Neuroanatomia programma
Sviluppo, componenti ed evoluzione del sistema nervoso
- Sviluppo, componenti ed evoluzione del sistema nervoso (1–4)
- Cellule del sistema nervoso centrale (5–10)
- Sistema nervoso periferico (11–23)
- Organizzazione generale
- Terminazioni sensitive
- Terminazioni effettrici
Nervi periferici
- Plesso brachiale (24-32)
- Radici
- Configurazione
- Rami
- Plesso lombo-sacrale (33–40)
- Radici
- Configurazione
- Rami
- Midollo spinale (41–55)
- Anatomia macroscopica del midollo spinale e delle radici dei nervi spinali
- Vascolarizzazione
- Struttura interna del midollo spinale: organizzazione laminare della sostanza grigia; cordoni posteriore, laterale, anteriore
- Riflessi spinali (18–23)
Tronco encefalico
(midollo allungato, ponte, mesencefalo) (56–71)
- Configurazione esterna
- Nuclei e vie nervose
Cervelletto
- Configurazione esterna
- Struttura della corteccia cerebellare
- Nuclei centrali
- Anatomia funzionale: vestibolo-, spino-, e cortico-cerebello
Diencefalo
- Configurazione
- Talamo: caratteri macroscopici; nuclei; connessioni
- Ipotalamo
Corpo striato
- Topografia
- Nuclei
- Connessioni
Topografia degli emisferi cerebrali
- Solchi principali e scissure
- Lobi degli emisferi cerebrali
- Circonvoluzioni e solchi
Struttura della corteccia cerebrale
Localizzazione delle funzioni nella corteccia cerebrale
- Aree sensitive, aree motorie, aree associative
- Aree del linguaggio
Sistemi della sensibilità generale
- Sistema spinotalamico
- Sistema del lemnisco mediale
Sistemi motori
- Vie nervose discendenti dirette al midollo spinale: fasci corticospinali
- Sistemi di controllo delle vie nervose discendenti: circuiti cerebellari, gangli della base
Innervazione viscerale
- Organizzazione generale
- Sistema viscerale efferente o autonomo
- Neuroni viscerali afferenti
Meningi e liquido cerebrospinale
- Dura madre e formazioni annesse
- Pia madre ed aracnoide
- Liquido cerebrospinale: caratteristiche, produzione, circolazione e riassorbimento
Sistema nervoso centrale (encefalo e midollo spinale sviluppo, componenti, evoluzione)
L'embrione si forma da 3 foglietti embrionali: ectoderma (esterno), mesoderma (intermedio) ed endoderma (interno). Dalla parte più esterna si sviluppa la placca neurale, cioè un ispessimento della zona posteriore dell'ectoderma. Questa placca con il passare dei giorni si piega e forma una doccia o piega neurale che, andando sempre più verso l'interno, fa sì che i due bordi tendano a chiudersi. Quindi da una placca passiamo a un tubo neurale (4-5 settimana). Questa fusione delle due estremità avviene prima a livello centrale e pian piano continua verso l'alto e verso il basso. Questo tubo è cavo all'interno.
Contemporaneamente la parte più alta del tubo si espande a formare delle vescicole (stadio a 3 vescicole):
- Prosencefalo
- Mesencefalo
- Romboencefalo
Tutto il resto del tubo neurale rimane invariato. Il tutto mantiene sempre una struttura cava. La parte più anteriore continua a crescere e si è divisa in due vescicole: vescicola telencefalica e vescicola diencefalica. La parte mesencefalica continua a crescere ma non si divide. La parte posteriore o romboencefalo si divide in ulteriori 2 vescicole: mesencefalo e mielencefalo.
In particolare dalla vescicola telencefalica si sviluppa il telencefalo o emisferi; dalla vescicola diencefalica si svilupperà il diencefalo; dal mesencefalo si svilupperà il mesencefalo; dalla vescicola mesencefalica si svilupperanno il cervelletto e ponte; dalla vescicola mielencefalica si svilupperà il midollo allungato o bulbo. I segni della cavitazione all'interno di tutto il sistema nervoso centrale permangono fino a sviluppo completato. È una struttura tutta in continuità che si sviluppa da un unico tubo neurale senza interruzioni nella struttura e all'interno della cavità, cioè tutte le cavità restano in comunicazione l'una con l'altra.
