CLASSIFICAZIONE E CARATTERISTICHE
- ARTI SUPERIORI: lesione plesso brachiale, lesione n. radiale, n. ulnare, n. mediale
- Mano CADENTE: lesione del radiale dovuto spesso a frattura del polso.
- Mano SCIMMIESCA: lesione mediale con retrazione dei flessori
- Mano BENEDICENTEZ: lesione ulnare con ipotrofia del 1º interosseo
- ARTI INFERIORI: reticolopatie da ernia (lombosciatalgia e lombocruralgia) e lesione dello sciatico popliteo esterno (SPE).
- Piede CADENTE: per lesione SPE e perdita della dorsiflessione.
OBIETTIVI DEL FISIOTERAPISTA
- RIDURRE DOLORE
- EVITARE POSTURE VIZIATE E DANNI SECONDARI
- MIGLIORARE LA FUNZIONALITÀ DELLA STRUTTURA COMPROMESSA
- RIADATTAMENTO E SOSTITUZIONE TEMPORANEA O PERMANENTE: utilizzo di ausili oppure cercare soluzioni di movimento il più economiche possibili
- REINSERIMENTO NEL QUOTIDIANO E COMPIERE ADL E LAVORO
Definendo obiettivi a medio termine e poi quelli a breve termine per il suo raggiungimento.
ATTIVITÀ RIABILITATIVE
-
FONDAMENTALI
- KINESI PASSIVA
- KINESI ATTIVA
- ORTESI
- RIED. SENSITIVA
-
COMPLEMENTARI
- TERAPIA FISICA
- MASSAGGIO
KINESI PASSIVA
È in grado di:
- Evitare stasi venose e linfatiche
- Sequele da immobilità come rigidità
- Detrazioni muscolo tendinee
- Particolarità
- Mantenere trofismo della cartilagine
Necessaria una mobilizzazione passiva precocecomente già in prima giornata pz va mobilizzato nonostante la cicatrice partendo dal segmento distalemalimprossimale. Se c'è lesione del nervo periferico e atrofia muscolare evitare di eccedere nel rom articolare per evitare di innescare processo artrosico.
KINESI ATTIVA
- Se muscolo è completamente denervato è impossibile eseguirla.
- Se muscoli parzialmente innervato può precedere la kinesi passiva chiedendo collaborazione ad altri muscoli adiacenti che non sono stati compromessi in modo
CLASSIFICAZIONE E CARATTERISTICHE
- ARTI SUPERIORI: lesione plesso brachiale, lesione n. radiale, n. ulnare, n. mediale
- -Mano CADENTE: lesione del radiale dovuto spesso a frattura del polso.
- -Mano SCIMMIESCA: lesione mediale con retrazione dei flessori
- -Mano BENEDICENTEZ: lesione ulnare con ipotrofia del 1° interosseo
- ARTI INFERIORI: radicolopatie da ernia (lombosciatalgia e lombocruraligia) e lesione dello sciatico popliteo esterno (SPE).
- -Piede CADENTE: per lesione SPE e perdita della dorsiflessione.
OBIETTIVI DEL FISIOTERAPISTA
- RIDURRE DOLORE
- EVITARE POSTURE VIZIATE E DANNI SECONDARI
- MIGLIORARE LA FUNZIONALITÀ DELLA STRUTTURA COMPROMESSA
- RIADATTAMENTO E SOSTITUZIONE TEMPORANEA O PERMANENTE: utilizzo di ausili oppure cercare soluzioni di movimento il più economiche possibili
- RIINSERIMENTO NEL QUOTIDIANO E COMPIERE ADL E LAVORO Definendo obiettivi a medio termine e poi quelli a breve termine per il suo raggiungimento.
ATTIVITÀ RIABILITATIVE
- FONDAMENTALI
- KINESI PASSIVA
- KINESI ATTIVA
- ORTESI
- RIED. SENSITIVA
- COMPLEMENTARI
- TERAPIA FISICA
- MASSAGGIO
KINESI PASSIVA
È in grado di:
- Evitare stasi venose e linfatiche
- Sequele da immobilità come rigidità
- Detrazioni muscolo tendinee
- Particolarità
- Mantenere trofismo della cartilagine
Necessaria una mobilizzazione passiva precoce nonostante la cicatrice partendo dal segmento distalemal prossimale. Se c'è lesione del nervo periferico e atrofia muscolare evitare di eccedere nel rom articolare per evitare di innescare processo artrosico.
KINESI ATTIVA
- Se muscolo è completamente denervato è impossibile eseguirla.
- Se muscolo parzialmente innervato può precedere la kinesi passiva chiedendo reclutamento dei muscoli adiacenti che non sono stati compromessi in modo diretto.
- ESERCIZI ASSISTITISi chiede contazione e movimento completato dal fisio per alimentare sofferenze propriocettivi
- ESERCIZI A FAVORE DI GRAVITÀQuando si può compiere movimento ma su un piano senza gravità.
- ESERCIZI CONTRO GRAVITÀ
- ESERCIZI CONTRO RESISTENZAOltre la gravità opponiamo una forza come un pesetto o il fisio stesso in modo da conservare trofismo e favorire la capillarizzazione. Utili gli esercizi eccentrici. Il tibiale anteriore lavora contro resistenza per frenare la caduta del piede nella fase finale di volo.
- ESERCIZI COORDINAZIONENecessari per il controllo neuromuscolare dell'inizio del movimento, della sinergia antagonista e agonista e la loro stabilizzazione. L'attivazione dell'azionista da riabilitare lo rinforza e inoltre inibisce l'antagonista. (Principi di sherrington)
- IDROKINESIPuò essere efficace quando eventuale forza di gravità potrebbe compromettere l'attività, si propongono tutti gli esercizi che si svolgono in asciutto, però permettendo una grande facilità di movimento dato che il corpo è più leggero in ambiente e delle proprietà dell'acqua.
