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Museologia 18-04

La nascita della museologia

La museologia è una disciplina attuale, il dibattito sul museo è contemporaneo. I musei erano prima ancora una collezione, sono sempre stati lo specchio della società, con l'ampliamento del pubblico si apre a fasce sempre più ampie di pubblico. Il museo moderno progredisce con un'apertura graduale verso il pubblico. Per il museo i problemi sono relativi tra l'ordinamento e l'allestimento, creando necessità che si sviluppi una disciplina legata alla museologia.

C'è una cosciente riflessione sul museo nel dopoguerra. C'è un momento in cui si pensa al museo ma non si parla di museologia ma di museografia. La museografia riguarda la fisicità del museo e la collocazione fisica degli oggetti, è di pertinenza di un architetto. Il museografo [architetto] lavora con il museologo, che si occupa della parte concettuale e della storia del museo. Il museologo deve conoscere la storia del museo e delle sue collezioni, solo così si fa una buona comunicazione, conservazione e collocazione. Oggi non si parla più di pubblico ma di pubblici, c'è la consapevolezza di diverse tipologie di pubblico.

Il 1955 segna la nascita della museologia, con l'apertura della Galleria Nazionale di Perugia con il convegno di museologia. Negli anni '50 si rinnovano i musei, l'Italia si affaccia all'arte contemporanea costruendovi i musei. Prima i musei e poi la museologia come riflessione sul museo.

Lo statuto dell'ICOM [1975] nasce a Parigi come costola dell'Unesco, a causa della dispersione del patrimonio dovuto alla guerra. È un'organizzazione che mette in contatto varie figure professionali nel campo che istituisca teorie e che si occupino dei musei.

“Il museo è un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che compie ricerche sulle testimonianze materiali dell’uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, le comunica e soprattutto le espone a fini di studio, di educazione e di diletto.”

Il pubblico è protagonista del museo, non è statico ma è capace di produrre una buona ricerca. Il codice Deontologico ICOM non dovrebbe comunicare falsità delle sue collezioni ma deve essere onesto. In Francia si sviluppa il concetto di "ambiente".

Non esiste museo senza collezioni. Il museo è una macchina della memoria che conserva e tramanda la memoria ai posteri. L'esposizione, l'allestimento è il primo strumento attraverso cui il museo comunica, è un messaggio visivo. L'allestimento è diverso dall'ordinamento. L'allestimento è tutto ciò che riguarda la collocazione fisica nello spazio, l'illuminazione... ed è di pertinenza del museografo, ovvero l'architetto. L'ordinamento è tutto ciò che riguarda l'ordine concettuale, ad esempio ci si chiede come esporre [per scuole, temi, cronologicamente] e quanto esporre, i musei hanno una storia dietro.

Ci sono musei palinsesto, come gli Uffizi, i quali ripercorrendo la sua storia si comprendono e conoscono i vari ordinamenti che cambiano nel corso dei secoli. L'esposizione è data dall'allestimento e l'ordinamento. I fini del museo sono lo studio, l'educazione e il diletto. L'obiettivo è far conoscere alle altre culture la nostra.

Il museo è un termine che deriva da museion, uno spazio sacro dedicato alle Muse, protettrici della cultura in generale e figlie di Zeus e della dea della memoria. I musei all'inizio erano piccoli spazi sacri, dove artisti o poeti si recavano. In seguito s'inseriscono in un circuito intellettuale, come nell'Atene di Aristotele.

Nell'Alessandria dei Tolomei si inserisce il più antico museo dell'antichità. Si tratta di un complesso di edifici collegati alle reggie dei Tolomei, veniva mantenuto dai sovrani come luogo di ricerca e dove discutere senza imposizioni, forse c'erano luoghi in cui si esponevano gli oggetti. La fonte che testimonia il museo di Alessandria è Strabone.

Gli Uffizi sono il primo museo moderno e avrà come esempio il museo di Alessandria. Il museo di Alessandria è polifunzionale, dedicato a diversi saperi e protettore della cultura. Il Centre Pompidou esprime la stessa democratizzazione del sapere.

Il termine museo durante il Medioevo cade in disuso e si riutilizzerà nel Rinascimento. In Italia uno dei primi momenti in cui si parla di museo è il 1540, quando Paolo Giovio fa costruire una villa dal Vasari sulle rive del lago di Como. Costruisce una villa per ospitare le sue collezioni, dentro la villa un affresco riproduceva le 9 Muse, riprendendo un museo all'antica. La collezione di Paolo Giovio è costituita da ritratti di uomini illustri, corredati da didascalie. Raccoglie la memoria visiva di questi uomini. Questa collezione è importante per Vasari in quanto usa la struttura di Giovio per le sue Vite. Molti principi si facevano riprodurre questa collezione di uomini illustri, come ad esempio Cosimo de Medici. È interessante che Francesco I faccia chiudere la loggia costruendo la galleria e posizionando i ritratti nella parete in alto, alternandoli ai ritratti della famiglia Medici.

