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Neuropsicologia forense Appunti scolastici Premium

Appunti di psicopatologia forense basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Bolognini dell’università degli Studi di Milano Bicocca - Unimib, facoltà di Psicologia, Corso di laurea magistrale in psicologia clinica dello sviluppo e neuropsicologia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Neuropsicologia e psicopatologia forense docente Prof. N. Bolognini

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ESTRATTO DOCUMENTO

lobo temporale superiore

Il interviene nell’elaborazione dei dilemmi morali, implicato

nell’elaborazione emotiva e sociale delle informazioni; la TPJ è coinvolta nella teoria della

mente. Il ruolo del lobo temporale nel comportamento amorale è dimostrato anche dalla <

attivazione funzionale e da alterazioni strutturali in assassini, individui con DAP, bambini

con disturbo della condotta.

L’epilessia del lobo temporale causa aggressività.

L’amigdala è un interruttore tra l’elaborazione delle emozioni e la traduzione in azione

eventualmente aggressiva o violente, è importante perchè riceve informazioni viscerali e si

comporta sia da freno inibitorio che da bottone per lo scatto; è implicata nel

condizionamento alla paura, nella valutazione di giudizi morali e violazione di norme

morali; è legata alla psicopatia: funzionamento alterato durante la presa di decisioni

morali, memoria emozionale e condizionamento alla paura. Nello psicopatico quindi

l’amigdala non si attiva alla visione di emozioni negative, in quanto c’è anche

un’alterazione strutturale.

Anomalie strutturali nei criminali e pedofili= perdita sostanza grigia e riduzione volume.

Psicopatia

La psicopatia ha una caratteristica che può discriminarla da tutto il resto, ed è l’assenza

di empatia: totale assenza di sentimento umano e incapacità di creare e mantenere le

relazioni.

Viene definita da Hare come “predatori intraspecie che usano il fascino, intimidazione e

violazione per controllare il prossimo e soddisfare i propri bisogni egoistici; mancando di

morale ed empatia, riescono freddamente a prendere e a fare ciò che vogliono, violando

norme e divieti sociali.”

L’insensibilità e il distacco emotivo rendono molto più facile vittimizzare gli altri e

strumentalizzare la violenza con il solo scopo di raggiungere i propri fini e soddisfare i

propri bisogni; per questo motivo e per la loro propensione a non seguire le regole, gli

psicopatici hanno un’alta probabilità di divenire protagonisti di varie tipologie di crimine.

26

-psicopatici primari: crudeli, manipolativi, egoisti, menzogneri, sono ottimi attori che

appaiono calmi e con grandi proprietà linguistiche, affascinanti e socievoli.

-psicopatici secondari: più frequentemente in contatto con la legge, isolamento sociale e

problemi emozionali, sono facilmente riconoscibili.

In ambito peritale diventa fondamentale distinguere la psicopatia dalle altre

psicopatologie, lo psicopatico non può essere considerato infermo di mente: è imputabile

poichè sa quello che fa e lo fa deliberatamente, il suo esame di realtà è integro.

Sviluppo PFC

Il processo di maturazione del cervello da 5 a 20 anni è costituito da una

potatura\riduzione della sostanza grigia, l’ultima zona che si sviluppa è quella frontale: la

sostanza grigia diminuisce in un processo definito “back to front” in linea con la

maturazione del cervello e il processo di potatura delle connessioni neuronali.

La differenza tra bambino e adulto è nell’emergere e nel perfezionamento delle funzioni

esecutive, infatti il sistema frontale non è ancora completamente maturo negli adolescenti

delinquenti o comunque risulta in molti casi disfunzionale, è per questa immaturità

cerebrale che gli adolescenti si comportano in modo più rischioso rispetto agli adulti:

durante l’adolescenza essendo la PFC non ancora completamente sviluppata, la

modulazione e il controllo di emozioni e impulsi (sistema limbico e amigdala) è

difficoltoso.

Anche la sociopatia acquisita si differenzia nell’adulto e in età evolutiva: nell’adulto la

conoscenza morale c’è ma non riesce a controllare il comportamento antisociale; nel

caso evolutivo la lesione precoce impedisce l’interiorizzazione delle regole morali.

Nella valutazione quindi bisogna tenere conto della maturazione della PFC, infatti

secondo il CP non può essere imputabile chi ha meno di 14 anni. 27

“Comportamenti autocontrollati, pianificati, socialmente cooperativi, moderati e di

evitamento del rischio sono talvolta “incompatibili” con l’infanzia, l’adolescenza e

l’emergente età adulta, non solo per una questione di “capricciosità”, ma per

un’immaturità neurofunzionale, psicologica e relazionale.” (Keating, 2004)

Genetica e comportamento criminale

Il 50% della varianza nel comportamento antisociale può essere attribuito a fattori

genetici, i geni spiegano il 90% delle variazioni di sostanza grigia: geni+ambiente hanno

un ruolo chiave nello sviluppo del senso morale. monoamino ossidasi

Il gene della violenza è quello che codifica l’enzima (MAO-A)

centrale nel metabolismo dei neurotrasmettitori: se non funziona la sua attività

(soprattutto in individui cresciuti in ambiente psicosociale sfavorevole con abusi e

maltrattamenti) vi è una ridotta rimozione della dopamina (gratificazione\ricompensa) = alti

livelli di dopamina dei criminali. catecolo-O-metil-transferasi

Un altro gene coinvolto è quello che codifica per l’enzima

(COMT): se non funziona ci sono bassi livelli di serotonina, che ha proprietà inibitorie,

agisce come freno naturale, controlla istinti e aggressività.

Un altro polimorfismo è coinvolto nel gene del recettore dell’ossitocina (OXTR), quindi tra

i deficit: tendenza all’aggressività, indifferenza al distacco dalla madre, assenza

attaccamento sociale, tendenza a ritenere colpevole chi commette accidentalmente

un’azione dannosa e immorale.

In realtà si può essere portatori di questi geni senza sviluppare il comportamento

deviante, non è una condizione necessaria e sufficiente -> non esiste alcun genere che

sia direttamente responsabile del comportamento, quindi possedere una specifica

Antisocial Behavior

combinazione allelica non è probabilmente condizione necessaria e sufficiente per lo

sviluppo di un comportamento deviante.

Le influenze ambientali durante lo sviluppo regolano l’espressione genica, alterando il

TABLE 1

funzionamento cerebrale e il comportamento.

The Translation of Brain Impairments to Risk Factors for Antisocial Behavior

Impaired brain region Processes/risk factors Outcome

Frontal cortex

Dorsolateral Response perseveration Failure to desist from punished behavior

Poor planning/organization Occupational and social dysfunction, low income

Theory of mind Misperception of others intentions/behavior

Ventral–orbitofrontal Decision making Bad life judgments

Emotion regulation Poor anger control

Mediation of emotional responses Poor behavioral control

guiding behavior

Empathy/concern for others Callous disregard for others’ feelings/situation

Medial-polar prefrontal Moral judgment Noncompliance with societal rules

Self-reflection Lack of self-insight

Limbic structures

Anterior cingulate Inhibition Failure to withhold an antisocial response

Errors /conflict processing Difficulty in dealing with conflictual situations

Posterior cingulated Moral decision-making Noncompliance with societal rules

Self-referencing Poorer attribution of negative life outcomes to self

Amygdala Fear conditioning Lack of affect and poor conscience development

Social-emotion judgments Misinterpreting others’ motives/feelings

Moral emotion Noncompliance with societal rules

Judging trustworthiness Hypersociability and victimization

Hippocampus Contextual fear conditioning Not placing punished responses into social context

Temporal cortex

Temporal pole–superior temporal gyrus Theory of mind, social perception Misattribution of other’s motives

Posterior superior temporal gyrus Moral judgment Noncompliance with societal rules

Parietal cortex

Angular gyrus Moral judgment Noncompliance with societal rules

Sense of responsibility for actions Irresponsible behavior 28

biological risk factors in those from negative home environments

static, and immutable; psychosocial influences can result in may be weaker because social causes of crime ‘‘camouflage’’ the

structural modifications to DNA that have profound influences on biological contribution.

neuronal functioning and, hence, antisocial behavioral outcome.

