TRONCO ENCEFALICO
Collocato all’interno del cranio.
Inferiormente: si continua con il midollo spinale; non vi è un limite netto, ma prendiamo
come limite di demarcazione il piano orizzontale a livello dei fori dell’occipitale.
Superiormente: si continua con il diencefalo.
Anteriormente: si appoggia sul clivo dell’occipitale.
Posteriormente: è in rapporto con il cervelletto, separati dalla presenza del IV
ventricolo e dai veli midollari che lo ricoprono.
Struttura compatta (6/7 cm) e tutte le vie (ascendenti e discendenti) passano da esso.
Sono presenti diversi nuclei, non solo quelli dei nervi cranici, ma anche altri che hanno a
che fare con il controllo del movimento e sopravvivenza, ad es quelli della
respirazione e del controllo del sistema cardiocircolatorio.
PORZIONI
1. Bulbo o midollo allungato lungo circa 3 cm e largo 2 cm, con diametro antero-
à
posteriore di 1,3 cm; in rapporto con le arterie vertebrali che andranno a
confluire nell’arteria basilare le solco bulbo pontineo:
2. Ponte
3. Mesencefalo
La struttura è divisa tramite dei solchi trasversali, che sono delle linee di demarcazione:
- Solco ponte-mesencefalico: divide il mesencefalo dal ponte
- Solco bulbo-pontino: divide il ponte dal midollo allungato.
SOLCHI DELLA FACCIATA ANTERIORE
Fessura mediana anteriore: su essa
avviene la decussazione delle piramidi;
dunque l’80% delle fibre che passano
dalle piramidi cambiano lato,
interrompendo la fessura. Essa divide le
piramidi che vanno scendendo verso il
basso, assottigliandosi.
Solco-bulbo pontino
Solco-laterale anteriore
Solco laterale posteriore (detto anche
solco dei nervi misti) perché da qui emergono i nervi cranici 9/10/11 (glossofaringeo,
vago e accessorio).
Complesso olivare inferiore: rilievo imp. Per connessioni con cervelletto
Solco mediano posteriore: solo nella parte chiusa del ponte, dove non c’è ventricolo
cerebrale. Questi solchi continuano nel midollo
con i rispettivi omonimi.
Guardando la parte posteriore si
possono riconoscere il fascicolo
gracile, più mediale, e il cuneato,
più laterale. Questi risalgono e si
dilatano dando origine ai
tubercoli gracile e cuneato,
all’interno dei quali ci sono i
corrispettivi nuclei.
Mentre sopra da ciascun lato si
continua con un peduncolo
cerebellare inferiore.
BULBO
Identifichiamo 2 regioni:
1. Piede: più anteriore, in cui passano fibre mieliniche e piramidi globali
2. Tegmento: parte posteriore, in cui si trovano fascicoli gracile e cuneato con i nuclei.
PONTE
Separato dal bulbo grazie alla linea di separazione del solco bulbo-pontino, da dove
originano 3 nervi cranici: abducente 6, facciale 7 e acustico 8.
In prossimità del solco bulbopontino è inoltre presente anteriormente una cisterna, la
cisterna subaracnoidea pontina, una delle dilatazioni dello spazio subaracnoideo.
Caratterizzato dalla presenza di fasci di fibre che corrono trasversalmente, convergenti
lateralmente a formare il peduncolo cerebellare medio (il peduncolo più grosso) (
I
peduncoli cerebellari sono cordoni di sostanza bianca che collegano il tronco encefalico
con il cervelletto: i PEDUNCOLI CEREBELLARI INFERIORI lo collegano con il bulbo, i
PEDUNCOLI CEREBELLARI MEDI con il ponte e i PEDUNCOLI CEREBELLARI SUPERIORI
); correranno da qui delle fibre ponto-cerebellari, che vanno verso il
con il mesencefalo
cervelletto, originando in realtà dalla corteccia, sarà quindi una via cortico-ponto-
cerebellare.
Presenta altro solco, presente longitudinalmente, il solco basilare mediano (basilare:
perché solco che accoglie l’arteria basilare, formata dalla convergenza delle due
vertebrali)., e ai lati del quale passano fibre piramidali.
Dal ponte emerge il 5° nervo, il trigemino.
Le parti del ponte sono le stesse del bulbo:
- Piede: più anteriore, presenta fibre trasversali, sia fibre longitudinali, oltre ai
cosiddetti nuclei basilari del ponte, coinvolti nella via cortico-ponto-cerebellare.
- Tegmento: più posteriore, con nuclei diversi.
