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Esame di musica

Capitolo terzo: Il paesaggio sonoro hi-fi

Nell'esaminare il passaggio dal paesaggio sonoro rurale a quello urbano, è opportuno utilizzare due termini: hi-fi (high-fidelity, alta fedeltà) e lo-fi (low-fidelity, bassa fedeltà).

Il paesaggio sonoro hi-fi

Hi-fi indica un rapporto segnale-rumore soddisfacente. Il termine viene usato in elettro-acustica. Applicato allo studio del paesaggio sonoro, un ambiente hi-fi è quell'ambiente in cui i suoni possono essere percepiti distintamente, senza che vi siano effetti di smascheramento. Esiste la prospettiva, c'è un primo piano e c'è uno sfondo.

Il paesaggio sonoro lo-fi

Lo-fi indica un rapporto segnale-rumore insoddisfacente. Applicato allo studio del paesaggio sonoro, un ambiente lo-fi è quell'ambiente in cui i segnali sono così numerosi da sovrapporsi, con il risultato di mancanza di chiarezza e presenza di effetti di smascheramento.

La serena calma del paesaggio hi-fi permette un ascolto a maggiore distanza... In un paesaggio rurale è possibile una visione a largo raggio. La città riduce tale possibilità di ascolto a distanza. Il passaggio da un paesaggio sonoro hi-fi a uno lo-fi è avvenuto con gradualità nel corso di molti secoli.

Il paesaggio sonoro lo-fi apparve con la rivoluzione industriale e venne ulteriormente incrementato dalla successiva rivoluzione elettrica. La rivoluzione industriale introdusse moltissimi suoni nuovi che finirono per oscurare molti dei suoni dell’uomo e della natura. Con la comparsa della rivoluzione elettrica vennero introdotti nuovi effetti e meccanismi in grado di trasmettere il suono schizofonicamente attraverso il tempo e lo spazio.

La rivoluzione industriale

La rivoluzione industriale nacque in Inghilterra, paese in cui per svariate ragioni ebbe inizio il processo di industrializzazione, negli anni compresi tra il 1760 e il 1840 circa. Tra le principali innovazioni tecnologiche che interessano il paesaggio sonoro abbiamo anche l’utilizzo di nuove leghe quali:

  • La ghisa;
  • L’acciaio;
  • Le nuove fonti energetiche (il carbone e il vapore).

La prima a meccanizzarsi fu l’industria tessile. La spoletta volante di John Kay, la gianetta di J. Hargreaves e il telaio idraulico portarono alla creazione del telaio meccanico. Seguirono poi altre industrie. Comparvero nuovi materiali e nuove fonti di energia e vennero costruite nuove macchine di implacabile precisione.

La rivoluzione industriale portò profondi cambiamenti anche nella vita lavorativa degli abitanti. I contadini furono privati dei loro diritti feudali e costretti a cercarsi un lavoro nelle fabbriche delle città. La giornata lavorativa raggiunse e superò le 16 ore, con una sola ora di intervallo per il pasto. Gli operai vivevano in squallidi agglomerati nei pressi delle fabbriche, privi di qualsiasi divertimento a esclusione delle osterie. La fabbrica pose fine al legame tra canto e lavoro.

I rumori della moderna vita industriale hanno ormai definitivamente preso il sopravvento sui suoni della natura. Ormai il pulsare della macchina, con le sue vibrazioni costanti, ha un effetto anestetizzante sull’uomo. Il potere è passato dai suoni naturali (fulmini, eruzioni, tempeste) ai rumori prodotti dalla campana della chiesa e dell’organo a canne. Questo genere di rumore viene definito “Rumore Consacrato” per distinguerlo da tutti gli altri rumori che suscitano fastidio e per i quali si invocano provvedimenti restrittivi di carattere legislativo.

Con la rivoluzione industriale, il Rumore Consacrato entrò a far parte del mondo profano. Erano ormai gli industriali a detenere il potere e a essere autorizzati a far rumore con le loro macchine a vapore e i loro altoforni, nello stesso modo in cui i monaci erano liberi di far rumore con le loro campane. Quando il potere sonoro è in grado di imporsi all’interno di un paesaggio si può parlare di Imperialismo. Un uomo con un altoparlante è più imperialista di un uomo che ne è privo, perché quello gli permette di dominare una porzione di spazio acustico maggiore. Un uomo con una pala non è imperialistico, lo è invece se ha un martello pneumatico, perché quest’ultimo gli dà il potere di interrompere e di dominare le altre attività acustiche che lo circondano.

