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Collezioni di paolo Giovio: collezione di ritratti di uomini illustri dall'antichità al contemporaneo, con titoli e

didascalie (GLI INTERESSAVA RACCOGLIERE MEMORIA VISIVA DEGLI UOMINI PIU IMPORTANTI

DELL UMANITA'). Importanza di Paolo Giovio per Vasari per la struttura de Le Vite (capitoli su una

singola personalità), così anche il Museo Gioviano. Collezione fortuna enorme, i principi si facevano

riprodurre questi ritratti (es. Cosimo I, Serie Gioviana negli Uffizi). Francesco I de Medici che crea la

galleria sente l esigenza di mettere in alto nelle pareti queste immagini importanti per la storia italiana.

Caspar Friedrich Neickel (700): uno dei primi trattati moderni sui musei e su come allestirli.

Sviluppo ICOM e museologia: La Muséologie selon Georges Henri Rivière, Parigi, Dunod, 1989.

L'uso della parola museologia nel 1955. In Francia aveva avuto una preparazione attraverso la

fondazione dell'ICOM --> testo di Rivière. E' il primo manuale di museologia.

Rivière concepisce un museo nuovo, riallestisce il museo del Trocadero. NEgli anni 30 versava in

condizioni decadenti, e RIviere e Rivet rivoluzionano il museo riallestendo e riorganizzando le collezioni,

e intraprendendo iniziative di comunicazione (es. un Moai dal museo in piazza per richiamare un pubblico

che non visitava il museo). Nella parigi degli anni 30 si prepara il rinnovamento museale che sarà anche

dovuto all'ICOM.

Rivière crea il Museo di arti e tradizioni popolari (ora collezione nel MUCEM). Era un museo che voleva

conservare tradizioni dei contedini francesi, museo dedicato alla microstoria.

Ciò avveviva in francia perchè c'era il grane rinnovamento degli studi sotrici con la scuola degli Annali -->

sis tudia anche la microstoria (civiltà contadina, gente comune ecc.) e anche il Museo delle arti e trad

popolari è un riflesso di questo rinnovamento negli studi storici, perchè conserva ed espone le

testimonianze della civiltà francese che andava scomparendo. Mette in atto dispositivi ancora attuali:

concepisce una museologia etica ed estetica. Etica--> museologia al servizio di una civiltà (salvare

testimonianze, obiettivo etico), Estetica--> perchè Rivièere allestisce questi oggetti d uso comune come

fossero opere d'arte. Cerca di rendere gradevoli all occhio anche strumenti vita quotidiana. Primo impatto

visitatore impatto visivo e poi capirà attraverso la didascalia.

Rivière è tra i primi a ricostruire ambienti vita quotidiana del popolo (es. ecomusei: ricostruzione ambienti

popolari semplici).

Rivière concepisce ancheun tipo di percorso differenziato, prendendo esempio dalla museologia

americana (importante per lo sviluppo museo in italia), concepisce nel Museo due percorsi differenziati:

uno destinato al "grande pubblico" (più facile e comprensibile), ed un percorso per gli studiosi, fatto di

oggetti esposti in serie. (anche oggi ci sono gallerie del genere; es. Galleria di Berlino: espo. opere

importanti per il pubblico, e gallerie dove sono esposti i quadri meno famosi)

Nel 1948 c'è una definizione dell' ICOM ecc fino ad arrivare a quella del 1976.

SVILUPPO MUSEO

Studiolo/Scrittoio: ambiente piccolo utilizzato nei conventi e dagli umanisti, ma già con Petrarca (il

principale umanista italiano) questo luogo di studio con Petrarca (modello dall'antichità) inizia ad avere

conservazione oggetti antichi, visti per la prima volta come oggetti SEMIOFORI.

Semiofori: oggetti che hanno uno o più significati. Con Petrarca e l'umanesimo inizia a diffondersi questo

luogo, un piccolo vano dove ospitare anche opere d'arte che hanno un significato per il loro possessore.

Il modello dell'umanista, passa poi nelle corti (umanisti al servizio delle corti) e lo Studiolo per il 400/500

diventerà il primo piccolo museo privato del Signore all'interno di una corte.

es. San Girolamo nello studio (Antonello da Messina), circondato da oggetti di vario tipo.

es. Visione di Sant'Agostino di Vittore Carpaccio (500), si vede l'esposizione sugli scaffali di una piccola

collezione dell'antichità.

Uno dei primi Studioli italiani di cui si ha nostizia: Este a Ferrara. (ritratto di Pisanello di Leonello d'Este

-all'antica cioè di profilo- è educato dagli umanisti tra cui Guarino da Verona, consigliere di Leonello per la

creazione dello Studiolo della Villa di Belfiore, oggi perduto). Studiolo ricordato perchè era un museion

nel senso classico del termine, cioè un luogo deidcato alle muse. le muse dipinte erano la sua principale

decorazione, alcune di queste sono rimaste (è stato ricostruito lo studiolo). es Musa Calliope di Cosmè

Tura.

Caratteristiche comuni studioli 400:

-sviluppo in una corte/palazzo

-disposti accanto agli appartamenti privati del signore/principe (luoghi concepiti per la vita privata, studio

e non pubblici, ma potevano autorizzare la visita).

-luoghi piccoli (Leonardo: "le stanze piccole ravviano l'ingeno")

-decorazione che poteva comprendere una fascia inferiore che copriva le pareti, intarsiata, ed una

superiore di dipinti. Riguarda tutto l'ambiente. La decorazione doveva avere un colegamento con:

-la funzione di conservare le opere d'arte di piccolo formato collezionate dal principe.

Protagonisti: principe committente degli ambienti, e l'iconografo (umanista) che indica al principe come e

cosa mettere nel proprio studiolo.

Museologia 2 19/04

Palazzo Medici Riccardi primo palazzo in cui i Medici collezionavano opere d’arte. Nel giardino si trovavano

antichità, la Giuditta di Donatello, il David ecc.

