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ESTRATTO DOCUMENTO

Si trova in profondità nel derma; c’è un unico assone circondato da tanti

strati con un orientamento verticale. Si ritiene che anch’essi sono dei

meccanocettori.

Corpuscoli di Ruffini Qui l’assone

entra

all’interno

del recettore

e si divide in

tanti piccoli

rami. Questi

corpuscoli

sembrano

numerosi dove la cute è sottile e all’interno delle articolazioni.

Ogni recettore è particolarmente sensibile ad un determinato stimolo cioè ogni recettore ha una

soglia molto bassa per uno stimolo particolare. Es: il corpuscolo di messler avrà una soglia molto

bassa per il tatto quindi uno stimolo di tipo meccanico; se prendo il recettore retinico avrà una

soglia molto bassa per la vista. Uno stesso recettore può essere attivato con soglie piu elevate da

altri stimoli (es: la retina ha una soglia molto bassa per la luce ma la posso attivare ugualmente con

uno stimolo fisico che ha una soglia piu alta).

TERMINAZIONI DI SENSO NELLE ARTICOLAZIONI

A Livello articolare ci sono dei recettori di tipo diverso:

LOCALIZZAZIONE TIPO DI TERMINAZIONE STIMOLO (attivaz)

Capsule articolari Recettori di tipo capsulato Inizio e fine del movimento

Connettivo intorno la capsula Corpuscoli di Pacini Accelerazione,decelerazione

Legamenti articolari Organi tendinei del golgi Tensione

Membrana Sinoviale,capsula, Terminazioni libere Stimoli dolorifici

connettivo 17

FUSO NEUROMUSCOLARE 18

I Fusi neuro muscolari sono delle strutture fusiformi che si trovano all’interno di muscoli e sono

particolarmente abbondanti in presenza della giunzione tendinea. Sono fatti di fibre muscolari ma si

differenzia dalle fibre extrafusali perche ha i nuclei posti al centro del sarcolemma e i sarcomeri

posti all’estremità. Tutta questa struttura (fibre intra e extrafusali) è rivestita da connettivo che è lo

stesso perché è in continuità con il connettivo delle fibre extrafusali.

Esistono due tipi di fusi neuromuscolari in base alla loro morfologia : 19

- Fusi a sacco di nuclei : ha nella parte centrale una dilatazione piena di nuclei; al suo interno

ha poche fibre.

- Fusi a catena di nuclei : hanno al loro interno molte fibre e i nuclei sono posizionati per lo

più in ordine lungo il fuso.

Un recettore (fuso) prende contatto sempre con una fibra sensitiva che è una fibra afferente (prende

il segnale dalla periferia per portarlo al snc) ; il fuso neuro muscolare ha sia delle terminazioni di

tipo afferente ma ha anche terminazioni di tipo efferente perciò non è solo un recettore ma anche un

effettore. La fibra efferente che prende contatto con il fuso neuro muscolare si chiama motoneurone

gamma. 20

Esistono due tipi di fibre afferenti :

- Primarie o terminazioni anulo spirali : sono fibre di notevole spessore che formano degli

anelli attorno alla parte centrale o meglio equatoriale dei fusi neuro muscolari.

- Secondarie o terminazioni a fiorame : sono piu numerose sulle fibre a catena di nucleo e

formano come dei fiori per attaccarsi ai lati del fuso neuro muscolare.

Una è la terminazione efferente ed è rappresentata dal motoneurone gamma che prende contatto

sulla periferia del fuso.

Organo tendineo del golgi : 21

È un recettore capsulato che è formato da fibre collagene sulle qual prende contatto una

terminazione di tipo sensitivo

L’attivazione è data dalla tensione.

Qual è lo stimolo adatto per l’attivazione del fuso neuromuscolare? Lo stimolo adatto è lo

stiramento o allungamento della parte centrale perche le terminazioni sensitive nel fuso sono al

centro perciò se si allunga la parte centrale quel fuso muscolare si attiva.

RIFLESSI SPINALI

Un riflesso spinale è un circuito che avviene a livello del midollo spinale (i tempi di risposta non

arrivano all’encefalo perciò sono piu veloci) e rappresenta una prima fase di controllo del

movimento :

- è una risposta involontaria e stereotipata (uguale a se stessa), e non modificabile messa in

atto da muscoli volontari

- l’attività riflessa può essere modulata dei centri superiori (facendo una cosa coscientemente)

Sono utili per :

- mantenimento del tono muscolare : mantiene la contrazione basale del muscolo

- mantenimento dei movimenti ritmici : se cammino mantengo la deambulazione in maniera

automatica.

- protezione : non essendo a livello encefalico avvertiamo subito il dolore. 22

RIFLESSO DA STIRAMENTO - Miotatico o tendineo profondo

- è caratteristico perche coinvolge 2

neuroni : uno afferente e uno

efferente

- è un riflesso monosinaptico

- è anche ispsilaterale perche se

stimoliamo un tendine di destra

sarà sullo stesso muscolo di

destra.

È detto anche riflesso patellare : per

evocare questo riflesso dobbiamo tirare il

tendine del quadricipite femorale (è in

continuità con tutta la componente

connettivale che avvolge il muscolo),

quando il quadricipite è rilassato; tirando

l’involucro connettivale si va ad allungare

la parte centrale (dove ci sono le

terminazioni anulo spirali sensitive) del

fuso neuro muscolare e lo si attiva. Una

volta attivato, parte un potenziale che torna nel ganglio (formato da cellule pseudounipolari) e

continua all’interno del midollo spinale portando un segnale di tipo eccitatorio dove l’assone prende

contatto sinaptico con un motoneurone alfa che fa contrarre la muscolatura scheletrica quindi le

fibre extrafusali.

Funzionalmente il midollo può essere diviso in 2 parti : una parte anteriore – motoria e una parte

posteriore – sensitiva.

Notiamo come una sinapsi ad uno stimolo sensitivo è corrisposta a dare una risposta di tipo motorio

molto rapida.

I motoneuroni sono di due tipi :

- alfa : va ad innervare le fibre extrafusali

- gamma : va ad innervare le fibre intrafusali 23

RIFLESSO A PARTENZA DEGLI ORGANI TENDINEI DI GOLGI

L’organo tendineo di golgi è sensibile ad uno stimolo di tensione. Il tendine viene messo in tensione

quando viene contratto il muscolo ma un eccessiva tensione può provocare un danno ai tendini

perciò esiste questo riflesso ; se si crea tensione l’organo tendineo di golgi viene attivato.

Se un muscolo è eccessivamente contratto dobbiamo avere come risposta il rilassamento del

muscolo. I neurotrasmettitori utilizzati sia dall’organo tendineo che dal fuso sono tutti di tipo

eccitatorio perciò se devo avere come risposta una risposta di tipo inibitorio, la fibra sensitiva non

prende contatto sinaptico diretto con il motoneurone ma prende contatto con un interneurone che è

di tipo inibitorio e prendendo contatto con il motoneurone inibirà la contrazione.

Riassunto :

La fibra afferente proveniente dall’organo tendineo di golgi viene attivata e quindi eccitata da una

contrazione eccessiva.

Non può nuovamente andare ad attivare il motoneurone alfa altrimenti si avrebbe un ulteriore

contrazione. 24

Vado ad agire su un interneurone inibitore e attivandolo andrà ad inibire il motoneurone (ci sono

quindi due sinapsi : una eccitatoria tra la fibra e l’interneurone e una inibitoria tra l’interneurone e il

motoneurone).

Si ha infine un rilassamento del muscolo.

RIFLESSO DA STIRAMENTO (INIBIZIONE RECIPROCA)

Se tiriamo il tendine del quadricipite tramite un riflesso monosinaptico si ha come riflesso la

contrazione del quadricipite. Se contraiamo il quadricipite però i muscoli antagonisti devono

rilassarsi. Come fanno?

In periferia c’è il fuso che è stato stirato dall’allungamento del tendine per cui sulla fibra sensitiva

viaggia un potenziale di tipo eccitatorio verso il midollo prendendo contatto con il motoneurone alfa

del quadricipite ; la stessa fibra deve andare ad inibire i motoneuroni alfa del muscolo antagonista

eccitando un interneurone di tipo inibitorio il quale andrà ad inibire il motoneurone alfa e rilassare il

25

muscolo antagonista. (la stessa fibra da una parte forma un riflesso monosinaptico andando ad

attivare direttamente il motoneurone alfa , e da una parte eccita un interneurone inibitorio che

prende contatto con un motoneurone alfa che innerva gli antagonisti, in questo modo abbiamo un

rilassamento degli antagonisti).

COATTIVAZIONE ALFA – GAMMA NELLA CONTRAZIONE

Per far si che ci sia una contrazione muscolare ci deve essere un ordine dato dalle vie motorie per

cui un eccitazione del motoneurone alfa. Le stesse vie motorie che eccitano il motoneurone alfa,

spesso eccitano anche il motoneurone gamma ed è per questo che si parla di ‘coattivazione alfa

gamma’.

Nella coattivazione alfa-gamma si ha un eccitamento del motoneurone alfa, quindi un

accorciamento delle fibre extrafusali (se la fibra si accorcia il fuso resta invariato perche si attiva

solo con l’allungamento) ,ma anche l’attivazione del motoneurone gamma che innerva i fusi nella

parte periferica (perché li ci sono i sarcomeri) generando un accorciamento del fuso.

