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VIA DEL DOLORE

La via del dolore si incrocia a livello segmentare midollare; dopodiché va dall’altro lato e va al talamo.

raccoglie l’impulso. Il

Il ramo periferico della cellula a T ramo centrale fa sinapsi nelle cellule delle

posteriori nasce il 2° neurone che si porta dall’altro lato del midollo

CORNA POSTERIORI. Dalle corna

e sale lungo i CORDONI fino al TALAMO, dove nasce il 3° neurone che va nella ZONA CORTICALE

3,1,2.

Se io faccio un taglio a DESTRA(metà midollo destro), perdo la SENSIBILITA’ e non sento più dolore a

SINISTRA (ANESTESIA TERMO ALGESICA SOTTOLESIONALE SINISTRA/ ANESTESIA

TATTILE OMOLATERALE).

METAMERIA

I rami posteriori dei NERVI SPINALI si distribuiscono al rispettivo territorio di innervazione

conservando la propria individualità.

I rami anteriori, invece, si intrecciano fra loro stabilendo complicati dispositivi ANASTOMOTICI, i

PLESSI.

Fanno eccezione i nervi toracici che decorrono indipendenti gli uni dagli altri, scambiandosi all’origine

semplici arcate anastomotiche.

Come conseguenza della formazione dei PLESSI, le fibre proprie di un nervo spinale si frammentano a

quelle di altri nervi.

Perciò il ramo periferico di un plesso può contenere fibre provenienti da due o più nervi spinali e, allo

stesso modo, un nervo spinale può distribuire le proprie fibre a diversi nervi periferici. Ciò nonostante le

aree ed i territori di innervazione periferica presentano un regolare ordinamento segmentale o metamerico:

alla serie ordinata dei nervi spinali fa cioè riscontro una serie di segmenti periferici

cutanei(DERMATOMERI) o muscolari (MIOMERI).

DERMATOMERIA + MIOMERIA

=

METAMERIA

Dai segmenti cervicali del midollo (da c1 a 8) escono le fibre che vanno a formare il PLESSO

BRACHIALE da cui si formano 3 nervi. In questi nervi vengono contenuti gli impulsi che nascono da C1,

C2, C3…

I nervi del braccio contengono fibre che nascono da C1 e C8.

Il NERVO MEDIANO va ad innervare la parte motoria; ha dei rami che vanno ad innervare sempre lo

stesso muscolo.

Ogni muscolo ha una sua specifica innervazione.

In periferia esiste una TOPOGRAFIA sia per quanto riguarda la componente MOTORIA che

SENSITIVA.

Ogni area motoria è innervata sempre dallo stesso tipo di radice; lo stesso vale per quella sensitiva.

Appunti della ragazza del 3° anno(fare se non si capisce bene quello scritto sopra)

Il midollo contiene delle radici che escono dalle corna anteriori e posteriori, che vanno a formare i nervi

periferici. Il nervo contiene fibre motorie e sensitive; dal midollo escono tanti nervi a seconda di quanti

sono i segmenti del midollo (2 nervi per ogni segmento, destro e sinistro):

- 8 NERVI CERVICALI

- 12 RADICI DORSALI

- 5 RADICI LOMBARI

- 3-4 RADICI SACRALI

È dalle radici che nasce il concetto di METAMERIA. Nonostante le aree ed i territori di innervazione

periferica presentano una regolare ordinazione segmentale o metamerica, alla serie ordinata di nervi

spinali fa riscontro una serie di segmenti periferici cutanei ( DERMATOMERI AREA SENSITIVA) o

muscolari ( MIOMERI AREA MOTORIA).

NERVI ENCEFALICI

NERVI ENCEFALICI

NERVO OLFATTIVO TELENCEFALO

1° paio NERVO OTTICO DIENCEFALO

2° paio NERVO OCULOMOTORE MESENCEFALO

3° paio NERVO TROCLEARE MESENCEFALO

4° paio NERVO TRIGEMINO PONTE

5° paio NERVO ABDUCENTE PONTE

6° paio NERVO FACIALE PONTE

7° paio NERVO STATOACUSTICO PONTE E BULBO

8° paio NERVO GLOSSOFARINGEO BULBO

9° paio NERVO VAGO BULBO

10° paio NERVO ACCESSORIO BULBO E MIDOLLO SPINALE

11° paio NERVO IPOGLOSSO BULBO

12° paio

1° NERVO: NERVO OLFATTIVO “peluzzi”

Nella MUCOSA NASALE ci sono delle cellule che finiscono con delle estroflessioni i cosiddetti , che

sono i RECETTORI OLFATTORI.

Il nervo olfattivo dunque nasce dalla mucosa nasale; le cellule olfattive vengono stimolate, fanno sinapsi con il

bulbo olfattivo e arrivano all’area olfattiva primaria. L’elaborazione dell’olfatto avviene solo nella CORTECCIA.

