Neuropsicologia forense
Capitolo 7 del manuale (minori)
- 10 crocette + 2 aperte o approfondimento teorico con libro al posto di una domanda aperta (15 gg prima dell’appello mandare relazione critica)
- Neuroscienze e responsabilità penale
- La psicologia del processo penale
- La psicopatia
- L'anatomia della violenza (Raine)
- Assessment of feigned cognitive impairment
- Colpevoli si nasce?
- La mente etica (Gazzaniga)
- Il delitto del cervello
- Evolutionary forensic psychology
Metodologia ed etica
Branca della neuropsicologia clinica, è oggettiva in quanto tramite i test viene misurato il comportamento in modo oggettivo, senza fonte di dubbi. Di solito le perizie vengono condotte tramite colloqui clinici, ma ci si basa spesso su stereotipi, su teorie pre-scientifiche, mentre nella neuropsicologia c’è un dato riproducibile che permette di fare una diagnosi certa, con un’estrema cautela.
In Italia, la neuropsicologia forense si sta diffondendo anche a causa dell’elevata frequenza di incidenti e infortuni che portano a disturbi cognitivo-comportamentali; un altro fattore è l’aumento della vita media e il conseguente incremento delle demenze. L’obiettivo è fornire informazioni basate su principi neuropsicologici e metodologia clinica scientificamente validati indirizzate a questioni legali: permette di stabilire il nesso causale tra disfunzione ed evento/condizione/situazione → oggetto di dibattimento.
La metodologia deve determinare se la disfunzione documentata è il risultato di una condizione neurologica, non neurologica, psicologica, fittizia o simulata. Nella neuropsicologia forense c’è un effetto giuridico, ovvero sulla valutazione del giudice.
Molto spesso i clienti hanno già effettuato valutazioni neuropsicologiche (referto psicometrico), ma sono state utilizzate in modo improprio: non bisogna utilizzare referti clinici in ambito forense. Il neuropsicologo viene chiamato in caso di valutazione con riferimento al provvedimento giuridico/medico-legale da prendere; oppure in qualità di consulente tecnico: le richieste possono giungere anche in ambito penale, soprattutto visto l’allungamento della vita e le relative patologie degenerative.
L’evidenza neuropsicologica è un’evidenza comportamentale basata sull’osservazione di ciò che il soggetto fa, sia spontaneamente sia in risposta a stimoli adeguatamente controllati. Inoltre, gli esami strumentali sono caratterizzati da doppia indipendenza dalla soggettività: del soggetto esaminato e dell’esaminatore = perfetta riproducibilità. Gli strumenti d’indagine più utilizzati sono i test d’intelligenza generale, i test neuropsicologici e le batterie che misurano aspetti specifici del funzionamento cognitivo = sono tutti performance-based.
Fonti di invio
- Giudice (GIP, GUP), procedimento penale = perito
- Giudice, procedimento civile = CTU
- Giudice tutelare, ufficio della volontaria giurisdizione = CTU-auxiliary del CTU/perito
- Le parti (avvocato, medico legale, amministratore di sostegno, privato cittadino, CTP)
La decisione finale spetta sempre solo ed esclusivamente al giudice, che è “peritus peritorum”, è molto importante che lo psicologo valuti il nesso di causa senza voler sostituire il giudice nella decisione, ovvero che utilizzi le sue specifiche competenze tecnico-scientifiche per acquisire elementi probativi per il raggiungimento della verità.
Richieste penale (perito)
- Valutazione imputabilità (solo se si ha la capacità di intendere e volere)
- Capacità di intendere e volere
- Pericolosità sociale (se è probabile che commetta nuovi fatti previsti dalla legge come reati)
- Capacità di stare in giudizio (capire di cosa si è accusati)
- Capacità di fornire testimonianza (veridicità e consistenza)
- Capacità della vittima di reato (in grado di capire quello che stava succedendo e in grado di difendersi)
Richieste civile
- Documentazione e quantificazione danno biologico
- Valutazione capacità di agire (attitudine a compiere atti che incidano nella propria sfera giuridica)
- Valutazione capacità intendere e volere (incapacità naturale)
- Valutazione capacità funzionali (provvedere ai propri interessi, esprimere consenso ai trattamenti, testare e donare)
- Provvedimenti di inabilitazione, interdizione, amministrazione di sostegno
- Idoneità alla guida, al porto d’armi, a mansioni lavorative specifiche
- Documentazione invalidità
La valutazione è relativa a: allora, oggi, domani = determinare condizione cognitivo-comportamentale del periziando, nel modo più accurato e valido possibile, sia nel caso in cui la conclusione sia compatibile con i suoi interessi sia nel caso in cui li comprometta (dire sempre le cose come stanno).