Il fuso però si accorcia solo all’estremità dove ci sono i sarcomeri e si allunga nella parte centrale

attivando il fuso neuro muscolare cioè torna lo stimolo sul motoneurone alfa.

Riassunto :

Tutto ciò si fa per mantenere una contrazione nel tempo senza necessità di continuare ad

avere uno stimolo centrale perciò riesco a mantenere una contrazione solo attraverso circuiti

midollari. In una contrazione normale dove non c’è l’attivazione dei motoneuroni gamma, viene

mandato l’impulso sul motoneurone alfa, contraggo, e se non arrivano altri impulsi il muscolo si

rilassa; se voglio poi ricontrarlo nuovamente devo mandare uno stimolo dall’encefalo al

motoneurone. In un sistema alfa gamma io stimolo contemporaneamente alfa e gamma e tramite il

motoneurone gamma immetto un riflesso che mi mantiene l’attività del motoneurone alfa senza

avere necessità di avere stimoli dall’encefalo.

RIFLESSO DI ESTENSIONE CROCIATA

La base di questo riflesso è uno stimolo esterocettivo.

Il primo elemento è un elemento sensitivo che avrà un recettore sulla cute; il particolare uno stimolo

nocicettivo (doloroso) 26

Applico uno stimolo doloroso sulla pianta del piede : si attiva il recettore che è in contatto con la

fibra sensitiva che ha un sul ganglio e prosegue nel midollo (parte posteriore) facendo sinapsi con

un motoneurone alfa che va ad innervare la muscolatura flessoria e in questo modo allontano il

piede ; contemporaneamente devo eccitare un interneurone che andrà ad inibire i muscoli estensori.

Esistono però stimoli molto forti che ad esempio ci fanno fare un passo indietro (riflesso di

estensione crociata). Se allontano l’arto inferiore da una fonte di calore, aumento lo stato di

sbilanciamento del corpo allora devo aumentare il tono dell’arto inferiore opposto. Infatti la stesso

fibra che va ad eccitare un muscolo ed inibire il suo antagonista, va anche dalla parte opposta del

midollo prendendo un contatto sinaptico di tipo eccitatorio con i montoneuroni che innervano gli

27

estensori e contemporaneamente attiva un interneurone di tipo inibitorio che inibirà gli alfa

motoneuroni per i flessori.

Riassunto:

- i riflessi possono anche coinvolgere l’altra metà del corpo.

- la fibra afferente non si limita a evocare risposte solo nella sua zona perche ha dei

collegamenti che entrano nel midollo (uno stimolo sulla mano può dare come risposta uno

stimolo dell’arto inferiore). NERVI SPINALI

Il sistema nervoso periferico è formato da sostanza bianca perchè rappresentano gli assoni e i

dendriti di cellule sensitive e motorie che hanno il loro corpo all’interno del snc. 28

Il primo neurone sensitivo, quello pseudounipolare, ha il suo corpo nella radice posteriore del nervo

spianale; i motoneuroni hanno il corpo nel midollo spinale. I prolungamenti del neurone

pseudounipolare che vanno verso la periferia e gli assoni dei motoneuroni, si uniscono e formano i

nervi.

I nervi spinali sono complessivamente 31 paia ed emergono dal midollo spinale con molta

regolarità.

Si formano per unione di radici anteriori (assoni dei motoneuroni) con quelle posteriori

(prolungamenti del neurone sensitivo) andando a formare il nervo spinale che è un nervo misto il

quale abbandona la colonna dai fori intervertebrali.

Subito dopo la loro origine si ridividono in un ramo di divisone anteriore (piu grandi) e uno

posteriore che sono misti. I rami di divisione posteriore innervano la cute e i muscoli del dorso, i

rami di divisione anteriore innervano gli arti ,la cute e i muscoli della regione antero laterale del

torace e dell’addome. PLESSO BRACHIALE 29

Il plesso

brachiale

origina

dai rami

di

divisione

anteriore

di C5 C6

C7 C8 T1

(le

cervicali

sono 7 ma

il primo

nervo

spinale

emerge

fra

l’occipite

e

l’atlante;

sono 8

nervi con

7

vertebre).

Subito dopo l’origine i rami di C5 e C6 si uniscono e formano il Tronco Primario Superiore ; il

ramo di C7 continua da solo e forma il Tronco Primario Medio ; i rami di C8 e T1 si uniscono e

formano il Tronco Primario Inferiore.

Ognuno dei 3 tronchi si divide in un Ramo anteriore e uno Ramo posteriore.

Tutti i tronchi posteriori (3) si uniscono a formare il Tronco Secondario Posteriore.

I rami anteriori del tronco primario superiore e del tronco primario medio si uniscono e formano il

Tronco Secondario Laterale.

Il ramo anteriore del tronco primario inferiore continua con il nome di Tronco Secondario

Mediale.

Questi 3 tronchi secondari danno origine a Rami Terminali.

Il tronco secondario laterale da origine a 2 nervi : Nervo Muscolo cutaneo e Radice Laterale Del

Nervo Mediano.

Il tronco secondario posteriore da origine al Nervo Ascellare a al Nervo Radiale.

Il tronco secondario mediale dà origine alla Radice Mediale del Nervo mediano e al Nervo

Ulnare.

È un plesso molto grande e complesso, le sue origini sono a livello cervicale, si estende fino

all’ascella e solo da qui partono i rami terminali. In particolare i tronchi primari sono sopra la

clavicola, i tronchi secondari sono al di sotto della clavicola e i rami terminali abbandonano

l’ascella.

RAMI TERMINALI

TRONCO SECONDARIO LATERALE : 30

Il nervo muscolo cutaneo

1) :

Questo nervo lascia la zona dell’ascella portandosi in avanti perforando il muscolo coraco brachiale

e decorre poi sotto il bicipite e sopra il coraco brachiale e il brachiale. In tutto questo tragitto questo

nervo innerva tutti e 3 questi muscoli perciò da solo è responsabile dell’innervazione della zona

anteriore del braccio.

Continua poi a scendere davanti al condilo laterale dell’omero e a livello dell’avambraccio da

l’innervazione sensitiva per la cute dell’avambraccio e in particolare per la regione antero laterale

dell’avambraccio. Si chiama infatti muscolo cutaneo perche in una prima parte ha una componente

motoria per i muscoli flessori e poi ha anche una componente sensitiva per l’avambraccio.

Radice Laterale del nervo mediano

2) : 31

32

Il nervo mediano entra nel braccio dove non da rami, continua a scendere portandosi anteriormente

alla parte distale dell’omero, entra nell’avambraccio centralmente dove dà rami motori per buona

parte della muscolatura della regione anteriore dell’avambraccio.

Passa poi al di sotto del retinacolo dei flessori (nel polso) per entrare nella mano dove dà rami per

la muscolatura del pollice, del 1, 2, 3 dito della mano.

Dà anche una componente sensitiva sulla cute della mano che si distribuisce sulla faccia palmare

della mano alle prime 3 dita e mezzo e sulla faccia dorsale sulle falangi delle prime 3 dita e mezzo.

Il retinacolo dei flessori è una banda molto rigida che serve a

mantenere in sede il carpo coi i tendini per i muscoli flessori delle

dita. Il nervo mediano passa anch’esso sotto questo retinacolo :

Sindrome del tunnel carpale : se utilizziamo per motivi lavorativi in

maniera errata o notevole i muscoli flessori del polso, i tendini di

questi muscolo possono avere una banale infiammazione.

L’infiammazione però comporta che il tendine si gonfia andando a

schiacciare il nervo mediano. Questa sindrome si manifesta con

indolenzimento e dolore alle prime 3 dita e mezzo. 33

TRONCO SECONDARIO MEDIALE

1) Il Nervo Ulnare

Il nervo ulnare origina dall’ascella e decorre nella parte posteriore del braccio. A livello della parte

distale dell’omero passa al di dietro dell’epicondilo mediale dell’omero portandosi anteriormente e

decorrendo sul lato mediale dell’avambraccio lasciando dei rami motori.

Arriva nella mano passando fuori dal retinacolo, e da rami muscolari per le 4 dita della mano

escluso il pollice.

Oltre a questi rami muscolari nella mano dà origine a dei rami sensitivi che si distribuiscono sulla

metà del quarto dito e il 5 della mano sia sulla parte palmare che dorsale.

Il suo passaggio al di dietro dell’epicondilo in maniera molto superficiale è importante perche con

un urto al gomito può essere colpito direttamente il nervo. Rappresenta infatti uno dei nervi che

viene piu facilmente lesionati da colpi o da fratture.

Paralisi del ciclista : si chiama cosi perche nel suo decorso il nervo ulnare passa in estrema

vicinanza all’osso uncinato che ha un processo osseo molto sporgente; nei soggetti che percorrono

molto tempo con le mani strette al manubrio questa compressione dell’ulnare con i processi

dell’uncinato può degenerare in una forma di paralisi. 34

TRONCO SECONDARIO POSTERIORE

1) Nervo Ascellare

Il nervo ascellare origina dall’ascella portandosi posteriormente nella regione alta del braccio

passando nello spazio compreso fra il piccolo rotondo, il grande rotondo, il capo lungo del tricipite

e il collo dell’omero. Si distribuisce principalmente al muscolo deltoide che viene perforato dal

nervo ed innervato.

Dà anche una componente sensitiva nella zona del braccio che corrisponde piu o meno al deltoide.

• notiamo la presenza del nervo soprascapolare che và ad innervare il sopra e sotto spinato.