MESENCEFALO
Lungo 2 cm, possiede le stesse porzioni di bulbo e ponte, con una ulteriore:
1. Piede: anteriore; passaggio dei peduncoli cerebrali di cui è sede.
2. Tegumento: nel mesencefalo costituisce la parte intermedia; presenti altri fasci di
fibre e nuclei.
3. Tetto o lamina quadrigemina: parte che contraddistingue il mesencefalo; Presenta
4 collicoli, 2 superiori e 2 inferiori, detti anche tubercoli quadrigemelli, simili tra loro
ma con funzioni differenti.
(collicoli o tubercoli si vedono bene in immagine sotto oppure pag.2 in fondo)
Nella faccia anteriore: si osservano i peduncoli cerebrali, separati dalla fossa
interpeduncolare, dalla quale originano il III paio di nervi cranici; è anche il punto in cui
l’arteria basilare dà origine alle arterie cerebellari posteriori e arterie cerebrali posteriori
(facenti parte del poligono di Willis).
Tra i due peduncoli, c’è la sostanza perforata posteriore, che presenta moltissimi fori
perché ospita il passaggio di piccoli vasi.
Lateralmente i due peduncoli presentano solco laterale al di sotto del quale troveremo il
lemnisco mediale.
I Collicoli superiori del tetto del mesencefalo: ricevono info di tipo visivo
Collicoli inferiori: Info di tipo uditivo
Entrambi sono connessi al talamo tramite dei bracci congiuntivi, connettono i collicoli con
nuclei talamici: i corpi genicolati laterale e mediale. (vedi imm, su veduta postero-
laterale).
VASCOLARIZZAZIONE
Vasi coinvolti:
1. 2 arterie vertebrali convergono nella basilare
à
2. Basilare dà origine alle cerebrali posteriori
à
3. Spinale anteriore e posteriore
4. Arterie cerebellari:
a. PITA
b. SC
5. Arteria comunicante posteriore.
NERVI CRANICI
Nervi periferici dedicati all’innervazione principalmente della testa (con qualche
eccezione).
N° Nome
I OLFATTIVO Media informazioni olfattive Costituito da filuzzi olfattivi, presenti
a livello dei recettori della mucosa
nasale ed insieme, passando per la
lamina cribrosa, si portano a
formare sinapsi con bulbo olfattivo
localizzato al di sopra.
II OTTICO Trasporta Informazioni visive Origina dagli assoni delle cellule
gangliari della retina. È mielinizzato
dagli oligodendrociti (anomalia xkè
nervi periferici devono essere
mielinizzati da cellule di Schwann)
conseguente alla sua origine
embriologica dal diencefalo.
III OCULOMOTORE comune Oculomotore somatico + Uno dei 3 nervi oculomotori, oltre ad
componente parasimpatica essere ‘somatico’, (ovvero dedito
all’innervazione dei muscoli retti
superiore medio e inferiore, del
muscolo obliquo inferiore e del
muscolo elevatore della palpebra),
ha un nucleo a componente
parasimpatica dedicato
all’innervazione dello sfintere della
pupilla (chiude il diaframma per
limitare l’ingresso della luce) ed il
muscolo ciliare (per permettere
messa a fuoco dell’immagine su
soggetto lontano o vicino)
IV TROCLEARE Esclusivamente motorio Innerva il muscolo obliquo
superiore, uno dei m. estrinseci
dell’occhio.
V TRIGEMINO Nervo sensitivo + piccola Trasporta informazioni sensitive
branca motoria dalla faccia, dalle meningi e in parte
dall’occhio. Branca motoria con
feedback verso i muscoli
masticatori, il tensore del velo
palatino ed il ventre del muscolo
gastrico.
VI ABDUCENTE Motorio Innervazione del muscolo retto
laterale dell’occhio. ‘abducente’ per
la funzione di ‘abdurre’ l’occhio,
portarlo verso l’esterno.
VII FACIALE Motorio, sensitivo, Motorio: innerva i muscoli mimici
parasimpatico Sensitivo: costituito da fibre
gustative che provengono dai 2/3
anteriori della lingua
Parasimpatico: fibre che innervano
le ghiandole lacrimali, salivari e
nasali.
VIII STATOACUSTICO o Sensitivo Raccoglie le informazioni
VESTIBOLOCOCLEARE dall’orecchio interno, sia di natura
vestibolare (relative all’equilibrio) sia
uditive.