La museografia di Neickel del 1727 è uno dei primi trattati su come allestire. Altro trattato importante è la Muséologie di Rivière del 1989. Rivière è una delle figure che contribuirono allo sviluppo dell'ICOM, scrisse uno dei primi manuali di museologia. Rivière insieme a Rivet riallestirà e riordinerà il Trocadéro, mutandolo in Musée de l'Homme. Sono strategie di comunicazione moderne per il 1930 in quanto venne posizionato al centro della piazza un moai per richiamare il pubblico.

Il museo delle arti e delle tradizioni popolari di Rivière è dedicato alla microstoria ed è il luogo dove si conservano le tradizioni contadine. Mette in atto dispositivi utili alla museologia, concepisce una museologia etica ed estetica. Etica perché è al servizio della civiltà, estetica perché allestisce gli oggetti come se fossero opere d'arte. Rende gradevoli all'occhio oggetti di vita quotidiana.

Rivière è un dei primi a ricostruire gli ambienti della vita quotidiana del popolo in quello che viene oggi definito ecomuseo. Rivière concepisce un percorso differenziato prendendo ad esempio i musei degli Stati Uniti, un percorso è destinato al grande pubblico quindi è più comprensibile e gradevole, mentre un secondo percorso è destinato agli studiosi. Il sistema del doppio percorso si ritrova anche in altri musei.

Lo sviluppo del museo

Lo studiolo o scrittoio è una forma di protomuseo, è un piccolo ambiente usato per lo studio. Con Petrarca questo luogo di studio, che ha come modello l'antichità, ha come fine la conservazione di oggetti detti semiofori, oggetti che hanno uno o più significati. Con Petrarca si diffonde questo ambiente, è un piccolo vano dove esporre opere che hanno un certo significato. Questo modello entra nelle corti e diventerà il primo piccolo museo della corte.

Uno dei primi studioli è quello degli Este a Ferrara. Leonello d'Este viene educato dall'umanista Guarino da Verona, consigliere per la creazione del perduto studiolo della Villa di Belfiore, luogo all'antica e dedicato alle Muse, che sono anche raffigurate.

Le caratteristiche comuni allo studiolo sono:

  • È situato all'interno del palazzo;
  • È accanto agli appartamenti privati del principe;
  • È esposto ad un pubblico ridotto e scelto dal principe;
  • È di piccole dimensioni;
  • Importantissima la sua decorazione che si collegava alla funzione conservativa delle opere d'arte, la fascia inferiore è costituita da una decorazione intarsiata mentre in quella superiore sono presenti affreschi o tavole;
  • I protagonisti sono i principi e l'iconografo, figura che consiglia cosa mettere nello studiolo e come decorarlo.

Museologia 19-04

Lo studiolo o scrittoio

Il primo è quello di Ferrara. È noto anche quello di Firenze di Palazzo Medici Riccardi. Questo è il primo palazzo dove la famiglia Medici tiene la sua collezione. Nel palazzo c'era un giardino dov'era contenuta la Giuditta di Donatello, nel cortile invece c'era il David di Donatello. Cosimo il Vecchio era in contatto con umanisti e questo lo porta ad iniziare delle collezioni.

Lo studiolo nel 1400 diventa uno status symbol, è l'ambiente dove si raccolgono gli oggetti più preziosi come miniature, avori, pietre dure... mentre statue e tele decoravano il palazzo.

Lo studiolo di Palazzo Medici Riccardi si trovava accanto alla Cappella dei Magi. Il committente non è Cosimo il Vecchio, nonostante avesse iniziato la collezione dei Medici, ma Piero de Medici detto il Gottoso e padre di Lorenzo il Magnifico. Lo studiolo era voltato a botte e comprendeva il rivestimento di tarsie lignee. Particolare il rivestimento della volta, ch'era decorata con tondi dei Mesi di Luca della Robbia [oggi confluiti nel Victorian and Albert Museum, dove s'era tentata una ricostruzione dell'ambiente, secondo la museologia di riambientazione]. La ricostruzione dello studiolo non ha gli oggetti originari ma suoi simili.