Le cavità che si trovano all'interno dell'emisfero cerebrale si chiamano: ventricolo laterale di destra e di sinistra. La cavità all'interno del diencefalo si chiama: 3 ventricolo. La cavità all'interno del mesencefalo si chiama: acquedotto del silvio. La cavità all'interno tra ponte, bulbo e cervelletto si chiama: 4 ventricolo. La cavità all'interno del midollo spinale si chiama: cavità centrale del midollo spinale. Tutta la parte che andrà a formare l'encefalo ha la particolarità di andare a formare 2 curve principali:
- Flessura cefalica
- Flessura cervicale
Queste due pieghe si formano per gli occhi che devono essere in asse con il sistema nervoso centrale.
Encefalo
È circondato dalla scatola cranica perché ha bisogno di una struttura che lo protegge.
- Peso: 1400gr
- Avvolto da 3 membrane: meningi (dura madre – aracnoide – pia madre)
- Galleggia nel liquido encefalorachidiano: si trova intorno all'encefalo ma anche dentro (cavo) ed ha la funzione di sostegno, protezione e ammortizzazione (il cervello non si muove, ed è alleggerito).
L'encefalo si suddivide in:
- Cervello: emisferi o telencefalo e diencefalo
- Tronco encefalico: è una struttura formata da altre 3 subunità che dall'alto verso il basso sono rispettivamente il mesencefalo, il ponte e il bulbo o midollo allungato.
- Cervelletto
Istologia del sistema nervoso
Il tessuto nervoso
Il S.N.C. è formato da due tipologie di cellule: neuroni e glia. La prima differenza che c'è tra il S.N.C e S.N.P sta nel fatto che nel SNP ci sono cellule gliali ma solo una parte di neuroni. La seconda differenza sta nelle cellule gliali in quanto nel SNC troviamo astrociti, oligodendrociti, microglia e cellule ependimali; nel SNP ritroviamo invece solo le cellule di Schwann.
Il neurone
Morfologia: il neurone è formato da una parte centrale che è il soma o corpo con dei prolungamenti definiti dendriti (tanti) e l'assone (uno). All'interno del corpo cellulare troviamo il nucleo e il pericarion (citoplasma attorno al nucleo). Tutti i neuroni hanno delle caratteristiche comuni ma in termini di forma e grandezza i neuroni cambiano da zona a zona in maniera vistosa.
Funzioni:
- Comunicazione: Il sistema nervoso in genere si sviluppa per dare la possibilità di trasmettere velocemente segnali da una parte all'altra dell'organismo.
- Eccitabilità: all'interno della cellula quando viene colto il segnale, dai dendriti è condotto all'interno della cellula ed infine trasmetterlo ad una cellula effettrice (neurone o muscolo)
- Conduttività
Organelli Citoplasmatici
- Sostanza di Nissl: Tipica della cellula nervosa è l'abbondanza di questa sostanza che ha un'abbondanza di ReR; le vescicole vanno poi nel:
- Complesso di Golgi: è un sistema di cisterne posto in vicinanza del nucleo che ha la funzione di assemblare le proteine. Il neurone ha un ReR e un complesso di Golgi abbastanza sviluppato perché sintetizza neurotrasmettitori.
Perché viene usata una sinapsi chimica se è più lenta di quella elettrica? Perché il segnale elettrico non è modulabile mentre la sinapsi chimica è modulabile.
Sintesi ed assemblaggio delle proteine (solo intorno al nucleo)
- Eurocromatina: trascrive mRNA
- Nucleolo prominente: sintesi rRNA
- Sostanza di Nissl: ReR, catena polipeptidica
- Complesso di Golgi: trasporto
Altri organelli citoplasmatici
- Mitocondri: il neurone è ricco di mitocondri perché deve produrre energia per lo scambio ionico (Na+ K+) e trasporto assonale.
- Lisosomi: enzimi idrolitici che digeriscono prodotti di rifiuto.
Citoscheletro
- Neurofilamenti: sono dei filamenti che danno sostegno al citoplasma del neurone.
- Microtubuli: sono formati da una proteina chiamata tubulina e sono sfruttati soprattutto per il trasporto delle vescicole verso il terminale sinaptico.
Sinapsi
La sinapsi è un punto di comunicazione fra due cellule nervose o fra una cellula nervosa e una cellula effettrice (muscolo). La maggior parte di sinapsi che abbiamo nel corpo è di tipo chimico ed è formata da:
- Porzione presinaptica o bottone sinaptico
- Vescicole sinaptiche
- Mitocondri: il meccanismo di secrezione delle vescicole è attivo con consumo di ATP
- Vallo sinaptico (spazio fra il neurone e la cellula con cui prende contatto) - 20, 30 nm
- Porzione post-sinaptica
- Membrana post-sinaptica: con i recettori per i neurotrasmettitori
- Mitocondri
Ogni neurone in genere ha un suo neurotrasmettitore cioè se un neurone è gabaergico le sue sinapsi sono tutte a rilascio di GABA, se è colinergico le sue sinapsi sono tutte a rilascio di acetilcolina.