The social environment can interact with genetics and bio-

Modello catalizzatore

È un modello evolutivo, il punto rilevante è che la genetica non spiega da sola il

comportamento, ma è in interazione con l’ambiente, in particolare gli abusi.

MODELLO CATALIZZATORE

-> Alleli che predispongono all’aggressività + storia di violenza familiare = personalità

incline alla violenza

Ferguson 2008

Genetica Ambiente

co del comportamento

l’interazione fra fattori

i Fattori di

Fattori di Rischio

Rischio Sociali

Biologico

ongono all’aggressività

+ Interazione

olenza familiare BioSociale

= Fattori

Fattori

ncline alla violenza Protettivi

Protettivi Sociali

Biologici VIOLENZA 29

Caso Bayout

Nel caso Bayout viene utilizzata la batteria di Sartori per l’intelligenza sociale: test di

teoria della mente, test di attribuzione delle emozioni, test delle situazioni sociali, test di

distinzione morale/convenzionale.

Nel test stop-signal non è comportamentalmente disinibito, ma si trova ipofunzionalità

prefrontale (attenzione e pianificazione azioni) e parieto-temporale.

In questo caso sono stati analizzati i geni che predispongono all’aggressività, il periziando

risulta avere tutti i polimorfismi = vulnerabilità genetica.

Detezione della simulazione in neuropsicologia

La validità del testing neuropsicologico è vincolata alla cooperazione e buona fede del

soggetto esaminato, se disattesi si raccolgono dati invalidi, ma il soggetto potrebbe avere

un vantaggio tangibile e amplificare i sintomi cognitivi.

La simulazione è la “produzione di cosciente e intenzionale di sintomi fisici e psichici

amplificati ed esagerati al fine di richiamare l’attenzione ed ottenere determinati benefici”,

quindi è cosciente\intenzionale e attuata per ottenere vantaggi.

La simulazione può essere biologicamente vantaggiosa per il suo significato adattivo. La

simulazione di malattie mentali è un fenomeno riscontrabile nei detenuti e carcerati; già

nel 1800 i periti avevano cercato di individuare un algoritmo per individuare la

simulazione.

-simulazione (malingering): riproduzione intenzionale di deficit inesistenti

-falsificazione (faking): esagerazione di sintomi reali, tendenza ad accentuare il problema

cognitivo reale del quale si soffre; viene messa in atto in buona fede per timore di vedere

sfumare un risarcimento legittimo

-dissimulazione: occultamento intenzionale di sintomi

-prolungamento: messa in atto di comportamenti atti a mantenere la condizione di

malattia

L’obiettivo comune è trarre un vantaggio personale in termini di indennizzi, compensazioni

varie o evitamento di doveri e responsabilità.

La simulazione va distinta da disturbo fittizio (bisogno intrapsichico di mantenere il ruolo

di malato) e di disturbo di conversione (no intenzionalità e vantaggio personale).

I criteri essenziali per la simulazione:

-intenzionalità: produzione volontaria di sintomi inesistenti

-scopi esterni: ottenere un vantaggio

Secondo il DSM la simulazione dovrebbe essere sospettata quando ci sono i seguenti

fattori:

-contesto medico-legale di presentazione dei sintomi

-marcata discrepanza tra stress o compromissione lamentata dal soggetto e reperti

obiettivi

-mancanza di collaborazione durante valutazione diagnostica

-presenza di DAP

La simulazione è vista come reato sia in ambito civile che penale.

Test

-Segno di Ziehn (span di cifre): la simulazione si ha con cifre <3

-test della bandiera

-15 items memory test 30

-Prova di Burdon: sottolineare una lettera specifica in una pagina stampata (antenato del

test di cancellazione)

-Prova di Heilbronner: riconoscimento di figure poco chiare e ambigue

-Esame di articolazione della parola: utile per osservare l’accento

-test di Ponzo: si chiedono i colori della bandiera italiana, se rispondono che i colori sono

disposti orizzontalmente ci si insospettisce

-Prova del pianoforte: testa la memoria procedurale, che è intatta nell’amnesia

Le stime sulla frequenza della simulazione di disturbi cognitivi devono essere basate su

indizi probabilistici:

-storia clinico-anamnestica

-test e questionari standard o specifici per la simulazione

-osservazione comportamentale

In generale è comunque una diagnosi probabilistica, non ci sarà mail la certezza a meno

che non confessi: psicologi e neuropsicologi non sono in grado di discriminare tra

simulatori basandosi sul colloquio clinico o su analisi di protocolli. Quindi è necessario

utilizzare strumenti clinici standard e strumenti psicometrici ad hoc.

Una prima difficoltà è che il simulatore può avere una conoscenza del disturbo mentale,

per questo il disturbo più simulato è quello di memoria, mentre la condizione più difficile

da rilevare è il trauma cranico lieve. Ci possono essere due tipi di simulatore:

-simulatore ingenuo = prestazione sotto la media in tutti i test, errori clamorosi, non

proporzionale alla severità del deficit

-simulatore furbo = conoscenza diretta o indiretta dei sintomi, prestazione strategica

(molto manipolatori)

Ci sono alcune caratteristiche cliniche che si riconoscono dal colloquio ma non dai test;

nella sospetta amnesia bisogna prestare attenzione a: amnesia retrograda ma non

anterograda, perdità identità personale, amnesia retrograda completa, perdita span,

deficit procedurale, vantaggio.

Caratteristiche dei test per la detezione

-apparente difficoltà: sembrano difficili ma non lo sono = inducono prestazione non

credibile

-lunghezza delle prove: pensano che la difficoltà del compito sia direttamente

proporzionale alla sua lunghezza

-intervalli tra le sessioni: soste prolungate con presunto compito interferente = pensano

quindi che il test debba essere fatto in modo pessimo

-modalità di presentazione: comportamento e spiegazioni offerte = dobbiamo vendere il

test mettendolo a proprio agio, e magari dicendo “risponda il più veloce possibile” o

feedback positivi, così che si osserva un peggioramento

-metodo livello casuale (SVT “symptom validity testing”): basato su prove a scelta forzata

= la prestazione minima corrisponde al reciproco del numero di alternative, il presupposto

è che se davvero non so la risposta (grave deficit) rispondo a caso. Un punteggio sotto la

media del caso indica simulazione. In questo test non serve standardizzazione in quanto

50% di risposte corrette è sempre il cutoff, inoltre si possono creare prove ad hoc

mantenendo questi criteri e si applica a qualsiasi prova a scelta forzata.