I Medici non erano nobili, e al tempo di Cosimo cominciarono ad aver potere e dovettero legittimare la loro

importanza. Essi prendono dalla cultura umanistica i gusti artistici, il 400 è il secolo delle grandi corte

italiane, e città come Mantova, Firenze ecc. cercano di creare al loro interno luoghi di arte e cultura. Lo

studiolo diventa uno status. Ambiente in cui si raccolgono le collezioni più importanti. Lo studiolo Medici si

trovava affianco alla Cappella dei Magi (Benozzo Gozzoli affreschi), si trova vicino agli ambienti più

importanti del palazzo. Committente dello studiolo non è Cosimo il Vecchio (colleziona libri, monete..). A

reliazzare lo studiolo è il figlio Piero il Gottoso (padre di Lorenzo il Magnifico, che continua questa linea di

interesse verso l’arte e il collezionismo, iniziata da Cosimo e Piero). Lo studiolo oggi non esiste più.

Sappiamo dove si trovava, che era molto piccolo, voltata a botte e comprendeva uno zoccolo di tarsie

lignee sulle pareti. Soffitto rivestito di tondi dei mesi realizzati da Luca della Robbia (in terracotta

invetriata).

Nel 700 i Medici vendettero il palazzo ai Riccardi, i quali utilizzarono questi tondi per decorare una fontana

in una loro abitazione lontana dal centro città. Poi i tondi conferirono al Victoria and Albert Museum

(Londra). Pubblico può pensare che quell’opera è sempre stata lì nel museo. “Museologia di

riambientazione” (stanza che rifanno saloni di palazzi o castelli, creando allestimenti affollati di opere), per

far capire che queste sono delle ricostruzioni, e non si sa esattamente come fossero.

Nel museo si trovano oggetti simili a quelli che si trovavano nello studiolo (monete..)

Urbino, ducato retto da Federico da Montefeltro.

Egi ha la personalità di uomo di armi, ma anche uomo di cultura. Ciò è rimasto nel Palazzo Ducale

(Francesco di Giorgio Martini) ad Urbino. Lo studiolo è stato realizzato circa un ventennio dopo lo studiolo

Medici (negli 1473-76). Per realizzare il rivestimento ligneo della parte, Federico da Montefeltro chiama dei

fiorentini (Baccio Pontelli, Benedetto da Maiano ecc.) Queste tarsie nella fascia inferiore simulano finti

sedili/scaffali in cui sono collocati oggetti che vogliono rimandare ad attività dell’otium. Nella parte

superiore ci sono ritratti di uomini illustri (es. Papa Pio II Piccolomini).

Questi ritratti poi vennero portati a Roma, alcuni di questi adesso sono al Louvre.

Studiolo non conteneva oggetti da collezione, ma libri (oggi biblioteca si trova alla Biblioteca Vaticana). Ci

sono libri veri e finti (intarsiati).

Studiolo appartato, vicino la camera da letto del duca. Sotto di esso due ambienti importanti: “tempietto

delle muse” (conteneva oggetti da collezione; decorato da 9 muse dipinte da Giovanni Santi –padre di

Raffaello-), “cappella del perdono” con marmi preziosi, modello cappella antica. Ciò fa capire l’unione tra

cultura umanistica, ma anche religione cristiana.

L’insieme di questi ambienti: camera da letto del duca, cappella, tempio delle muse e studiolo.

A Gubbio Federico realizza un altro studiolo con tarsie prospettiche (oggi al Metropolitan).

Mantova. Con Isabella d’Este. Sposa un Gonzaga, e dalla corte raffinata di Ferrara arriva a Mantova,

aggiungendovi il suo grandissimo interesse per l’arte.

Fa realizzare uno studiolo e una grotta. Poi fa trasferire questi due ambienti a pian terreno nel castello di

Mantova. Ambienti dello studiolo esistono ancora. Mantova nel 1627 i Gonzaga hanno venduto le opere

d’arte al re d’Inghilterra e nel 1630 sacco di Mantova (mercenari tedeschi). Oggi moltissime opere delle

collezioni gonzaghese, ancor più ricche delle collezioni medicee, vennero disperse (tra cui anche lo studiolo

di Isabella). Mantegna realizza Parnaso e Minerva (due dipinti allegorici), Perugino, Costa il Vecchio e infine

l’Allegoria della virtù di Correggio.

Accanto allo studiolo c’era l’ambiente utilizzato per conservare gli oggetti della collezione: la “Grotta”. Nelle

ville romane la grotta era anche indicata come museo. Anche l’uso del nome nel 500 una grotta è un

ambiente posto in un giardino con sculture, acqua. Qui la terminologia è applicato ad un ambiente interno

al palazzo (ambiente chiuso, scuro, soffitto ribassato..); ambiente che serve per conservare collezioni (es. il

Cupido dormiente di Michelangelo ecc.).

Ferrara; Alfonso d’Este (fratello di Isabella). Si fa realizzare nel braccio tra castello estense e nuovo palazzo

ducale si fa realizzare i Camerini di Alabastro. Che contengono i Baccanali di Tiziano.

Camerini poi smontati perché gli Este si ritirarono a Mantova e i camerini finirono all’Hermitage.

Firenze. Cosimo I il potere della famiglia. Matrimonio con Eleonora di Toledo (si associa quindi con la

Spagna). Cosimo quindi ha bisogno di una reggia: Palazzo Vecchio. Viene chiamato a rinnovare Giorgio

Vasari nel 1555 (Vasari da Roma torna a Firenze e diventa l’artista preferito di Cosimo).

Vasari progetta e decora una serie di scrittoi, camerini, studioli dentro Palazzo Vecchio. Il più famoso di

questi ricordato da Vasari è lo Studiolo d Calliope. Vasari colloca sul soffitto un’unica musa: Calliope (musa

dalla bella voce: musa della poesia lirica. Musa che aveva ispirato secondo la mitologia greca lo stesso

Omero.) Musa che rappresenta tutte le muse. Studiolo che è di nuovo un museion, dedicato alla cultura e

alle arti. Nello studiolo oltre al soffitto decorato, c’era un sistema di mensole, armadi ecc. in cui erano

collocate, monete, miniature, piccoli ritratti dei Medici del Bronzino, antichità in marmo, bronzetti ecc.