“IPOSMIA”:

- funziona male il recettore

“ANOSMIA”:

- no olfatto

“IPEROSMIA”:

- sentire di più

“PAROSMIA”: sento un odore e quell’odore mi provoca

- una sensazione strana

2° NERVO: NERVO OTTICO

Si trova dietro l’occhio e ci permette di poter inviare impulsi e di vedere. Il NERVO OTTICO si incrocia nella

parte chiamata CHIASMO OTTICO. Dal chiasmo partono i tratti ottici che arrivano alla corteccia.

3° NERVO: NERVO OCULOMOTORE

Nasce dal MESENCEFALO. Ogni occhio ha il suo campo visivo:

- DESTRO: parte temporale

- SINISTRO: parte nasale

L’occhio davanti ha un foro chiamato PUPILLA; dietro invece ha la RETINA. La retina è il recettore della

visione. Nella retina troviamo specifici recettori: i CONI e i BASTONCELLI.

La luce entra nell’occhio in modo rettilineo. Se arriva dalla parte temporale colpirà la parte nasale, se arriva dalla

parte nasale, il contrario. sull’altro nervo ottico dove si incrociano. Le fibre temporali invece non si

Le fibre nasali vanno giù e finiscono

incrociano.

Se taglio il tratto ottico di sinistra non vedo la luce che viene da destra, quindi in altre parole non vedo da

DESTRA.

Se invece taglio “B”(DANNO AL CHIASMA) non vedo il campo visivo temporale. Si parla in questo caso di

EMIANOZIA BITEMPORALE.

Se taglio “C” si parla di “EMIANOZIA” (danni al campo visivo, non vedo per metà). L’emianozia può essere

OMONIMA, quindi congrua, o LATERALE, non vedo un lato.

Se taglio “A” ho una CECITA’ MONOCULARE. La CECITA’ MONOCULARE interessa un solo occhio.

[ APPUNTI DELLA RAGAZZA DEL TERZO ANNO, PAG.7 e 8]

5° NERVO: NERVO TRIGEMINO

Nasce dal PONTE DI VAROLO; interessa e innerva metà faccia. È un nervo sensitivo. Si divide in tre branche:

1. RAMO OFTALMICO

2. RAMO MASCELLARE

3. RAMO MANDIBOLARE

Esistono SINDROMI NEUROCUTANEE che hanno una localizzazione cutanea nella zona di interessamento del

nervo specifico (ANGIOMA, SINDROME DI STURGE WEBER che oltre all’angioma comporta anche una

deformazione).

7° NERVO: NERVO FACCIALE

Muove i muscoli della faccia. Questo nervo attraversa una piccola galleria ossea per poi uscire fuori. Il ramo

superiore irrora la fronte.

Si può avere una PARESI FACCIALE ( un solo lato) o DIPLEGIA FACCIALE (paresi bilaterale), a seguito di un

disturbo del nervo(il nervo si gonfia e si schiaccia).

8° NERVO: NERVO ACUSTICO

È il nervo dell’udito. Il recettore è il TIMPANO.

“ERUZIONE VESCICOLARE” nella sindrome di “RAM SAY-HUNT” : herpes dell’orecchio.

9° NERVO: NERVO GLOSSOFARINGEO

Controlla il PALATO MOLLE. Il nervo glossofaringeo sinistro fa muovere il palato molle verso sinistra, quello

destro il contrario.

“PARALISI DEL VAGO A SINISTRA”: il palato molle devia a destra nella FONAZIONE.

10° NERVO: NERVO VAGO

Provoca le SINCOPI, ovvero gli svenimenti e controlla la frequenza cardiaca.

12° NERVO: NERVO IPOGLOSSO

“GLOSSO” vuol dire “LINGUA”, quindi nervo che muove la lingua. L’ipoglosso nasce nel BULBO dove

abbiamo due centri: respiratorio e cardiaco.

C’è un IPOGLOSSO di DESTRA e uno di SINISTRA. Il movimento della lingua è dato dall’equilibrio dei due

ipoglossi. L’ipoglosso di destra porta la lingua a sinistra e viceversa.

25 Marzo 2011

LE PERDITE DI COSCIENZA E LE EPILESSIE NON CONVULSIVE

LA COSCIENZA

È la consapevolezza di sé e dell’ambiente esterno (“sappiamo chi siamo”). Possiamo avere delle TURBE DELLA

COSCIENZA.

LA VIGILANZA

È dovuta all’attivazione della sostanza reticolare ascendente(RAS) nel TALAMO.

La parola EPILESSIA deriva da “epiletto” che significa “buttare fuori”, e chiamata anche SINDROME

“ COMIZIUM” che vuol dire “comizio”, riferito al comizio romano.