Ci sono due grandi categorie di test:

-test a scelta forzata (SVT)

-test semplicistici (floor effect)

-test autovalutazione 31

3 TIPOLOGIE FONDAMENTALI DI TEST PER LA SIMULAZIONE

TEST SEMPLICISTICI (FLOOR EFFECT)

TEST A SCELTA FORZATA (SVT) Rey 15-Item Test

• Test of Memory Malingering (TOMM) • Word Recognition

• Letter Memory Test • Dot counting Test

• 48-Pictures Test •

Digit Memory Test (DMT)

• The b Test

Portland Digit Recognition Test

• (PDRT)

Victoria Symptom Validity Test (VSVT)

• SCALE DI AUTOVALUTAZIONE

Computerized Assessment of

• SIRS

Response Bias (CARB) SIMS

21-Item Test

• Coin-in the-hand test

• Etc.

Test semplicistici

-discriminare tra una penna di colore nero e una matita di colore giallo

-coin in the hand test (test della moneta nella mano)

-test dei 15 item di Rey: viene mostrata per 10 secondi una configurazione di 15 elementi,

apparentemente difficile da memorizzare; successivamente viene nascosta e viene

chiesto di riprodurre gli stimoli

-dot counting test (ungrouped dots e grouped dots, la seconda parte è più semplice della

prima)

Test a scelta forzata Test semplicistici

-recognition memory test: due fasi, prima di presentazione e poi riconoscimento, uguale

nella seconda fase ma con delle parole; inoltre c’è una prova differita, che di solito viene

(floor effect)

fatto peggio

-test di hiscock (digit memory test): si misura la simulazione su diversi livelli

-test of memory malingering (TOMM): la prima fase è di apprendimento con

presentazione delle immagini, successivamente il primo test con distrattori, infine bisogna

riconoscere sempre lo stesso stimolo ma cambia l’effetto interferente del distrattore. È

prevista anche una prova differita, facoltativa. Si possono scegliere due metodi di scoring

(SVT e floor effect)

Criteri per definire prestazione non credibile

Oltre ai test bisogna essere a conoscenza di alcuni criteri per definire una prestazione non

credibile:

-prestazione al di sotto del livello di casualità in almeno 3 test a scelta forzata mirati a

misurare la validità dei sintomi

-pattern di deficit inconsistenti ai test neuropsicologici sia all’interno della stessa

valutazione o fra valutazioni diverse (se valutiamo due volte un simulatore, non può avere

prestazioni coerenti) 17

32

-evidente discrepanza fra prestazione ai test psicometrici e comportamento nella vita

quotidiana (nessuna compromissione)

Scale autovalutazione

-SIRS

-SIMS

È consigliabile utilizzare un’intervista semistrutturata per discriminare tra validità della

prestazione (test specifici e neuropsicologici) e validità dei sintomi (congruenza tra sintomi

soggettivi e sintomi oggettivi).

Analisi qualitativa

Bisogna tenere in considerazione il comportamento durante i test:

-assente o scarsa collaborazione

-utilizzo di strategie di risposta 23

-simulazione deficit rari (es amnesia retrograda pura)

-deficit generalizzati

-incompatibilità con la letteratura scientifica

-discrepanza cognitivo comportamentale

Tra le incongruenze nelle performance:

densità

-fattore = sintomatologia soggettivamente riferita come di eccezionale intensità e

frequenza, ai test è palesemente evidente

dispersione

-fattore = sintomatologia aspecifica, di difficile delimitazione clinico-

nosografica o non correlabile a un preciso quadro eziologico

atipicità

-fattore = connotazioni atipiche in termini di esordio ed evoluzione, tanto da non

essere inquadrabile secondo la nosografia conosciuta

Attenzione anche agli atteggiamenti manipolatori:

-arrivare in ritardo alla valutazione con motivazioni inconsistenti

-rispondere a quesiti in modo vago con frequenti richieste di riformulazione

-lamentare fastidi e disagi (mal di test, confusione, difficoltà concentrazione)

-richieste di frequenti pause o interruzioni 33

-interazione con esaminatore con spiccata seduttività con apprezzamenti eccessivamente

benevoli

Uno dei test più d’aiuto nel rilevare la simulazione è la figura di Rey, in quanto i simulatori

fanno peggio nella copia, nella riproduzione a memoria di pz neurologici; inoltre non si

osserva nei simulatori l’effetto primacy e recency.

Un altro test è quello delle matrici di Raven.

Tra gli altri atteggiamenti da considerare:

-motivazione = incentivo esterno necessario ma non sufficiente, la sola presenza di un

apparente vantaggio esterno non comporta necessariamente un tentativo di simulazione.

Inoltre il vantaggio esterno può essere considerato in modo diverso dal simulatore e dal

soggetto

-istruzioni = non fornire informazioni all’esaminato sull’inclusione, nella batteria

neuropsicologica, di prove a scelta forzata mirate a individuare la simulazione

Diagnosi di simulazione

La prestazione ai test non è sufficiente, bisogna dimostrare che i sintomi sono:

1. falsi\esagerati

2. prodotti intenzionalmente

3.motivati da incentivi esterni

Nelle conclusioni diagnostiche:

-avvalorare le conclusioni diagnostiche fornendo esempi specifici del comportamento

-offrire descrizione dettagliata delle risposte del pz

-descrivere come questo stile di risposta e di comportamento non sia compatibile con il

quadro clinico e le informazioni anamnestiche

-non usare tono accusatorio, cautela nel fornire il proprio giudizio

Criteri di Slick per la simulazione = Disfunzione Neuropsicologica Simulata (DNS)

MND = malingered neuropsychological dysfunction)

Tre categorie possibili:

DNS primaria

1) (certa o probabile):

-certa = incentivo esterno + >1\3 indicatori netti di creazione o esagerazione di deficit

neuropsi + no indici patologia

-probabile = incentivo esterno + >3\7 indicatori di creazione esagerazione di deficit

neuropsi + sovrapposizione dei comportamenti simulatori con patologia

Bisogna porre attenzione a incongruenze (discrepanze tra ciò riferito da soggetto, la

prestazione ai test cognitivi e l’efficienza nello svolgimento di attività quotidiane) e a “alta

probabilità a posteriori” (determinare se la prestazione del soggetto sia inferiore al suo

livello di funzionamento globale)

DNS secondaria:

2) pur essendo soddisfatti i criteri per la produzione\esagerazione dei

sintomi, si assume che essi siano secondari a patologie moderatamente gravi che

influenzano le capacità di autocontrollo e di comprensione delle questioni etico-morali

e\o delle conseguenze legali e sociali del suo comportamento, quindi nonostante ci

sia l’incentivo esterno viene meno la componente intenzionale

3) DNS per delega: nella costruzione\esagerazione dei sintomi il soggetto agisce sotto

la guida, direzione, influenza o controllo di altre persone; quindi è un individuo

suggestionabile e circonvenibile. Bisogna prestare attenzione alle persone vulnerabili

in virtù di immaturità o disabilità neuroevolutive, malattie psichiatriche o per

coercizione. 34

Il trauma cranico lieve viene escluso come patologia in quanto è caratterizzato da

A cura di Bolognini, Zago

bozza articolo in preparazione - Rivista di Medicina Legale 2018

discordanza tra sintomi riferiti ed esami obiettivi.

Per essere incluso in una di queste categorie bisogna osservare la combinazione di 3

Didascalia delle Tabella 1

criteri:

1. Presenza di un significativo incentivo esterno (sempre presente)

Tratta da Slick, D.J., Sherman, E. M (2013). Differential diagnosis of malingering. In D.A. Carone e

2. Indicatori netti o possibili di simulazione e\o esagerazione di disturbi neuropsicologici

S.S. Bush (Eds.), Mild traumatic brain injury: symptom validity assessment and malingering, (pp. 57-72).

