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Nervi encefalici

Generalità

I nervi encefalici (o cranici) sono 12 paia e la loro numerazione avviene in senso antero-posteriore. Ad eccezione dei primi due, olfattivo ed ottico, che appartengono rispettivamente al telencefalo e al diencefalo e non sono dei veri nervi, avendo una costituzione del tutto particolare, gli altri 10 originano dalle diverse parti del tronco encefalico (eccezione anche per il IV paio, che ha la sua origine apparente sulla superficie dorsale del mesencefalo, in prossimità dei tubercoli quadrigemelli inferiori).

I paio: nervo olfattivo (sensitivo)

È un nervo esclusivamente sensitivo, deputato alla trasmissione degli stimoli olfattivi. L'origine reale del nervo olfattivo è nelle cellule olfattive, situate nell'epitelio della mucosa nasale che riveste la volta delle cavità nasali oltre a una piccola parte del cornetto superiore e della porzione superiore del setto. Le fibre originate dalle cellule olfattive si organizzano a formare i filamenti del nervo (filuzzi) che penetrano nella cavità cranica, attraverso la lamina cribrosa dell'etmoide, e raggiungono il bulbo olfattivo. L'ingresso di tali fibre nel bulbo olfattivo rappresenta l'origine apparente del nervo.

II paio: nervo ottico (sensitivo)

È un nervo esclusivamente sensitivo, responsabile della percezione visiva. Ha origine dalle cellule gangliari della retina: queste sono le cellule situate negli strati più profondi della retina e posteriormente hanno ciascuna un assone che insieme formano i due nervi ottici. I nervi ottici escono dalla faccia posteriore del bulbo oculare e, attraverso il foro ottico dello sfenoide, entrano nella cavità cranica, dove si incrociano a livello del chiasma ottico, posto al davanti della sella turcica dello sfenoide. Il chiasma viene considerato l'origine apparente del nervo ottico. Dal chiasma si dipartono i tratti ottici che si portano ai corpi genicolati del diencefalo.

III paio: nervo oculomotore comune (motore)

Il nervo oculomotore comune è un nervo motore somatico ed effettore viscerale parasimpatico. L'origine reale del nervo ha sede nella porzione superiore del mesencefalo, a livello dei tubercoli quadrigemelli superiori. Dopo aver attraversato le meningi, le sue fibre, dividendosi in due branche, entrano nella cavità orbitaria attraverso la fessura orbitaria superiore dello sfenoide.

La parte motrice innerva alcuni muscoli estrinseci dell'occhio (retto superiore, retto mediale, retto inferiore e obliquo inferiore), oltre al muscolo elevatore della palpebra superiore. Le fibre pregangliari parasimpatiche si portano al ganglio ciliare dove si interrompono, mentre le fibre postgangliari si portano al bulbo oculare per innervare il muscolo ciliare e il muscolo sfintere della pupilla, determinando accomodazione per la visione da vicino e miosi (restringimento della pupilla).

IV paio: nervo trocleare (motore)

Il nervo trocleare (o patetico) è un nervo esclusivamente motore somatico che innerva il muscolo obliquo superiore (o grande obliquo) dell'occhio. La sua origine reale è nel mesencefalo, mentre l'origine apparente è dorsale, in quanto le sue fibre si incrociano all'interno del SNC e si portano dorsalmente presso i tubercoli quadrigemelli inferiori. Dopo aver attraversato le meningi, entrano nella cavità orbitaria attraverso la fessura orbitaria superiore. La sua funzione è di far ruotare l’occhio verso l’alto e l’esterno.

V paio: nervo trigemino (misto)

Il nervo trigemino è il più voluminoso dei nervi encefalici. Possiede una componente motrice somatica e ambedue le componenti sensitive, somatica e viscerale. La componente sensitiva è prevalente su quella motrice e raccoglie la sensibilità generale (sia esterocettiva sia propriocettiva) della testa, della faccia e delle meningi encefaliche.

