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Neorealismo

Il neorealismo è una corrente letteraria, i cui antecedenti possono rintracciarsi intorno al 1930 (Gli indifferenti, 1929, di Alberto Moravia e Tre operai, 1934, di Carlo Bernari), che esprime, valendosi di una drammatica rappresentazione analitica dell'esistenza umana, l'insofferenza per la vacuità delle convenzioni borghesi e la noia per una vita priva di senso. Sorse quindi come conseguenza della crisi tra il 1940 e il 1945 che, con la seconda guerra mondiale e la lotta antifascista, il dopoguerra, sconvolse fino alle radici e cambiò il volto all'intera società italiana. Il neorealismo si nutrì, quindi, di un modo di guardare il mondo, di una morale e di un'ideologia nuove che erano proprie dell'antifascismo.

Temi principali

In particolare i temi principali di questa nuova letteratura sono:

  • La guerra partigiana (Italo Calvino);
  • Lo sbandamento che gli intellettuali vissero durante la guerra e nell'immediato dopoguerra (Alberto Moravia);
  • La testimonianza dei campi di sterminio (Primo Levi);
  • L'accentuazione della storica frattura del Sud dal Nord d'Italia.

Alberto Moravia (28 novembre 1907 - 26 settembre 1990)

Vita e ideali

Moravia è pseudonimo di Alberto Pincherle. Era uno scrittore nevrastenico e tremendamente impaziente. Il romanzo non è un trattato filosofico per lui di conseguenza di difficile definizione. Preferiva romanzi di avventura, in cui i viaggi spesso erano temporali ogni luogo sembra per lui avere un tempo specifico tra presente passato e futuro. Un artista è un essere profondamente anormale in un ambiente normale come quello della borghesia. Lui si sentiva incompreso nella sua famiglia per la sua elevata sensibilità. La sua famiglia era un peso, insopportabile come istituzione. Si scelgono gli amici, le moglie, gli amanti ma i parenti no. La famiglia è un nucleo sociale pieno di tabù (incesto) contraddizione alla base, proibire ciò che è più naturale, amare la prima donna che si vede, la madre. La realtà oscura del sesso e del denaro.

Dopo la guerra vi erano situazioni che la lingua colta non si sentiva di esprimere, per questo utilizza il dialetto per difesa da un'unificazione dell’Italia che poi così unita non era. Il 40% degli italiani al suo tempo non parlava italiano. Era a favore della sopravvivenza dei dialetti ed era affascinato dalle lingue, parlava e studiava inglese, tedesco, francese e spagnolo. Per lui le lingue erano un modo per parlare alle persone e per aiutarlo nei suoi viaggi. Viaggi che lui faceva per nutrire la sua curiosità sul modo di vivere delle diverse popolazioni. Sappiamo benissimo perché amiamo le donne ma non sappiamo perché abbiamo un'amicizia.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Nikoazrael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana moderna e contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof D'Antuono Nicola.
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