(sottocriteri)

3. I comportamenti sospetti non sono conseguenza di fattori psichiatrici, neurologici o di

New York, NY: Springer Publishing Company.

sviluppo

Categorie associate alla Simulazione di Disfunzioni Neuropsicologiche (MND; 2013)

MND Primaria

Certa

1. Presenza di un significativo incentivo esterno alla base della esagerazione/produzione di sintomi

(Criterio 1).

2. Uno o più indicatori rilevanti di esagerazione/produzione di problemi o disturbi neuropsicologici

(uno o più dei Criteri 2.1-2.3).

3. I comportamenti che soddisfano i criteri non sono apparentemente conseguenza di fattori

psichiatrici, neurologici o di sviluppo.

Probabile

1. Presenza di un significativo incentivo esterno alla base dell’esagerazione/produzione di sintomi

(guadagno medico-legale secondario)

2. Tre o più indicatori di una possibile esagerazione/produzione di problemi o disturbi

neuropsicologici (tre o più dei criteri 3.1-3.7)

MND Secondaria (certa e probabile)

I criteri per una MND sicura o probabile sono soddisfatti, ma ci sono motivi convincenti per ritenere che

durante il periodo in cui è stata fatta la valutazione, la persona esaminata non aveva la facoltà cognitiva per

comprendere le implicazioni morali/etiche/legali del suo comportamento e/o era incapace di controllare il

suo comportamento a causa dell’immaturità (es. infanzia) o, in buona fede, a causa dei disturbi di sviluppo,

psichiatrici o neurologici o per lesioni almeno moderatamente gravi. La simulazione secondaria non può

essere diagnostica in persone in condizioni non gravi, come MTBI (Mild Traumatic Brain Injury).

MND per delega (certa e probabile)

I criteri per una MND sicura o probabile sono soddisfatti, ma ci sono motivi convincenti per ritenere che

la persona esaminata sia vulnerabile e abbia agito sotto la guida, direzione, influenza o controllo di un altro

individuo. Le persone esaminate potrebbero essere vulnerabili in virtù di immaturità, di disabilità cognitive

e neuroevolutive e di malattie psichiatriche o per l’incapacità percepita di scappare o evitare una netta

coercizione (minacce o danni fisici per non essere riuscito a comportarsi come indicato). 35

12

A cura di Bolognini, Zago

bozza articolo in preparazione - Rivista di Medicina Legale 2018

Criteri Specifici (MND; 2013)

1. Presenza di un significativo incentivo esterno alla base dell’esagerazione/produzione di

sintomi (guadagno medico-legale secondario).

2. Indicatori rilevanti di esagerazione/produzione di problemi o disturbi neuropsicologici.

2.1 Prestazioni al di sotto del livello della casualità (≤ .05) in una o più misurazioni che richiedono una

scelta forzata.

2.2 Alta probabilità a posteriori (≥ .95 che la prestazione sia notevolmente al di sotto del reale livello di

abilità) per uno o più indici psicometrici ben validati.

2.3 I sintomi auto-riferiti sono inequivocabilmente incompatibili con, o direttamente contraddetti da, un

comportamento osservato direttamente e/o con la prestazione ottenuta ad un test somministrato.

3. Possibili indicatori di esagerazione/produzione di problemi o disturbi neuropsicologici.

3.1 Gli esiti derivanti da una o più misurazioni psicometriche ben convalidate, sebbene non sufficienti a

soddisfare i criteri 2a o 2b, sono più in accordo con la non conformità che con la conformità attesa.

3.2 Una discrepanza marcata e non plausibile tra la prestazione rilevata ai test e il livello di

funzionamento atteso, sulla base dell’anamnesi medica e dei dati relativi allo sviluppo del soggetto.

3.3 Una discrepanza marcata e non plausibile tra la prestazione rilevata ai test e le capacità ed il

comportamento direttamente osservati del soggetto.

3.4 Una discrepanza marcata e non plausibile tra la prestazione rilevata ai test e i resoconti ottenuti da

fonti collaterali attendibili riguardanti il comportamento e le abilità del soggetto.

3.5 Una discrepanza marcata e non plausibile tra la storia riferita dall’esaminato e quella documentata,

coerente con l’esagerazione del livello di funzionamento e delle abilità del soggetto precedenti la

lesione, oppure con la minimizzazione o con le lesioni preesistenti o con problemi neuropsicologici,

e/o con l’esagerazione della gravità delle nuove lesioni.

3.6 Una discrepanza marcata e non plausibile tra i sintomi auto-riferiti e il livello di funzionamento

atteso, sulla base dell’anamnesi medica e dei dati relativi allo sviluppo del soggetto.

3.7 Discrepanza marcata e non plausibile tra i sintomi auto-riferiti e le informazioni ottenute da

informatori collaterali attendibili.

Testimonianza

= comunicazione del ricordo di un evento (percepito o vissuto) nella forma di narrazione

spontanea o sollecitata.

Relativamente alla testimonianza ci sono due problemi: capacità di testimoniare

(attendibilità, compito dello psicologo) e realtà dei fatti (verità processuale, compito del

giudice) = il ricordo di un testimone viene da sempre considerato “probante”. Il contenuto

della testimonianza corrisponde a quanto realmente accaduto oppure il testimone mente:

è sbagliato inferire la realtà dei fatti dall’idoneità della testimonianza.

Il contenuto della testimonianza predice come si concluderà un processo,

indipendentemente dalla sua accuratezza.

Il contenuto dipende da:

-contenuto memoria

-contenuto evento cui il testimone ha assistito (evento molto stressogeno?)

-processi di decisione relativi a che cosa il testimone intende riportare

-condizionamenti interni ed esterni 13

La testimonianza ideale è quella di chi:

-ricorda molte cose (dettagliata) 36

-le ricorda in modo che siano corrispondenti alla realtà (accuratezza)

-decide di raccontarle fedelmente (attendibilità —> credibilità, quanto il racconto viene

considerato attendibile)

Credibilità testimonianza

-sicurezza mostrata 02/05/18

-tono voce, postura, atteggiamento generale

-struttura resoconto

-altri elementi esterni del testimone (capelli, abbigliamento)

-razza o gruppo etnico del testimone

-convinzioni, conoscenze e pregiudizi di chi valuta

Memoria

È fondamentale comprendere la differenza e le conseguenze tra compiere

un’interrogatorio a breve o lunga distanza dal fatto.

LA MEMORIA

Registri sensoriali Magazzino a BT Magazzino a LT

Stimolo visivo (memoria operativa (memoria

uditivo temporanea) processi

ambientale permanente)

tattile di controllo:

olfattivo ripassi

gustativo decisioni

codifiche Risposta

strategie richiamo

Codifica (attenzione, percezione)

• superficiale/profonda Condizionamenti cognitivi,

Immagazzinamento (M semantica/episodica) emotivi, affettivi, culturali,

Recupero (funzioni esecutive) ambientali possono agire in tutti gli

• diretto, associativo (ippocampale) stadi del processo

• indiretto, forzato o strategico (frontale)

Nella testimonianza è in gioco in primis la memoria episodica (autobiografica), con

markers temporali e spaziali definiti; collegata ad essa è la memoria semantica, grazie alla

quale utilizziamo schemi e copioni (rappresentazioni mentali di un evento che si creano

quando le persone ripetono frequentemente un’esperienza): questi schemi interagiscono

con il contenuto della memoria episodica, dandogli forma e contenuto, quindi aiutando la

rievocazione, ma non necessariamente il resoconto è accurato, perchè può arricchirsi di

dettagli congrui ma non vissuti.