35

2) Nervo Radiale

Il nervo radiale origina dall’ascella portandosi posteriormente al braccio passando al di sotto del

grande rotondo e al di sotto del capo lungo del tricipite decorrendo nel solco del nervo radiale (si

trova sulla faccia posteriore dell’omero) passando tra capo laterale e mediale del tricipite.

Ha un andamento spiraliforme attorno all’omero e scende verso il basso portandosi al davanti

dell’epicondilo laterale dell’omero. Durante il suo passaggio nel braccio innerva tutto il tricipite;

passando poi dietro l’epicondilo lascia dei rami terminali: uno superficiale che dà qualche ramo

motore ma soprattutto si porta con un decorso laterale, scende verso il basso sulla mano e innerva la

cute della parte dorsale della mano delle prime 3 dita e mezzo; e uno profondo che da rami

muscolari motori per la zona posteriore dell’avambraccio.

In tutto il suo tragitto il nervo radiale dà anche rami cutanei per tutta la zona posteriore del braccio e

avambraccio.

Paralisi da zaino : chi porta per molto tempo degli zaini molto pesanti, questi premono vicino alla

base del collo dove si formano i tronchi primari. La compressione protratta dello zaino può dare

indolenzimento e spasmi muscolari agli arti superiori.

Iper abduzione forzata : questa posizione dà problemi sia alla radice del collo che stiramenti

all’interno del cavo ascellare; si soffre di paralisi o spasmi muscolari all’arto superiore dovuto ad un

alterazione del plesso brachiale. 36

37

PLESSO LOMBARE

Il plesso lombare si forma da L1 L2 L3 L4. Dà origine a diversi nervi :

- ileo ipogastrico

- ileo inguinale

- nervo genito femorale

- nervo cutaneo laterale della coscia

- nervo otturatore (import)

- nervo femorale (import) 38

Il plesso lombare si forma a livello della colonna lombare. Questo plesso nasce dalle regione

lombare e passa tra i processi trasversi delle vertebre lombari, al di dietro del muscolo grande psoas

e il muscolo quadrato dei lombi.

1) Nervo ileo ipogastrico 39

Origina da L1, passa al di dietro del grande psoas, al di sopra del muscolo quadrato dei lombi e

penetra all’interno del muscolo trasverso dell’addome. È il principale agente motore delle

muscolatura antero laterale dell’addome.

2) Nervo ileo inguinale 40

Origina da L1, passa al di dietro del grande psoas e al davanti del muscolo quadrato dei lombi però

scende in basso e penetra nel canale inguinale, un tragitto muscolare che attraversa la parete

addominale, e scende in basso nella regione inguinale. Qui da rami sensitivi per la regione genitale.

3) Nervo genito femorale

Origina dall’unione di una parte di L1 e una parte di L2. Questo nervo penetra nel grande psoas e si

divide in due rami, uno genitale e uno femorale. Dà dei rami sensitivi per la regione inguinale.

4) Nervo Cutaneo Laterale della coscia

Origina dai rami di divisione posteriore di L2 e L3 , passa dietro il muscolo grande psoas, sopra il

muscolo iliaco, passa al di sotto del legamento inguinale e da rami sensitivi per la regione anteriore

e laterale della coscia.

5) Nervo otturatore

Si forma dall’unione dei rami anteriori di L2 L3 L4. Passa dietro il muscolo psoas, sopra

l’articolazione sacro iliaca, entra nel bacino attraverso il forame otturato e penetra nella coscia dove

dà rami motori per tutta la muscolatura mediale della coscia (gruppo adduttori). Insieme a questa

componente motoria c’è anche una componente sensitiva per l’articolazione coxo femorale, per 41

l’articolazione del ginocchio e per una piccola area cutanea che si trova nella parte mediale della

coscia.

6) Nervo femorale 42

43

Il nervo femorale si forma per la fusione dei rami posteriori di L2 L3 L4, passa anch’esso al di

dietro del muscolo grande psoas, sopra il muscolo iliaco e scende nella coscia passando al di sotto

del legamento inguinale nel triangolo di scarpa. All’interno di questa zona il nervo femorale dà

origine ad una serie di rami che sono rami diretti all’innervazione di tutto il quadricipite, del

sartorio e del pettineo. All’interno sempre del triangolo di scarpa da origine al ramo terminale

principale del nervo safeno il quale abbandona il triangolo di scarpa per entrare nel canale degli

adduttori. Continua poi verso il basso e qui va a dare rami terminali per la cute della gamba e la

parte mediale del piede. In tutto il suo tragitto dà anche rami sensitivi per la regione anteriore della

coscia e della gamba, per l’articolazione coxo femorale e per l’articolazione del ginocchio. 44

PLESSO SACRALE 45

E’ formato da parte di L4 L5 S1 S2 S3. L4 e L5 si uniscono a formare il tronco lombo sacrale cioè

la componente lombare che si unisce al plesso sacrale. L5 S1 S2 S3 si dividono in una parte

anteriore e in una parte posteriore.

1) Nervo ischiatico 46

I vari rami anteriori e posteriore si uniscono a formare un grande nervo di circa 2, 3 cm chiamato

nervo ischiatico. Dà origine anche a nervi piu piccoli chiamati nervi glutei che si distribuiscono alla

zona glutea.

Questo nervo si dirige poi verso il grande forame ischiatico, e fuoriesce nella regione glutea

passando al di sotto nel muscolo piriforme e continua verso il basso passando tra la grande

tuberosità ischiatica e il grande trocantere del femore. Durante il suo percorso nella regione glutea

non ha dato rami in questa zona perche ad innervare la regione glutea provvedono i 2 rami glutei.

Può accadere che questo nervo passa all’interno del piriforme oppure si può formare una sorta di

cappio attorno al piriforme; a volte la componente anteriore e posteriore restano molto vicine in

tutto il tragitto ma non si uniscono. Quando succede questo è possibile che una delle 2 parti passa

sotto il piriforme e l’altra invece perfori il piriforme oppure si può formare un cappio dato dalla

parte anteriore e posteriore. Il fatto che sono due componenti separate è evidente nella cavità

poplitea dove il nervo si divide: tutta la componente anteriore dà origine al nervo tibiale mentre

tutta la componente posteriore dà origine al peroneo comune. In questo suo primo tragitto dà sia

rami sensitivi per la regione posteriore della coscia, per l’articolazione coxo femorale e del

ginocchio che rami motori per la regione posteriore della coscia. 47

Scende poi verso il basso nella regione posteriore della coscia e qui dà rami per la muscolatura della

parte posteriore della coscia (bicipite femorale, semimembranoso, semi tendinoso). Continua poi

verso il basso verso la regione posteriore del ginocchio (cavo popliteo) dove lascia due rami

terminali : Tibiale posteriore e Peroneo comune.

- Il nervo tibiale posteriore continua il decorso verso il basso dell’ischiatico arrivando a livello del

malleolo laterale dove dà rami motori per tutta la loggia posteriore della gamba e anche per il

piede. Il nervo ischiatico in questo decorso ha dato rami sensitivi per tutte le articolazioni che ha

attraversato e per la cute della parte posteriore della coscia.

- I nervo peroneo si porta lateralmente passando al di dietro della testa della fibula e si divide a sua

volta in 2 rami terminali, uno superficiale e uno profondo. Il nervo superficiale innerva la loggia

laterale della gamba (muscoli peronieri) e scendendo verso il basso passando davanti il malleolo

laterale si porta nella regione anteriore del piede dove dà rami per la muscolatura flessoria del

piede. Il nervo profondo dà rami muscolari per la regione anteriore della gamba, anch’esso arriva al

di sotto del piede dove continua a dare rami muscolari per la muscolatura del piede. Il peroneo

durante il suo tragitto dà rami cutanei per la regione antero laterale della gamba.

Passaggio sotto il piriforme :

se il piriforme và incontro a ipertrofia dovuta a un iper allenamento, questo muscolo schiaccia il

nervo ischiatico. Se poi c’è un caso in cui una componente dell’ischiatico attraversa il piriforme

allora è piu facile che il nervo venga schiacciato.

Passaggio superficiale :

il suo passaggio molto superficiale è importante nel momento in cui facciamo un’iniezione

intramuscolare perche non deve essere fatta nella zona glutea centrale ma nella parte glutea alta e

esterna.

Sciatalgia :

è una compressione delle radici del nervo sciatico. La compressione piu comune si ha a livello

lombare perche su questa zona grava tutto il peso; perche è la zona piu mobile della colonne ;

perche il disco intervertebrale fra L5 e S1 è la struttura non vascolarizzata più grande di tutto in 48

nostro organismo. Nella degenerazione del disco, questo si schiaccia andando a comprimere le

radici dei nervi di L4 L5 o L5 S1; nel momento in cui il disco si schiaccia si perdono i rapporti

giusti tra le faccette articolari. La sintomatologia di una sciatalgia è un dolore che coinvolge la parte

inferiore della natica e tutta la parte posteriore della coscia, se poi non si interviene lo stimolo può

peggiorare irradiandosi alla parte laterale della gamba.

MIDOLLO SPINALE

Il midollo spinale è una struttura cilindrica leggermente schiacciata che occupa la parte centrale

delle vertebre (canale vertebrale). Dal midollo partono 31 paia di nervi spinali.

Il midollo non ha un origine netta dal tronco encefalico cioè non c’è un passaggio netto tra tronco

encefalico e midollo, normalmente si inizia a parlare di midollo spinale dove emerge il primo nervo

cervicale. Il midollo nell’adulto termina tra L1 e L2, al di sotto ci sono solo nervi.

