Le paralisi cerebrali
Le paralisi cerebrali infantili vengono abitualmente definite come disordini della postura e del movimento, permanenti ma non invariabili, dovuti a un’encefalopatia precoce non evolutiva. Si tratta di una delle tante definizioni utilizzate, tuttavia tutte concordano nell’individuare i seguenti elementi caratterizzanti:
- Carattere eterogeneo del gruppo
- Tutti i vari quadri presentano come elemento che li accomuna come gruppo un disordine della postura e del movimento.
- Il disordine della postura e del movimento accompagna il soggetto nel corso del suo ciclo di vita: Esso quindi è permanente ma presenta sensibili modificazioni cliniche.
- Il disordine della postura e del movimento rappresenta l’espressione di un danno encefalico di carattere non progressivo.
- Il danno, che può essere rappresentato da una malformazione, una lesione, o un’interferenza nel progetto di sviluppo del Sistema Nervoso Centrale, si verifica in età precoce (il limite massimo è fissato al 28o giorno di vita).
Classificazione
1. Classificazione clinica
Fa riferimento alla natura dei sintomi neurologici che caratterizzano il quadro clinico. Il Sistema Nervoso Centrale assume un doppio ruolo di organo che 'pensa' il movimento e organo che pianifica il movimento per mandarlo poi in esecuzione attraverso stimoli che viaggiano lungo il midollo e il nervo giungono infine a specifici gruppi muscolari. È possibile individuare alcune stazioni critiche coinvolte nella fase esecutiva:
- Le aree motorie della corteccia. Per definizione le alterazioni che investono tali aree, determinano l’insorgenza sul quadro clinico di una sintomatologia definita di tipo piramidale, caratterizzata da una compromissione funzionale (paralisi), cui si associano ipertono spastico, riflessi patologici etc...
- Il cervelletto. Risulta determinante in almeno tre funzioni: l’inizio e la pianificazione del movimento, la coordinazione del movimento, l’aggiustamento della postura e il mantenimento dell’equilibrio. Le alterazioni del cervelletto si traducono in un quadro sindromico in cui prevalgono alcuni sintomi caratteristici quali atassia, ipotonia, nistagmo, tremori...
- I nuclei della base. Possono assumere due forme espressive tra loro opposte: la prima forma è caratterizzata da acinesia e ipertonia muscolare di tipo rigido, la seconda da discinesia (presenza di movimenti involontari abnormi), e da ipotonia muscolare.
Pertanto, quando nel quadro clinico prevalgono:
- Sintomi riconducibili a lesioni del sistema piramidale, si parla di forme spastiche.
- Sintomi riconducibili a lesioni del sistema cerebellare (del cervelletto), si parla di forme atossiche.
- Sintomi riconducibili a lesioni dei nuclei della base, si parla di forme discinettiche.
- Sintomi riconducibili all’interessamento di più sistemi, si parla di forme miste.
2. Classificazione topografica
Si basa sulla distribuzione prevalente della compromissione motoria. La disfunzione motoria può interessare tutto il corpo o localizzarsi in determinati segmenti corporei.
Dall'integrazione di queste due classificazioni, è stata elaborata una classificazione che è divenuta ormai un riferimento internazionale: SCPE (Surveillance of Cerebral Palsy in Europe). Essa è stata inoltre integrata da una serie di criteri clinici specifici per i vari sottotipi:
- La forma spastic
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