Inoltre è importante il ruolo di capacità cognitive extra-mnesiche, come attenzione,

TESTIMONIANZA & MEMORIA

percezione, funzioni esecutive ed emozioni.

Nella testimonianza è in gioco in primis la memoria episodica (autobiografica):

¡

La memoria è quindi considerata un processo ricostruttivo, ovvero la formazione e la

un testimone viene chiamato a ricordare e riconoscere informazioni “episodiche”,

conservazione dei ricordi sono atti creativi; inoltre è impossibile che ci sia una

con ben definiti markers temporali e spaziali

riproduzione fotografica di un evento.

La memoria semantica, utilizzando schemi e copioni (rappresentazioni mentali di

¡

Il ripescaggio di ricordi è un processo ricostruttivo, che avviene mediante il recupero e la

un evento che si creano quando le persone ripetono frequentemente un’esperienza), può

riorganizzazione di tracce mnesiche spesso incomplete e non definite, talvolta distorte:

condizionare in modo consistente il recupero di tali informazioni interagisce con

à

ogni testimonianza è sempre il risultato di un processo inconsapevole di elaborazione

il contenuto della memoria episodica, dandogli forma e contenuto, quindi aiutando

soggettiva di un’esperienza.

Attraverso il ricordo\ricostruzione dell’evento, si riempie il vuoto lasciato da elementi

la rievocazione, ma non necessariamente il resoconto è accurato, perché può

mancanti con dati di conoscenza e derivati da convinzioni; inoltre anche con dati

arricchirsi di dettagli congrui ma non vissuti

inferenziali e derivati da rapporti causa-effetto —> il ricordo viene distorto in tutte le fasi

Importante ruolo di capacità cognitive extra -mnesiche (attenzione, percezione,

¡

del processo mnestico (codifica, immagazzinamento e recupero) = nessuno nel processo

funzioni esecutive), nonché delle emozioni 37

penale ha gli strumenti per stabilire se un testimone è attendibile o no, in quanto manca il

dato oggettivo di partenza (evento reale).

I minori di 14 anni non vengono chiamati a testimoniare.

Peccati della memoria

Labilità

Il degrado della traccia aumenta con il passare del tempo.

Distrazione

Vi è un ruolo dell’attenzione nella codifica, in quanto incide molto sulla rievocazione ma

meno sul riconoscimento.

Famoso è il “Weapon Focus Effect”: l’attenzione viene catturata dagli elementi salienti,

quindi si fa fatica a cogliere i dettagli della scena, in quanto c’è una restrizione del campo

visivo e attentivo durante l’evento drammatico (es. cecità attenzionale).

Blocco temporaneo dell’accesso al ricordo

Classico fenomeno sulla punta della lingua —> errore di omissione, il ricordo c’è ma in

quel momento non si riesce a recuperare

Errata attribuzione

Si attribuisce un ricordo, o un particolare, alla fonte o al contesto sbagliato —> errore di

commissione

False memorie (distorsioni)

Rielaborazione del passato sulla base delle nuove conoscenze:

-falsi ricordi propriamente detti

-falsi dettagli\particolari

-falsi convincimenti

-falsi riconoscimenti

Le fonti di distorsione del ricordo sono:

-interne (legate esclusivamente alle caratteristiche dell’osservatore) = source monitoring

(capacità di identificare il contesto nel quale è avvenuto l’evento oggetto) e reality

monitoring (capacità di discriminare eventi interni ed eventi esterni

-esterne (quando le informazioni successive all’evento incidono sulla fissazione del

ricordo del soggetto) = frequenza dell’esposizione all’evento, durata dell’osservazione e

posizione dell’evento, cioè la collocazione di un singolo fatto in una serie più vasta di

avvenimenti.

-relazionali (rievocazione influenzata da aspetti relazionali e comunicativi con

l’interlocutore) = questa fonte incide fortemente nel corso di tecniche di intervista e

interrogatorio.

Suggestionabilità

Ad un ricordo si attribuiscono dettagli e particolari fuorvianti, in seguito a domande o

osservazioni che invadono e distorcono il ricordo. La “memoria impiantata per

suggestione” rappresenta quel tipo di memoria manipolabile da terzi: quando un individuo

cerca di ricordare qualcosa, nel tentativo di aiutarlo a ricordare, è possibile manipolare i

suoi ricordi. Esistono soggetti molto manipolabili! 38

SUGGESTIONABILITÀ vs. SUGGESTIONE

SUGGESTIONALITÀ INFLUENZE SUGGESTIVE

tratto psicologico interne/esterne

Valutata dal perito Indicate dal perito

SUGGESTIONE

contesto-dipendente

valutata dal giudice

Per valutare la suggestionabilità si fa una normale perizia psicologica; per identificare gli

elementi suggestivi si guardano gli elementi presenti nel fascicolo processuale, tra cui il

capo di imputazione, insieme a dichiarazione di terzi, elementi documentali,

intercettazioni, ma non sulla base delle dichiarazioni del testimone —> si cadrebbe in un

paradosso, ovvero si parametra la capacità di testimoniare su un fatto astrattamente

ricostruito proprio sulla base di un elemento (dichiarazione) di cui tale capacità dovrebbe

essere il fondamento da accertare.

IDENTIFICAZIONE DI ELEMENTI SUGGESTIVI

Fattori favorenti

Il fatto su cui valutare fattori potenzialmente suggestivi dovrebbe

-informazioni fuorvianti (“misinformation effect”) e domande fuorvianti (“misleading

¡ essere individuato da tutta una serie di elementi presenti nel

questions”) e reazione a commenti negativi (modalità interrogatorio) —> le frasi del mio

interlocutore influenzano la mia risposta

fascicolo processuale tra cui, in primis, il capo di imputazione, ma

-effetti pressione sociale (“collaborative inhibition”, contagio sociale)

anche dichiarazioni di terzi, elementi documentali, intercettazioni,

-plausibilità del falso ricordo (ci sono dei meccanismi cognitivi di controllo)

etc. ma non sulla base delle stesse dichiarazioni del testimone

-stereotipi

-ragionamento a posteriori: tendenza ad adattare il nostro ricordo di un evento al suo

Altrimenti si cade nel paradosso che si parametra una capacità

¡

esito per come lo conosciamo

(quella di testimoniare) su di un fatto astrattamente ricostruito

-livello di consapevolezza, motivazione, tempo trascorso, interferenza

proprio sulla base di un elemento (la dichiarazione) di cui tale

-patologie neuropsichiatriche (psicosi, oligofrenia, etilismo, demenza)

capacità dovrebbe essere il fondamento da accertare

Interrogatorio

Ci sono molte problemi nelle interviste mal condotte:

-modificano il resoconto —> il testimone si adatta a riportare il contenuto che viene

forzato a dire\suggerito

-modificano il ricordo —> a distanza di tempo viene riportato il contenuto suggerito

anzichè l’originale 11

Accertamento della capacità a testimoniare

-accertamento verità processuale = giudice

-accertamento verità clinica = indagine psicologico-psichiatrica

Secondo l’art 196 cpc “Ogni persona ha la capacità di testimoniare”, per i soggetti per i

quali possono esserci rischi di difetti bisogna effettuare accertamenti tecnico-peritali.