FACILITAZIONI NEUROMUSCOLARI PROPRIOCETTIVE
La contrazione dei gruppi muscolari innervati permette di stimolare i neuroni generati attraverso il fenomeno dell'irradiamento. Se contiamo il tibiale anteriore stimolano il quadricipite dato che i neuroni sono vicini all'interno dello stesso metamero midollare. Oppure la contrazione massimale dell'azionista avviene quando si esaurisce quella del suo antagonista (inversione dell'antagonista) questo è induzione.
BIOFEEDBACK
Permette al pz di rendersi conto della propria attività autoregolandosi e autocorreggendosi. Si applicano degli elettrodi di superficie e attraverso una stimolazione elettrica indotta dalla contrazione essa viene riportata alla macchina e restituita come segnale uditivo o ottico. Ottimo supporto per NP e aggiuntivo alle altre tecniche terapeutiche. Permette anche un rilassamento in caso di sintomi positivi sensitivi attraverso meccanismo modelling down. Inoltre può essere aggiunto a delle ortesi per favorire il training di un movimento come il Bunnel.
ESERCIZIO TERAPEUTICO CONOSCITIVO
Il muscolo è un organo di senso che interagisce con l'ambiente attraverso il movimento, cattura informazioni, le utilizza per adattarsi alle varie situazioni e quindi favorendo un processo di apprendimento. Terapeutico perché induce un cambiamento del substrato tissutale, Conoscitivo perché permette apprendimento.Gradi di esercizio:
- Mobilizzazione passiva dal fisio con attenzione da parte del pz sulla posizione e movimento arto
- Leggera contrazione da parte del pz e verifica
- Controllo autonomo del movimento anche ad occhi chiusi per la riorganizzazione degli schemi motori
ACTION OBSERVATION TREATMENT
Sulla base dello studio su Sistema dei Neuroni Specchio di Rizzolatti, Buccino ha prodotto un metodo terapeutico. Facendo un movimento si attivano dei neuroni,gli stessi si attivano quando si osserva un'altra persona fare lo stesso movimento. La ripetizione con osservazione può aiutare a stimolare i circuiti neuronali.
MIRROR TERAPY
Da un ricercatore indiano ponendo uno specchio di fronte arto sano e fare movimenti che devono essere riprodotti dall'atto malato ma viene criticato.
TRAINING AUTOGENO E TECNICHE DI RILASSAMENTO
Per controllare attività adrenocorticale indotta dallo stress e favorire il rilassamento.
RIABILITAZIONE SENSITIVA
La sfera sensitiva è fondamentale per l'apprendimento e lo abbiamo visto con i Perfetti e con il Bholefeedback, senza presa di coscienza del movimento e della sensazione non si apprende. Inoltre il dolore può essere una delle cause che induce un rallentamento nel processo di guarigione, anche se con il tempo diminuisce lasciando spazio a disestesie e parestesie dovuto allo sprouting nervoso alterato. Il movimento permette di tenere in vita i recettori, l'immobilità uccide.
La seduta deve durare 10 minuti perché stanca.
Bisogna cercare di far corrispondere ad uno stimolo la sensazione giusta corrispondente.
L'utilizzo della TENS può aiutare a governare il dolore ma in modo temporaneo, non applicandola sulla sede di denervazione ma a monte, all'entrata del nervo sensitivo all'interno del midollo.
ELETTROTERAPIA
Non c'è evidenza che essa possa incentivare la reinnervazione, anzi alcuni autori pensanomp possa indurre un danno patogeno ma è un concetto superato. È importante mantenere un buon trofismo muscolare, evitare di stimolarlo troppo e di portarlo ad esaurimento metabolico. Quando un muscolo è ipertrofico si contrae e poi si accomoda perché si sta avviando all'esaurimento metabolico allora dobbiamo abbassare intensità e frequenza: 3/4Hz per 20 contrazioni massime, sedute più volte al giorno. Sarebbe utile costruire una curva i/t per il tempo utile.
- Muscolo denervato viene stimolato con stimoli rettangolari per lungo tempo e con intensità basata su pz.
- Muscolo parzialmente denervato si sfrutta proprietà della raccomandazione delle fibre sane, con stimoli triangolari a lunga durata e aumento progressivo della intensità.
MASSAGGIO
Ha proprietà benefiche a livello linfatico e venoso e deve essere molto delicato per non innescare la fibrosi muscolare. Sfioramento, leggera frizione e pressione.
CALDO
Applicare caldo può aiutare ed evitare fenomeni di fibrosi indotti dal freddo sulle fibrocellule muscolari denervate.
ORTESI
Hanno il compito di:
- Limitare le forze sui muscoli denervato, la gravità e quella posta dell'antagonista attraverso un posizionamento funzionale, atto anche ad evitare contratture
- Prevenire deformità e conseguenze da immobilità
Ci sono le ortesi di tipo:
- RIPOSO: per immobilizzare una o più articolazioni, anche per favorirla guarigione in caso di fratture
- SOSTITUZIONE: per sostituire funzionalmente l'altro compromesso, come una mano con lesione del radiale che non riesce ad estendere le dita, applicando una lieve flessione permette un'apertura del palmo automatico, un atto di biofeedback permette un training propriocettivo
- RIADATTAMENTO: evitare le posture viziose antalgiche o evitare evoluzione di una condizione come nella scoliosi
REHAB MECCANICA
- Glorhea
- Amedeo
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Neuropatie
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Tecniche fisioterapiche - neuropatie periferiche
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Tecniche fisioterapiche - Neuropatie Centrali e periferiche
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