Interessante era l’allestimento dello studiolo (tramandato grazie ai ragionamenti del Vasari). Oggetti

collocati in armadi e nella fascia mediana c’erano mensole e scaffali. Ambiente che precede la tribuna degli

Uffizi con questo allestimento.

In Palazzo Vecchio c’erano altri ambienti: “scrittoio di Cesare”; “scrittoio del terrazzo” per esporre sculture

in marmo. Questi scrittoi ci fanno capire la creazione dello studiolo più famoso: quello di Francesco I de

Medici (tardo 500).

Cosimo I con il collezionismo in Palazzo Vecchio vuole riproporre il mito di Lorenzo il Magnifico, quindi

recupera i vasi in pietra dura (tra i più importanti oggetti conservati nello studiolo di Piero il Gottoso) e li

inserisce nelle sue collezioni. La cultura è un importante strumento di propaganda politica, quindi fa

realizzare l’arredo scultoreo in Piazza della Signoria, ed anche dentro il palazzo. Il figlio Francesco I raccoglie

questa eredità che continuerà fino all’ultimo discendente Giangastone.

Francesco I incarna una nuova figura di signore, colui che commissiona/colleziona opere d’arte, ma è un

principe che prova a realizzarle direttamente (es. interessi alchemici). Ha anche una educazione artistica…

Nasce la figura del dilettante, colui che si diletta con l’arte (non professione).

Francesco I si identifica con il suo studiolo. Passaggio: studiolo non più luogo ideale per le collezioni, ma

GALLERIA.

Giovanni Poggi e Lenzi realizzano lavori di ripristino e musealizzazione di Palazzo Vecchio. Essi capiscono

che lo stanzino piccolo accanto al Salone dei 500 è lo studiolo di Francesco I riportato nei documenti. E

ritrova nei seminterrati tutte le collezioni. Si riscopre la volta a botte e vengono ricollocati i quadri. Fascia

inferiore dipinti, superiore armadi poco profondi con ripiani che ospitavano la collezione di oggetti preziosi.

Al centro della volta: Prometeo incatenato a cui la natura offre elementi che egli trasforma. Uomo che

trasforma gli elementi, alla base delle sperimentazioni alchemiche di Francesco, ma anche degli oggetti

collezionati nello studiolo.

Ai lati ci sono ritratti dei genitori, sottolinea e ricorda la sua genealogia; stretto legame con Cosimo I. Si ha

la presenza nell’ideazione delle complesse iconografie, di un umanista: Vincenzo Borghini (su incarico dei

Medici amministrava lo Spedale degli Innocenti); umanista, iconografo al servizio dei Medici. Fu lui a

indicare al Vasari e alla sua equipe di artisti cosa dovesse essere rappresentato nei dipinti fascia superiore e

sugli armadi dello studiolo.

Collezionismo: oggetti creati dall’uomo, ma anche oggetti della natura. Si ha la presenza dei

naturalia/artificialia (collezionismo tardo 500esco: Wunderkammern).

Lo studiolo di Francesco era collegato alla sua camera da letto, come negli altri casi di studioli.

Francesco I studiolo un esempio tardo.

Perderà interesse verso questo studiolo, trasferendo le collezioni nella Galleria e nella Tribuna.

Si rende conto che nello studiolo in cui ha versato molto impegno, rappresenta un modello sorpassato di

museo, quindi decide (anche per necessità di spazio) di realizzare la Galleria degli Uffizi.

Uffizi costruiti da Cosimo I (Vasari), che realizza gli Uffizi per risanare il quartiere degradato affianco a

Palazzo Vecchio. Fa realizzare dal Vasari un edificio che ospiti di uffici della sua amministrazione (archivi,

magistrature dello Stato).

La Galleria era una loggia aperta quando inizia a pensarla, Francesco scrive una lettera al fratello

descrivendola. Poi compra dei vetri a Venezia e chiude la loggia.

Francesco chiudendo la loggia si allinea ad altre casate principesche italiane, che iniziano dalla metà del 500

a costruire gallerie destinate a contenere collezioni (statuaria, non piccoli oggetti). Le collezioni nel 500,

influenzate da quelle romane, vogliono avere una caratterizzazione classicheggiante. Una collezione era

tale se c’era presenza di statuaria.

Ammannati aveva approntato un antiquario alla romana in Palazzo Pitti (dal 1540 Eleonora di Toledo

compra Palazzo pitti, iniziando la realizzazione di Boboli). Negli anni 70 del 500 Cosimo si fa fare una sala

caratterizzata da nicchie in marmo nero in cui si inserivano sculture (antiquarium). E’ l’antecedente della

galleria di stato ambita da Francesco I. Egli non metterà solo statue antiche, ma anche esempi di scultura

moderna (Michelangelo: Bacco, il Bruto si trovavano nella prima galleria degli Uffizi).

i

Uffizi inizio: solo Galleria di Levante e la Tribuna due luoghi musealizzati della galleria, poi si amplierà.

C’è dialogo tra scultura antica e moderna, si capisce la profonda natura di museo degli Uffizi, che non è più

luogo privato del principe, ma è un luogo aperto dove mostrare agli ambasciatori, visitatori ecc. le opere.

Dialogo tra scultura antica e moderna fiorentina, confronto alla pari. Discorso storico-artistico destinato a

più persone che non alle singole elite. Passo verso la nascita del museo pubblico.

Oltre alla statuaria poi nella galleria si colloca la Serie Gioviana (si trovava nella guardaroba di Palazzo

Vecchio –sala carte geografiche-) e la serie aulica (ritratti della dinastia medicea).

Era un ambiente NUOVO. Passeggio per gli ambasciatori, camminando si discute e si ammirano le opere

Modello aristotelico, che deriva dal museion alessandrino.

L’acme dell’attività museologica e museografica svolta da Francesco culmina con la Tribuna. Tribuna

realizzata per custodire il centro delle collezioni medicee (opere più preziose della collezione).