Questo articolo postula: 39

-tutti siano in grado di testimoniare fino a prova contraria

-esistano casi in cui occorre verificare l’idoneità fisica\mentale a testimoniare

-i risultati di tale verifica non precludono l’assunzione della testimonianza

—> a nessuno è preclusa la possibilità di testimoniare: l’accertamento è facoltativo e i

suoi risultati non sono vincolanti.

ACCERTAMENTO DELLA CAPACITÀ A TESTIMONIARE

«L'idoneità a rendere testimonianza è concetto diverso, e di maggior

¡ ampiezza, rispetto a quello della capacità di intendere e volere,

implicando non soltanto la necessità di determinarsi liberamente e

coscientemente, ma anche quelle di discernimento critico del contenuto

delle domande al fine di adeguarvi coerenti risposte, di capacità di

valutazione delle domande di natura suggestiva, di sufficiente capacità

mnemonica in ordine ai fatti specifici oggetto della deposizione, di piena

coscienza dell'impegno di riferire con verità e completezza i fatti a sua

conoscenza» (Cass. 2993/97).

La capacità di testimoniare comprende:

-abilità generiche: competenze cognitive (memoria, attenzione, esecutive), source monitoring

(capacità di identificare il contesto nel quale è avvenuto l’evento autobiografico oggetto del

ricordo), capacità di discriminare realtà e fantasia, abilità di interpretare situazioni e

comportamenti, livello maturità psico-affettiva

-aspetti neuropsicologici: memoria autobiografica, capacità linguistica, comprensione linguistica, 14

conoscenze semantiche, riconoscimento dell’assurdità, suggestionabilità, teoria della mente,

source monitoring

-abilità specifiche: organizzare e riferire un ricordo in relazione alla complessità narrativa e

semantica delle specifiche tematiche in discussione e all’eventuale presenza di influenze

suggestive interne o esterne, che possono aver agito sul ricordo di un preciso evento

Il testimone è idoneo se:

-non si ravvisa, da un punto di vista clinico, alcun processo che possa inficiare precisione e

obiettività di conservazione e di rievocazione

-non significa che il testimone idoneo ha detto la verità = significa solo che egli, se vuole, è in

grado di dire la verità

Il testimone non è idoneo se:

-nel suo funzionamento mentale sono presenti alterazioni patologiche della memoria, pensiero,

percezione, affettività, tali da inficiare del tutto la sua possibilità di dire il vero, quand’anche egli lo

voglia.

attendibilità

—> = possibilità che dica il vero

credibilità

—> = coincidenza tra dichiarazioni rese e verità processuale

Bisogna evitare l’equazione soggetto senza patologie = credibile = narrazione valida e veritiera

(fatti realmente accaduti)!

Intervista strutturata

esiste una scheda per la rilevazione della capacità testimoniale:

-esame competenze testimoniali genetiche = problemi psichici, comprensione verbale, memoria

autobiografica, esame di realtà, suggestionabilità

-esame competenze testimoniali specifiche = complessità narrativa e semantica evento, influenze

suggestive, 40

Valutazione della capacità di agire

Fenomenologia della domanda giuridica

Situazioni in cui si domanda tutela giuridica:

1 - soggetti in condizioni così gravi da non poter esprimere alcuna preferenza circa il proprio stato

giuridico presente\futuro, e che di conseguenza non possono che essere rappresentati da altri

nella formulazione della domanda di tutela. (es ritardo mentale profondo, lesione cerebrale,

malattie neurodegenerative in stato avanzato) —> gli accertamenti si limitato ad una certificazione

di uno stato autoevidente.

2 - soggetti che, indipendentemente dal tipo di infermità o menomazione, sono in grado di

esprimere in prima persona la propria preferenza per un regime di tutela giuridica che di fatto

considerano come più favorevole al pieno sviluppo di sè, anche solo per periodi limitati.

3 - situazione in cui la domanda di AdS incontra l’opposizione del candidato: soggetti la cui

ridotta capacità di agire è sospettata grazie a indizi comportamentali, ma che il soggetto non

riconosce come patologici (es MCI, uso denaro, uso corpo e piaceri, valori estetici) —>

accertamenti abbastanza specifici

Neuropsicologia cognitiva delle capacità di agire

Agire intenzionalmente = formazione rappresentazioni coscienti realtà est\int, integrazione e

concatenazione in pensiero, utilizzo per raggiungere i propri scopi —> Requisiti: coscienza e

razionalità.

-persona (concetto giuridico): agente intenzionale, capace di scegliere autonomamente sulla base

delle proprie convinzioni razionali. La valutazione dell’esercizio concreto della razionalità e della

libertà spetta esclusivamente al giudice.

Tra i processi cognitivi modulari innati implicati nella razionalità: memoria, percezione, attenzione,

linguaggio, orientamento spazio-temporale, ragionamento, monitoraggio cosciente

funzionamento cognitivo. Anche le emozioni hanno un ruolo fondamentale, infatti l’assenza di

indicatori emozionali può interferire fino a renderla impossibile, con la capacità di agire.

Clinica disturbi capacità di agire

-disturbi da dipendenza ambientale

-mano anarchica

-mancanza di flessibilità\shifting

-disturbo del controllo e impulsività (automatismi)

—> alterazione funzionamento cognitivo ≠ incapacità di agire

Capacità clinica, idoneità e abilità specifiche

Le due accezioni di capacità (clinica e giuridica) sono valutate rispettivamente da clinico e

giudice.

-capacità clinica: abilità individuali che permettono di compiere determinate azioni, poggiano sulle

capacità decisionali del pz e sull’idoneità cognitiva richiesta dal compito

-capacità giuridica: distinzione tra persona che è in grado di prendere una decisione e la cui

scelta va rispettata, e quella che necessita che altri decidano al suo posto

—> capacità da esaminare: consentire ad un trattamento, votare, testimoniare, fare testamento,

gestione finanze, guidare automobile, porto d’armi, svolgimento professione.

Capacità decisionale

Alla base della capacità di agire, è un concetto complesso e multidimensionale, la perdita avviene

lungo una scala continua. Tra i modelli, ci sono 4 condizioni chiave, riferite al modo in cui si

effettua una scelta, non alla sua natura:

1 - espressione (manifestare\esprimere una scelta)

2 - comprensione (comprensione info rilevanti per scelta)

3 - valutazione (consapevolezza significato scelta)

4 - ragionamento (valutazione razionale scelta)

La valutazione del clinico non deve fornire un’opinione giuridica, ma un parere tecnico sui deficit

funzionali, sulle patologie sottese, sulle potenziali conseguenze della riduzione della capacità

decisionale e i possibili rimedi; infine anche punti di debolezza e di forza. 1

Non esiste uno strumento gold standard, ma si utilizzano batterie neuropsicologiche e una

valutazione funzionale:

- Fase valutativa = colloquio, esame neuropsicologico globale e specifico, valutazione abilità

funzionali e specifiche

- Fase interpretativa = interpretazione dati ottenuti, conseguenze decisioni del pz,

riconoscimento carattere temporaneo della determinazione

- Fase riabilitativa = identificazione e raccomandazione di interventi di adattamento e supporto

ambientali e riabilitazione neuropsicologica

Consenso ai trattamenti sanitari

Secondo l’art 32 nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per

disposizione di legge; la convenzione di Oviedo stabilisce che un intervento non può essere

effettuato se non dopo il consenso libero e informato.

Consenso = espressione della volontà del pz che autorizza il professionista a effettuare uno

specifico trattamento sanitario, nel rispetto dei diritti della libertà della persona.

-eccezioni: persona malata ha espresso esplicitamente la volontà di non essere informata;

condizioni gravi e pericolose da richiedere intervento di necessità e urgenza; consenso implicito.