Ci sono 3 tipi di punti di contatto fra la porzione pre-sinaptica e la porzione post-sinaptica:
- Asso-somatiche
- Asso-dendritiche
- Asso-assoniche
Trasporto assonale
All'interno dell'assone (c'è solo trasporto, non c'è sintesi) vengono trasportati diversi tipi di proteine ma esistono due tipi di trasporto:
- Trasporto veloce: vengono trasportati neurotrasmettitori
- Trasporto lento: in cui vengono trasportate proteine di supporto per la struttura dell'assone.
Neuroglia (cellule gliali)
Sono diverse nel SNC e nel SNP
- Neuroglia centrale
- Astrociti
- Oligodendrociti
- Microglia
- Cellule ependimali
- Neuroglia periferico
- Cellule di Schwann
Astrociti
Può essere di due tipi:
- Protoplasmatico: è tipico della sostanza grigia (nel corpo dei neuroni)
- Fibroso: è tipico della sostanza bianca (nell'assone)
Caratteristiche:
- Hanno un nucleo cellulare ellittico caratterizzato da tanti filamenti. Queste espansioni citoplasmatiche sono ripiene di una proteina chiamata acida gliofibrillare che è di supporto.
- Giunge in stretto rapporto con i vasi sanguigni e si ritiene che quelle strutture chiamate piedi terminali con cui prende contatto con i vasi, servono per facilitare uno scambio di sostanze fra vasi-sangue-tessuto nervoso.
Funzioni:
- Riempiono gli spazi fra i neuroni ed i loro prolungamenti formando una rete di supporto ai neuroni stessi.
- Il GFAP (proteina che riempie il citoplasma) dà rigidità al citoplasma e quindi al neurone: supporto fisico.
- Circondano sinapsi e nodi di Ranvier: gli astrociti sono numerosi a livello delle sinapsi dei nodi di Ranvier perché devono ricaptare in maniera attiva ioni e neurotrasmettitori rilasciati in vicinanza dei nodi (assorbono K+ che esce dai cancelli) e della sinapsi (assorbono neurotrasmettitore).
- Gliosi: processo cicatriziale
Oligodendrociti
Gli oligodendrociti sono di 2 tipi:
- Cellule satelliti perineuronali (si trovano attorno al corpo di grandi neuroni).
- Cellule interfascicolari (si trovano tra gli assoni).
Le cellule interfascicolari hanno la funzione principale di formazione della guaina mielinica. Come vediamo nell'immagine, un solo oligodendrocita può venire a contatto con più assoni e formare un tratto internodale di più assoni.
Microglia
Sono cellule molto piccole, presentano delle ramificazioni citoplasmatiche. La loro funzione è quella di fagocitare tutto ciò che è di disturbo nel SNC. Il loro numero quindi aumenterà se c'è un'infezione a livello del sistema nervoso.
Cellule ependimali
Si dividono in 3 tipi:
- Cellule epiteliali: circondano la superficie interna dei ventricoli, ciglia e microvilli
- Taniciti: sono particolarmente presenti nel 3 ventricolo.
- Cellule epiteliali corioidee: sono le cellule che producono il liquido encefalorachidiano prendendo acqua, soluti nel sangue e trasportandolo nelle cavità.
Cellule di Schwann
Sono molto simili agli oligodendrociti in quanto formano mielina nel SNP. Una cellula di Schwann prende contatto con più assoni e formerà un tratto internodale. Il numero delle volte con cui la cellula di Schwann circonda l'assone dà minore o maggiore spessore alla guaina mielinica. La differenza infatti fra una fibra mielinica e una fibra amielinica è la quantità di guaina mielinica; ogni fibra prende sempre contatto con una cellula di Schwann se però il numero di giri che fa attorno all'assone è 1 allora si definisce amielinica, se compie più giri invece si dice mielinica. Una cellula di Schwann forma il rivestimento a un solo tratto internodale.
Mielina
La mielina è un avvolgimento nel citoplasma di cellule di Schwann o oligodendrociti intorno ad un assone. La mielina ha la funzione di creare un isolamento di carattere elettrico. La mielina è capace di condizionare notevolmente la velocità di conduzione.