Buontalenti realizzerà la villa di Pratolino per Francesco I; su indicazione di Francesco realizza la sala di

forma ottagona come centro della collezione (modello: famoso edificio antico esistente al tempo del

Buontalenti Torre dei venti di Atene). Simbologia elementi che deriva dallo studiolo di Palazzo Vecchio;

ma si ha un’altra tipologia di allestimento. Si recupera la struttura a mensole e scaffali; nella fascia

mediana, sotto i dipinti, c’è una mensola che corre lungo le pareti su cui sono appoggiate piccole sculture.

La fascia superiore è coperta di quadri (non hanno un ordine moderno; ma sono i capolavori dell’epoca,

esempio delle qualità eccelse della collezione medicea. Si crea in un percorso museale, il cui centro è

costituito da un ambiente realizzato appositamente per esserlo, cioè la sala ottagona).

Francesco nelle sue lettere chiama questo ambiente “la grotta”, o “la cupola”. Oggi è esclusa dal passaggio

attraverso.

Modello francese: le gallerie nascono dalla chiusura delle logge. [Scamozzi]

Museologia 3 20/04

Galleria, dalla metà del 500 in poi sostituisce l'ambiente dello studiolo.

La galleria è il successore dello studiolo; si passa da una forma protomuseale (studiolo), ad una più

adatta alle esigenze di un pubblico.

Vincenzo Scamozzi parla di come la galleria nasca nell'antichità, e in Francia nell'epoca moderna.

Nell'antichità anche la galleria (spazi lunghi colonnati -porticati-) esponevano dipinti. Lo spazio sacro del

tempio sull'acropoli di atene avevano lunghi porticati che celebravano la storia greca.

Filostrato: fonte; racconta di una sua visita ad una galleria a napoli. Descrizione galleria antica in cui

erano esposti i dipinti.

E' a questo modello antcio che ci si rivolge per l'esposizione nel 500 di opere nei palazzi.

Poi a questo spazio, si aggiungerà lo spazio delle gallerie francesi.

Cellini: parla della galleria del castello di Fountaibleu (Francia).

Giukio II: fa realizzare il giardino del Belvedere per raccogliere le statue (es. laocoonte)

Forma allungata: Bruges. Gallerie che uniscono i diversi corpi di fabbrica. I castelli borgognoni e francesi

erano organizzati in corpi di fabbrica diversi, che necessitavano di essere messi in collegamento tra loro.

Testimonianze incerte se nel 400 in queste gallerie ci fossero opere d'arte. non avevano funzione

espositiva.

In Italia, prima delle gallerie, si possono vedere diversi esempi nelle corti, di logge trasformate in gallerie.

Mantova es. galleria dei Mesi (poi dei Marmi). Era inizialmente una loggia aperta. Guglielmo gonzaga la

trasforma in galleria espositiva, con marmi e sculture antiche. Momento di passaggio --> dalle logge

(esempio francese) si cerca di realizzare gallerie. In seguito non si cosrtuiranno logge, ma direttamente

gallerie.

Le gallerie della mostra erano contigue; ambiente di forma poligonale ("zoielliera").; ambienti destinati

all'esposizione di opere d'arte. Nelle nicchie c'erano armadi chiusi in cui Vincenzo Gonzaga aveva

collocato oggetti di piccole dimensioni su scaffalature (modello sullo studiolo di francesco I; ma allo

stesso tempo prevedeva asposizione di dipinti).

Mantova negli anni 70 comincia a costruire gallerie; Francesco I de Medici loggia con misure di galleria;

Vincenzo I Gonzaga anni 70 fa realizzare questa lunghissima galleria della mostra.

Rubens aiuta il principe (Vicnenzo Gonzaga) a consigliare i principi su cosa e come esporre le opere

d'arte.

Contesto mantovano interessante per lo sviluppo tipologia galleria: Gonzaga diversi rami--> principale a

mantova, e rami secondari (ducati) ed una di questa figure è rappresentata da Vespasiano Gonzaga che

fonda e crea la Città ideale di Sabbioneta; e che negli anni 80 del 500 lì crea una piccola corte e un

complesso di edifici. Dentro Sabbioneta si fa costruire un palazzo ducale "Palazzo del Giardino",

residenza per l'otium del duca. Accanto al giardino fa costruire una galleria (in questi stessi anni la

galleria degli uffizi era già chiusa; anni dello sviluppo massimo gallerie). E' una delle poche gallerie

italiane che risponde al modello francese: è libera in quasi tutti i suoi lati; si sviluppa su arcate ed è molto

lunga. Vespasiano la fa realizzare per ospitare la sua collezione di scultura antica ("Galleria degli

antichi"). Luminosità: aperture su due lati.

600: Alcuni pittori si specializzano nel rappresentare il collezionismo. La pittura che raffiugra interni di

musei/collezioni ci fa capire come il collezionismo fosse comune. Dalla fine del 500 la borghesia inizia ad

avere questi interessi e dotarsi di ambienti per ospitare opere d'arte, e questi ambienti vengono

rappresentati (es. Frans Franken) --> fonti per i museologi; per capire allestimenti museali 600eschi.

Gallerie 6000eche ospitano molti generi (fonte dipinto di Rubens/Brueghel).

La novità del 600:tutti i generi della pittura entrano a far parte delle collezioni, grazie anche alla pittura

caravaggesca-realistica di tardo 500. E queste novità sono inserite nelle gallerie (oltre a sculture, si

aggiunge la pittura di ogni genere).

David Teniers il giovane: nel 1637 raffigura la galleria dell'arciduca Leopoldo Gugliemo a Bruxelles-->

modello allestimento comune nel 600. C'è una galleria dedicata alla pittura (stanze ricoperte dal soffitto

alle apereti di dipinti)--> stile espositivo "a incrostazione". Nel 600 le collezioni si specializzano, perciò ci

sono ambienti in cui si espongono sculture e ambiente destinati all'esposizione di pittura, che incrosta

completamente le pareti. Ordine estetico di dimensione e di gusto. Gallerie dipinte, sono una

comunicazione: il committente vuole mostrare la galleria, ma anche rappresentare in un quadro (quadri

che venivano anche replicati e mandati in altre corti per mostrare come erano le loro collezioni).