Il midollo si ferma a L2 perché il tessuto nervoso dalla nascita rimane stabile al contrario delle ossa

che vanno incontro all’accrescimento; abbiamo un contenitore che cresce e un contenuto che non

cresce perciò il midollo essendo bloccato verso l’alto dall’encefalo viene stirato verso l’alto.

I nervi spinali che escono dal midollo a livello cervicale sono perfettamente in asse con i loro fori di

uscita, piu vado verso il basso il forame non è piu perfettamente in asse ma è sempre piu in basso

rispetto al punto di emergenza (inizialmente il midollo spianale e la colonna vertebrale hanno la 49

stessa lunghezza quindi il segmento del midollo spinale che corrisponde al segmento cervicale ha la

stessa lunghezza della colonna cervicale; con l’accrescimento la zona cervicale resta sempre uguale

ma già nella zona toracica, la zona toracica del midollo è piu corta della zona toracica delle vertebre

e la zona lombare del midollo è molto piu corta della zona lombare della colonna; la zona del sacro

è proprio minimale). Vediamo infatti nell’immagine come la componente midollare lombare si trova

a livello toracico. Piu andiamo verso il basso e piu si ha un inclinamento delle radici dei nervi.

Nel mio canale vertebrale troverò quindi il midollo fino a L1 L2, tra L2 e S5 troverò solo i nervi che

devono uscire.

Questa zona si chiama Cauda Equina che è data proprio da tutti i nervi che devono uscire da L3 in

giu. La parte terminale del midollo è a punta e si chiama Cono Midollare .

GUAINE DI PROTEZIONE 50

Il midollo spinale è circondato da 3 guaine protettive chiamate meningi che si chiamano

rispettivamente Duramadre (piu esterna), Aracnoide (nel mezzo) e Pia madre (piu interna).

Tutte queste strutture di rivestimento nel loro insieme si chiamano meningi che continuano ad

avvolgere il nervo spinale e vanno a formare i rivestimenti del nervo. 51

Fra la duramadre e l’osso c’è uno spazio riempito di grasso e vasi; nel resto del snc la duramadre è

attaccata al cranio mentre nel canale vertebrale tra l’osso e la duramadre c’è questo spazio che è

riempito da grasso e vasi. Questa struttura di grasso ha una funzione protettiva perchè la colonna si

muove e il fatto di avere un altro cuscinetto morbido consente sia alle vertebre di muoversi e crea

anche una guaina di protezione attorno al midollo; nell’encefalo questo spazio di grasso è assente

perche non c’è movimento.

Sotto la duramadre c’è l’aracnoide : questi due foglietti sono tra di loro appoggiati infatti si dice che

lo spazio subdurale sia uno spazio virtuale cioè è praticamente assente.

Tra l’aracnoide e la piamadre c’è uno spazio chiamato subaracnoideo abbastanza grande ed è

riempito da un liquido encefalorachidiano (tutto il snc è avvolto da questo liquido). Inizialmente

l’aracnoide e la piamadre sono un’unica membrana, durante lo sviluppo fetale all’interno di questa

membrana si creano delle bolle che pian piano si riempiono di liquido e queste bolle staccano la

membrana in 2, la pia e l’aracnoide; tra le 2 membrane restano infatti dei piccoli ponti formati da

connettivo e piccoli vasi che le uniscono (si chiama aracnoide proprio perche nello spazio

subaracnoideo ci sono dei ponti che la uniscono alla piamadre).

La piamadre è fusa con il midollo ed è la parte piu sottile mentre la parte piu spessa è la duramadre.

Il cono midollare è avvolto dalla piamadre mentre aracnoide e duramadre scendono in basso fino

alla zona sacrale quindi tutta la cauda equina (o cisterna lombare perché non c’è midollo ma c’è

liquido) che sarebbe lo spazio subaracnoideo è piena di liquido encefalorachidiano.

MEZZI DI FISSITA’ DEL MIDOLLO

- Il fatto che escono i nervi dà fissità al midollo

- Esiste il Philum terminale : è la parte piu inferiore del cono midollare, è un filo che

continua in basso fino al coccige in questo modo fissa il midollo in basso.

- Esistono i Legamenti Denticolati : sono dei legamenti che partono come dei nastri

lateralmente al midollo dalla pia madre per inserirsi sull’araconoide e sulla duramadre

assumendo una forma a dente di sega e stabilizzando il midollo lateralmente. Sono 21 paia e

da C1 arrivano ad L1. 52

IRRORAZIONI DEL MIDOLLO

• il midollo presenta centralmente una fessura mediana anteriore piuttosto profonda;

posteriormente troviamo invece un solco mediano posteriore molto meno profondo.

Lateralmente a queste troviamo altri 2 solchi anteriormente e posteriormente che

rappresentano il punto di uscita delle radici anteriori e posteriori. La redice anteriore e

posteriore si formano in realtà per la fusione di tante radicole. 53

Il midollo ha bisogno di un irrorazione garantita al massimo, non può avere sbalzi di sangue

altrimenti ci sarebbero danni gravi. I vasi che provvedono ad irrorare il midollo sono :

- 1 Arteria discendente anteriore : decorre all’interno della fessura mediana anteriore. Come

si forma? Dall’aorta e da alcune arterie intercostali si formano dei rami che vanno ad

irrorare il nervo e le radici dei nervi e si chiamano arterie radicolari. Alcune di queste arterie

arrivano, irrorano la radice e continuano fino ad arrivare alla fessura mediana anteriore dove

si dividono a T e si chiamano arterie radicolo spinali. Non c’è però una sola arteria che si

biforca a T ma ce ne sono piu di una a vari livelli del midollo e l’unione di queste

biforcazioni al centro forma un tubo centrale che è l’arteria spinale anteriore. È un vaso

quindi che si forma con il contributo di tante arterie ed è fatto cosi proprio perchè se si

occlude una di quelle arterie ce ne sono altre che andranno ad irrorare. L’arteria spinale

anteriore manda poi dei rami orizzontalmente all’interno del midollo e in questo modo irrora

tutta la parte anteriore e buona parte laterale del midollo spianale.

- 2 Arterie discendenti posteriori : sono 2 arterie che decorrono in vicinanza dei solchi

laterali posteriori, sono molto piccole, si formano in maniera simile e provvedono ad irrorare

in 2 la parte posteriore e una piccola parte della zona laterale del midollo.

MIDOLLO SPINALE : CONFIGURAZIONE INTERNA

All’interno del midollo troviamo 2 tipi di sostanze :

- Sostanza bianca : si trova esternamente. La quantità di questa sostanza è maggiore a livello

cervicale e riduce pian piano che andiamo verso il basso…perché? A livello cervicale c’è

una maggiore quantità di fibre; da un punto di vista motorio trovo infatti dei fasci che

scendono per prendere contatto con i motoneuroni che innervano l’arto superiore (che si

trovano a livello cervicale) ma anche dei fasci che scendono per andare ad innervare l’arto

54

inferiore, perciò piu si scende in basso e più perdo le fibre. Da un punto di vista sensitivo le

fibre sensitive dalla periferia trasportano informazioni all’encefalo e al midollo spinale ; le

fibre sensitive dell’arto inferiore entrano nel midollo a livello lombo sacrale e proseguono

verso l’alto, le fibre sensitive dell’arto superiore entrano invece a livello cervicale quindi a

livello cervicale trovo entrambe le fibre (piu fibre a livello cervicale meno a livello lombare;

perdo fibre motorie quando si scende verso il basso, acquisto fibre sensitive quando si sale

verso l’encefalo).

- Sostanza grigia : si trova internamente. Ha una forma grossolanamente di H e il diametro

del midollo non è uguale lungo tutto il suo decorso (la zona cervicale e lombare sono le piu

grandi proprio perche da qui originano i due plessi). Ha la caratteristica di avere a livello

toraco-lombare un corno laterale. Si chiama cosi perché normalmente la sostanza grigia

midollare viene divisa in una parte anteriore che prende il nome di corno anteriore e una

posteriore che prende il nome di corno posteriore. Centralmente si trova invece un foro

chiamato canale centrale del midollo.

ORGANIZZAZIONE INTERNA

- Sostanza bianca : La sostanza bianca si organizza in funicoli o cordoni ;

- funicolo posteriore : è la zona compresa fra il solco

longitudinale posteriore e il solco laterale.

- funicolo laterale : è la zona compresa tra il solco laterale

posteriore e il solco laterale anteriore

- funicolo anteriore : è la zona compresa fra il solco laterale e il

solco longitudinale anteriore

- Sostanza grigia : viene organizzata nelle 3 corna ; anteriore

(funzione motoria), posteriore (funzione sensitiva), laterale

(funzione vegetativa).

CI SONO 3 LIVELLI ORGANIZZATIVI DEL MIDOLLO

- Longitudinale (lungo tutta la lunghezza del midollo) : viene chiamata anche organizzazione

colonnare del midollo. La sostanza grigia vista longitudinalmente è data da una struttura a

colonna all’interno della quale ci sono diversi tipi di neuroni, ad esempio tutta la parte

anteriore è formata da una colonna di motoneuroni. I gruppi di motoneuroni che occupano la

parte anteriore del midollo sono posti uno sopra l’altro formando una colonna di 55

motoneuroni. Nella sostanza bianca ci sono invece dei fasci che arrivano sensitivi o motori

che formano dei fasci di fibre ascendenti o discendenti con la stessa funzione.

