Neurochirurgia: lesioni traumatiche vertebro-midollari
Le lesioni traumatiche vertebro-midollari sono dovute a incidenti stradali (automobilistici e motociclistici), incidenti sul lavoro, incidenti sportivi (tuffi), ferite da arma da fuoco o da taglio. Paralisi e anestesia costituiscono i sintomi fondamentali di ogni lesione traumatica del midollo spinale, poiché essa determina l’interruzione delle vie midollari discendenti e ascendenti.
Tetraplegia e paraplegia
Quando la lesione ha sede al di sopra del rigonfiamento cervicale, ove sono situati i centri motori per gli arti superiori, la paralisi interessa tutti e quattro gli arti (tetraplegia), quando invece il midollo è colpito al di sopra del rigonfiamento lombare, ove sono disposti i centri motori per gli arti inferiori, la paralisi interessa solo questi ultimi (paraplegia).
La paralisi ha, all’inizio, carattere flaccido, si accompagna cioè ad abolizione dei riflessi e a marcata diminuzione del tono muscolare. Anche le funzioni vescicale e rettale risultano compromesse, generalmente vi è ritenzione dell’urina e frequenti sono pure i disturbi trofici cutanei che possono portare alla formazione di ulcerazioni (piaghe da decubito).
Shock spinale e lesioni complete
Dopo un periodo variabile da una a cinque o sei settimane (chiamata fase dello shock spinale, durante il quale sono completamente abolite tutte le attività volontarie e riflesse), si assiste alla comparsa di alcune attività riflesse, ritornano i riflessi e s’instaura una minzione automatica e anche il tono muscolare tende gradualmente ad aumentare.
La lesione al midollo spinale può essere completa se la necrosi ha colpito tutte le fibre di comunicazione con il cervello, o incompleta quando invece alcune vie nervose sono sfuggite al danneggiamento.
La lesione completa del midollo spinale si traduce immediatamente nel seguente quadro clinico:
- Paralisi di tutti i movimenti volontari nelle parti del corpo innervate da fibre che fuoriescono dal midollo al di sotto del livello della lesione.
- Abolizione di tutti i tipi di sensibilità provenienti dalle parti del corpo sotto il livello di lesione.
- Perdita di tutte le funzioni viscerali e riflesse (vescica, intestino, funzioni sessuali).
La perdita del controllo neurovegetativo si manifesta con la perdita di sudorazione e di piloerezione nelle parti colpite, gli arti colpiti si raffreddano facilmente e se lasciati in posizione declive si gonfiano, la pelle diviene più secca e si ulcera facilmente.
Traumi cranio-encefalici
I traumi cranio-encefalici costituiscono una delle più comuni cause di morte al di sotto dei 45 anni. Responsabili dei traumi sono soprattutto gli incidenti stradali (75% dei casi).
Tipologie di lesioni cerebrali
Le lesioni cerebrali possono essere distinte in due categorie:
- Lesioni primitive o dirette: vengono distinte in immediate o ritardate a seconda del tempo trascorso per l’insorgenza dei sintomi.
- Le lesioni dirette immediate comprendono: fratture craniche (frattura dell’osso), contusioni cerebrali [si possono verificare sul cervello sotto la zona d’impatto come conseguenza della deformazione ossea (lesione da colpo) e sia in regioni distanti (lesioni da contraccolpo)] e commozioni cerebrali (transitoria perdita di coscienza senza importanti residui a parte un’amnesia retrograda).
- Mentre le fratture dirette ritardate comprendono: danno assonale diffuso (interessa la sostanza bianca sottocorticale), edema cerebrale (aumento del contenuto di acqua nel tessuto nervoso) ed ematomi endocranici [possono essere extradurale (tra il cranio e la dura madre), subdurale (fra dura madre e aracnoide) e intracerebrale (all’interno del cervello)].
- Lesioni secondarie: comprendono ischemia, anossia, ipertensione endocranica e infezioni.
La sintomatologia neurologica può essere ricondotta a tre categorie:
- Segni e sintomi focali (deficit motori e sensitivi, crisi epilettiche, disturbi cognitivi e psichici).