IX GLOSSOFARINGEO Motorio, sensitivo e Motorio: innerva muscoli della
parasimpatico faringe
Sensitivo: trasporta info di tipo
gustativo dal 1/3 posteriore della
lingua
Parasimpatico: fibre che innervano i
glomi (o corpi) carotidei coinvolti nei
riflessi della pressione.
X VAGO Motorio + parasimpatico Particolarità di ‘vagare’ per il corpo e
raggiunge zone a lunga distanza
come torace e addome, a differenza
degli altri nervi cranici dedicati
all’innervazione della testa.
Motorio: per muscoli della faringe e
laringe
Nervo per eccellenza
dell’innervazione parasimpatica:
tratto digerente, respiratorio etc.
XI ACCESSORIO spinale Motore Chiamato così perché origina dai
neuromeri alti cervicali del midollo
spinale. È un nervo motore che
innerva in particolare il muscolo
sternocleidomastoideo e m.
trapezio.
XII IPOGLOSSO Motore Innerva muscoli della lingua.
Particolarità:
I e II costituiscono un’eccezione rispetto agli altri, perché non hanno emergenza e nuclei a
livello del tronco encefalico.
III, IV e VI sono nervi oculomotori e sono finalizzati ai movimenti degli occhi, per
l’innervazione di tutti e 6 i muscoli estrinseci dell’occhio (4 retti, superiore inferiore mediale
e laterale, 2 muscoli obliqui, superiore ed inferiore).
Possono avere composizione esclusivamente motoria, esclusivamente sensitiva oppure
mista.
I nervi cranici dal III al XII emergono a livello del tronco encefalico.
GENERALITÀ DEL TRONCO ENCEFALICO
Si descriveranno nel dettaglio le strutture dei nuclei propri del mesencefalo, del ponte, del
midollo allungato ed i fasci di fibre che li attraversano.
La struttura del tronco encefalico è piccola, ma molto compatta, di conseguenza tutte le
informazioni ‘da’ e ‘per’ il cervello, passano attraverso il tronco encefalico.
Oltre alla presenza dei nuclei dei nervi cranici, vi sono i nuclei propri del tronco
encefalico, che sono adibiti a funzioni diverse come: tono muscolare, connessioni
con cervelletto, mantenimento della postura e le funzioni connesse direttamente
con la vita (respiratorie e cardiache).
L’architettura così compatta del tronco encefalico, fa sì che lesioni anche piccole possano
colpire molti sistemi, determinando condizioni molto compromesse.
Citata la sindrome Locked-in: paziente paralizzato dalla testa ai piedi ma cosciente.
‘Scafandro e farfalla’.
SVILUPPO EMBRIONALE DEL
TRONCO ENCEFALICO
DISPOSIZIONE DEI NUCLEI NEURONALI NEL TRONCO ENCEFALICO
Durante lo sviluppo, la struttura si modifica dal tubo neurale fino ad avere, all’altezza del
tronco encefalico, il IV ventricolo cerebrale.
Come visto per il midollo spinale, possibile identificare:
- una lamina alare: natura sensitiva
- Una lamina basale: natura motoria.
I vari gruppi di neuroni si distribuiscono con un’organizzazione antero-posteriore analoga a
quella analizzata nel midollo spinale, in cui si trovano anteriormente i motoneuroni
somatici, poi motoneuroni viscerali, i neuroni sensitivi viscerali e, più posteriormente, i
neuroni sensitivi somatici.
Però ! come mostrato nell’imm. Nel tronco encefalico il IV ventricolo induce uno
spostamento dei gruppi di neuroni da una posizione posteriore a laterale, creando
un’organizzazione medio-laterale.
Quindi nel tronco encefalico si trovano le stesse suddivisioni e raggruppamenti del midollo
spinale: medialmente si trovano i motoneuroni somatici mentre, più lateralmente, i
motoneuroni viscerali, i neuroni sensitivi viscerali e i neuroni sensitivi somatici. (le
stesso colonne di prima, si dispongono più orizzontalmente.
Nel tronco encefalico, ci sono altri due gruppi di neuroni (assenti nel midollo spinale:
1. Localizzato nella posizione laterale nel tronco (colorato in viola) dedicato ad una
sensibilità somatica speciale legata ai nervi di tipo uditivo e vestibolare.
2. In arancione, spostato verso l’interno rispetto agli altri nuclei che sono prossimi alla
superficie del IV ventricolo. Questo gruppo si trova più in profondità e per questo si
dice essere in seconda posizione, rappresenta i neuroni e le colonne di neuroni
motorie branchiali. Il termine branchiali fa riferimento a delle strutture presenti nel
corso dello sviluppo, ovvero gli archi branchiali e faringei, che nel corso dello
sviluppo danno origine a una serie di muscoli masticatori, mimici ecc. Quindi in
seconda posizione abbiamo i neuroni che si occupano dell’innervazione di questi
ultimi muscoli.
