NEFROLOGIA
———- GLOMERULONEFRITI + 10-16————
GLOMERULONEFRITI
Gruppo di malattie renali causate da processi in ammatori che colpiscono i nefroni con
interessamento temporalmente dilazionato delle sue parti ossia prima il glomerulo e poi gli tubuli,
interstizio, vasi; anche se la causa è diversa il risultato nale sarà sempre l’insu cienza renale
cronica.
Il danno renale prevede vari step:
1. anomlaie urinarie asintomatiche
2. sindrome nefritica (ematuria, ridotta funzione renale, ipertensione arteriosa, edema)
3. deterioramento della funzione renale rapido
4. sindrome nefrosica (edema, proteinuria, ipoalbuminemia)
CLASSIFICAZIONE:
istopatologicamente: proliferative; non proliferative
• patogenecamente: primitive con lesioni glomerulari isolate; secondarie a una patologia
• sistemica
clinicamente: sindrome nefritica; sindrome nefrosica; anomalie urinarie isolate
• incidenza delle
EPIDEMIOLOGIA: occupano il 4° posto tra le cause di insu renale cronica.
primitive è di 22,7/1.000.000 abitanti con particolare interesse delle forme da depositi mesangiali
di IgA, mentre nelle secondarie è di 5,8, con più alta frequenza nei maschi (eccezion fatta per la
nefrite lupica). E’ la terza causa di insu cienza renale cronica terminale dopo diabete e
ipertensione arteriosa
EZIOPATOGENESI: in breve possiamo dire che le cause delle diverse glomerulonefriti sono tutte
diverse ma accomunate tutte dalla deviazione della risposta immune con formazione edeposito di
mmunocomplessi del glomerulo che si possono essere formati in circolo oppure si formano in situ
e vi è inoltre un piccolo ruolo dell’immunità cellulo-mediata e questo porta a vari tipi di quadri
istopatologici di danno che però porta ad una evoluzione sia immunologica che non-
iummunologica entrambe però esitano nella perdita di funzione del glomerulo, del nefrone e
dunque insu cienza renale.
per la maggior parte delle volte sono infezioni di tipo batterico (streptococco β-emolitico gruppo
A), virali (virus C dell’epatite), protozoario (schistosomiasi) questi causano una risposta
immunitaria, formazione di immunocomplessi che si depositano nelle anse capillari e danno altre
risposte cellulo-medi. Da un punto di vista microscopico c’è un’iniziale presentazione
dell’antigene, poi l’attivazione dei linfociti Th1 o Th2 e in ne la risposta delle cellule renali a tali
stimoli
PROGRESSIONE DEL DANNO RENALE
Va detto che l’instaurarsi del danno renale è dovuto ad una continua prevalenza di fattori di o esa
come citochine in ammatorie, fattori di crescita e in ltrato di leucociti, piastrine, complemento che
non riescono ad essere adeguatamente controbilanciati dai meccanismi di difesa locali quali
citochine anti-in ammatorie, proteinasi, eparina, nitrossido. Ma può anche essere causato da un
danno ischemico che porta alla secrezione di renina e accelerata brosi. Il danno iniziale è sempre
rivolto al glomerulo e coinvolge come tappa obbligatoria i linfociti T che però possono essere Th1
e dare una risposta cellulo-mediata con secrezione di IFN-γ, TNF-β, IgG1, IgG3, oppure i Th2
secernenti Il-4, IL-5, IL-13 e IgE
Th1 Th2
Glomerulonefrite rapidamente progressiva Glomerulonefrite a lesioni minime
Glomerulonefrite da anticorpi anti-MBG Glomerulonefrite membranosa
Glomerulonefrite ANCA-positiva Nefropatia da IgA
Glomerulonefrite membrano-proliferativa +Th1 nella Glomerulonefrite lupica
L’in ltrato in ammatorio e il rialscio di sostanze in ammatorie fa sì che ci sia una progressiva e
cronica sclerosi: PDGF stimola le cellule mesangiali a secernere αSMA (α-smooth muscle actin) un
marker di attivazione cellulare, TGF-β stimola il mesangio a produrre componenti della matrice
extracellulare e al contempo inibisce le proteasi responsabili della loro distruzione, l’esito è dunque
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un cambiamento quantitativo e qualitativo della matrice extracellulare con dominanza di
ceollageno I e III. Un secondo tipo di danno è costituito non tanto dalla proliferazione del
mesangio, quanto dal distacco dei podociti e dlla perdita della struttura portante del glomerulo.
meccanismi immunologici di danno renale
Presentazione del peptide antigenico (segnale1): prevede il legame tra
la sinapsi immunologica
l’HLA-DR con il recettore TcR-CD3 del parallelamente c’è anche
dell’APC linfocita immaturo Th0,
ilsegnale costimolatore essenziale che è B7-1 e B7-2 del macrofago con CD28 del Th0, ma anche
CD40 sul macrofago e CD40L sul Th0.
