdita economica
Sostanza bianca: fibre di collegamento 11
TIPI ISTOLOGICI DI CORTECCIA
Secondo Oskar Vogt, utilizzando criteri
istologici si può dividere la corteccia in due
componenti principali: e
isocorteccia
allocorteccia. Utilizzando un criterio
evoluzionistico si possono identificare la
neocorteccia, corrispondente
all'isocorteccia, e la
l'archicorteccia
che, insieme, corrispondono
poleocorteccia
all'allocorteccia. Ai bordi tra tali strutture vi
sono cortecce transizionali
(periarchicorteccia e proisocorteccia)
(Figura 7.2).
L'archicorteccia, la forma più primitiva di corteccia, risulta caratterizzata da una laminazione in 3-4 strati, e costituisce
l'ippocampo, il giro dentato e il subicolo, la corteccia entorionale e retrospleniale. Svolge un ruolo cruciale
nell'apprendimento ed è estremamente eccitabile, il che la rende sede frequente di focolai epilettogeni.
La paleocorteccia è caratterizzata dalla presenza di 3-4 strati ed è localizzata a livello del bulbo olfattivo, del tubercolo
olfattivo e della regione prepiriforme.
La neocorteccia costituisce la maggior parte della corteccia cerebrale dell'uomo, è molto eterogenea e verrò descritta
più avanti nel capitolo.
ORGANIZZAZIONE LAMINARE DELLA NEOCORTECCIA E MAPPE ARCHITETTONICHE
La neocorteccia presenta un’organizzazione delle cellule in strati paralleli alla superficie piale. Questo
permette di organizzare afferenze ed efferenze in maniera efficace, ottimizzando la capacità computazionale
della corteccia. La maggior parte della neocorteccia presenta 6 strati:
• contiene fibre provenienti da cellule degli strati più profondi e da altre
I strato (strato molecolare),
zone; 12
• esterno), contiene
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