TRAPIANTO RENALE (1)
Consiste nell’inserimento anatomo - funzionale
nell’organismo uremico (ricevente) di un rene proveniente da
un altro individuo (donatore).
A differenza del trattamento dialitico sostitutivo, è in grado sia
di ripristinare globalmente la funzione renale (escretrice ed
endocrina) sia di correggere gran parte delle alterazioni
extrarenali proprie della patologia del sopravvissuto uremico.
Rappresenta il trattamento sostitutivo ottimale poiché è l’unico
capace di riabilitare il paziente dalla uremia
TRAPIANTO RENALE (2)
Nomenclatura
Isotrapianto: - quando donatore e ricevente condividono
identica struttura genetica (trapianti fra
gemelli monocoriali)
Allotrapianto: - quando lo scambio dell’organo avviene fra
individui appartenenti alla stessa specie
Eterotrapianto: - in questo caso lo scambio di organo avviene
fra specie animali differenti
TRAPIANTO RENALE (3)
Da donatore vivente:
- Il trapianto consegue alla mononefrectomia di un
donatore, geneticamente compatibile con il ricevente.
Da donatore cadavere:
- I reni vengono prelevati, in coppia, da un donatore del
quale sia stata accertata la morte e trapiantati a due
distinti riceventi
TRAPIANTO RENALE (4)
Eterotopico: - quando il neo rene viene collocato in sede
topograficamente differente da quella
fisiologica, generalmente in fossa iliaca.
Ortotopico: - quando il neo rene viene impiantato in sede
circostante alla fossa lombare.
SELEZIONE DEL RICEVENTE
Controindicano il trapianto le seguenti condizioni (a):
- Disturbi psichiatrici che predispongono il ricevente alla non
osservanza del programma terapeutico;
- Una scarsa motivazione psicologica al trapianto;
- L’abuso di alcool o di altre sostanze tossiche;
- La presenza di malattie che possono recidivare con frequenza
elevata nel rene trapiantato: in questo caso si può proporre una
controindicazione definitiva al trapianto o una temporanea
sospensione dalla lista attiva fino a che le manifestazioni renali
ed extrarenali della malattia primitiva non siano clinicamente
spente o mantenute inattive mediante farmacoterapia.
SELEZIONE DEL RICEVENTE
Controindicano il trapianto le seguenti condizioni: (b)
- Un elevato rischio cardiovascolare;
- Ulcere gastroduodenali in fase attiva;
- Infezioni non eradicabili dalla terapia;
- Le neoplasie metastatizzanti;
- Un cross-match positivo tra siero del candidato ricevente ed i
linfociti di un donatore disponibile, perché si verificherebbe
una immediata reazione di rigetto iperacuto;
- La incompatibilità per il sistema ABO fra donatore e
ricevente;
- Lesioni aterosclerotiche vascolari diffuse;
- Alterazioni urologiche delle vie urinarie.
SELEZIONE DEL DONATORE
CADAVERE
Principi di legislazione (a)
Il problema del consenso alla donazione degli organi e tessuti
da cadavere è stato affrontato dal governo italiano mediante
l’approvazione del principio del “silenzio - assenso”
(31.03.1999):
“Tutti i cittadini sono tenuti a dichiarare la propria libera
volontà in ordine alla donazione di organi e di tessuti del
proprio corpo successivamente alla morte e sono informati che
la mancata dichiarazione di volontà è considerata quale
assenso alla donazione” (Art. 4, comma 1).
SELEZIONE DEL DONATORE
CADAVERE
Principi di legislazione (b)
Il prelievo di un organo o di un tessuto, successivamente alla
dichiarazione di morte, è pertanto consentito (Art. 4, comma 4)
“nel caso in cui dai dati inseriti nel sistema informatico dei
trapianti o dei dati registrati sui documenti sanitari personali
risulti che il soggetto stesso abbia espresso in vita dichiarazione
di volontà favorevole al prelievo o qualora dalle stesse fonti
risulti che il soggetto, a cui sia stata notificata la richiesta di
dichiarare la propria volontà (Art. 5, comma 1), non abbia
espresso alcuna volontà”.
SELEZIONE DEL DONATORE CADAVERE
Causa di morte (a)
Il donatore potenziale d’organo è un soggetto giunto a
morte cerebrale così come definito dalla normativa di legge
(n° 578/93), per lesioni irreversibili dell’encefalo e che non
presenti controindicazioni cliniche che possano comportare
un rischio per il futuro ricevente.
SELEZIONE DEL DONATORE
CADAVERE (4)
Causa di morte (b)
Le lesioni irreversibili possono derivare da:
- Trauma (contusivo o perforativo)
- Accidenti cerebrovascolari (emorragia spontanea,
lesione ischemica)
- Danni post-anossici
- Neoplasie cerebrali primitive non metastatizzanti
SELEZIONE DEL DONATORE
CADAVERE (5)
Criteri di esclusione assoluti
- Presenza di anticorpi anti-HIV
- Positività per HBsAg, HBeAg ed HDV contemporaneamente,
poiché rappresenta una condizione di viremia con elevato
rischio di infettività
- Presenza di neoplasie maligne extracerebrali in atto o, se
pregresse, con rischio di metastasi tardive
SELEZIONE DEL DONATORE
CADAVERE (6)
Criteri di esclusione per il trapianto di rene (a)
- Infezioni sistemiche in atto di origine virale, batteriche o
fungine
- Insufficienza renale o nefropatia cronica con proteinuria
> 1-2 g/die
- Grave ipertensione arteriosa
- Instabilità di circolo con segni di ipoperfusione parenchimale
(oligoanuria irreversibile con progressivo peggioramento
funzionale)
- Trauma renale
SELEZIONE DEL DONATORE CADAVERE
(7)
Criteri di esclusione per il trapianto di rene (b)
L’età avanzata (anche superiore ai 70 anni) non
è criterio di esclusione a priori, ma solo dopo
valutazione anamnestica, ecografica e
funzionale e dopo esplorazione chirurgica con
biopsia (Donatore marginale)
SELEZIONE DEL DONATORE VIVENTE (1)
Principi di legislazione
La legge italiana n° 458 del 26.06.1967 ammette di disporre
a titolo gratuito del rene al fine di trapianto fra persone
viventi maggiorenni, consanguinei e, solo nel caso che il
paziente non abbia consanguinei o nessuno di essi sia
idoneo, la deroga può essere consentita per altri parenti o
per donatori estranei.
La prassi vuole che attualmente venga accettata la
donazione fra coniugi, mentre non lo è quella fra non
apparentati.
Condizione basilare la gratuità e la spontaneità alla
donazione.
SELEZIONE DEL DONATORE VIVENTE (2)
Criteri di esclusione
- Incompatibilità ABO
- Cross match positivo
- Presenza di fattori di rischio cardiovascolare
- Presenza di diabete
- Neoplasie pregresse
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