Contesto citochinico (segnale 2): a seconda di quale citochina è maggiormente presente
nell’ambiene in cui è avvenuto il segnale 1 allora avremo il di erenziamento verso fenotipi dei
linfociti T di erenti. In particolare
IL-12 › Th1
• IL-2, IL-4, >IL-13 ›Th2
• TGF-β, IL-6, IL-23 › Th17
• TGF-β › Treg
•
Secrezione dei vari linfociti (segnale 3):
Th1 › IL-12, IFN-γ, TNF-β responsabili dell’ipersensibilità ritardata cellulo-mediata che
• richiama cellule in ammatorie quali linfociti e macrofagi nel glomerulo
Th2 › IL-4, IL-13, IL-15 reponsabili della risposta umorale (o anticorpo-mediata) dove gli
• anticorpi portano all’attivazione del complemento formando immunocomplessi che
andranno a depositarsi a livello glomerulare, oppure produrre anticorpi che legano
direttamente antigeni della membrana basale (in situ)
inoltre va detto che IFN-γ e IL-12 sopprimono i Th2 e IL-4 e IL-13 sopprimono i Th1. Avremo varie
glomerulonefriti e ciascuna coinvolgerà prevalentemente l’uno o l’altro gruppo e av detto che nei
paesi sviluppatoi predominano le forme Th2
Th 17 › IL-17, IL-21 responsabili della glomerulonefrite mediata dalla MPO
• Treg › TGB-β, IL-10, CTLA-4 per sopprimere la risposta immunitaria
•
Mediatori della risposta in ammatoria
Ruolo dei sistemi umorali e cellulari:la deposizione di antigeni o immunocomplessi attiva
• a livello renale tutta una serie di componenti:
sistema del complemento: cruciale nelle glomerulonefriti perché in animali senza
• complemento le glomerulonefriti non si instaurano e inoltre in pazienti con questa malattia
abbiamo basse concentrazioni di complemento (perché è stato consumato). Il C3a e il C5a
aumentano la permeabilità dei capillari glomerulari e svolgono azione chemiotattica; C3b
favorisce l’aderenza dei polimorfonucleati alla membrana basalee questi portando
immunocomplessi ed enzimi lisosomiali svoglono un’azione litica sulla stessa membrana
basale; la forma nale C5b-9 si deposita a livello della cellula epiteliale e per via diretta
causa un’alterazione della distribuzione delle cariche anioniche aumentando la
permeabilità del glomerulo e per vi aindiretta libera prostaglandine e prostacicline che
vasodilatano favorendo la permeabilità
prostaglandine: se io do il farmaco indometacina che inibisce la secrezione delle
• prostaglandine a livello renale si è visto che la proteinuria si riduce
coagulazione: gli immunocomplessi attivano in fattore XII che porta alla deposizione della
• brina nei capillari gloemrulari , questa porta alla reazione macrofaglica, alla sostituzione
progressiva con materiale ialino e alla produzione locale di fattore tissutale che forma
trombina e da qui brina.
ROS liberate prevalentemente dai polimorfonucleati e dai monociti per via del fatto che
• incrementano il consumo di ossigeno, ma anche dalle cellule stesse del glomerulo, ciò
porta alla formazione di acidi alogeni che causano un danno diretto alle cellule nascenti e
anche un danno indiretto perché potenziano la proteasi
In ltrazione dei polimorfonucleati: richiamate da c5a liberano molte sostanze quali FAP
• (fattore attivante piastrine), PDGF (fattore di crescita prodotto dalle piastrine), LTB4
(leucotrieni),ma anche sostanze tossiche vasoattive nei granuli azzurro li come proteasi
(elastasi e catepsina G) che aggrediscono la membrana basale del glomerulo digerendo il
collageno IV e la laminina. i neutro li in particolare attivati da immunocomplessi, C5a
secernono bronectina, trombassano A2, IL-1 e TNF che recepiti dai loro recettori fanno sì