COMIZIALE, parola che deriva da

L’epilessia è molto elevata in giovane età. Un’alta % colpisce i bambini, i quali spesso sono portatori di epilessie

genetiche, ovvero nascono con i geni dell’epilessia.

Da adulti questa % diminuisce per poi ricrescere nell’età anziana. L’epilessia si studia con

l’ELETTROENCEFALOGRAMMA che misura le attività elettriche nelle aree corticali sottostanti. Abbiamo 4

ritmi: alpha, beta, theta e delta.

VALORI

TERAPIA ANTICONVULSIVANTE NEL 1901- I FARMACI DI EFFICACIA ACCERTATA

- Gelsomino sempreverde

- Oppio

- Zinco

- Borace

- Ferro

- Ioscina

- Strofanto

-

Il primo farmaco antiepilettico in assoluto è il GARDENALE.

CRISI EPILETTICA

Manifestazione critica isolata, spesso unica, che non si ripete nel tempo. Costituisce un fenomeno parafisiologico

che non necessita di terapia.

Ognuno di noi nella vita può avere una crisi epilettica, ma non per questo siamo epilettici. Se si presenta più volte,

in modo costante siamo affetti da epilessia.

EPILESSIA

Condizione caratterizzata dal ripetersi delle crisi che necessita generalmente di terapia. Non tutti i pazienti che

presentano una crisi epilettica andranno incontro ad una vera epilessia. Spesso la crisi costituisce un episodio

isolato nella vita del paziente.

Solo quando le crisi si ripresentano nel tempo, possiamo parlare di vera epilessia ed inquadrare il tipo di sindrome

epilettica.

A tale scopo si ricorre ad una descrizione accurata della crisi(spesso si ricorre ai testimoni presenti poiché il

paziente generalmente non ricorda l’accaduto).

È importante sapere:

- Come è iniziata la crisi?

- Ha perso conoscenza?

- Ha presentato contrazioni agli arti o al viso?

- Si è morso la lingua?

- Ha perso le urine?

- Respirava male?

- Ha battuto il capo?

Quanto tempo è durato l’episodio?

-

Alcune crisi sono ISTERICHE e INVOLONTARIE. In questo caso si parla di PSEUDOCRISI EPILETTICHE

POST TRAUMA.

Si possono distinguere:

- CRISI PARZIALI

- CRISI GENERALIZZATE

Le crisi parziali interessano una sola parte della corteccia cerebrale e sono FOCALI.

interessano tutta la corteccia cerebrale, ovvero la scarica elettrica coinvolge l’intera

Le crisi generalizzate,invece,

corteccia, ma non per questo sono sempre più gravi.

Le crisi parziali sono le più gravi perché provocano un danno lesionale; le crisi generalizzate invece provocano

un danno genetico/metabolico.

Le crisi generalizzate possono essere tali fin dall’inizio, oppure una crisi che inizia come parziale può diventare

poi generalizzata.

Oltre all’ANAMNESI sono importanti per una corretta diagnosi:

- Elettroencefalogramma

- TAC e risonanza magnetica nucleare

- Esami biochimici e genetici

- Poligrafie

Le CRISI PARZIALI possono essere:

- SEMPLICI: senza turba della coscienza

- COMPLESSE: con perdita di coscienza

EZIOLOGIE (CAUSE) VARIE:

- tumori

- emorragie

- traumi

- aneurismi ( c’è un gomitolo di vasi fra l’arteria e la vena. Questo gomitolo può rompersi e si

- malformazioni artero-venose

rischia un’emorragia).

- Gliosi (cicatrici) locali

- Ascessi

Meningiti (“meningi” sono delle guaine che avvolgono il cervello e sono: DURA MADRE, ARACNOIDE, PIA

- MADRE)

- Encefaliti

- Disturbi della migrazione neuronale (eterotopie: posizionamento di strati di cellule in posti dove non ci

dovrebbero stare).

Malformazioni congenite (Sturge, Weber…)

- Fetopatie (rosolia, toxoplasmosi…) : l’acquisizione di virus neurotropi nel periodo di gestazione (nei primi 3

- mesi è più grave) può essere dannosa per il fegato e provocare epilessia.

è una malattia che si può contrarre mangiando carne cruda,verdure… e provoca febbre.

La TOXOPLASMOSI (piccolo male, grande male…).

Le CRISI GENERALIZZATE riconoscono molto spesso una eziologia genetica

“ASSENZA”

Il termine sta ad indicare una breve sospensione della coscienza generalmente non accompagnata da

altri sintomi. Esistono però anche assenze miocloniche, assenze atoniche…

Le crisi possono

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Scienze mediche MED/26 Neurologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tonia_la di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Neurologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Sanguigni Sandro.
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