Nuclei cerebellari
Il cervelletto ha la sostanza grigia disposta in superficie e la sostanza bianca all'interno, ma immersi nella sostanza bianca ci sono raggruppamenti di neuroni che prendono il nome di nuclei cerebellari. Questi nuclei sono quattro per ogni emisfero. Quelli più interni sono i nuclei del fastigio (o del tetto), detti così perché sono molto vicini al tetto del quarto ventricolo. Procedendo in senso centrolaterale, cioè andando verso la periferia, abbiamo altre due formazioni che si chiamano nuclei globosi, cui segue il nucleo emboliforme e infine il nucleo più grande di tutti che presenta un aspetto frastagliato ed è pertanto detto nucleo dentato.
La loro importanza è dovuta al fatto che questi rappresentano le stazioni da cui partiranno poi tutte le efferenze, perché le cellule del Purkinje, seppure possiedono assoni lunghi, hanno una lunghezza sufficiente solo a raggiungere questi nuclei e quindi le efferenze usciranno da questi stessi nuclei. Ma anche le afferenze (fibre muscoidi e rampicanti) partiranno da questi distretti. Dunque, questi nuclei sono delle stazioni intermedie sia per le afferenze che per le efferenze.
Afferenze
Se consideriamo le afferenze, che sono di tipo eccitatorio come tutte le informazioni che raggiungeranno il cervelletto, queste raggiungeranno i nuclei del tetto (o del fastigio) provenendo dagli organi vestibolari, e poi dal nucleo del tetto raggiungeranno la corteccia dell'archicerebellum. Il nucleo globoso e quello emboliforme funzionano contemporaneamente e ricevono informazioni che provengono dal midollo spinale, costituendo così vie spino-cerebellari, e dal nucleo rosso, costituendo così le vie rubrocerebellari. Infine, il nucleo dentato riceve afferenze dalla corteccia ma indirettamente, costituendo le vie cortico-ponto-cerebellari e le vie cortico-olivo-cerebellari [vie che partono dalla corteccia cerebrale, ma prima di raggiungere il neocerebellum, dove è situato questo nucleo, passano rispettivamente per il ponte o per le olive (informazione tratta dal sito: http://w3.uniroma1.it/anat3b/didatticanew/lezioni%20html/LEZIONE%2010.htm)]
Efferenze
Consideriamo invece le efferenze che sono di tipo inibitorio, che originano dalle cellule del Purkinje e che sfruttano sempre neurotrasmettitori di tipo inibitorio. Le efferenze dei nuclei del tetto si porteranno sui nuclei vestibolari e alla formazione reticolare (presente nella calotta del tronco encefalico) e verranno trasmesse passando per i peduncoli cerebellari inferiori. Le efferenze dal nucleo globoso, dal nucleo emboliforme e da quello dentato raggiungeranno il nucleo rosso e il nucleo ventrale-laterale del Talamo e verranno trasmesse mediante i peduncoli.