Prima di accettare un incarico bisogna agire secondo responsabilità etica e deontologiche, nei confronti delle parti e della persona. Non ci sono principi etici per il neuropsicologo forense, quindi ci si riferisce ai principi di etica biomedica:
- Rispetto per l’autonomia (rispettare la libera e responsabile volontà del malato, detentore del diritto all’informazione diagnostico-terapeutica e all’espressione del consenso sino alla potestà del rifiuto
- Non maleficenza (dovere di non procurare danno)
- Beneficità (dovere di promuovere il bene del malato, tutelandone la vita e salute anche nell’ambito della prevenzione
- Giustizia (tenere conto delle conseguenze sociali su terzi di ogni intervento sanitario e conciliare il bene del singolo con il bene collettivo)
- Fedeltà (lealtà, trasparenza e accuratezza)
- Beneficità generale (responsabilità pubblica del clinico)
Il compito del neuropsicologo forense (NF) è quello di determinare la condizione cognitivo-comportamentale del periziando, nel modo più accurato e valido possibile, sia nel caso in cui la conclusione sia compatibile con i suoi interessi, sia nel caso in cui li comprometta. Prima di accettare un incarico deve agire secondo responsabilità etica e deontologica, nei confronti sia delle parti sia della persona in esame.
Modello etico decisionale = come agire in modo eticamente corretto
- Identificare il problema
- Considerare significato e peso del setting
- Identificare e utilizzare risorse etiche e legali
- Considerare opinioni e valori individuali espressi dalle parti in causa
- Sviluppare possibili soluzioni
- Considerare potenziali conseguenze soluzioni prospettate
- Scegliere e implementare percorso d’azione
- Verificare risultato
- Applicare eventuali azioni correttive
L’esercizio della neuropsicologia forense richiede:
- Solide basi scientifiche
- Rigorosa osservazione di regole metodologiche
- Aderenza a principi etici
- Grande competenza professionale da neuropsicologo (esperto), ma bisogna riconoscere la propria competenza professionale e nel caso tirarsi indietro quando non in grado
- Solide basi teoriche neuroscientifiche e neuropsicologiche
- Basi di psicopatologia (riferimento a profili cognitivi)
- Conoscenza degli strumenti psicometrici
- Conoscenze relative a temi di consenso informato, capacità di agire, consenso, imputabilità
- Essere familiare al sistema legale e comprenderne la cultura
Gli esperti devono mostrare di aver utilizzato metodologie d’intervento, in linea con le migliori evidenze scientifiche in quel momento storico e con letteratura in argomento; deve essere inoltre metodologicamente corretta la procedura, fondata su principi verificabili di acquisizione/analisi/interpretazione e ripetibili.
Validità indagine neuropsicologica forense
- Validità: capacità di misurare efficacemente solo ciò che si pretende di misurare
- Affidabilità: precisione e costanza delle misure ottenute
La prestazione a un test è influenzata da sorgenti multiple di variabilità legate al test, all’esaminatore, al contesto d’esame e alle caratteristiche del soggetto (es. aspettativa negativa).
Requisiti minimi per inserimento negli elenchi degli ausiliari esperti e ausiliari dei giudici presso tribunali
- Iscrizione all’albo degli psicologi da almeno 3 anni
- Specifico percorso formativo post-laurea in ambito di psicologia/neuropsicologia giuridica e forense
- Specifiche competenze relative alle aree di svolgimento dell’attività
- Per operare nell’area dell’età minorile sono necessarie particolari competenze in sviluppo
Molto importante anche in questo ambito il consenso informato, per informare il soggetto delle caratteristiche e finalità dell’esame neuropsicologico; il CI non è richiesto quando l’esame è richiesto per legge o da una figura giuridica, o in caso di valutazione ai fini della capacità. Il referto conclusivo deve essere indirizzato solo al committente, mai in originale.