Le fibre motrici innervano i muscoli masticatori (massetere, temporale, pterigoidei, milojoideo, ventre anteriore del digastrico, muscolo tensore del palato e del timpano) e sono responsabili del loro movimento. Il nervo trigemino emerge dal tronco encefalico al confine tra il ponte di Varolio e il peduncolo cerebellare medio, con due distinte radici, la più vasta, sensitiva, la più piccola, motoria.

Poco dopo la sua emergenza, le fibre della radice sensitiva danno origine al voluminoso ganglio semilunare (o di Gasser), che è contenuto in una cavità del seno cavernoso della dura madre, detta cavo di Meckel, della rocca petrosa dell'osso temporale presso l’apice (su cui lascia un’impronta). Dal ganglio semilunare si dipartono i tre rami di divisione (o branche) del trigemino: l'oftalmico, il mascellare e il mandibolare. La radice motrice del trigemino si trova infero-medialmente alla radice sensitiva e incrocia quindi la faccia profonda del ganglio semilunare in direzione laterale, per entrare a far parte del nervo mandibolare.

Il ganglio semilunare rappresenta l'origine della sola componente sensitiva, i cui rami afferenti mettono capo al nucleo sensitivo del trigemino, un voluminoso nucleo colonnare che si estende dal mesencefalo fino ai primi segmenti cervicali del midollo spinale. Da tale nucleo prende origine la via sensitiva del trigemino (lemnisco trigeminale), diretta al talamo. L'origine delle fibre motrici del trigemino è rappresentata dal piccolo nucleo motore (o nucleo masticatorio), situato nel ponte medialmente al nucleo sensitivo.

A ognuno dei tre rami di divisione del trigemino sono annessi alcuni gangli parasimpatici: al nervo oftalmico il ganglio ciliare, al nervo mascellare il ganglio sfenopalatino, al nervo mandibolare i gangli otico, sottomandibolare e sottolinguale.

  • Branca I: nervo oftalmico (sensitivo)

È un nervo esclusivamente sensitivo ed è il più piccolo. Subito dopo l'origine dal ganglio di Gasser dà origine a un piccolo ramo ricorrente per la dura madre, quindi decorre nella parete laterale del seno cavernoso della dura madre ed entra, attraverso la fessura orbitaria superiore, nella cavità orbitaria. Si divide nei suoi tre rami terminali: i nervi nasociliare, frontale e lacrimale che vanno ad innervare la mucosa delle cavità nasali e dei seni paranasali, la cute della radice del naso, la congiuntiva e la palpebra superiore.

  • Nervo nasociliare: è il ramo più interno dell’oftalmico. Dopo aver attraversato il ganglio ciliare, raggiunge il bulbo oculare con 2 o 3 nervi ciliari lunghi che vanno direttamente al bulbo oculare ed innervano l’iride, la cornea dell’occhio e il muscolo ciliare. Il nervo nasociliare volge quindi fra il nervo ottico e il muscolo retto superiore del bulbo oculare e segue il margine superiore del muscolo retto mediale. Qui dà origine al nervo etmoidale che attraverso il foro etmoidale anteriore penetra nella cavità cranica anteriore, da qui attraverso una fessura della lamina cribrosa arriva nella cavità nasale per innervare la mucosa nasale. Il ramo terminale del nervo nasociliare è il nervo infratrocleare che emerge dall’orbita per distribuirsi alla cute in corrispondenza della commessura interna dell’occhio. Scambia fibre con il nervo sovratrocleare (ramo del nervo frontale) e innerva la parte interna della palpebra superiore e la cute adiacente della radice del naso.
  • Nervo frontale: è il ramo intermedio dell’oftalmico, il più grande di tutti. Esso raggiunge la faccia superiore del bulbo oculare e la faccia superiore del muscolo elevatore della palpebra superiore. Si divide in 3 rami: raggiunge la fronte attraverso l’incisura frontale del margine.
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Scienze biologiche BIO/09 Fisiologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher selena88 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia dell'Apparato stomatognatico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Dellavia Claudia.
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