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Disturbi specifici dell'apprendimento (DSA)

Definizione

Gruppo eterogeneo di disturbi caratterizzati da difficoltà di uso e apprendimento di abilità quali comprensione ed espressione linguistica, scrittura, lettura e abilità matematiche. Possono coesistere (ma non sono il risultato) con problemi di autoregolazione e di interazione sociale, handicap e altre influenze estrinseche (es: fattori ambientali).

Classificazione

Disturbo della lettura, disturbo del calcolo, disturbo dell'espressione scritta e disturbo dell'apprendimento non altrimenti specificato.

Classificazione nosografica

Dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia.

Classificazione clinica

(In base alle caratteristiche neuropsicologiche valutate attraverso il test cognitivo WISC)

DSA verbale (QI verbale < QI performance) – DSA non verbale (QI verbale > QI performance) – DSA misto (QI verbale = QI performance)

Diagnosi

Le abilità sono inferiori rispetto a quelle attese per: età cronologica, valutazione psicometrica dell'intelligenza e istruzione adeguata. Le difficoltà (spesso presenti in più aree dell'apprendimento) interferiscono con la vita quotidiana e l'apprendimento scolastico.

Diagnosi nosografica

Criteri di inclusione e esclusione forniti dal DSM e ICD.

Criteri diagnostici

Deficit marcati in più aree dell'apprendimento, punteggio adeguato nel test di WISC, assenza di disturbi relazionali primari – visivi/uditivi – deprivazione economica – malattie gravi, regolare frequenza scolastica a partire dai 6 anni.

Valutazione

Colloqui con i genitori (anamnesi), colloquio con la scuola, visione del materiale relativo all'apprendimento del bambino (quaderni), test standardizzati di apprendimento (permette di valutare nel tempo), test di approfondimento apprendimenti (comprendere quali aspetti sono lacunosi per fare diagnosi differenziale), colloquio con il bambino, test emotivo – motivazionale (indagare se esiste un ansia scolare, relazioni in ambito scolastico, come vive i problemi di apprendimento), test di personalità, test di intelligenza, test cognitivi e neurologici, esame neurologico.

Epidemiologia

5% - 8% (si riduce al 1% - 2% al termine della V elementare). M:F = 4:1

Etiopatogenesi

Ipotesi genetica (per elevata percentuale di casi di familiarità). Non sono stati riscontrati danni cerebrali evidenti.

Comorbidità

50% disturbi psicopatologici (disturbo condotta, DOP, disturbo d'ansia e disturbo dell'umore). Fattori di rischio psicopatologico: bassa autostima, idea di essere considerati poco intelligenti).

Prognosi

Variabile in base: gravità del quadro, intervento tempestivo e adeguato, livello cognitivo e metacognitivo, ampiezza delle compromissioni neuropsicologiche, associazione di difficoltà nelle tre aree (lettura, scrittura e calcolo), comorbidità psichiatrica e contesto ambientale.

  • Recupero totale: DSA grado lieve
  • Recupero parziale: DSA grado medio (persistenza disturbi specifici ma miglioramento abilità di apprendimento)
  • Persistenza della disabilità in età adulta: DSA grave, spesso in soggetti con familiarità.

Fattori predittivi favorevoli

Scarto età cronologica e di lettura < di 2 anni, diagnosi precoce (fine II elementare), intervento idoneo e tempestivo, livello cognitivo superiore alla media, assenza di comorbidità psichiatrica.

Fattori predittivi disfavorevoli

Scarto età cronologica e di lettura > di 2 anni, bassa velocità di lettura, deficit neuropsicologici multipli, intervento inadeguato, comorbidità psichiatrica, vulnerabilità (ambiente familiare e/o scolastico non ottimale).

Normativa

Legge 8 Ottobre 2010 n° 170: norme in materia di disturbi specifici dell'apprendimento in ambito scolastico.

Dislessia, discalculia, disortografia, disgrafia

Definizione

  • Dislessia: Disturbo della lettura e scrittura (deficit > 2ds) con performance al di sotto di quanto atteso per età e funzionamento intellettivo.
  • Discalculia: Disturbo delle attività numeriche e aritmetiche in soggetti con normale funzionamento intellettivo, senza danni neurologici e rispetto a età cronologica e adeguata istruzione.
  • Disortografia: Deficit di correttezza della scrittura (n° di errori > 2ds rispetto età e classe).
  • Disgrafia: Disturbo della qualità del tratto grafico (irregolare e instabile), dovuto a difficoltà di controllo motorio (può essere associato a DCD e disortografia).

Diagnosi

  • Dislessia: Dalla II elementare. Test standardizzati: rapidità lettura e correttezza lettura e scrittura. Comprensione: non è necessario deficit per diagnosi ma se presente ne peggiora la prognosi.
  • Discalculia: Al termine della II elementare. Difficoltà in operazioni scritte e mentali, rievocazione delle tabelline, organizzazione spaziale (mettere in colonna), conoscenza numerica, comprensione e risoluzione di problemi.
  • Disortografia: Legati a problemi fonologici e visuospaziali.
  • Disgrafia: Sintomi precoci: può esserci un ritardo nei prerequisiti dell'apprendimento.

Prevalenza

Maschi Femmine Maschi Maschi

Disturbo da deficit dell'attenzione e iperattività - ADHD

Definizione

Disturbo evolutivo caratterizzato da difficoltà di attenzione, concentrazione e controllo degli impulsi e del livello di attività.

Caratteristiche fondamentali

Persistente disattenzione: sono incapaci di preservare in una attività iniziata e protratta per lungo tempo.

Impulsività e iperattività: la capacità di autoregolazione compare tardivamente rispetto allo stadio di sviluppo.