La corte di Urbino

Importante lo studiolo del Palazzo Ducale di Urbino di Federico da Montefeltro, che ne fa realizzare un altro a Gubbio. Lo studiolo di Urbino è stato costruito tra 1473 e 1476, per la realizzazione delle tarsie chiama i fiorentini Baccio Pontelli e Giuliano da Maiano. I ritratti vennero spostati a Roma successivamente. Il liuto è uno strumento spesso presente nelle tarsie degli studioli. Lo studiolo di Urbino forse non conteneva oggetti da collezione perché non c'era lo spazio per questi. Lo studiolo è in una posizione appartata in quanto si trova accanto alla camera del Duca, affiancato al tempietto delle Muse [decorato da Giovanni Santi] e vicino alla Cappella del Perdono. Probabilmente nel tempietto c'erano oggetti da collezione, il Tempio esprime ancora il collegamento tra la cultura umanista e cristiana. Lo studiolo di Gubbio presenta delle tarsie che forse sono la rappresentazione delle Virtù, che forse possono essere delle Muse.

La corte di Mantova

Nella corte di Mantova venne costruito uno studiolo da parte di Isabella d'Este. Quest'ultima si preoccupa di creare negli appartamenti uno studiolo e una grotta, successivamente spostati al primo piano. Gli ambienti sono collegati al giardino. Lo studiolo è costituito dalle tele di Mantegna, Perugino, Costa il Vecchio e il Correggio. Accanto allo studiolo c'era la Grotta, anticamente usata come museo e dove si conservavano le sculture classiche, ma in questo caso viene usata all'interno del palazzo e usata per contenere le collezioni.

La corte di Ferrara

Nel Castello Estense Alfonso d'Este, fratello d'Isabella, si fece realizzare i Camerini di Alabastro tra 1507 e 1515, costituito da marmi antichi realizzati da Antonio Lombardo e da una tela di Tiziano.

La corte di Firenze

Venne realizzato lo studiolo di Calliope nel Palazzo Vecchio nel 1540 da Cosimo I de Medici, primo duca di Firenze e che fonda l'assolutismo mediceo. Cosimo I insieme alla moglie Eleonora di Toledo si trasferisce dal Palazzo Medici Riccardi al Palazzo Vecchio, che fu rinnovato dal Vasari. Vasari progetta e decora tutta una serie di studioli nella reggia. Lo studiolo di Calliope è un piccolo ambiente, sul soffitto è affrescata Calliope, musa dalla bella voce e della poesia e la più antica. Lo studiolo era composto da scaffali e mensole su cui erano collocati piccoli oggetti appartenenti alla collezione di Cosimo. Interessante è l'allestimento, che conosciamo grazie alle fonti. Nello Scrittoio del Terrazzo, posto accanto al terrazzo di Saturno, erano ospitate le sculture.

Lo studiolo di Francesco I de Medici

Francesco I vuole porsi in collegamento con l'epoca laurenziana, raccoglie la tradizione del collezionismo mediceo. Francesco I de Medici incarna la figura nuova del principe che prova a realizzare opere d'arte. Francesco I s'identifica nel suo studiolo, costruito tra 1570-1573. Vuole superare il concetto di studiolo, non più visto come luogo ideale per esporre le collezioni ma lo diventerà la galleria. Lo studiolo attuale, come si presenta oggi, è dato da un'operazione museologica a seguito della musealizzazione del Palazzo Vecchio, che non versava in buone condizione e da cui ne derivò un restauro generale. Il soffitto dello studiolo era stato coperto, la parte inferiore era costituita da tele, ritrovate poi a Palazzo Pitti. I 4 elementi sono rappresentati in bronzetti. L'affresco del Poppi al centro della volta a botte raffigura Prometeo incatenato a cui vengono offerti materiali, che lui muterà. Gli affreschi dei genitori sono importanti perché sottolineano l'importanza della genealogia. Vincenzo Borghini da indicazioni per la costruzione dello studiolo. La presenza dei naturalia e degli artificialia richiamano le wunderkammern. I dipinti della fascia superiore raffigurano la lavorazione dei materiali, ne La vetreria viene raffigurato Francesco I de Medici mentre aiuta l'artigiano vetraio. Lo studiolo di Francesco I era direttamente collegato con la sua camera. Lo studiolo di Palazzo Vecchio è tardo, è uno degli ultimi costruiti. Francesco I dopo averlo realizzato lo vuota per portare la sua collezione nella Galleria degli Uffizi. Lo studiolo rappresenta un ambiente sorpassato.

