Nefropatie Tubulari
Affezioni renali caratterizzate da alterazioni
dei processi di riassorbimento, secrezione o
escrezione del tubulo e da un quadro clinico
condizionato dalle manifestazioni metaboliche
in senso depletivo o ritentivo che il difetto
tubulare induce.
Forme congenite
Nefropatie
tubulari acute
(N. T. A.)
Forme acquisite croniche
(Nefriti tubulo
interstiziali)
Forme Congenite
Classificazione in base alla sede delle anomalie
Glicosuria normo glicemica
Aminoacidurie
prossimali Rachitismo renale
tubulopatie da Sindrome di Bartter
difetto singolo Acidosi tubulare Prossimale
distali Diabete insipido nefrogenico
Acidosi tubulare distale
Tubulopatie da difetto multiplo: Sindrome di Fanconi
NEFROPATIE TUBULARI
Forme acquisite
In corso di: nefriti interstiziali acute e croniche, mieloma,
amiloidosi, morbo di Sjogren, tubulonecrosi, nefropatie
tossiche, glomerulonefrit primitive e secondarie, squilibri
elettrolitici (ipopotassiemia, ipercalcemia, ipofosfatemia,
ipomagnesemia).
FORME CONGENITE
Meccanismi etiopatogenetici (I)
- Ridotta produzione o disponibilità locale di energia
(Sindrome di Fanconi)
-Alterazioni della sintesi di proteine vettrici (cistinuria,
glicosuria normoglicemica, malattia di Hartnup)
-Alterazione della interazione substrato-membrana
(rachitismo vit. D resistente)
-Retrodiffusione di sostanze soggette a riassorbimento o
secrezione (acidosi tubulare prossimale o tipo II e distale o
tipo I) FORME CONGENITE
Meccanismi etiopatogenetici (II):
-Accumulo intracellulare con inversione di gradiente (acidosi
tubulare distale o tipo I)
-Carente produzione locale di ormoni (rachitismo vit. D
dipendente, acidosi tubulare tipo III e IV)
-Alterata risposta del tubulo a stimoli ormonali e fisiologici
(diabete insipido nefrogeno)
-Deposito intratubulare di sostanze accumulate a causa di un
difetto metabolico (galattosemia, cistinosi, ossalosi, morbo di
Wilson) FORME CONGENITE
Classificazione in relazione alle caratteristiche delle alterazioni
funzionali (Ia):
Anomalie isolate di un sistema di riassorbimento:
a) sostanze organiche:- glucosio (diabete renale normoglicemico)
- aminoacidi monoamino monocarbossilici
(Malattia di Hartnup)
- aminoacidi diamino monocarbossilici
(cistinuria, aminoglicinuria)
b) sodio: - pseudo ipoaldosteronismo (o sindrome di Cheek e
Perry)
- nefropatia con perdita di sale (in corso di ADPKD,
rene a spugna, nefriti interstiziali croniche,
ipercalcemia, ipermagnesiemia)
- pseudoiperaldosteronismo (sindrome di Liddle)
- Sindrome di Gordon
c) potassio: - Sindrome di Spitzer-Weinstein (da deficit di
escrezione di potassio e difetto di riassorbimento di
bicarbonato)
FORME CONGENITE
Classificazione in relazione alle caratteristiche delle alterazioni
funzionali (Ib):
Anomalie isolate di un sistema di riassorbimento:
d) magnesio: - Sindrome di Gitelman
e) calcio: - sindrome ipomagnesemia-ipercalciuria-nefrocalcinosi (dovuta a
perdita di funzione del trasporto di magnesio a livello del tratto
ascendente dell’ansa di Henle e del tubulo distale)
f) fosfati: - fosfaturia renale o rachitismo vitamina D resistente
- pseudoipoparatiroidismo
- rachitismo vitamina D dipendente
g) acqua: - diabete insipido nefrogeno
FORME CONGENITE
Classificazione in relazione alle caratteristiche delle
alterazioni funzionali (II):
Anomalie del trasporto di ioni idrogeni e dei bicarbonati:
- Acidosi tubulare distale tipo I (da ridotta secrezione di ioni
idrogeno)
- Acidosi tubulare prossimale tipo II (da deficit di riassorbimento
di bicarbonati)
- Acidosi tubulare di tipo III o mista (presenta associate le
caratteristiche urinarie e bioumorali delle due forme precedenti)
- Acidosi di tipo IV (caratterizzata da un deficit di aldosterone o
da una resistenza alla sua azione)
FORME CONGENITE
Classificazione in relazione alle caratteristiche delle
alterazioni funzionali (III):
Anomalie tubulari complesse:
Si tratta di difetti funzionali multipli del tubulo, sia in
sede prossimale che distale, condizionati geneticamente e
variamente associati tra di loro.
Il quadro più noto prende il nome di Sindrome di
Fanconi ed è caratterizzato da: glicosuria, aminoaciduria,
fosfaturia, bicarbonaturia (diabete fosfoaminoglicosurico).
DIABETE RENALE
NORMOGLICEMICO
E’ dovuto ad una alterazione del tubulo prossimale
caratterizzata da una ridotta soglia renale del glucosio, con
conseguente eccessiva escrezione di glucosio, nonostante la
normale quantità di glucosio filtrato ed una glicemia normale.