Partecipazione di terze parti alla valutazione
È un aspetto problematico, in quanto i test non sono stati progettati e tarati con osservatori. Quando si fanno le perizie in carcere, che non è il setting ideale per la valutazione, bisogna tenerne conto durante l’esame e nel referto, in quanto potrebbero esserci diverse condizioni che influenzano, a cominciare dalle condizioni emotive.
Di norma va evitata e comunque ridotta al minimo la partecipazione di terzi all’esame:
- Potenziale fattore di distrazione
- Può inquinare la validità e affidabilità dei dati in quanto non ci sono tarature fatte in presenza di terzi
- Può favorire conflitti etici
I casi in cui sono ammesse terze parti: interprete, genitore in caso di minore, coaching.
Esame neuropsicologico in carcere
- Limiti di confidenzialità
- Aspetti relativi al CI
- Condizioni ambientali possono compromettere la validità dei risultati (ostacoli ambientali, manette)
- Problema third party observers
- Problema della variabile “popolazione penitenziaria” sui dati normativi dei test
Valutazione neuropsicologica
Valuta le conseguenze cognitive (danno neurocognitivo) ed emozionali (danno psichico) del trauma:
- Evento quantificabile come colpa
- Presenza di un danno (modificazione peggiorativa rispetto alla situazione antecedente)
- Nesso di causalità tra colpa e danno
Protocollo valutativo = clinico+psicometrico
- Colloquio e anamnesi neuropsicologica forense (ragioni della domanda di consulenza, sintomi e difficoltà lamentati, ricostruzione evento all’origine della richiesta, storia di vita prima dell’evento)
- Valutazione funzionamento premorboso
- Validità esame e simulazione (attenzione a: imprecisione dello strumento di misura, contesto della valutazione, motivazioni interne al soggetto esaminato)
Fasi perizia/CTU
Nomina
Il giudice nomina il PERITO con un’ordinanza che indica il giorno dell’udienza in tribunale per il giuramento e per il quesito peritale; all’udienza possono essere presentati gli avvocati di parte e al perito viene posto il quesito rispetto al quale presentare la relazione entro il termine (non >90gg), i tempi possono essere ridotti in caso di persone anziane e gravemente malate. Le parti possono nominare i propri consulenti CTP.
Giudice
- Accertamento identità perito
- Accertamento situazioni di incapacità e incompatibilità
- Avvertimento obblighi e responsabilità penale in cui può incorrere
- Giuramento (“consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo nello svolgimento dell'incarico, mi impegno ad adempiere al mio ufficio senza altro scopo che quello di far conoscere la verità e a mantenere il segreto su tutte le operazioni peritali’’)
- Formulazione quesiti
- Può autorizzare il perito ad assistere all’esame delle parti e all’assunzione di prove; a prendere visione degli atti e documenti prodotti dalle parti; a servirsi di ausiliari; a presentare relazione scritta per illustrazione del parere
Il responso del perito non vincola il giudice.
Lavori peritali
- Visione e sintesi dossier clinico periziando con riferimento ad aspetti relativi al SNC
- Colloquio clinico-anamnestico con periziando ed eventualmente familiari
- Osservazione periziando durante esame
- Somministrazione test neuropsi
- Relazione elaborato finale
Analisi documentazione sanitaria
- Organizzare cronologicamente e sinteticamente il materiale per avere una precisa sequenza temporale di tutto il materiale sanitario (attenzione a patologie SNC)
Referto neuropsicologico
- Info di tipo clinico (colloquio e osservazione) + info tipo psicometrico (somministrazione test neuropsi)
- Resoconto narrativo (informazioni e osservazioni durante il colloquio, sintesi documentazione clinica e dati strumentali disponibili)
- Presentazione completa risultati test
- Sintesi e conclusione (integrazione dati disponibili e formulazione risposta dettagliata ai quesiti)
Colloquio e anamnesi
- Raccolta informazioni per ricostruire in modo dettagliato l’evento all’origine della richiesta di consulenza
- Raccogliere sintomi e difficoltà cognitive attualmente lamentate
- Ricostruire storia di una vita dopo l’evento
- Raccogliere la storia di vita prima dell’evento
Ci sono due modi per ricostruire la storia di una menomazione da valutare:
- Il periziando è lasciato libero di raccontare la sua storia; richiede tempo, c’è il rischio di diluire l’essenza degli avvenimenti in una serie di subordinate riguardanti elenchi di specialisti e di esami scarsamente significativi, permette di apprezzare le caratteristiche dell’interlocutore.