che ci sia una maggiore aderenza. La funzione dei neutro li è quella di fagocitare gli
immunocomplessi realizzando il burst ossidativo, ROS, proteasi
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Monociti-macrofagi: generano ossidanti, proteasi e TGF-β per causare deposizione di
• brina e la sintesi di matrice extracellulare portando alla sclerosi. funzione a errente di
produzione di idrolasi che denaturano la membrana basale, e di proteasi (collagenasi,
attivatore del plasminogeno), inoltre ecernono PDGF, IFN-γ, TNF, ROS e quella e erente di
presentare l’antigene
Linfociti T e B: producono citochine e i Th1 attivano i macrofagi inevce i Th2 li inibiscono
• Piastrine: coinvolte nelle trombosi intraglomerulari, si accumulano entro 10 min e
• interagiscono con i neutro li che secernono enzimi ossidanti mentere le piastrine
secernono PAF4, trobassano, sostanze vasoattive, chemiotattiche, PDGF che è un fattore
di crescit responsabile della proliferazione cellualre
FORMAZIONE DEGLI IMMUNOCOMPLESSI
Gli immunocomplessi sono l’unione di anticorpo e antigene questa unione può avvenire nel circolo
e poi l’immunocomplesso depostiarsi nel glomerulo a livello sottoendoteliale, sottoepiteliale e
mesangiale; oppure ci possono essere degli autoanticorpi che attaccano gli antigeni del glomerulo
renale e quindi l’immunocomplesso si forma in loco
1. Complessi circolanti: la malattia da siero sperimentale nell’animale si ottiene inettando
proteine sieriche non appartenenti all’animale, queste verrano eliminate normalmente in un
primo momento, ma se l’antigene è in elevate quantità dopo 1 settimana la produzione di
anticorpi produrrà immunocomplessi che non riescono ad essere smaltiti dai macrofagi,
più avanti la prevalenza di anticorpi forma degli immunocomplessi ad alto peso molecolare
più facilmente fagocitabili e dunque la malattia si risolve. Anche nell’uomo ci può essere la
malattia da siera acuta ad esempio dopo l’iniezione dell’anticorpo contro il tetano che può
comportarsi come antigene da eliminare, inoltre esiste anche la forma cronica
(corrispondente alle glomerulonefriti croniche umane) che si crea queando l’eccesso di
antigene si veri ca per molto tempo per via delle continue somministrazioni sperimentali e
mentre prima potevamo avere febbricola ed edemi provvisori, in questo caso abbiamo
insu cienza renale Questi immunocomplessi è stato dimostrato essere riscontrati dello
stesso tipo sia in circolo che nel glomerulo dove i leucociti sintetizzano un mediatore
fosfolipidico detto PAF che attiva le piastrine a secernere sostanza che neutralizzano le
cariche anioniche dei capillari glomerulari favorendo il passaggio di proteine, inoltre va
detto che la carica anionica del glomerulo è di per sé un fattore predisponente per la
deposizione dell’immunocomplesso dal momento che questo ha carica cationica. Un’altra
forma di glomerulonefrite da citare è quella da deposito di IgA e si è visto che la forma
depositata è polimerica e non monomerica. L’eliminazione dell’immunocomplesso dipende
da moltissimi fattori: innanzitutto se c’è un eccesso di antigene questi immunocomplessi
sono piccoli e tendono più depositarsi, mentre se c’è eccesso di anticorpi le
macromolecole sono più facilmente fqgocitate; anche il usso ematico è importante dal
momento che maggiore è, più è probabile l’arresto delle macromolecole; inoltre va anche
considerata la propensione dei macrofagi a smaltire gli immunocomplessi. Chiaramente a
livello terapeutico in questo caso ci interesserà sapere qual è l’antigene che causa questa
reazione ed elimiarlo dal corpo.