IL MESENCEFALO Abbiamo già visto la
suddivisione del
mesencefalo, nelle
sue 3 porzioni: piede,
tegmento e tetto.
La porzione
anteriore, ovvero il
piede ed il tegmento,
è separata da un
nucleo chiamato
Sostanza Nera del
Soemmering.
SOSTANZA NERA DEL SOEMMERING
Definita ‘nera’ perché mesencefalo sezionato, presenta in questa sezione un colorito
nerastro. È composta da 2 parti:
1. Parte compatta: da essa proviene il colore nero, dato dalla presenza di un
pigmento che si accumula in queste cellule, la neuromelanina, la cui sintesi deriva
dal metabolismo della dopamina (il nt usato da questi neuroni).
2. Parte reticolata: da essa proviene il colore rossiccio, dato dalla presenza di Fe.
Le due parti presentano differenze a livello morfologico, di nt utilizzati e a livello delle loro
proiezioni.
AFFERENZE EFFERENZE
Anteriore: fascicolo strionigro dal nucleo Nigostriate (verso lo striato con cui
caudato (uno dei gangli della base)e vie comunica in loop)
cortinigre dalla corteccia frontale
Posteriore: dal putamen (uno dei gangli Parte reticolata del talamo
della base) e dalla corteccia paracentrale
NEURONI PIGMENTATI NEURONI NON PIGMENTATI
Contengono neuromelanina; sono TH- Positivi alla calretinina (bipolari) e
positivi (presentano tirosina idrossilasi, parvalbumina (piccoli e multipolari)
l’enzima che produce la dopamina), sono
medio-grandi, triangolari e multipolari, a
volte fusiformi.
PARTE COMPATTA PARTE RETICOLATA
Meccanismo di feedback del loop Proietta al talamo
strionigrostriatale (striato sostanza
à
nera striato): ogni neurone TH proietta a
à
100 neuroni striatali.
Molte connessioni, come dal nucleo La sostanza nera è talmente tanto
accumbens (parte più ventrale dello coinvolta nei circuiti dei gangli della base,
striato), e proietta all’accumbens e alla che la parte reticolata è considerata uno
corteccia limbica. dei due nuclei di output dei gangli della
base (insieme al globo pallido, come si
vedrà)
Più dorsale rispetto alla parte reticolata Più ventrale rispetto alla parte compatta
Utilizza dopamina Utilizza i GABA
Entrambe con circa 280.000 neuroni, medialmente e lateralmente, la parte reticolata e
quella compatta si fondono.
Dorsalmente, tra la sostanza nera e il nucleo rosso (altro nucleo del mesencefalo), si trova
il nucleo parabrachiale.
MORBO DI PARKINSON
Abbiamo detto che parte nera produce dopamina: il pigmento che si accumula giustifica il
colore scuro.
La dopamina entra in gioco all’inizio dei movimenti (fa da starter) e nei movimenti
involontari. La degenerazione selettiva di queste cellule provoca il morbo di Parkinson.
Nell’imm. Accanto si può notare in alto, il mesencefalo in un
soggetto sano, in cui è evidente la striscia nera. In basso invece il
mesencefalo di un soggetto affetto da Parkinson, caratterizzato da
una degenerazione selettiva dei neuroni della parte compatta della
sostanza nera.
I sintomi del Parkinson sono legati al movimento:
- Tremore a riposo (caratteristico quello della mano detto del
‘contamoneta’)
- Rigidità: non fa da starter quindi all’inizio il movimento è
molto a scatti.
- Perdita della mimica facciale (in stadi più avanzati).
Terapia classica: somministrazione di L-dopa (dopamina stessa
non passa la barriera emato-encefalica). Cura che funziona nei
primi anni, ma dopo peggiora. Si sta studiando come approccio
terapeutico alternativo la sostituzione cellulare delle popolazioni
morte, ma trattamento definitivo non ancora presente.
NUCLEO ROSSO
Altro nucleo del mesencefalo, chiamato così perché contiene del ferro.
AFFERENZE EFFERENZE
Dentatorubre: dal dentato (un nucleo del Rubroreticolari: dirette verso la
cervelletto), attraverso il peduncolo formazione reticolare del tronco encefalico
cerebellare superiore.
tettorubre: dai collicoli superiori Rubroolivari, verso l’oliva (un nucleo del
midollo allungato), una via che si porta poi
verso il cervelletto.