L’anomalia è ascrivibile ad una uniforme riduzione
nella popolazione nefronica di proteine vettrici del glucosio.
MALATTIA DI HARTNUP
E’ caratterizzata da un difetto di assorbimento, a livello
del tubulo prossimale e dell’intestino, degli aminoacidi
monoammino monocarbossilici dovuta ad un difetto del carrier
di trasporto per tali aminoacidi sull’orletto a spazzola delle
cellule tubulari prossimali ed intestinali.
Ciò provoca aumentata escrezione urinaria di aminoacidi
neutri (che è diagnostica) e mancato assorbimento intestinale di
triptofano.
Il deficit di triptofano, pertanto, si traduce nella sindrome
clinica del deficit di miacina, caratterizzata dalla pellagra
(dermatite, diarrea, demenza).
CISTINURIA
E’ caratterizzata da un aumento della escrezione di
aminoacidi dibasici (lisina, ornitina, arginina e cistina) causata
da una anomalia geneticamente trasmessa coinvolgente un
carrier aminoacidico specifico cellulare dei tubuli prossimali
renali e della mucosa digiunale.
L’affezione assume rilievo clinico solo se la cistina
precipita nell’urina acida con formazione di calcoli.
FOSFATURIA RENALE o
RACHITISMO VITAMINA D-RESISTENTE
Etiopatogenesi: Difettoso riassorbimento del fosforo a livello
tubulare prossimale in associazione ad un deficit relativo di 1,25
(OH) D i cui livelli circolanti, pur in assoluto normali, sono
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inadeguati alla ipofosfatemia.
Quadro clinico: Rachitismo fino al quadro di nanismo disarmonico
(tronco normale - arti corti).
Quadro laboratoristico: Ipofosforemia, Iperfosfaturia, aumento
delle Fosfatasi alcaline.
Terapia: Fosfati, vitamina D
RACHITISMO
VITAMINA D - DIPENDENTE
Etiopatogenesi: Deficit della capacità delle cellule tubulari di
idrossilare la 25 (OH)D in posizione 1.
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Quadro clinico e di laboratorio: Ipocalcemia, Ipofosfatemia,
lesioni scheletriche severe, Iperparatiroidismo secondario
Terapia: 1,25 (OH) D
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PSEUDOIPOPARATIROIDISMO
Etiopatogenesi: Assente o ridotta risposta dei recettori
tubulari ed ossei al paratormone normalmente prodotto.
Quadro Clinico: Quadro malformativo multiplo
Quadro laboratoristico: Iperfosfatemia, Ipocalcemia
Terapia: vitamina D
DIABETE INSIPIDO NEFROGENO (1)
Etiopatogenesi: Incapacità delle cellule tubulari distali di
rispondere alle sollecitazioni funzionali dell’ormone
antidiuretico normalmente prodotto, dovuto a:
- Incapacità da parte dell’ADH di generare AMP ciclico
intracellulare;
- Incapacità dell’AMP ciclico normalmente prodotto di
aumentare la permeabilità delle cellule tubulari all’acqua.
Consegue incapacità a concentrare le urine pur in presenza di
elevati livelli di ormone antidiuretico.
Quadro clinico: poliuria, mancanza di incremento ponderale,
febbre da disidratazione, secchezza della cute e delle mucose,
depressione delle fontanelle craniche.
DIABETE INSIPIDO NEFROGENO (2)
Laboratorio: urine ipotoniche rispetto al plasma, (Osm < 200
mOsm; PS< 1005:ipostenuria), iperosmolarità plasmatica,
ipersodiemia, ipercloruremia
Terapia: - Ripristino del patrimonio idrico
- Restrizione sodica
- Tiazidiaci (aumentano le osmolarità delle urine,
presentano capacità di permeabilizzazione
tubulare sostitutiva o sinergica dell’ADH)
ACIDOSI TUBULARE DISTALE TIPO I
Etiopatogenesi: incapacità a stabilire un gradiente idrogenionico adeguato
tra sangue ed urina tubulare per: ridotta secrezione di idrogenioni,
aumentata retrodiffusione, ridotta generazione intracellulare di bicarbonati,
compromissione della loro fuoriuscita dal versante baso-laterale della cellula.
Alla ridotta disponibilità intraluminale di idrogenioni consegue un limitato
riassorbimento distale di bicarbonato, sodio e potassio.
Quadro laboratoristico: severa acidosi metabolica, bicarbonati ematici < 10
mEq/l, ipopotassiemia, iposodiemia, isostenuria, pH urinario alcalino,
presenza di bicarbonaturia.
Quadro clinico: anoressia, vomito, ipotonia muscolare, poliuria, polidipsia,
ritardo della crescita, demineralizzazione scheletrica, nefrocalcinosi .
ACIDOSI TUBULARE PROSSIMALE TIPO II
Etiopatogenesi: Ridotto riassorbimento dei bicarbonati nel tubulo
prossimale causato da: deficit di carbonicoanidasi, ridotto
funzionamento della pompa di trasporto degli idrogenioni, alterato
+
passaggio transcellulare del bicarbonato prodotto, reflusso di H dal
lume
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Nefrologia e urologia – Nefropatie
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Nefrologia e urologia - Nefropatie tubulointerstiziali