Il consenso deve essere scritto nei casi in cui l’esame clinico o la terapia medica possano

comportare gravi conseguenze per la salute e l’incolumità della persona; negli altri casi può

essere solo verbale ma deve essere espresso direttamente al medico.

Composizione del consenso informato:

-adeguata informazione del pz da parte del medico

-adeguata comprensione del pz

-capacità intendere e volere del soggetto

-libertà di decidere

-consapevolezza scelta

La valutazione si attua con: test neuropsicologici (MMSE, MOCA, BDM, fluenza verbale, prove

attentivo-esecutive, memoria logica immediata e differita, problem solving) e interviste

strutturate\questionari ad hoc (capacity to consent to treatment instrument; MacArthur

competence assment tool for treatment).

Accertamento invalidità da disabilità neuropsicologica

Gli invalidi civili sono considerati coloro che, affetti da minoranza congenite o acquisite, hanno

subito una riduzione permanente della capacità lavorativa, qualsiasi persona maggiorenne.

Le soglie sono: 34%,46,%, 74%, 100%. Qualsiasi persona, maggiorenne o minorenne, con una

qualsiasi menomazione, può presentare la domanda di accertamento; per menomazione si può

intendere anomalia, difetto, perdita di un arto, organo o tessuto o altra struttura del corpo,

compreso il sistema nervoso e l’organizzazione delle funzioni mentali.

Sindromi neurologiche disabilitanti:

-sensori-motorie (disartria, disfagia, paresi, spasticità)

-dolorose (dolore neurogeno e psicogeno)

-emotivo-affettive (ansia, depressione, mania)

-disordini vegetativi (incontinenza urinaria)

-sindromi neuropsicologiche

La valutazione si compone di una prima fase di screening del rendimento cognitivo globale, per

poi approfondire con batterie specifiche, la patologia presentata dal soggetto in esame. (es BADL,

IADL)

-valutazione funzioni cognitive + approfondimento qualitativo

-valutazione sintomi non cognitivi (GDS, BDI)

-valutazione stato funzionale

Libero arbitrio e imputabilità

Tra gli strumenti utilizzati per studiare argomenti intrattabili da un punto di vista scientifico (es

empatia, valori morali): PET, fMRI, VBM, DTI.

Libero arbitrio

Secondo la formulazione dualistica cartesiana si assume che gli agenti dotati di razionalità

esercitino un controllo sulle loro azioni e decisioni, quindi esisterebbe un Io cosciente, che sceglie

2

con autodeterminazione fra le alternative comportamentali —> il cervello realizza, tramite

attivazioni neurali, la scelta dell’Io.

Grazie all’esperimento dell’orologio di Libet, è stata registrata l’attività elettrica cerebrale per

stabilire quando si diventa coscienti di un movimento volontario = 200 ms prima dell’inizio del

movimento, quindi conferma il libero arbitrio e inoltre evidenzia come il potenziale di prontezza

motorio (readiness potential), culmina con l’esecuzione del movimento mai inizia molto prima

(circa 500 ms) del momento in cui al soggetto sembrava di aver preso una decisione.

Il processo volitivo sembra avere inizio inconsciamente e il cervello si prepara all’azione molto

prima che il soggetto sia consapevole di aver deciso, l’intervallo della decisione inconsapevole è

quindi circa 750 ms.

I correlati neurali: lobo parietale inferiore, polo frontale.

Con reato d’impeto si definisce qualcosa di iniziato senza una chiara volontà, del quale non si sa

dare spiegazione -> azione delittuosa con comportamento repentino, impulsivo, non meditato e

agito secondo modalità più o meno organizzate.

Intelligenza sociale

= insieme di abilità che consentono di mantenere un comportamento adeguato in un contesto

sociale, tra cui mentalizzazione, giudizio morale ed empatia, capacità di intendere.

In alcuni disturbi queste funzioni possono essere carenti, influenzando libero arbitrio e

imputabilità: psicopatia (bassa moralità, no empatia), schizofrenia, autismo.

I correlati neurali empatia: PFC, insula, TPJ, amigdala, cingolo anteriore e posteriore, polo

temporale sinistro.

Valutazione: test TOM, test attribuzione emozioni, prova delle situazioni sociali, test distinzione

morale\convenzionale, empathy quotient.

Capacità di intendere

-differenza tra bene e male (pensiero morale)

-disvalore sociale dell’azione o dell’omissione (pensiero morale ed empatia)

-previsione conseguenze proprie azioni (progettualità, pianificazione)

-produzione scenari comportamentali alternativi (ragionamento controfattuale)

Capacità di volere

-controspinta all’azione impulsiva (inibizione dell’azione automatica)

Pensiero morale

= capacità di discriminare tra bene e male, identificare il disvalore sociale di un comportamento.

Viene valutato chiedendo di valutare l’accettabilità morale di comportamenti con il medesimo

obiettivo, ma in contesti diversi -> considerazione comportamenti ad alto coinvolgimento

personale come meno accettabili.

I correlati neurali: vmPFC, giro frontale mediale bilaterale, cingolo posteriore bilaterale, giro

angolare bilaterale.

Valutazione: test di pensiero morale

Ragionamento controfattuale

= capacità di fare altrimenti di fronte ad una situazione criticamente influenzata dalla capacità di

rappresentarsi mentalmente dei possibili comportamenti o scenari alternativi; influenza la capacità

di produrre intenzioni comportamentali.

I correlati neurali: PFC, OFC (controllo esecutivo, integrazione emozioni e pianificazione).

Valutazione: counterfactual inference

Impulsività

Uno dei test più famosi per testare la capacità di bloccare un’azione è “poliziotto con la pistola a

fianco”, di solito le patologie in cui questa abilità è compromessa sono: DOC, bullismo, BPD.

La capacità di inibire una risposta motoria già iniziata (FC inferiore) è invece deficitaria nella

psicopatia, schizofrenia, adhd, dp cluster impulsivo.

I compiti utilizzati per la valutazione sono: Go-nogo e Stop-signal, hayling test.

Infermità di mente

In caso di una patologia psichica, non si pone il problema di individuare un correlato anatomo-

funzionale, nel caso di disturbi psichiatrici, non era sufficiente l’osservazione diretta del cervello.

Ad oggi sono stati riconosciuti anche i gravi disturbi di personalità, tra le infermità di mente. Nel

caso di DP di solito viene effettuata la misurazione con VBM per individuare correlati

microstrutturali; ERP e fMRI.

Dati neuropsicologici + dati neuroimaging 3

Le patologie neurologiche e psichiatriche che riducono o aboliscono la capacità di intendere e

volere sono accomunate dalla loro potenziale idoneità di intaccare l’efficienza dei processi

psichici coinvolti nella scelta e nell’azione —> relazione tra sintomi psicopatologici e alterata

attività cerebrale = descrizione dinamiche cerebrali sottostanti all’eventuale manifestazione

clinica.

Le patologie neurologiche e psichiatriche ai fini dell’imputabilità sono caratterizzata da una

disfunzione del lobo frontale, ma l’essere portatore di una di queste patologie non implica

automaticamente che i meccanismi psicologici alla base della capacità di intendere e volere siano

automaticamente compromessi.

Simulazione

In ambito legale bisogna apportare delle modifiche alle operazioni diagnostiche, per poter rilevare

la simulazione, bisogna quindi modificare: modalità di ascolto, approccio relazione al cliente,

scelta metodi indagine psicologica, utilizzare strumenti che permettano un controllo

sull’atteggiamento del soggetto.