- Trasversale (si evidenzia sezionando il midollo) : in sezione trasversale troviamo per la

sostanza grigia gruppi di neuroni raggruppati in base alla loro funzione perciò vediamo dei

gruppi di cellule ; per le fibre invece troviamo delle fibre che si organizzano in gruppi

ascendenti e discendenti.

- Somatotopico : La somatotopia è un principio in base al quale le

fibre che partono o che arrivano al midollo non sono

messe casualmente ma rispondono ad un ordine ben

preciso. Le fibre che arrivano dalla zona sacrale e

lombare sono le piu mediali mentre le toraciche e le

cervicali sono le piu laterali. Questa organizzazione

che fa si che le fibre cervicali si trovano lateralmente

è alla base della capacità di riconoscimento e quindi

della localizzazione degli stimoli. Il nostro sistema

nervoso sà che uno stimolo che passa attraverso le

fibre piu esterne arriverà in zone sempre ben precise

che corrispondono al collo.

LAMINE DI REXED

All’interno della sostanza grigia si possono riconoscere gruppi di neuroni con funzioni diverse e

diversi fra di loro.

Rexed ha trovato 10 gruppi cellulari diversi che prendono il nome di lamine perché sono messe

una sopra l’altra e si numerano con i numeri romani partendo posteriormente spostandosi sul

corno anteriore.

- Lamina I : corrisponde alla parte piu posteriore del corno posteriore. È formata da neuroni

abbastanza grandi che hanno per lo piu la funzione di interneuroni. 56

- Lamina II : è formata da neuroni piccoli e prende il nome di sostanza gelatinosa di rolando,

è formata da un gruppo di neuroni che svolgono un’attività nel controllo del dolore.

- Lamina III : è formata da interneuroni.

- Lamina IV : è formata da neuroni grandi chiamati cellule funicolari, è spesso indicata come

nucleo proprio del corno posteriore. Queste cellule trasportano verso l’alto informazioni

sensitive di tipo esterocettivo (tattile, termica,dolorifica).

- Lamina V e VI : vengono spesso indicate insieme perche non c’è una grande separazione

nell’uomo, hanno funzioni di interneuroni.

- Lamina VII : è una lamina molto grande formata da interneuroni perche è una zona di

passaggio tra il corno posteriore e il corno anteriore in cui i segnali vengono integrati. È una

zona di scambio tra la zona posteriore sensitiva e la zona anteriore motoria (importante per i

riflessi). In questa lamina troviamo anche altri gruppi di neuroni : un gruppo è rappresentato

da neuroni di grandi dimensioni che sono presenti sono nella zona toracica fino a L1 L2 e

questi neuroni formano longitudinalmente la colonna di clarke importante per il controllo

motorio; un altro gruppo è quello che rappresenta il corno laterale.

- Lamina VIII : ha una funzione connessa con il controllo dell’equilibrio, ci sono neuroni che

modificano la loro attività in base alle variazioni di equilibrio tramite il fascio

vestibolo-spinale.

- Lamina IX : è la lamina occupata dai motoneuroni, ha contatti sinaptici con la lamina 8 e la

lamina 7, i motoneuroni sono di due tipi, alfa (che innerva la muscolatura delle fibre

extrafusali) e gamma (innerva muscolatura della fibre intrafusali). Su questa lamina è

possibile notare un organizzazione di tipo somatotopico perché ci sono 2 gruppi di

motoneuroni, la parte anteriore è per i muscoli estensori, la parte posteriore è per i muscoli

flessori. Nella parte mediale ritroviamo i motoneuroni per la muscolatura piu prossimale e

piu ci spostiamo lateralmente troviamo motoneuroni che vanno ad innervare le parti piu

distali dell’arto. L’estensione della lamina 9 non è uguale lungo tutta la lunghezza del

midollo spinale ed è in relazione con l’innervazione motoria dell’arto.

LE RADICI 57

La radice posteriore dei nervi è di tipo sensitivo, l’organizzazione delle fibre che proviene dalla

periferia e va al centro attraverso i nervi ha delle regole ben precise. La radice posteriore ha una

fibra di piccola dimensione (laterale) e 2 fibre piu grandi (mediali).

- Componente laterale :

Sono fibre amielieliniche o scarsamente mielinizzate e sono connesse alla sensibilità termica e

nocicettiva. Questa fibra però prima di entrare nel midollo spinale al suo stesso livello si biforca

dando origine ad una parte che entra orizzontalmente al suo livello di competenza, una fibra che

sale e una che scende (queste due componenti servono per dare risposte a lunga distanza come

ad esempio il riflesso crociato); ci sono infatti nel midollo dei grandi sistemi di comunicazione

verticali, fasci di fibre che connettono i diversi livelli del midollo spinale. Questa fibra laterale

in particolare biforcandosi in 2 fasci forma il fascio dorso-laterale di lissauer. Questo fascio è

costituito da altri fasci che connettono livelli di midollo non molto estesi (una fibra che arriva a

livello di T1 da origine a fibre che salgono e scendono per 2, 3 mielomeri in su e in giu,

l’insieme di questi collegamenti brevi in tutto il midollo forma il fascio derso-laterale di

lissauer). La fibra che invece entra al suo livello fa sinapsi (se dolorifica) nella sostanza

gelatinosa di rolando e o prende contatto sinaptico con le cellule funicolari (IV lamina).

- Componente mediale :

Sono fibre di maggior calibro, tutte mielinizzate di tipo A e sono strettamente connesse con una

sensibilità di tipo propriocettiva (sensibilità che proviene da muscoli, articolazioni, tendini).

Queste fibre entrano nel midollo dando origine a sistemi di integrazione fra vari livelli del

midollo formando dei fasci chiamati Fascicolo setto- marginale e il fascicolo a virgola che si

formano dai prolungamenti ascendenti ma prevalentemente discendenti di queste fibre. Ciò che

58

differenzia questa componente propriocettiva con quella esterocettiva (precedentemente

descritta) è che mentre la componente esterocettiva entra nel midollo e prende contatto con la

lamina 2 o lamina 4, la componente propriocettiva non prende mai contatto sinaptico con la

sostanza grigia ma prosegue direttamente verso l’alto. Un’eccezione si ha solo quando

l’afferenza di tipo propriocettivo serve a generare il riflesso.

VIE ASCENDENTI E DISCENDENTI

Nella sostanza bianca del midollo abbiamo un organizzazione colonnare quindi dei fasci che

salgono e che scendono (le vie di moto e di senso si trovano da entrambi i lati del midollo, non

come sono raffigurati) all’interno dei 3 cordoni.

Cordone posteriore

2 fasci sensitivi (ascendenti) :

- Fascicolo gracile : si trova piu medialmente e trasporta informazioni di tipo propriocettivo o

tattile epicritico proveniente dal tronco e arto inferiore.

- Fascicolo cuneato : si trova lateralmente e trasporta informazioni di tipo propriocettivo o

tattile epicritico proveniente dal tronco e arto superiore. 59

Trasportano la sensibilità propriocettiva e la sensibilità tattile epicritica. Sono 2 fasci formati da

prolungamenti centrali di un primo neurone sensitivo che ha il suo corpo nel ganglio. Questi

fasci andranno a terminare nel midollo allungato in 2 nuclei chiamati gracile e cuneato. Questi

nuclei mandano verso il midollo spinale delle fibre cuneato spinali e gracile spianali.

2 fasci motori (discendenti) :

- Fascio ovale o setto-marginale :

- Fascio a virgola :

Sono due fasci che si formano per la divisione che ha la fibra propriocettiva entrando nel

midollo (una parte ascende formano i fascicoli gracile e cuneato, una parte discende formando

questi 2 fascicoli); connette i diversi livelli del midollo anche a lunghe distanze.

Una fibra propriocettiva può quindi entrare nel midollo a prendere contatto con un moto

neurone, può dare origine a dei collegamenti che entrano nel fascio ovale e nel fascio a virgola e

può formare i fascicoli gracile e cuneato.

- Ci sono poi dei piccoli fasci per lo piu mischiati, non sono ben definiti, che discendono

verso il midollo spinale e sono chiamate gracile spianali e cuneato spianali : sono delle fibre

che partono da due nuclei del midollo allungato chiamati rispettivamente gracile e cuneato ;

hanno la funzione di controllare l’attività sensoriale portata dai fasci gracile e cuneato.

La parte posteriore prevalentemente occupata dai fascicoli gracile e cuneato viene anche

indicata come sistema della colonna mediale o via del leminisco mediale. Questa via porta la

sensazione del tatto discriminativo (inclusa la vibrazione) e la propriocezione cosciente perche

tutta questa strada che arriva ai nuclei gracile e cuneato continuerà dopo sul talamo e sulla

corteccia (se una modalità sensoriale raggiunge la corteccia abbiamo coscienza, ce ne

accorgiamo) prendendo coscienza. 60

In questa immagine notiamo anche una sorta di somatotopia perché le fibre che provengono

dall’arto si dispongono piu medialmente e quelle che si aggiungono in seguito si dispongono piu

lateralmente.