Cosimo espropria le botteghe presenti sopra il Ponte Vecchio in quanto maleodoranti per costruire vicino a Palazzo Vecchio gli Uffizi, edificio contenente le magistrature e gli archivi dello stato. Nel 1580 Francesco I de Medici scrive al fratello Cardinale Ferdinando il suo desiderio di chiudere la loggia con vetri a veneziana per creare una galleria contenente una categoria particolare della collezione, non più solo oggetti piccoli ma anche statuaria. Le collezioni del 1500 avevano caratteristiche classiche, le collezioni sono tali se vi sono anche statuarie.

Nel 1570 Bartolomeo Ammanati aveva istituito un antiquarium a Palazzo Pitti, acquistato nel 1540 da Eleonora di Toledo, dove inserisce sculture classiche provenienti da Roma. Francesco ha l'ambizione di esporre elementi di scultura contemporanea, come quelle di Michelangelo. Sente la necessità di un dialogo e un confronto tra scultura antica e moderna, caratterista attuale nell'esposizione. Negli Uffizi nel 1500 venne musealizzato solo la Tribuna e la Galleria. Le esposizioni saranno destinate a più persone, non più solo per le élite. Nella Galleria successivamente viene posta la serie Gioviana e la serie Aulica, ovvero i ritratti della dinastia medicea. Le gallerie servivano da passeggio, dove camminando si parla delle opere.

L'attività museologica e museografica culmina con la Tribuna, realizzata per costituire il centro delle collezioni medicee, dove confluiscono oggetti dello studiolo di Calliope. Buontalenti sostituisce Vasari come artista di corte e realizza per Francesco I la villa di Pratolino e la tribuna degli Uffizi. La tribuna è un ambiente ottagonale, su modello della torre dei venti di Atene. Viene raffigurata la simbologia dei 4 elementi: i marmi policromi del pavimento richiama la terra, il rosso delle pareti richiama il fuoco, la cupola è rivestita di valve di madreperla che richiamano l'acqua e all'interno della lanterna è dipinta una rosa dei venti che richiama l'aria. Si recupera il sistema degli scaffali e delle mensole. Nella fascia mediana è posizionata una mensola che corre lungo le pareti e dove ci sono piccole statue e busti. La parte superiore è composta da tele di capolavori, come summa delle qualità della collezione. La tribuna nelle lettere di Francesco I viene chiamata “la grotta”, termine derivante anche dalla cupola rivestita di madreperla. Le prime gallerie in Italia nascono da logge, infatti non sono molto lunghe ma, quando arriveranno quelle francesi, saranno più grandi.

Museologia 20-04

La galleria come spazio espositivo

La galleria come spazio espositivo sostituisce il modello dello studiolo. Si passa dalla forma protomuseale privata alla forma che risponde all'esigenza di un pubblico più vasto dello studiolo, ma comunque ristretto.

Vincenzo Scamozzi

Gli spazi lunghi colonnati della galleria si ritrovano nei propilei di Atene che esponevano dipinti, nello spazio sacro del tempio sull'acropoli di Atene. Già nell'antichità c'era questo modo di esporre l'arte. La fonte Filostrato maggiore, importante nel Rinascimento per le sue indicazioni sull'arte, narra di un'esposizione a Napoli. Fa una descrizione di una galleria antica. A questo modello si unirà lo spazio delle gallerie francesi nei castelli. Benvenuto Cellini ha vissuto in Francia e ha partecipato a quest'arte che si diffonde a Fontainebleu, tant'è che nella sua autobiografia descrive la galleria di Fontainebleu.

Nasce questo tipo di tradizione, unendo grandi gallerie di collegamento alla tradizione italianizzante nell'uso di gallerie come esposizione. La prima galleria come ambiente allungato che unisce grandi corpi di fabbrica si può ritrovare nel grande palazzo reale a Bruges, della corte borgognona. Ci sono molti esempi di castelli francesi dove ci sono gallerie a Bourges di Jacques Coeur.

In Italia, prima delle gallerie, ci sono esempi di logge trasformate in gallerie. Nel Palazzo Ducale a Mantova la Galleria dei Mesi è un ex loggia con aperture che dava sul cortile, successivamente venne trasformata intorno al 1572 da Guglielmo Gonzaga. Più avanti si costruiranno gallerie appositamente per esporre, non saranno più logge mutate in gallerie. Nel Palazzo Ducale a Mantova la Galleria della Mostra verrà costruita dopo la Galleria degli Uffizi, tra 1592 e 1595. La Galleria dei Marmi e della Mostra diventa uno spazio di grande rilevanza.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/04 Museologia e critica artistica e del restauro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gingy. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Museologia e storia del collezionismo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Pegazzano Donatella.
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