Una tra le differenze principali tra ambito clinico e forense, è che nel secondo si producono esiti

vantaggiosi o svantaggiosi per il soggetto -> il soggetto è predisposto dalla presenza di una

sistema di incentivazione e punizione a produrre delle rappresentazioni infedeli della propria

sintomatologia, che a volte raggiungono livelli paradossali. Il disordine psichico può essere

facilmente simulato in quanto la rilevazione del sintomo passa, nella maggior parte dei casi,

attraverso la descrizione fatta dal soggetto.

-simulazione = accentuazione sintomatologia

-dissimulazione = negazione sintomatologia

Le metodologie solitamente utilizzate per rilevare sintomi di origine psichiatrica e neurologica non

impediscono al soggetto di alterare la descrizione e intensità dei sintomi stessi.

La simulazione può assumere diverse sfaccettature, la difficoltà nella detezione risiede nel fatto

che il soggetto ha già esperito la sintomatologia e non avrà difficoltà a descriverne le

caratteristiche anche nel momento in cui essa sia di fatto scomparsa.

-simulazione generalizzata: generale atteggiamento simulatorio nel quale vengono creati o

amplificati i sintomi appartenenti a diverse aree psicopatologiche

-simulazione specifica: descrizione aspetti patologici più o meno puntuali

coaching,

Un aspetto particolare è il ovvero quando un esperto prepara il proprio assistito

periziando prima di sottoporsi alla valutazione psicodiagnostica, suggerendo risposte che

possano modificarne il quadro risultante e rendere maggiormente difficile la detezione della

simulazione.

I contesti in cui più facilmente si presenta la simulazione sono:

-penale (capacità intendere e volere, valutazione compatibilità con regime carcerario)

-civile (valutazione danno alla persona, capacità provvedere ai propri interessi)

-previdenziale (valutazione capacità lavorativa, invalidità, accompagnamento)

-medicina del lavoro (valutazione capacità lavorativa)

-canonico (valutazione maturità psicoaffettiva)

I contesti in cui si presenta la dissimulazione:

-penale (valutazione pericolosità sociale)

-civile (valutazione sulla capacità genitoriale e provvedere ai propri interessi)

-valutazioni sulla personalità per porto d’armi o altre licenze

-medicina del lavoro

Diagnosi differenziale

La caratteristica fondamentale della simulazione è la produzione intenzionale di sintomi fisici o

psicologici falsi o grossolanamente esagerati, motivata da incentivi esterni (es evitare il servizio

militare, il lavoro, ottenere risarcimenti finanziari, evitare procedimenti penali, ottenere farmaci).

Identificazione simulazione:

a) intenzionalità consapevole da parte del soggetto nella produzione di sintomi

b) presenza di importanti incentivi o vantaggi esterni (spesso poco riconoscibili)

La simulazione dovrebbe essere sospettata quando si rileva una combinazione delle seguenti

caratteristiche:

-contesto medico-legale di presentazione dei sintomi 4

-marcata discrepanza tra stress o compromissione lamentata dal soggetto e i reperti obiettivi

-mancanza di collaborazione durante la valutazione diagnostica e nell’accettazione del regime

terapeutico prescritto

-presenza di DAP

Condizioni da escludere:

-disturbo da conversione e altre forme di disturbo somatoforme

-disturbi dissociativi

-disturbo fittizio (incentivo interno)

-sindrome di Munchhausen (per procura)

-sindrome di Ganser (“parodia della demenza” = crollo generalizzato della funzionalità cognitiva

superiore, a fronte di coscienza, comprensione e orientamento apparentemente conservati)

-nevrosi da compenso o sindrome da indennizzo

Detezione simulazione

In psichiatria e psicologia nessuna procedura può considerarsi completamente obiettiva, in

quanto tutte si fondano sulla partecipazione di un soggetto osservato, che a sua volta attivo e

influenza le risposte e gli esiti delle indagini in base a infinite possibili variabili situazionali (es

motivazione, collaborazione) -> si sostiene la deficitarietà cognitiva del soggetto sulla base di

strumenti oggettivi, che risultano in realtà validi e utilizzabili solo a condizione di una genuina

collaborazione e impegno da parte del soggetto.

Quindi il rigore dei test neuropsicologici non esclude con certezza la simulazione, mentre

garantisce sull’assenza di dissimulazione.

Una certezza diffusa, priva di validità empirica, afferma che un simulatore può essere facilmente

svelato da un clinico esperto, ma secondo Hurst ci sono solo due situazioni in cui la diagnosi di

simulazione può essere affermata con certezza:

-simulatore, convinto di essere inosservato, viene colto nell’atto di esercitare la funzione psichica

o fisica che aveva dichiarato menomata

-soggetto confessa di aver simulato la menomazione

Metodi per la corretta detezione

I metodi sono utilizzati sia per identificare il simulatore, sia per escludere la simulazione.

In generale le metodologie riescono ad identificare con discreta accuratezza un generalizzato

atteggiamento simulatorio, ma non valutano l’effettiva intensità della sintomatologia accentuata.

Sono difficili da identificare l’esagerazione e il prolungamento dei sintomi, in quanto il simulatore

ha il vantaggio di aver toccato con mano i sintomi da descrivere.

-Metodo della correlazione anatomo clinica: solo nel caso di sospetto in pz con patologia

neurologica dove esiste la possibilità di oggettivare il correlato neurale della sintomatologia. Il

metodo consiste in un’accurata analisi dei deficit cognitivi del pz e dei suoi pattern di

performance preservata, messi in relazione alla sede lesionale.

Le contraddizioni possono essere qualitative o quantitative.

-Symptom Validity Testing (SVT)\metodo della scelta forzata: scopo di attestare la veridicità del

sintomo; prevede la presentazione di una sequenza di stimoli da memorizzare, il cui ricordo viene

valutato in un un secondo momento con una prova di riconoscimento e scelta forzata, in cui gli

stimoli vengono presentati una alla volta in ordine casuale, insieme ai distrattori.

Questa logica può essere applicata a qualsiasi test che preveda una risposta a scelta forzata.

-Floor Effect Strategy\metodo del livello minimo: si chiede al soggetto di dimostrare una certa

performance cognitiva; viene somministrata una prova estremamente semplice, così tanto che i

pz con le gravi alterazioni encefaliche diffuse producono prestazioni che non scendono mai sotto

un livello minimo. La prova viene presentata al periziando inducendo un pregiudizio di maggiore

difficoltà del reale, con la speranza che il simulatore non colga il tranello e produca una

prestazione nulla o molto scadente, al di sotto del livello minimo atteso.

-Violazione di una legge scientifica: il sogg che viola una legge scientifica che regola l’aspetto in

esame viene considerato un simulatore. Le leggi più comuni sono: confronto tra prove di

riconoscimento e di rievocazione; effetto frequenza; effetto concretezza; effetto interferenza.

-Psicopatologia incoerente: confronto tra sintomi del pz e la fenomenologia conosciuta dal

professionista.

-Metodo degli scenari: un tipico questionario psichiatrico tradizionale consiste in una serie di

affermazioni che descrivono dei sintomi calati in situazioni realistiche; il simulatore tenderà a

5


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46

PESO

3.73 MB

AUTORE

psicoeli

PUBBLICATO

5 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia clinica dello sviluppo e neuropsicologia
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher psicoeli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Neuropsicologia e psicopatologia forense e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Bolognini Nadia.

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