Cordone laterale :

Vie ascendenti o sensitivi :

- Fascio spino cerebellare dorsale :

E’ un fascio che origina dalla colonna di clarke nel midollo spinale e termina nel cervelletto. La

colonna di clarke è presente nella lamina 7 in tutto il tratto toracico fino ad L2 circa. Questo

fascio porta sempre sensibilità propriocettiva al cervelletto. Il responsabile del trasporto della

porpriocezione dell’arto inferiore è il fascicolo gracile; tutte le informazioni propriocettive

raccolte dal fascicolo gracile arrivano fino ad L1 L2 perche qui le fibre del fascicolo gracile

fanno sinapsi con le cellule della colonna di clarke. 61

Nella zona lombosacrale ci sono neuroni che raccolgono informazioni propriocettive

dell’arto inferiore, il loro prolungamento centrale entra nel midollo e va a formare il

fascicolo gracile; nella zona toracica le informazioni propriocettive fanno sinapsi con le

cellule della colonna di clarke che rappresentano quindi il secondo neurone di questa strada.

L’assone di questo secondo neurone va a formare il fascio spino cerebellare dorsale

decorrendo omolateralmente. Il fascicolo gracile però non porta solo la sensibilità

propriocettiva ma anche quella tattile discriminativa dell’arto inferiore per cui il gracile dal

livello toracico in su trasporta solo la sensibilità tattile discriminativa.

- Fascio spino talamico (laterale e anteriore) :

È un fascio che occupa una parte del cordone laterale; origina a livello del midollo e termina a

livello del talamo. È un fascio sensitivo (perche sta salendo) che trasporta la sensibilità

esterocettiva termica, parte della dolorifica e tattile non discriminativa. Le radici dei nervi che

entrano nel midollo sono formate da una componente mediale a fibre grandi connessa alla 62

propriocezione e da una componente laterale a fibre piccole scarsamente mielinizzate che

entrano nella sostanza grigia facendo sinapsi con la 4 lamina di rexed. Il primo neurone che

forma questo fascio entra nella sostanza grigia del midollo per prendere contatto sinaptico con

una cellula funicolare (nella lamina 4); parte poi l’assone della seconda cellula funicolare

(sensitiva) che fuoriesce dalla lamina 4, incrocia la linea mediana e decorre verso l’alto

formando i due fasci spino talamici che decorrono nei cordoni laterali per arrivare al talamo. Il

fascio spino talamico è formato quindi dagli assoni delle cellule funicolari; il fatto che il

neurone si incrocia fa si che se ho una lesione al fascio spino talamico di sinistra perdo la

sensibilità a destra.

Anche in questo caso c’è un’organizzazione di tipo somatotopico perche le fibre che

provengono dalle parti piu basse si dispongono sempre piu in superficie (si aggiungono le fibre

al fascio a vari livelli del midollo).

Questa via trasporta dolore…:

Esiste una lamina II detta anche sostanza gelatinosa di Rolando che ha un’importanza nel

modulare la sensibilità del dolore (la cellula funicolare della lamina 4 ha i dendriti molto lunghi

che si sviluppano in tutte le altre lamine fino alla lamina 2). La cellula della sostanza gelatinosa

di rolando prende contatto con la fibra afferente di tipo dolorifico e con i dendriti della cellula

funicolare ; si crea a livello della lamina II una serie di interconnessioni tra i dendriti delle

cellule funicolari, le cellula della sostanza gelatinosa e l’assone che trasporta sensibilità

dolorifica, fondamentale per modulare la sensibilità del dolore (cambiando l’attività delle cellule

della lamina II cambiamo la frequenza di scarica delle cellule funicolari).

A livello della sostanza gelatinosa di rolando infatti arrivano delle fibre reticolo spinali : queste

fibre formano un fascio che parte dalla sostanza reticolare (modula il dolore, controlla l’attività

motoria e attivare la corteccia celebrale) e arriva alla sostanza gelatinosa di rolando; questi fasci

sono in grado di rilasciare endorfine, sostanza che alleviano il dolore e che agendo con la

sostanza gelatinosa ha la funzione di modulare la soglia del dolore (più vengono rilasciate

endorfine e meno dolore o fatica sentiamo).

Esistono 2 vie del dolore :

La prima sensazione di dolore (sotto la pianta del piede) è una sensazione circoscritta e netta,

dopo subentra un dolore piu diffusa che si arricchisce di componente emotiva. Queste 2

componenti del dolore trovano giustificazione nel fatto che una è una via rapida è l’altra una via

lenta perciò piu siamo lontani dal snc e piu questa differenza di velocità rende evidente la via

del dolore. Il primo neurone di queste due strade è sempre localizzato nel ganglio, il secondo

neurone è sempre localizzato nella lamina IV (cellula funicolare) e la sua capacità di scarica è

condizionata da circuiti che si trovano nella lamina II. Il primo dolore che noi avvertiamo

‘rapido’ rientra nel fascio spino-talamica , la componente lenta invece va a formare un altro

fascio chiamato spino reticolare che trasporta alla sostanza reticolare informazioni di tipo

dolorifico.

- Fascio spino cerebellare anteriore o ventrale : Origina dal corno posteriore, si incrocia

subito dopo l’origine e trasporta sensibilità propriocettiva dell’arto inferiore al cervelletto. È

un fascio che si incrocia all’origine e si incrocia prima di rientrare nel cervelletto.

- Fascio spino tettale : è un fascio che parte dal midollo spinale e arriva al tetto del

mesencefalo quindi è di tipo sensitivo. A livello del tetto del mesencefalo ci sono dei nuclei

connessi alla via della vista e dell’udito. Questo fascio origina dalla lamina 4 5 6 ed è

collegato a stimoli esterocettivi permettendoci di collegare gli stimoli che applichiamo alla

cute alle vie visive e uditive (riflessi). In questo modo a uno stimolo tattile applicato alla

cute corrisponde una risposta motoria di tipo visivo (guardiamo il punto stimolato).

Vie discendenti o motori :

- Fascio cortico spinale laterale o piramidale : 63

Rappresenta il fascio piu grande di tutto il cordone laterale, ed è la via di moto volontario.

Origina dalla corteccia ed in particolare dall’area motrice che si trova nel lobo frontale

(corteccia pre-centrale) dove ci sono i neuroni motori che attivati propagano il potenziale

d’azione al motoneurone alfa o gamma che si trovano nella lamina IX.

È una via crociata e l’incrocio avviene nella parte anteriore del bulbo o midollo allungato; pero

solo l’85 % di fibre si incrociano e vanno a decorrere nel cordone laterale formando il fascio

cortico spinale laterale. Il 15 % delle fibre che non si è incrociato va a decorrere anteriormente

formando il fascio cortico spinale anteriore o diretto.

Questi fasci poi terminano sui motoneuroni ma le fibre anteriori si incrociano subito prima di

prendere contatto con il motoneurone.

Questo fascio viene chiamato anche piramidale proprio perche l’incrocio tra le due fibre

avviene a livello del bulbo in due strutture che sporgono e vengono chiamate piramidi bulbari.

Anche qui c’è un’organizzazione di tipo somatotopico perche le fibre dirette verso le parti

inferiori del corpo si trovano lateralmente mentre le fibre dirette ai distretti piu mediali del

corpo si trovano medialmente.

- Fascio rubrospinale : è una via discendente che origina da una struttura chiamata nucleo

rosso (nel mesencefalo); è particolarmente evidente nei roditori anche se nell’uomo si pensa

che termini a livello cervicale. È una via connessa al sistema di controllo motorio.

- Via rafespinale o reticolo spinale : è la via che dalla sostanza reticolare scende e prende

contatto con la sostanza gelatinosa di rolando per modulare il dolore. È chiamata rafespinale

perché origina dal nucleo del rafe. 64

- Fascio reticolo spianale anteriore o mediale : è una via che dalla sostanza reticolare

scende verso il basso; una funzione è di controllo della sensibilità dolorifica ed andrà a

prendere contatto con la sostanza gelatinosa di rolando, una funzione è di controllo motorio

che andrà a terminare sui motoneuroni della lamina IX.

Cordone anteriore :

E’ formato prevalentemente da vie di moto (Discendenti) :

- Fascio cortico spinale anteriore : è formato da fibre motorie che non si sono incrociate a

livello delle piramidi bulbari.

- Fascio vestibolo spinale : è il fascio che origina dai nuclei vestibolari che sono connessi

con l’equilibrio perciò attuando modifiche all’equilibrio si devono attivare immediate

risposte motorie. Questo fascio infatti controlla il tono dei motoneuroni in relazione alle

variazioni di equilibrio; è un fascio omolaterale ed ha soprattutto la funzione di aumentare il

tono estensorio dell’arto inferiore.

- Fascio longitudinale mediale : è un fascio connesso con le vie vestibolari cioè con le

variazioni di equilibrio, è un fascio sia diretto che crociato e si attiva a variazioni

dell’equilibrio date dal movimento della testa.

- Fascio tetto spinale : origina dal tetto del mesencefalo (connesso a via visiva e uditiva) e

scende in basso verso il midollo spinale; a seguito di uno stimolo di tipo visivo o acustico ho

una risposta di tipo motorio. 65

TRONCO ENCEFALICO

È la parte che si trova al di sopra del midollo spinale e si chiama nel suo insieme tronco encefalico.

È una struttura piccola, occupa più o meno 10 cm in altezza ma è un punto nel quale passano tutte

le vie ascendenti e discendenti e all’interno del quale troviamo dei centri di regolazione dell’attività

cardiovascolare e del respiro.

La parte piu bassa si chiama Bulbo o midollo allungato, la parte intermedia si chiama ponte e la

parte piu alta si chiama mesencefalo.

Tutto il tronco encefalico si trova al di sopra del midollo spinale e al di sotto del diencefalo.

Posteriormente il tronco ha una struttura importante chiamata cervelletto che è unito al tronco

encefalico da 3 branche di sostanza bianca che si chiamano peduncoli cerebellari; i peduncoli sono

3 paia, inferiori, medi e superiori.