In Italia, si hanno esempi più tardi di Gallerie Rappresentate --> Giovanni Paolo Panini (1749);

architettura classicheggiante ricca, e questo modo di allestire è ancora presente. I dipinti coprono ogni

spazio disponibile sulle pareti, dimostra un concetto di magnificenza.

I primi musei pubblici nati in germani nella metà del 700--> ordinare secondo un criterio i dipinti di una

collezione (suddivisione per scuole), e si cercherà anche di diradare i quadri esposti.

Un altro dipinto di Panini è Galleria di veduti di Roma moderna (1757); -sviluppo turismo- turisti che

vogliono acquistare dipinti come questo di Panini che rappresentava le vedute immaginarie di Roma

antica o moderna. Sono gallerie inventate.

A Roma per tutto il 600/700 --> gallerie barocche es. galleria Colonna: archotettura di afferschi e stucchi;

presenza di quadri e dipinti.

NASCITA MUSEI PUBBLICI NEL 700

Rivoluzionaria cultura dell'illuminismo, che propugna una democratizzazione del sapere/cultura, come

sturmento per migliorare la vita del popolo. Enciclopedia di Diderot e D'Alambert.

Collezioni nell'Enciclopedia descritte: "Le collezioni in cui si raccolgono e si accostano seguendo una

sorta di metodo, le opere belle, devengono infine per le arti e per la nazione, delle scuole, nelle queali utili

osservazioni, ed il pubblico ricevere alcune prime idee giuste".

Richiama la definizione icom. Le collezioni non possono piu seguire, nei musei pubblici, un gusto estetico

del collezionista ecc. Ma siccome hanno fine didattico, le esposizioni devono seguire un criterio (altrimenti

non sarebbe comprensibile al pubblico). L'opera d'arte nel museo ha fine didattico: rivolto agli artisti e alla

nazione (acme nel Lovre post rivoluzionario).

La definizione del Museo, introduce pe la prima volta la parola "pubblico" che sarà da questro momento

indissolubilmente legata all'idea di museo. Nasceranno musei che avranno questa funzione didattica ed

educativa.

Hagedorn: "un museo completo dovrebbe essere una storia dell'arte parlante".

Winckelmann: con lui nasce la storia dell'arte. Scrive testi sull'arte antica, egli cerca in quelle opere

classiche di creare una storia dell'arte (antica) dove ci sia un inizio-evoluzione-decadenza: crea uno

schema evolutivo. Per la prima volta ci si preoccupa non di studiare quelle oper ecome capolavori a se

stanti; egli cerca di fare una storia sulla progressione. Nei musei del 700 questi tentativi di parlare al

pubblico (di studiosi e poi più vasto) nell'esposizione si cercherà lo stesso metodo. Uno dei primi musei

pubblici che si pongono il problema di offrire un percorso "parlante" al pubblico: Museo maffeiano di

Verona. Fondato non da un principe, ma fanno ingresso nella conduzione del museo, gli sotrici dell'arte

(intellettuali). SI va verso una specializzazione delle discipline, e nascono figure di studiosi specializzati.

Scipione Maffei fonda lo studio dell'epigrafia antica. Egli studia le iscrizioni antiche sparse per l'Italia: a

Firenze (700) può vedere il cortile di palazzo Medici Riccardi (con lapidi ed iscrizioni), considerati reperti

antichi e interessanti ma che acquistavano funzione decorativa.

La rivoluzione di Scipione Maffei è considerare le epigrafi come importanti fonti storiche per capire storia

antica, romana ecc. Raccoglie le iscrizioni che può, e decide di formare il Museo epigrafico maffeiano

(tra anni 20-40 del 700). Lo collega all'Accademia Filarmonica Veronese, centro culturale importante.

Decide di creare un ordinamento razionale di queste epigrafi. Per le epigrafi latine: ordinamento

cronologico. Nei portici laterali le epigrafi erano collocate ad altezza uomo, per far si che fossero leggibili

e studiate. Novità al servizio del pubblico..

Museologia 27-04

La nascita del museo pubblico nel Settecento

Il Museo Maffeiano di Verona, creato da Scipione Maffei, è un museo di raccolta di epigrafi, simile a quello

di Torino, città dov'era stato chiamato per raccogliere le epigrafi di tutta Torino. L'opera di porre le epigrafi

nei Palazzi era molto comune, nell'università di Torino infatti c'erano molte epigrafi. Scipione Maffei ci ha

lasciato un numeroso gruppo di lettere dove ci sono molte informazioni sui musei da lui creati.

Il museo di Torino venne creato con la concessione del re Vittorio Amedeo II di Savoia. Le lapidi vengono

concentrate nel cortile dell'università. lapidi che erano collocate e murate nei vari palazzi a scopo

puramente decorativo. Un acquerello del 1841 e un incisione mostrano le lapidi collocate da Maffei a

Torino.

Questi musei si dotano del catalogo che rispecchia l'allestimento del museo ed è dotato di incisioni che

mostrano il contenuto del museo stesso.

Nella prima metà del 1700 inizia a farsi strada l'introduzione di specialisti che vengono ricercati per le loro

conoscenze per creare queste nuove istituzioni.

Si abbandona l'idea di museo come raccolta di vari oggetti ma si cerca di specializzarsi. Il fenomeno dei

Grand Tours riguarda la giovane nobiltà che visitano i nuovi musei italiani. La Lande nel 1881 descrive nel

suo diario il viaggio che fa in Italia, descrive il museo Maffeiano a Torino. In parallelo alle corti principesche

nascono questi musei che via via si specializzano.

Musei Capitolini, Roma

Il 1700 offre al pubblico la possibilità di vedere i grandi nuovi musei, sopratutto di antichità. Il fenomeno dei

Grand Tours e il loro interesse per l'antichità fa sì che il papato attui delle operazioni in termini di tutela.