2. Immunocomplessi formati in situ: ci sono numerosissimi e di erenti antigeni (batterici,
virali, tumorali, autologhi da secreto, ssi, mobili) che circolando, in un primo momento si
stanziano nel glomeriulo e poi su questi si lega un anticorpo circolante, tale fenomeno è
favorito dall’alterata funzione del mesangio, da un’alterata distribuzione di cariche
elettriche sull’endotelio, inoltre va ricordato che alcuni antigeni avendo carica positiva
sono favoriti, favoriti anche quelli che intrinsecamente hanno a nità per altri antigeni locali
e in generale le deboli risposte immunitarie favoriscono il circolo di tali antigeni. Gli
esperimenti che ricreano questa condizioni sono la forma attiva e quella passiva della
glomerulonefrit di Heymann dove nella attiva somministriamo un concentrato di rene
eterologo+adiuvante di Freund al ratto e questo produrrà anticorpi contro l’antigene
GP330(Megalin) che si trova nelle rientranze dei podociti (e questo spiega l’accumulo degli
immunocomplessi in sede sottoepiteliale); mentre nella forma passiva diamo direttamente
IgG anti-GP330 murino e avremo la stessa malattia, queste 2 condizioni sono la
ricreazione murina della gloemrulonefrite membranosa umana. Altri esperimenti sono la
glomerulonefrite di Masugi con somministrazione di anticorpi eteologhi anti-membrana
basale e la glomerulonefrite di Steblay con somministrazione di entigeni eterologhi della
membrana basale; in tutti questi casi abbiamo sempreispessimento della membrana
basale, proteinuria, ematuria, deposito di IgG e C3, questi ultimi 2 esperimenti ricreano
invece la glomerulonefrite di Goodpasture. Esistono altri casi in cui anticorpi oppure DNA
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da lisi cellualre (come nei topi NZBW che hanno una malattia equivalente al lupus umano)
oppure anche antigeni streptococcici hanno al facoltà di legare antigeni dell’epitelio
glomerulare e legare anticorpi circolanti
3. Ipersensibilità cellulo-mediata: cellule T e macrofagi sono normalmente presenti nel
glomerulo e se questi erroneamente secernono una linfochina chiamata “soluble immune
response suppressor” leghi le inegrine dei podociti e ne induca un cambiamento del
citoscheletro portando al distacco del podocita. La responsabilità dei linfociti T nella
glomerulonefrite a lesioni minime è confermata dal fatto che la malattia retrocede se il
paziente si ammala di morbillo perchèq uesta seconda malattia depotenzia i linfociti T,
inoltre anche le glomerulonefriti pauci-immuni hanno linfociti T e macrofagi particolarmente
attivi nei glomeruli.
Meccanismo non-inifammatorio:
I sintomi come proteinuria ed ematuria sono dati da modi che della membrana basale che ha
perso la sua selettività. L’ematuria è il sintomo di passaggio di globulo rosso dal vaso al tubulo
renale passando epr una membrana molto sfaldata in certi punti tanto che la forma nelle urine
risuta dismor ca, tuttavia la sua presenza non è preoccupante poiché la presenza di emazie
nell’ultra ltrato non altera il metabolismo delle cellule dell’epitelio tubulare e infatti è tipico delle
sindromi acute; invece la proteinuria è il passaggio di proteine che normalmente verrebbero
respinte, queste una volta nel tubulo renale vengono riassorbite dalle cellule dell’epitelio, ma a
lungo andare si riempiono di lisosomi e di amminacidi, così vanno in apopotosi e ce le ritroviamo
nelle urine come cilindir granulosi.
1. Il primo step di danno è l’alterazione che l’in ammazione apporta ai podociti i quali
retraggono i loro pedicelli i quali risultano fusi, duqnue risuta solo una membrana basale
denudata e avremo proteinuria nefrosica minore di 3,5 g/die, questa condizione si chiama
podocitopatia ed è comune alla glomerulonefrite a lesioni minime e alla glomerulosclerosi
focale
2. l’accumulo degli immunocomplessi in sede sottoepiteliale porta all’attivazione scarsa della
via diretta el complemento (perché questo deve passare più membrane) distruzione della
membrana basale e all’alterazione dei podociti con comparsa di proteinuria nefrosica
senza ematuria, un esempio è la glomerulonefrite membranosa che guarisce
spontaneamente nel 40% dei casi
3. Se l’immunocomplesso è originato da un’in ammazione delle vie aeree dove si porducono
IgA e queste si depositano nel mesangio qui richiamano il complemento che porta a
macroematuria intrainfettiva detta beigna perché si risolve con l’infezione
4. l’accumulo in sede sottoendoteliale scatena in maniera più importante il complemento
perché stavolta si trova più vicino al sangue, porta a proliferazione dell’endotelio, necrosi e
rottura della membrana basale; la deposizione a livello mesangiale porta a proliferazione
del mesangio e alla comparsa di ematuria e proteinuria che èerò è meno importante. Sono
esempi le glomerulonefriti post-streptococcica, la membrano-proliferativa e la nefrite
lupica
5. Se l’anticorpo da solo è diretto proprio contro la membrana basale allora c’è interazione
massima col complemento che richiamerà ancora più neutro li, avremo moltissima
ematuria e poca proteinuria duqnue un quadro di sindrome nefritica tipica della malattia
anti-GBM dove vi è insu renale acuta per collasso di glomeruli e dunque oliguria
6. Anticorpi contro la membrana basale + anticpo ANCA-associati ossia che sono diretti
contro il citoplasma dei neutro li da qui nasce la glomerulonefrite rapidamente progressiva
Meccanismi non-immunologici di danno renale
Quando c’è una piccola variazioni delle nroamli conidizioni, il rene porta in atto dei cambiamenti
per conservare il ltrato, il punto è che se queste alterazioni permangono si crea un circolo vizioso
per il quale è l’adattamento stesso a causare la malattia danneggiando irreversibilmente alcuni
nefroni così che quelli ri
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