In particolare il peduncolo cerebellare inferiore è una struttura che collega il cervelletto con il

bulbo; i peduncoli cerebellari medi connettono il cervelletto con il ponte; i peduncoli cerebellari

superiori connettono mesencefalo e cervelletto.

Fra cervelletto e tronco encefalico c’è il 4 ventricolo ; in particolare si trova fra cervelletto

posteriormente e bulbo e ponte anteriormente. Il 4 ventricolo continua verso l’alto con l’acquedotto

del silvio e verso il basso nel canale centrale del midollo spinale. 66

67

BULBO (2, 3 cm)

Il bulbo rappresenta la continuazione verso l’alto del midollo spinale dal quale non è nettamente

distinguibile; facilmente distinguibile è invece il passaggio fra bulbo e ponte che è segnato da un

profondo solco di demarcazione.

Anteriormente : presenta la prosecuzione verso l’alto della fessura longitudinale mediana e dei

solchi laterali, anteriori e posteriori (come se il midollo proseguisse verso l’alto e tendesse pian

piano ad allargarsi senza modificazioni strutturali). Fra i vari solchi ci sono delle protuberanze; ai

lati della fessura longitudinale mediana anteriore troviamo le 2 piramidi bulbari contenenti 2 fasci

cortico spinali, infatti nella parte piu inferiore questo solco è interrotto in un punto (decussazione

delle piramidi) proprio per l’incrocio delle fibre. Nella parte piu alta del bulbo, ai lati delle 2

piramidi troviamo 2 protuberanze chiamate olive bulbari che contengono un nucleo.

In questa immagine inoltre notiamo l’emergenza di nervi cranici che in tutto il tronco encefalico

sono 12 paia.

- Nervo Ipoglosso (XII) : si trova fra le piramidi e le olive bulbari ; è in relazione con la

mobilità della bocca e della lingua.

Al di dietro delle olive emergono 3 paia di nervi :

- Nervo glosso – faringeo (IX) : è una componente motrice della bocca e della faringe.

- Nervo vago (X) : è in relazione con il cuore perche rallenta il battito cardiaco; dà risposte

vegetative.

- Nervo accessorio spinale (XI) : è un nervo motore puro. 68

Posteriormente : nella parte bassa riconosciamo una struttura molto simile a quella midollare per

cui abbiamo il solco longitudinale posteriore ai cui lati troviamo 2 tubercoli, tubercolo gracile e

tubercolo cuneato. Fino a livello de tubercolo cuneato e gracile, nella parte bassa, il bulbo è una

struttura chiusa con un canale centrale all’interno; a livello del tubercolo gracile, nella parte piu alta,

questa struttura si fa aperta (come se la parte posteriore viene a mancare ed è coperta dal

cervelletto) e si apre come una sorta di V nel 4 ventricolo. La parte piu bassa del bulbo viene

spesso indicata come parte chiusa del bulbo, la parte piu alta del bulbo invece si apre e viene

identificata come struttura parte aperta del bulbo; il punto in cui si ha il passaggio dalla parte

chiusa alla parte aperta si chiama OBEX. Il 4 ventricolo ha infatti un pavimento che è la parte

aperta del bulbo e il ponte ed un tetto che è formato dal cervelletto. Il pavimento del 4 ventricolo è

detta anche fossa romboidale proprio perche assume una forma a rombo la cui parte bassa è

delimitata dal tubercolo gracile in basso e dal cuneato piu in alto.

PONTE

Si trova al di sopra del bulbo

Anteriormente : visto anteriormente sembra un ponte che va da una parte all’altra degli emisferi

cerebellari (in realtà queste fibre non uniscono i due emisferi). La parte anteriore del ponte presenta

centralmente un solco basilare molto accentuato in cui decorre una delle 2 arterie che irrora tutto

l’encefalo ed è l’arteria basilare (unione arterie vertebrali). La linea di demarcazione con il bulbo è

molto netta nella parte anteriore ed è segnata dall’emergenza di 3 paia di nervi encefalici che sono il

: - Nervo abducente (VI) : è il piu mediale ed è in relazione con l’innervazione motoria degli

occhi.

- Nervo faciale (VII) : ha due radici, una sensitiva e una motoria; la componente motoria

innerva la muscolatura mimica del volto.

- Nervo acustico (VIII) : è un nervo sensitivo ed ha una doppia funzione, una in relazione con

l’equilibrio ed una con l’udito.

Superiormente il limite con il mesencefalo è abbastanza netto e segnato da un solco

Posteriormente : ha una grande componente rappresentata dai peduncoli cerebellari medi. Il limite

con il mesencefalo qui è segnato dal tragitto di un altro paio di nervi encefalici che si chiama:

- Nervo trocleare (VI) : è un nervo in relazione con il movimento degli occhi.

- Nervo trigemino (V) : segna il limite tra la parte anteriore e la parte posteriore del ponte; è

un nervo molto grande in relazione alla sensibilità del volto.

Fra i due peduncoli cerebellari medi c’è la fossa romboidea quindi parte della parte posteriore del

ponte va a formare il pavimento del 4 ventricolo. 69

FOSSA ROMBOIDEA E 4 VENTRICOLO 70

Il pavimento del 4 ventricolo è una struttura abbastanza complessa da un punto di vista morfologico

(da notare i 3 peduncoli in sezione). La fossa romboidale presenta un solco centrale molto profondo

chiamato solco mediano, lateralmente troviamo un altro solco chiamato solco limitante che ci

consente di dividere la fossa romboidea in 2 zone:

- Un’area mediale la cui parte bassa è formata dal trigono dell’ipoglosso (in profondità nuclei

dell’ipoglosso) e dal trigono del nervo vago (in profondità nuclei del nervo vago). La parte

superiore prende il nome di eminenza mediana; la parte inferiore di questa eminenza è

rotondeggiante e prende il nome di collicolo del faciale (si forma questa rotondità perche qui

in profondità c’è il nucleo del nervo abducente e le fibre del nervo faciale passandogli al di

sopra formano questa collinetta).

- Un’area laterale definita area vestibolare (in profondità ci sono i nuclei vestibolari).

A metà della fossa romboidale è segnata da fibre che hanno un decorso trasversale chiamate strie

midollari.

Nella parte alta della fossa romboidale, lateralmente rispetto all’eminenza mediana, ci sono delle

zone azzurre che prendono il nome di Locus ceruleus e assumono questo aspetto celeste per la

presenza di neuroni adrenergici che hanno come via metabolica la melanina. Uno dei derivati nel

metabolismo di questi neuroni fa assumere a questi un aspetto azzurro.

Il cervelletto che forma il tetto del 4 ventricolo è unito al tronco encefalico dai 3 peduncoli ma tra le

due strutture dei peduncoli c’è uno spazio a V che viene colmato da cellule gliali che formano il

velo midollare superiore ; la parte anteriore ed inferiore del cervelletto è anche ricoperta da un velo

midollare inferiore. 71

Il liquido encefalorachidiano si trova nelle cavità del snc ma anche all’esterno. Questo liquido pero

viene prodotto dentro i ventricoli quindi dovrebbe rimanere all’interno degli spazi ventricolari, ma

in realtà tutto lo spazio sub aracnoideo è riempito di liquido encefalo rachidiano. Il punto di

passaggio dalle strutture ventricolari allo spazio sub aracnoideo è proprio a livello del 4 ventricolo :

fra l’obex e il velo midollare inferiore c’è un foro del magendie e tramite questa fessura il liquor che

è contenuto all’interno può facilmente uscire ed andare nello spazio subaracnoideo. Oltre a questo

foro esistono altri due fori laterali di Lusckha che si trovano tra i peduncoli cerebellari e il bulbo.

Il liquor viene prodotto in tutti i ventricoli dai plessi coroidei (capillari che troviamo all’interno dei

ventricoli) e c’è un flusso naturale di liquor dell’alto verso il basso che attraversa l’acquedotto di

silvio, arriva nel 4 ventricolo e qui tramite i 3 fori può passare nello spazio sub aracnoideo e andare

a circondare tutto il snc.

Se quindi per motivi di malformazione in un bimbo questi forami non si aprono ma sono chiusi, ha

del liquido che viene continuamente prodotto ma non viene riassorbito (idrocefalo).

MESENCEFALO

Rappresenta la parte piu alta del tronco encefalico, è compreso tra il ponte e il diencefalo

superiormente. Il limite fra il ponte e il mesencefalo è segnato da un solco abbastanza evidente. 72

Anteriormente : ci sono 2 strutture fra di loro divergenti (si aprono a V) che prendono il nome di

peduncoli celebrali ; proprio perche si aprono a V, fra i due c’è una sostanza che è perforata dal

passaggio di vasi e si chiama sostanza perforata posteriore.

Fra i due peduncoli c’è poi anche l’emergenza di un altro paio di nervi encefalici :

- Nervo oculo motore (III) : è un nervo che è in relazione al movimento dell’occhio.

Posteriormente : tra il ponte è il mesencefalo emerge il 4 paio di nervi cranici. La struttura

posteriore del mesencefalo si chiama tetto del mesencefalo ed è costituita da 4 tubercoli : 2

tubercoli quadrigemini superiori e 2 tubercoli quadrigemini inferiori perche nell’insieme questa

struttura che è anche chiamata tetto prende il nome di lamina quadrigemella.