Attenzione

Processo complesso di categorizzazione delle informazioni provenienti dall'ambiente che richiede il coinvolgimento di un insieme di capacità che permettono al soggetto di individuare e utilizzare la strategia adeguata. È un processo che richiede un lungo periodo di affinamento (esplorazione percettiva → esplorazione organizzata logicamente), se viene a mancare il soggetto rischia di approcciare con la realtà in modo caotico e superficiale e di sviluppare difficoltà cognitivo – comportamentali e problemi neuropsicologici.

Ipotesi eziopatogenetiche

  • Fattori biologici: Si ipotizza una componente ereditaria poligenica con modalità di trasmissione atipiche con una compromissione delle aree cerebrali deputate a regolare l'attenzione (corteccia prefrontale dx – nucleo caudato e globo pallido – verme del cervelletto) → disfunzione esecutiva e disturbo del processo motivazionale.
  • Fattori non genetici: Nascita prematura, uso di tabacco/alcool in gravidanza, esposizione a piombo, lesioni cerebrali.
  • Fattori ambientali: Correlazione tra disturbo ed esperienze esistenziali del bambino (insuccessi relazionali, familiari e scolastici influenzano la manifestazione fenotipica del disturbo).

Epidemiologia

Sindrome da deficit dell'attenzione e iperattività (DSM): 3 – 5% in età prescolare. Disturbo ipercinetico (ICD): 1% (più grave). Maschi: 10% Femmine: 2%

Fattori di rischio precoci

Qualità delle relazioni precoci, temperamento infantile, livello di funzionamento cognitivo (precursore deficit funzioni esecutive).

Criteri diagnostici

  • Per entrambi i manuali nosografici il disturbo deve:
  • Essere pervasivo (almeno 2 contesti di vita)
  • Compromettere il funzionamento sociale e scolastico/lavorativo
  • I sintomi devono essere presenti da almeno 6 mesi
  • I sintomi non sono una conseguenza di altri disturbi (umore, ansia, etc.)

DSM – IV

Disturbo da deficit dell'attenzione e iperattività: prevalentemente disattento, prevalentemente impulsivo/iperattivo, combinato. Comparsa dei sintomi prima dei 7 anni.

ICD – 10

Disturbo ipercinetico: disturbo dell'attività e dell'attenzione – sindrome ipercinetica della condotta. Comparsa dei sintomi prima dei 6 anni.

Sintomatologia

I sintomi sono aspecifici (basso QI, dist. motorio e linguistico, disturbi dell'attaccamento, etc.), creano gravi ripercussioni sullo sviluppo emotivo-affettivo, cognitivo, degli apprendimenti e sociale. Il soggetto rischia di sviluppare un'autostima limitata, problemi emotivi e sociali e un rendimento scolastico pregiudicato.

Disattenzione

Si manifesta durante lo svolgimento di qualsiasi attività: riduzione dei tempi e di cura (compiti e gioco), evita attività di organizzazione e concentrazione, facilmente interrotto da stimoli irrilevanti, sbadataggine, difficoltà a seguire regole e istruzioni (difficoltà relazionale), scarsa capacità di ascolto e di comprendere quando rispondere.

Iperattività

Varia in base all'età e al livello di sviluppo: difficoltà a stare fermo o seduto, agitazione, comportamento esplorativo aggressivo (ricerca energica di cose e luoghi nuovi), esplorazione manuale di tutti gli oggetti, mancanza di senso del pericolo.

Impulsività

Difficoltà ad organizzare azioni complesse, a inibire comportamenti inadeguati e attendere una gratificazione: incapacità di individuare un problema, definire obiettivo, pianificare, selezionare risposta e valutare il risultato; impazienza, mancato rispetto delle regole, incapacità di ascolto.

Intervento

Approccio multimodale: casa, scuola, bambino. In classe: pianificare (anche con il bambino), stabilire regole, non creare competizione, sottolineare aspetti positivi e sorvolare quelli negativi, tempi di lavoro brevi, stimolare, pause frequenti, tempo dedicato, invitare alla riflessione, non puntualizzare.

Comorbidità

Spesso i disturbi in comorbidità vengono diagnosticati come primari, la maggior parte di ADHD presenta un disturbo psicopatologico e/o neurologico. Disturbi del comportamento: DOP e disturbo della condotta con possibile evoluzione in disturbo antisociale della personalità; l'associazione altera la qualità delle relazioni e conduce ad atteggiamenti aggressivi e minore espressione affettiva. Disturbi dell'umore: 25% disturbi d'ansia (soprattutto nei quadri senza iperattività → l'ansia attenua l'impulsività); causa → insuccessi riducono autostima, problemi relazionali e di socializzazione. Disturbi dell'apprendimento: 50 – 80 % DSA (soprattutto dislessia); causa → deficit di autocontrollo. Disturbi del linguaggio: produzione o errori di posizionamento di lettere o parole (la comprensione generalmente non è compromessa); causa → deficit attentivo.

Disturbi del comportamento

Definizione

Disturbi che si evolvono e si trasformano nel tempo considerati fattore di rischio per altri disturbi psicopatologici (es: disturbi di personalità).

Sintomatologia generale

Aggressività, impulsività, mancato rispetto delle regole.

Quadri clinici

  • Esternalizzanti: sintomatologia diretta verso l'esterno
  • Internalizzanti: sintomatologia poco visibile tipica dei quadri depressivi

Classificazione

  • Disturbo oppositivo provocatorio
  • Disturbo della condotta
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vannasonoio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Neuropsichiatria infantile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Niccolò Cusano di Roma o del prof Guidi Giada.
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