Pallidorubre: dal globo pallido Rubro spinali (sistemi mortori laterali).
Corticorubre: dalla corteccia La sua funzione (del nucleo rosso) è importante
per il tono muscolare, la posizione del corpo e la
deambulazione.
Una lesione causa tremore a riposo, cambiamenti
del tono muscolare e movimenti coreoatetosici
(‘corea’=danza), ovvero movimenti incontrollati
che simulano una danza.
COLLICOLI SUPERIORI ED INFERIORI
A livello del tetto della lamina quadrigemina, si trovano 4 rilievi, 2 collicoli superiori e 2
inferiori.
I collicoli superiori
Hanno una struttura complessa, costituiti da 10 strati di cellule e fibre.
Ricevono informazioni di tipo visivo, ma ricevono anche afferenze somatosensitive e
acustiche: sono un centro di integrazione multisensoriale.
È dai collicoli superiori che partono poi le fibre discendenti, verso il midollo spinale,
responsabili dei riflessi visivi e acustici che, per esempio, permettono di seguire un
oggetto in movimento (guardando fuori dal finestrino).
I collicoli inferiori
Sono nuclei intercalati sulle vie acustiche e anch’essi sono coinvolti in sistemi discendenti
responsabili dei riflessi acustici (quando qualcuno ci chiama e ci si gira per riflesso).
AREA PRETETTALE
Situata di fronte al collicolo superiore e contiene molti nuclei, come il nucleo olivare
pretettale. Questo controlla i riflessi della luce, cambiando apertura della pupilla: può
provocare una condizione di miosi (pupilla ristretta) o di midriasi (pupilla dilatata),
quando c’è poca luce per permettere un > ingresso di fotoni.
Si tratta di un riflesso consensuale: anche se viene stimolato
solo un occhio, restringimento e dilatazione della pupilla
interessa entrambi. Tectum:
Periaqueductal
Tectum: Cerebral aqueduct superior colliculus
gray Cerebral aqueduct
superior Periaqueductal gray
colliculus Pretectum Nuclei:
(above)
Nuclei: oculomotor
Edinger-Westphal
Peduncle:
oculomotor path of oculomotor nerve
(above)
Tegmentum:
Edinger- Pretectum
Westphal red Peduncle:
Tegmentum:
(above) nucleus red nucleus
substancia substancia nigra
Crus cerebri
nigra
Crus cerebri
path of oculomotor nerve
GRIGIO PERIACQUEDUTTALE (PAG)
Esso circonda l’acquedotto di Silvio, che mette in comunicazione III e IV ventricolo
passando nel mesencefalo. Tuttavia, non lo contorna completamente, ma ha una struttura
a ferro di cavallo, che non si chiude ventralmente.
Dal PAG partono delle vie discendenti che sono dirette verso il corno posteriore del
midollo spinale.
AFFERENZE EFFERENZE
Aree corticali Al proencefalo, soprattutto talamo e
ipotalamo
Amigdala Tronco
Ipotalamo Midollo spinale
Tronco
Midollo spinale
Funzioni
- Ruolo nella modulazione del dolore, quindi ruolo analgesico, innalzando la soglia
del dolore.
- Ruolo nelle emozioni, dovuto a connessioni con sistema limbico
- Comportamento di paura e difesa, per connessioni con l’amigdala
- Vocalizzazione e comportamento riproduttivo, per le connessioni dell’ipotalamo.
PONTE
Parte più voluminosa del tronco.
Costituito da fibre trasversali (orizzontali), che si portano posteriormente verso il
cervelletto: si tratta delle fibre ponto-cerebellari, che sfruttano il peduncolo cerebellare
medio. Esse fanno parte della via cortico-ponto-cerebellare, che va dalla corteccia ai
nuclei basilari del ponte, fino al cervelletto attraverso le fibre ponto-cerebellari.
Ci sono anche fibre longitudinali che corrispondono ai classici fasci in salita e in discesa
che passano a livello del ponte.
BULBO O MIDOLLO ALLUNGATO
Costituito anche lui da due porzioni, piede anteriormente e tegmento posteriormente.
Strutture
NUCLEI DELLE COLONNE DORSALI
Il midollo allungato possiede dei nuclei
propri, così come i nuclei gracile e
cuneato, che si trovano all’interno dei
tubercoli gracile e cu
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Tronco encefalico
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Nucleo del tronco encefalico
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Anatomia III – Tronco encefalico – Schemi
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Tronco encefalico