I tubercoli quadrigemelli inferiori sono uniti al corpo genicolato mediale da un braccio di fibre che

si chiama braccio quadrigemino inferiore; i tubercoli quadrigemelli superiori presentano anch’essi

un braccio di sostanza bianca che li unisce al corpo genicolato laterale.

La lamina quadrigemella è connessa a vie di vista e udito ; i tubercoli inferiori sono connessi con la

via dell’udito i tubercoli superiori sono connessi con la vista.

Il tronco encefalico è costituito quindi da 3 parti :

- parte anteriore : viene chiamata anche parte basale e la ritroviamo in tutto il tronco

encefalico.

- parte centrale : prende anche il nome di tegmento e la ritroviamo in tutto il tronco

encefalico

- parte posteriore : data la presenza della fossa romboidale questa parte la ritroviamo solo

nel mesencefalo.

CONFIGURAZIONE INTERNA DEL TRONCO ENCEFALICO

I nervi nel tronco encefalico emergono, viene molto spesso definita origine apparente perché

l’emergenza è il punto in cui il nervo lascia il tronco encefalico, non è il punto in cui il nervo si

forma. Nel tronco encefalico ci sono però dei nuclei (sostanza grigia) che rappresentano l’origine

reale dei nervi che poi fuoriescono dal tronco encefalico a livello di un origine apparente.

SEZIONE DI BULBO

Il bulbo visto in sezione, nella parte bassa ha una struttura molto simile al midollo spinale. Nella

parte anteriore troviamo il passaggio dei fasci piramidali che rappresentano la via cortico spinale.

Nella parte piu bassa de bulbo è evidente l’incrocio dell’85 % delle fibre e questo punto si chiama

73

decussazione delle piramidi. Mentre nella parte alta del bulbo abbiamo il fascio cortico spinale,

nella parte piu bassa avremo 2 fasci , fascio cortico spinale laterale e anteriore.

Nella parte posteriore troviamo il fascicolo gracile e cuneato che si dirigono verso l’alto per arrivare

ai nuclei gracile e cuneato (si trova piu in alto). All’interno del fascicolo gracile e cuneato c’è

sensibilità propriocettiva e tattile discriminativa dell’arto superiore (è la sensibilità di tendini

muscolo articolazioni; i recettori sono i fusi , organi tendinei e corpuscoli del pacini; queste segali

recepiti dai recettori propriocettivi vengono trasmessi al primo neurone sensitivo che si trova nel

ganglio e ha un prolungamento periferico che va verso la componente locomotore e una parte

centrale che arriva tramite la radice posteriore del nervo nella lamina 9) ; il fascio cuneato origina

dal 1 neurone sensitivo e il suo proseguimento centrale penetra nel midollo attraversando tutto il

cordone posteriore portandosi in alto e prendendo sinapsi con il nucleo cuneato (secondo neurone),

le 2 componenti propriocettiva e tattile discriminativa dell’arto superiore sono insieme ; il fascio

gracile trasporta sensibilità propriocettiva e tattile epicritica dell’arto inferiore che viaggiano

insieme fino alla colonna di clarke su cui fa sinapsi la sensibilità propriocettiva (da qui parte il

fascio spino cerebellare), il fascio continua poi a salire con la sensibilità tattile discriminativa che fa

sinapsi con il nucleo gracile.

I nuclei gracile e cuneato rappresentano il 2 neurone per i fascicoli gracile e cuneato; gli assoni che

fuoriescono da questi 2 nuclei si incrociano e formano il lemnisco mediale (quando due fasci

sensitivi si incrociano si parla di lemnisco, quando due fasci motori si incrociano si parla di

decussazione).

FASCI ASCENDENTI NEL BULBO

- Lemnisco mediale :

Si forma da fibre che originano prevalentemente dai nuclei gracile e cuneati e dal nucleo Z. Ai

nuclei gracile e cuneati arrivano i fascicoli gracile e cuneati che trasportano sensibilità

popriocettiva cosciente e tattile discriminativa ; il primo neurone che trasporta sensibilità

propriocettiva dell’arto inferiore fa sinapsi con la colonna di clarke (lamina 7) quindi nel

fascicolo gracile è rimasta solo la sensibilità tattile discriminativa dell’arto inferiore. Dalla

colonna di clarke origina però un fascio spino cerebellare dorsale che arriva nel cervelletto

attraverso i peduncoli cerebellari inferiori (il cervelletto è un organo di controllo del movimento

quindi deve essere sempre informato sullo stato generale di muscoli tendini e articolazioni; altre

al cervelletto queste informazioni devo arrivare anche in corteccia per poterne prendere

coscienza). Sopra il nucleo gracile c’è il Nucleo Z il quale riceve dei collaterali dal fascio spino

cerebellare dorsale. Dal nucleo gracile cuneato e z originano quindi degli assoni che si vanno ad

incrociare sulla linea mediana formando il sistema delle fibre arcuate interne che continua verso

74

l’alto con il nome di lemnisco mediale nel quale ritroviamo fibre che trasportano sensibilità

propriocettiva e tattile epicritica di tutto il corpo. A livello lombo sacrale il primo

neurone trasporta sensibilità

propriocettiva, entra il

prolungamento centrale nel

fascicolo gracile e fa sinapsi nella

lamina VII con la colonna di

clarke. Dalla colonna di clarke

l’assone và nel fascio spino

cerebellare dorsale che sale fino al

bulbo, entra nei peduncoli

cerebellari inferiori per andare al

cervelletto. Prima di entrare nei

peduncoli emette dei collaterali al

nucleo z. Le fibre dei 3 nuclei si

unisco e si incrociano sulla linea mediana formando il lemnisco mediale che si trova nella parte

aperta del bulbo dietro le piramidi. Nel lemnisco mediale è presente un organizzazione di tipo

somatotopico con la parte piu bassa del corpo rappresentata nella parte piu anteriore del

lemnisco mentre la parte piu alta del corpo è rappresentata nella parte piu posteriore del

lemnisco.

- Fascio spino talamico :

Il fascio spino talamico decorre dal midollo spinale al talamo (no sinapsi lungo la via)

trasportando la sensibilità tattile non discriminativa, termica e dolorifica. La parte periferica del

primo neurone sensitivo va sulla cute (recettori cutanei), il prolungamento centrale entra nel

corno posteriore facendo sinapsi con le cellule funicolari della lamina IV; gli assoni delle cellule

funicolari incrociano la linea mediana e decorrono nel cordone laterale con il nome di fascio

spino talamico.

Nel bulbo lo ritroviamo lateralmente al di dietro del nucleo olivare inferiore.

In vicinanza al fascio spino talamico decorre il fascio spino tettale che origina sempre dalle

corna posteriori e trasporta informazioni esterocettive. Portandoci verso l’alto, le fibre spino

tettali si avvicinano molto a quelle del fascio spino talamico tanto che nella parte alta del bulbo

si fondono in un unico fascio che prende il nome di lemnisco spinale (si chiamano lemnisco

dopo che i fasci di destra e sinistra si sono incrociati).

- Fascio spino cerebellare anteriore : è il fascio che origina in zona lombo sacrale dalle

corna posteriori trasportando informazioni propriocettive inerenti l’arto inferiore. si forma

nel midollo spinale, si incrocia subito dopo l’origine e decorre nel cordone laterale per 75

arrivare al cervelletto. Questo fascio non arriva al cervelletto tramite i peduncoli cerebellari

inferiori ma tramite i peduncoli cerebellari superiori, quindi devono attraversare tutto il

tronco encefalico, e si rincrocia subito prima di entrare nel cervelletto.

- Fasci spino reticolari : sono dei fasci che connettono il midollo con la sostanza reticolare.

La sostanza reticolare si trova all’interno di tutto il tronco encefalico organizzata in diversi

nuclei ed è importante per la modulazione del dolore, capacità attentava ritmo sonno veglia

e controllo del movimento.

FASCI DISCENDENTI NEL BULBO

- Fascio cortico spinale : è un fascio di moto volontario che origina dalla corteccia celebrale

(area motrice primaria); i neuroni che originano da qui danno origine ad un lunghissimo

assone che attraversa tutta la sostanza bianca al di sotto della corteccia, entra nel tronco

encefalico e arrivato nel bulbo decorre nelle piramidi bulbari fino alla parte bassa del bulbo

dove l’85% delle fibre si incrociano e si forma cosi il fascio cortico spinale laterale e

anteriore con il 15 % delle fibre che decorrono verso il basso. Il fascio cortico spinale

laterale termina sui motoneuroni alfa e gamma della lamina 9. Il fascio cortico spinale

anteriore prima di prendere contatto con i motoneuroni si incrocia nuovamente.

- Fascio rubro spinale : è un fascio che origina dal nucleo rosso del mesencefalo (importante

per il controllo motorio) e termina a livelli molto alti del midollo spinale (C2 C3).

- Fascio tetto spinale : è un fascio che collega la lamina quadrigemina del mesencefalo con la

componente motrice del midollo spinale (corna anteriori) ed è importante per determinare

risposte motorie a stimoli uditivi o visivi.

I NUCLEI DEI NERVI ENCEFALICI

- Nucleo Cuneato Accessorio : è un nucleo che si trova lateralmente rispetto al nucleo

cuneato. Al cervelletto arrivano informazioni propriocettive dell’arto inferiore tramite il 76


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DETTAGLI
Esame: Neuroanatomia
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze delle attività motorie e sportive
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jacopottino di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Neuroanatomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Gabriele D'Annunzio - Unich o del prof Di Baldassarre Angela.

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