Cerca di frenare gli scavi, l'esportazione e la vendita di antichità illegali.

Il Museo Capitolino diventa il principale strumento per conservare gli oggetti antichi, che altrimenti

sarebbero andati perduti, esponendoli con i criteri della museologia del 1700. I Musei Capitolini si

compongono di 2 palazzi. La prima parte dei Musei Capitolini sottolinea l'intervento papale.

Nel 1471 papa Sisto IV dona al popolo romano i bronzi antichi perché rappresentavano la memoria di

Roma.

La donazione al Campidoglio fonda il primo nucleo dei Musei Capitolini. È un operazione che anticipa l'atto

di governo post-rivoluzionario, che renderà pubblico le opere francesi.

Nel 1733 papa Clemente XII Corsini crea il secondo nucleo dei Musei Capitolini sulla del Campidoglio. Con il

Chirografo, atto del 1733, istituisce il secondo nucleo dichiarando che sarà destinato a conservare e a

rendere pubbliche le opere d'arte, con funziona d'insegnamento. La funzione didattica era pensata per gli

artisti ma il pubblico si amplia. Papa Clemente XII Corsini chiama ad allestire il nuovo museo dei Capitolini

nel 1746 Alessandro Gregorio Capponi. Capponi ricorda le statue del Campidoglio e sottolinea la qualità del

nuovo museo.

Papa Clemente XII crea un nuovo museo sulla base dell'acquisizione della collezione del Cardinale Albani. Il

cardinale Albani crea la villa omonima per ospitare la sua collezione e chiamerà Winckelmann per allestirla.

Il cardinale spesso si trovava senza soldi perché li usava per scavare e ricercare nuove opere, perciò spesso

è

costretto a vendere parte della sua collezione. Un dei luoghi in cui il Cardinale Albani fece scavare era la

villa

Adriana di Tivoli.

I Musei Capitolini sono allestiti secondo un ordine tematico, influenzato da Maffei. La sala dei busti è

dedicata ai filosofi antichi. Insieme a queste sale specifiche c'è un salone centrale che rappresenta i

capolavori, le sculture più importanti, dove sono collocati secondo criteri estetici. La novità

nell'allestimento

riguarda l'abbandono dei dispositivi decorativi delle pareti, che appesantivano l'esposizione, e non c'è

sovraffolamento delle opere. C'è un uso dei colori chiari nell'allestimento, anche se permangono i decori

barocchi costituiti da stucchi e dall'uso dell'oro. Viene fatto un uso della luce per illuminare l'esposizione e

le statue vengono poste al centro per consentire una visione a 360°. La luce è l'elemento usato per chiarire

l'esposizione.

La sala dei busti dei filosofi è allestita secondo uno studio basato sulla storia piuttosto che sugli stili, offre

un

quadro storico e, accostandoli, si può tentare di chiarire e studiarne gli stili.

I Musei Capitolini hanno un'accoglienza positiva da parte del pubblico, costituito da studiosi, artisti,

intellettuali ed antiquari, ovvero studiosi delle antichità.

Museo Pio-Clementino

Nasce più tardi rispetto al Museo Capitolino, viene iniziato nel 1770. I papi intraprendono un'operazione

museale per cogliere e conservare le opere d'arte. Il museo inizia con la chiusura del giardino del Belvedere,

realizzato da Papa Giulio II della Rovere, creato da Bramante e considerato il primo museo en plein air, per

iniziativa di Papa Clemente XIV. Nelle nicchie del cortile del nuovo museo continuano ad essere esposti i

capolavori. Si realizza successivamente una galleria ad opera dell'architetto Alessandro Dori nel 1771-72,

dove vengono esposte statue della collezione Mattei, procedendo alla suddivisione tematica delle opere.

Sia

il Papa che l'architetto muoiono e l'opera di costruzione viene proseguita da Papa Pio Vi Braschi che, dalla

Galleria delle Statue, crea le altre Sale, come la Sala degli Animali. Tutto quello che viene esposto viene

pesantemente restaurato ai fini di rendere bello esteticamente l'allestimento. Salvo poche eccezioni le

statue venivano reintegrate delle parti mancanti.

Negli di Papa Brasci, tra 1770 e 1780, il museo spicca il volo verso la monumentalità con la creazione di sale

a pianta centrale, che verrà preso a modello nei musei dell'Ottocento. Queste sale erano realizzate

dall'architetto Michelangelo Simonetti. Sono sale che riprendono i grandi modelli romani, come il

Pantheon,

le terme, per creare un collegamento con le opere d'arte esposte. La Sala delle Muse riprende l'antichità e

venne creata a seguito del ritrovamento di un gruppo statuario delle 7 Muse. Il progetto iniziale prevedeva

un portico e sulle pareti affreschi di spazi esterni naturali. La Sala Rotonda ha come modello il Pantheon, le

statue sono collocate in nicchie, la cupola è cassettonata e sul pavimento ci sono mosaici antichi. Non c'è

un

adattamento di una struttura presistente ma è tutto costruito ex novo.

L'inaugurazione del Museo Pio-Clementino viene celebrata . Quando venne terminato si sposto l'ingresso

principale, dalla parte del cortile si entrava nella Sala Egizia, per far sì che avesse solo la funzione di

ingresso.

I musei del Settecento in Europa e la Galleria degli Uffizi rinnovata

Anche in Germania si da il via a nuove costruzioni museali, ad opera dei principi, investiti dalle idee

illuministe francesi. C'è la tendenza a creare edifici per ospitare le collezioni e per essere apprezzate da un

pubblico più vasto.

A Dresda Federico di Sassonia ospita nella Gemaldegalerie collezioni da lui acquistate.

Francesco Algarotti nel 1742 progetta un riordino del Museo di Dresda, mai realizzato, con determinate

caratteristiche [museo a pianta centrale] e si fa avanti un nuovo ordinamento: l'ordinamento per scuole.

All'interno della suddivisione per scuole si cerca di dare un ordinamento cronologico.