- Il periziando risponde a domande specifiche; è più freddo e distaccato ma richiede meno tempo, è incisivo e facilita la raccolta di dati maggiormente utili perché più precisi.
Osservazione clinico informale
- Capacità comprendere messaggi che gli sono rivolti
- Capacità di elaborare e produrre risposte verbali comprensibili
- Capacità recupero ricordi autobiografici remoti e recenti
- Capacità mantenere attenzione
- Capacità rispettare proprio turno di parola, decidere se rispondere o no, evitare ripetizioni
- Capacità di pianificare obiettivi metacomunicativi
- Valutazione emozionale e comportamentale
Accertamento testistico
=componente fondamentale valutazione NF:
- Riportare tutti i dati quantitativi per ogni test applicato
- Riportare valori normativi di riferimento
- Riportare eventuali correzioni per le opportune variabili demografiche
- Riportare riferimenti bibliografici test
È raccomandato l’uso di standardizzazioni pubblicate; bisogna inoltre svolgere un’analisi qualitativa, relativa all’atteggiamento dell’esaminato.
Conclusioni e stesura relazione
- Terminologia per univoca interpretazione
- Relazione vincolata alla risposta al quesito
- Ricorso a psicometristi esplicitato
- Segnalazione qualunque aspetto che possa fungere da elemento inquinante la genuinità della prestazione e/o interpretazione risultati
Esame neuropsicologico forense
Strumento di indagine per la valutazione delle conseguenze propriamente cognitive, nessun tipo di indagine relativa al substrato neurobiologico dei processi cognitivi (valutazione quantitativa), infatti fornisce informazioni riguardanti le modalità di funzionamento cognitivo.
- Stima del livello intellettivo
- Valutazione funzionamento premorboso
- Valutazione funzionamento cognitivo attuale (globale e singoli domini)
- Valutazione comportamentale (impulsività, mania, depressione)
- Valutazione funzionamento emozionale (affettività, empatia)
- Valutazione abilità funzionali
- Valutazione funzionamento/adattamento sociale (teoria della mente, decision making sociale)
Valutazione del funzionamento premorboso
Metodi:
- Metodo clinico anamnestico: Integra i dati che il neuropsicologo ha a disposizione: colloquio anamnestico + dati demografici + cartella clinico-sanitaria (focus su eventuali problematiche psichiche o psichiatriche)
- Metodo attuariale: Si utilizzano di equazioni di regressione: informazioni anamnestiche per stima del livello intellettivo premorboso. Vantaggio è l’oggettività. (indice di Barona e di Pichot)
- Metodi basati sulle abilità preservate: Misure che tengono (hold) e non tengono (don’t hold), riferite alla resistenza all’invecchiamento cerebrale. Si usano i subtest della WAIS-R; i test basati sull’abilità di lettura (Test d’intelligenza breve = TIB), infatti il presupposto è che le parole di pronuncia irregolare possono essere lette correttamente solo se il soggetto ne ha familiarità e per questo la lettura di queste parole non è influenzata dallo stato intellettivo attuale del soggetto, riflettono l’associazione appresa tra la rappresentazione ortografica e fonologica.
Il TIB stima il QI premorboso nella demenza, schizofrenia, trauma cranico, può essere somministrato a qualsiasi soggetto dai 20 anni.
Test psicometrici
- Test clinici standardizzati di valutazione cognitiva
- Scale e questionari standardizzati dello stato cognitivo e comportamentale
- Batterie preconfezionate composte da più subtest
- Batterie flessibili create ad hoc in base alla necessità
FAIs (Specialized Forensic Assessment Instruments): Tra di essi il [nome strumento] nasce per integrare il tradizionale esame neuropsicologico clinico = questionari, test e interviste che indagano specifici deficit/abilità per il diritto. Spesso sono strumenti utilizzati per rinforzare l’impressione clinica, piuttosto che rappresentare uno strumento primario di indagine.
Sindrome soggettiva del trauma cranico lieve
Sintomi neuro/somatici: cefalea, vertigini, nausea,
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Neuropsicologia forense - Modulo 1
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Neuropsicologia forense - Modulo 2
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Neuropsicologia