Pielonefrite
Pielonefrite è definibile come un’infiammazione del rene e delle vie urinarie e può essere dovuta ad agenti infettivi oppure a sostanze tossiche.
Pielonefrite infettiva acuta
Tra i batteri, E.coli è nel 75% dei casi il responsabile di PLNA. La via di infezione più comune è quella ascendente, con particolare importanza nella considerazione della lunghezza dell’uretra. Inoltre, la crescita batterica in vescica è di per sé causa di trasmissione dell’infezione al tratto ureteropielico. La via ascendente è favorita inoltre dalla presenza di elevate pressioni urinarie a livello vescicoureterale.
L’infezione, a livello renale, prende inizio dalla midollare portandosi poi nella corticale. La possibilità di infezione per via ematogena sembra essere legata al tipo di germe, alla carica batterica, alla virulenza, alle patologie renali intercorrenti o a situazioni di ipertensione arteriosa.
La pielonefrite infettiva acuta è caratterizzata da febbre elevata, fortemente remittente, preceduta da brividi e sudore, anoressia, nausea e vomito, calo ponderale, dolore lombare intenso spesso bilaterale, spontaneo ed accentuato dalla palpazione delle fosse lombari; spesso si sovrappongono sintomi della cistite quali stranguria, disuria e/o pollachiuria.
La presenza di >5 leucociti/CM è da ritenersi patologica. La proteinuria è generalmente <2-5g/die, salvo che nelle forme associate a reflusso. L’ecografia mostra l’aumento del volume renale per l’edema interstiziale, dove alcuni fattori facilitanti la PLNA quali calcoli, reflusso vescicoureterale, stenosi del giunto, stasi vescicale da ipertrofia prostatica o da stenosi uretrale. La TAC è utile nelle complicanze della PLNA, mostrando delle immagini ipodense diffuse alla corticale che si contrastano e restano contrastate tardivamente rispetto alle altre zone di parenchima renale.
Pielonefrite cronica
L’aspetto macroscopico è caratterizzato dalla marcata riduzione della volumetria renale, con indice corticomidollare ridotto. La mucosa delle vie escretrici, soprattutto nelle forme con importante stasi o reflusso vescicoureterale, appare interessata da fatti di atrofia e/o sclerosi.
I primi segni a comparire sono in rapporto alle alterate funzioni della zona tubulointerstiziale e dei glomeruli. L’ecografia mostra una riduzione più o meno marcata della volumetria renale in rapporto al grado ed al tempo della malattia. Le cavità escretrici sono modicamente dilatate e c’è alterazione di differenziazione corticomidollare.
Rare complicanze della PLNC sono le necrosi papillari, caratterizzate da distacco di parte della papilla renale a causa di danni di tipo sclerotico.