Palazzo Belvedere a Vienna

L'imperatore Giuseppe I fa trasferire la collezione di quadri degli Asburgo nel Palazzo per esporli al

pubblico.

Nella Galleria del Belvedere era previsto un ordinamento per scuole. Una stampa del 1735 mostra una

quadreria a incrostazione, prima che venisse utilizzato l'ordinamento per scuole.

La galleria di Dusseldorf presenta un ordinamento per scuole prima che venisse adottato nel Palazzo del

Belvedere.

A Vienna Christian Von Mechel, erudito al servizio della corte per allestire le opere, creò il catalogo dei

quadri della galleria.

Gli Uffizi

Gli Uffizi sono un museo palinsesto, ovvero dove si può studiare la storia dei musei. Con Ferdinando,

fratello

di Francesco, si perfeziona e si amplia il museo. Un altro momento di rivoluzione è dato da Pietro Leopoldo

di Lorena che, una volta subentrato nel governo fiorentino, non può vendere la collezione dei Medici per

sanare i debiti a causa del Patto di famiglia, stipulato nel 1737 da Anna Maria de Medici, patto che vincola

la

collezione di famiglia alla città. Questo patto è uno strumento importante per la tutela e vi si trovano

espressioni che si legano alla concezione moderna del museo. Anna Maria de Medici essendo nata nel

mezzo del fenomeno dei Grand Tours comprende l'importanza del museo per il turismo.

Pietro Leopoldo di Lorena attua una grande riforma dello stato che coinvolge anche gli Uffizi. Negli anni

1770-1780 gli Uffizi perdono il suo asspetto rinascimentale. L'armeria viene allontanata dal museo, così

come gli oggetti scientifici. Questo perchè c'è l'idea di fondo di creare un museo moderno aperto al

pubblico, dove ci fossero solo oggetti d'arte. Per questa operazione di rinnovamento chiama Luigi Lanzi,

studioso e storico d'arte. Insieme a Bencivelli Pegli, il nuovo direttore degli Uffizi, Lanzi lavora per il

rinnovamento del museo. Lanzi studiò anche la civiltà etrusca e, in un passo del Saggio di lingua etrusca,

dimostra di appartenere al mondo illuminista, con i musei ordinati razionalmente e l'allestimento per

scuole.

La tribuna era affiancata da sale delle matematiche e dell'armeria. Nell'altro braccio del 1600 era presente

la sala degli armamenti, dei bronzi, delle medaglie e l'ingresso. Queste sale erano concepite per ospitare la

collezione dei de Medici ed erano state costruite da Pietro Leopoldo di Lorena. Con la suddivisione operata

da Lanzi vennero creati i Gabinetti.

Nel 1782 Lanzi pubblca La real Galleria, dove descrive i criteri da lui usati per creare la sua riorganizzazione

degli Uffizi. Descrive il museo come il domicilio delle Muse, non uno spazio diviso con Marte, ovvero con gli

oggetti dell'armera. Critica “l'affollamento” del museo, che trattava diverse tematiche. Nota che in

quegl'anni cresce lo studio dell'archeologia greca ed etrusca e nel nuovo museo non c'erano ambienti che

trattassero l'archeologia. I piccoli oggetti erano contenuti in armadi, che Lanzi toglie mostrandoli così al

pubblico. La parte della Galleria di Levante si specializza, ospitando scultura antica.

Museologia 02-05

Il rinnovamento degli Uffizi è ad opera del Lanzi. L'allestimento presenta una maggiore comprensione

dell’esposizione ai fini della didattica. Si vuole creare una cronologia della scultura. Viene meno il principio

di mescolanza-confronto di esempi di scultura moderna ed antica. Si tende ad una maggiore

specializzazione.

Sala delle Pitture Antiche, situata nel braccio di Ponente della galleria, non presenta una pittura ”classica”

ma medievale. Si assiste alla nascita della “fortuna dei primitivi”: la scoperta dell’arte italiana che

precedeva

Raffaello (grazie a Giovanni Previtali). Stesse istanza anche nel Louvre più tardo.

La collezione dei ritratti dei pittori è collocata nel Corridoio vasariano (collezione iniziata da Leopoldo de

Medici).

Sala delle epigrafi viene allestita dal Lanzi, dopo Maffei, che sente l’esigenza di dedicare al museo una

sezione per le epigrafi.

Il gabinetto delle pietre dure (Camera di Madama) comprende vasi in pietra dura appartenente alla

collezione dei Medici.

Esposte nella Galleria degli Uffizi erano: il David di Donatello (ora al Bargello) collocato nel Gabinetto dei

Bronzi Moderni. L’Atys di Donatello è sempre collocato nel Gabinetto dei Bronzi Moderni. C’erano anche il

Mercurio di Giambologna (ora al Bargello), proveniente da Villa Medici a Roma.

Si eliminarono dalla Galleria i naturalia, ecc. per la necessità di creazione di nuovi musei. Un esempio è La

(dell’Università di Firenze) e il

Specola Museo della Scienza.

Vennero fatti numerosi acquisti che comportò un cambiamento negli allestimenti e collezioni. Alcune opere

degli Uffizi verranno mandate a Pitti, altre opere vennero acquistate (es. la Sibilla del Guercino nel 1777

acquistata da Pietro Leopoldo). E’ un momento di impoverimento e di arricchimento con nuove opere e

quadri. Si acquista ad esempio La Strage degli innocenti di Daniele da Volterra (ora nella Tribuna).

Andrea del Sarto, considerato “il pittore senza errori”, viene ricercato in chiese e conventi. I Lorena

acquisirono ora alla Galleria Palatina.

La Pietà,

Viene acquistata anche di Barocci preludente al Barocco. Lanzi e Pietro Leopoldo

La madonna del popolo

cercano anche opere d’arte di fama, che abbiano rappresentato momenti salienti della storia artistica

toscana e li acquistano.

Lanzi ordina per classi le sale degli Uffizi, come la Sala delle Iscrizioni. La Sala delle Miniature è stata

progettata al tempo di Lanzi, è una sala apposita per le miniature di lusso e di eleganza. Lanzi descrive tutti

gli interventi che fa sulle sale. Istituisce il Gabinetto delle Pietre Dure.

