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Il ritardo mentale

Una delle maggiori definizioni utilizzate è quella fornita dall’American Association on Mental Deficiency, secondo la quale il ritardo mentale si riferisce a un funzionamento intellettivo generale significativamente sotto la media, presente contemporaneamente a carenze nel comportamento adattativo, con comparsa in età evolutiva.

Intelligenza intesa come carattere quantitativo, misurabile

Fornire una definizione di intelligenza è un compito arduo, infatti in passato sono state date diverse definizioni della stessa. Ciò ha indotto a ipotizzare l’esistenza di diverse forme di intelligenza quali l’intelligenza astratta (che fa ampio uso del linguaggio), l’intelligenza pratica (che consente la risoluzione dei problemi quotidiani) e l’intelligenza sociale (intesa come la capacità di un individuo di capire le persone, gli eventi, ecc.). Ne deriva anche che la misurazione di un’entità così mal definita risulta particolarmente difficile.

Nella pratica clinica vengono utilizzati diversi tipi di test, i più diffusi sono la Scala Stanford-Binet e i test della serie Wechsler. Il principio generale è quello di sottoporre il soggetto in esame a una serie di prove: il numero di prove superate permette di valutare il suo Quoziente Intellettivo (QI). Il ritardo mentale, pertanto, definito come espressione di un funzionamento intellettivo al di sotto della media, viene a configurarsi quando il QI è di circa 70 o inferiore.

Le limitazioni del funzionamento adattativo come elemento caratterizzante il ritardo mentale

Il ritardo mentale non è solo caratterizzato da un’efficienza intellettiva inferiore alla media, ma soprattutto da una significativa limitazione del funzionamento adattativo. Con il termine funzionamento adattativo si indicano l’insieme dei comportamenti che permettono di adattarsi all’ambiente.

Il ritardo mentale è presente sin dalle prime fasi dello sviluppo. Nel primo anno si riscontra spesso un ritardo nell’acquisizione delle principali tappe dello sviluppo psicomotorio; nel secondo-terzo anno un ritardo del linguaggio; nel terzo-quarto anno un ritardo nell’acquisizione di adeguati comportamenti di interazione sociale; negli anni scolastici sono abituali le difficoltà di apprendimento.

Il ritardo mentale è dovuto a cause molto diverse tra loro; generalmente i fattori etiologici vengono suddivisi in due grandi categorie: fattori genetici e fattori acquisiti, all’interno delle quali vengono poi effettuate ulteriori suddivisioni. In particolare, nella categoria dei fattori genetici vengono incluse le alterazioni genetiche e le aberrazioni cromosomiche; la categoria dei fattori acquisiti, invece, viene suddivisa in rapporto all’epoca durante cui agiscono le noxae patogene. Anche per quanto riguarda le cause esistono sensibili differenze fra le forme lievi e gravi.

Fattori genetici

  • Anomalie già presenti nel patrimonio genetico del prodotto del concepimento. Tali fattori vengono a loro volta suddivisi in:
    • Alterazioni genetiche (uno o più geni)
    • Aberrazioni cromosomiche, che possono interessare il numero o la struttura

Fattori acquisiti

Sono rappresentati da noxae patogene che agiscono dall’esterno sul sistema nervoso centrale. In rapporto all’epoca durante cui agiscono vengono suddivisi in:

  • Prenatali (le infezioni acute materne, le intossicazioni, malattie croniche materne)
  • Perinatali (sono le noxae patogene che possono intervenire fra la 27esima settimana di gravidanza e la 1esima settimana di vita. Sono condizioni patologiche legate al travaglio, al parto o all’immediato adattamento post-partum)
  • Postnatali (sono noxae patogene che possono intervenire dopo la 1esima settimana di vita, quali infezioni, traumi, intossicazioni, disturbi metabolici)

Quadro clinico

  • Il ritardo mentale lieve, corrisponde a un QI compreso fra 70 e 55-50. Si tratta della forma più frequente rappresentata dall’85% dei casi. I soggetti con ritardo mentale lieve sviluppano negli anni prescolastici (0-5) soddisfacenti capacità sociali e comunicative, con una compromissione lieve nelle aree sensomotorie. Il pensiero resta aderente al concreto con incapacità di accedere...
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Scienze mediche MED/39 Neuropsichiatria infantile

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Neuropsichiatria infantile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Tortorella Gaetano.
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