La rivoluzione industriale ebbe un’altra conseguenza: la comparsa, nel paesaggio sonoro, della linea retta. Per linea retta s’intende continuità del suono (tipica del suono prodotto da una trebbiatrice o da una macchina tessitrice). In acustica la linea retta continua è una costruzione artificiale. È raro trovarlo in natura come è difficile trovarla nello spazio. Queste linee rette hanno invaso anche le campagne come il gemere dei camion e il rombo degli aerei.

Il fenomeno acustico della linea retta

Il fenomeno acustico della linea retta, creato dalla rivoluzione industriale e ulteriormente incrementato dalla rivoluzione elettrica, ci costringe oggi a dei rumori di fondo permanenti, ci avvolge in fasce di rumore a larga banda, privi di personalità e di dinamica. La linea retta in acustica è il risultato di un crescente desiderio di velocità. Impulso ritmico + velocità = altezza.

La prima linea ferroviaria fu la Stockton-Darlington, inaugurata nel 1825 e destinata al trasporto del carbone nelle miniere alle vie navigabili. Ebbe un immediato successo tale che in pochi anni l’intera Inghilterra si coprì di altre linee ferroviarie. Il treno conquistò il mondo senza incontrare particolari ostacoli. A partire dagli anni '20 le principali linee ferroviarie europee vennero elettrificate registrando un forte cambiamento! Nel Nord America il fischio del treno è basso e potente, la voce di una grande macchina pesante. Invece quello dei treni inglesi è ascendente, pieno di allegria e di ottimismo. Il fischio dei treni canadesi sembra quello di un treno che viene da molto lontano e abbia ancora un lungo cammino da percorrere. Il fischio del treno era l’orologio delle comunità rudimentali, un suono prevedibile e rassicurante come quello delle campane della chiesa.

Capitolo sesto: La rivoluzione elettrica

Uno dei primi prodotti della rivoluzione elettrica è il telegrafo Morse, considerato una contraddizione tra suono discreto, caratteristico di una società lenta, e suono “continuo”, caratteristico di una società veloce. Morse si serviva della lunga linea del telegrafo per trasmettere messaggi a codice binario, facendo affidamento alle dita del telegrafista, il cui virtuosismo si avvicinava sempre di più a quello del pianista o dello scrivano.

L’impossibilità delle dita a correre così in fretta da produrre la fusione dei singoli suoni rende il ticchettio del telegrafo simile a quello di altre due invenzioni dell’epoca, la macchina per scrivere di Thurber e la mitragliatrice di Gatling. Le tre tecniche acustiche più sconvolgenti della rivoluzione elettrica furono:

  • Il telefono;
  • Il fonografo;
  • La radio.

Con il telefono e la radio il suono non era più legato alla propria origine nello spazio, e con il fonografo perdeva il collegamento con la sua origine nel tempo. Queste estinzioni conferiscono all’uomo moderno un potere nuovo ed eccitante, che la tecnologia ha cercato di rafforzare. Il telefono permette la conversazione privata a distanza. Può permettere di interrompere la riflessione, che ha contribuito ad abbreviare il linguaggio scritto e a frammentare il linguaggio parlato.

Anche la radio, come il telefono, strumento per trasmettere messaggi divini, era già stata immaginata. Con l’invenzione del telefono di Bell e del fonografo di Charles Cros e Thomas Edison cominciava l’era della schizofonia.

Che cos'è la schizofonia?

Termine derivato dal greco schizo divisione, separazione e phoné, voce, suono. Il termine schizofonia, utilizzato per la prima volta in The New Soundscape, indica la frattura esistente tra un suono originale e la sua trasmissione o riproduzione elettroacustica. I suoni originali sono legati al meccanismo che li ha prodotti. I suoni riprodotti elettroacusticamente sono, invece, delle copie e possono essere riprodotti e rinunciati in qualsiasi altro momento o in un altro luogo.

Inizialmente, tutti i suoni sono originali. Esistevano in un unico momento e in un unico luogo. I suoni erano legati al meccanismo che li avevano prodotti. I suoni possono rassomigliarsi tra loro, ma non possono essere identici! È impossibile anche per l’individuo più razionale ed attento ripetere due volte nello stesso identico modo un singolo fonema del proprio fonema. Dopo l’invenzione delle apparecchiature elettroacustiche...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/08 Etnomusicologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Musica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli o del prof Scialò Pasquale.
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