La velocità di conduzione lungo l'assone è condizionata e proporzionale a:
- Lunghezza del segmento internodale
- Spessore della mielina: più è grande e più sarà veloce la conduzione.
- Diametro della fibra nervosa: una fibra piccola ha una conduzione più lenta di una fibra grande.
Fascio di fibre
In questa immagine vediamo come la cellula che è in alto (la chiamiamo cellula A) ha dei dendriti con i quali riceve dei segnali che formeranno un potenziale d'azione il quale viaggerà lungo tutto l'assone e prende contatto sinaptico con i dendriti della cellula post sinaptica. Il SNC è formato da cellule che sono in comunicazione l'una con l'altra e il tratto di comunicazione (assone che da A va a B) cioè l'assone si chiamerà fascio (un insieme di assoni che parte da un corpo cellulare quindi sostanza grigia per arrivare ad un altro neurone; la parte in mezzo è formata da sostanza bianca).
Sistema nervoso
- Centrale: encefalo, midollo
- Periferico: (es: motoneurone – muscolo) nervi o plessi nervosi (sono assoni di cellule che sono nel SNC), gangli, (sostanza bianca).
- Somatico: comprende tutte le vie di moto e di senso
- Autonomo: controllo di organi interni; ci relaziona con gli organi interni
Organizzazione del SNS
- SNC:
- Sostanza grigia: nuclei dei neuroni e corteccia
- Sostanza bianca: forma fasci di fibre nervose
- SNP:
- Sostanza bianca: fibre nervose e assoni
Nervi periferici
Le fibre nervose nel SNP sono vicine tra loro e formano i nervi. Il nervo è un insieme di assoni; le fibre sia amieliniche che mieliniche sono avvolte da un sottilissimo strato di connettivo chiamato endonevrio. Tanti assoni ricoperti dal loro endonevrio si uniscono fra di loro e vengono circondati dal perinevrio. Più fascicoli insieme vengono avvolti da uno strato di connettivo ancora più spesso che si chiamerà epinevrio. Nell'avvolgimento connettivale più esterno decorrono i vasi che devono irrorare il nervo; questo strato connettivale va poi verso l'interno a separare tutti i fascicoli e prenderà il nome di perinevrio. Lo stesso connettivo entra all'interno dei fascicoli e arriva a circondare le singole fibre nervose e a formare l'endonevrio. I nervi hanno sia una componente sensitiva che una componente motoria.
Classificazione delle fibre dei nervi periferici
Vie di moto e vie di senso
Il sistema nervoso non nasce per muoverci ma il movimento è una nostra conseguenza di essere in relazione con l'esterno. La via di senso ci consente di relazionare con l'esterno (vedere, sentire, toccare, provare dolore ecc.). Reazione causa-effetto: Stimolo → Recepisco → Neuroni sensoriali → Interneuroni → Moto neuroni → Effettori → Reazione Notiamo come la via di senso è strettamente legata alla via di moto.
Ma come fa un segnale esterno ad arrivare tramite la cute al SNC? Lo stimolo è stato captato dalla cute la quale ha dei recettori (è un qualcosa che cambia un impulso in un segnale elettrico) che si trovano in periferia su ogni via di senso. La cute e tutte le altre vie sensitive sono collegate con il midollo tramite la componente sensitiva del nervo. Il recettore posto sulla cute prende contatto con un neurone il quale deve fare da ponte con il SNC. Questo neurone sensitivo si trova in un ganglio che sono posti in vicinanza del midollo spinale e sono formati da cellule pseudounipolari (è una cellula che ha il corpo, un prolungamento che si divide a T, una parte va in periferia e una parte va verso il midollo spinale). La parte che va verso il recettore della cute rappresenta la componente sensitiva dei nervi periferici. La componente motoria invece manda il segnale dal sistema nervoso centrale verso la periferia quindi il muscolo.
Sistema sensitivo
- Tipo di sensazione
- Tipo di recettore
- Vie nervose
Tipo di sensazione
Esiste una sensibilità speciale (comprende vista, udito, odore, gusto) e una sensibilità generale che comprende tutte le altre vie di senso. La sensibilità generale è ulteriormente divisibile in:
- Enterocezione: sensibilità che proviene dall'interno degli organi.
- Esterocezione: tutto ciò che mi consente il rapporto con l'esterno, i recettori dato che ci mettono in relazione con l'ambiente esterno sono sulla cute. Normalmente viene classificata in sensibilità tattile, termica e dolorifica. Il tatto può essere di tipo discriminativo (quando capiamo che...)
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