La Tribuna rimane intatta, Lanzi non la modifica. Non viene toccata perché le viene riconosciuta la sua

importanza. La Tribuna è tanto importante perché viene usata per indicare gli Uffizi. La Tribuna viene anche

celebrata dall'artista Zoffany.

La Sala della Niobe viene creata nel secondo Corridoio degli Uffizi, quello di Ponente, in modo che facesse

da contraltare alla Tribuna. La Sala della Niobe viene ricostruita a seguito della riscoperta da parte dei De

Medici del gruppo scultore, gruppo ch'era allestito all'interno del giardino dei De Medici. Un incisione di

Perrier mostra il gruppo scultoreo nel momento in cui Apollo e Diana uccidono i figli di Niobe. Al progetto

della Sala della Niobe lavoravano il restauratore Spinazzi e l'architetto Del Rosso, i quali proposero di

riprodurre l'allestimento del gruppo su un basamento roccioso, già proposto nella Villa Medici, come a

voler

riprodurre il momento in cui le divinità scendevano. Successivamente l'architetto Fallani pensò di allestire il

gruppo della Niobe in una sorta di tempietto in un giardino, probabilmente Boboli. Ma Lanzi propose un

allestimento più chiaro e razionale. La Sala venne danneggiata dall'attentato.

Museo del Louvre e la nascita del museo nazionale

A pochi anni di distanza dal riallestimento da parte di Pietro Leopoldo di Lorena, la rivoluzione francese

avrà

gravi conseguenze nel museo europeo. La nascita di un museo è sancita dalla nazione, dall'Assemblea

Nazionale Costituente, per la prima volta avviene per volontà politica e per esprimere il carattere pubblico

della nazione in un museo. Il Museo del Louvre del 1791 cambiò la denominazione del museo in base alla

politica, alla sua istituzione venne denominato Museé Révolutionnaire, successivamente divenne Musée

central des arts e infine Musée Napoleon. Grazie all'influenza degli illuministi e degli enciclopedisti prima

della creazione del museo si era svolta una mostra aperta a tutti nel 1750, costituita da dipinti suddivisi per

scuole ed esposti nel Palazzo del Lussemburgo. Già si cercava di aprire l'arte a tutti ma è una cosa ben

diversa dalla nazionalizzazione delle opere. Nell'Encyclopedie di Diderot e d'Alambert, Louis de Jaucourt

scrive nella voce Louvre di auspicare di fare del Louvre un luogo aperto a tutti, facendone un grande centro

del sapere che accogliesse un gran numero di collezioni ed unisse artisti e studiosi.

Nel ritratto del 1779 d'Angivillier, il conte Charles-Claude de Flahaut si fa ritrarre con la pianta di quella che

sarà la Galleria del Louvre. Hubert Robert partecipò alla realizzazione della Grande Galleria del Louvre e

testimonia, attraverso i suoi dipinti, il cambiamento della galleria e le proposte di allestimento.

Nel Louvre entrano tutte le opere di ex proprietà reale e le opere provenienti dalla soppressione di tutti gli

ordini monastici, con la conseguente chiusura di chiese e conventi.

La grandezza fisica e delle sue collezioni è dovuta a Napoleone, con i suoi furti d'arte. Napoleone nei trattati

di Tolentino inserisce una clausola dove afferma che gli stati vinti debbano offrire le loro opere. Gli studiosi

francesi studiano la letteratura e i documenti per identificare le opere d'arte più importanti, tracciano per

modo di dire una prima storia dell'arte italiana, ed operare le scelte migliori. I francesi si affermano come

liberatori dell'arte perché liberano le opere dagli spazi chiusi nelle Chese e negli spazi privati principeschi,

esponendole in spazi aperti al pubblico ma in qualche modo perdono il loro contesto originario. Nasce

l'idea

che il museo sia la morte dell'arte perché fa perdere il significato originario delle opere, essendo tolte dal

suo contesto.

Ci sono immagini che testimoniano l'entrata trionfale delle opere italiane a Parigi. I furti d'arte riflettono la

politica di Napoleone. L'arte ha una funzione di propaganda politica, come è sempre stato. Le Sale del

Louvre del periodo di Napoleone prendono a modello le architetture e le decorazioni romane.

La moda delle visite notturne hanno origine dal Museo Pio-Clementino e vengono riproposte nel Musée

Napoleon. Le visite notturne vengono testimoniate dal dipinto della visita al lume di candela del Laooconte

da parte della corte.

Il personaggio che si occupa di organizzare e allestire le opere che arrivano dai furti d'arte è Dominique-

Vivant Denon. Vivant Denon ha l'ambizione di creare un museo in cui tutta la civiltà viene rappresentata,

operazione in cui rientra la campagna d'Egitto, che portò un enorme quantità di opere e reperti, campagna

testimoniata dal testo Voyage en Bas et Haute Egypte di Vivant Denon. Egli cataloga inoltre le opere

egiziane, operazione testimoniate da un incisione, sotto quest'aspetto è un moderno museologo. Si

preoccupa inoltre di opporre delle didascalie, la comunicazione peritestuale del museo ha inizio ora. Vivant

Denon, facendo tesoro dei musei illuministi tedeschi, fa sua l'idea che il museo sia un'opera d'arte parlante:

suddivide le opere per scuole e al suo interno le divide cronologicamente.

La rappresentazione del corteo matrimoniale per Napoleone e Maria Luisa d'Austria testimonia

l'allestimento di Vivant Denon, in cui si vede la Trasfigurazione di Raffaello circondata da opere del

Perugino,

un criterio d'allestimento basato sul confronto.

Da Vivant Denon si sviluppa la moderna concezione dell'attuale museo. Non c'è più l'allestimento a

incrostazione delle gallerie barocche seicentesche ma ci sono dei criteri allestitivi.

La Grande Galerie presenta dei lucernari, in modo che la luce naturale illuminasse le opere, e una

suddivisione dello spazio operata attraverso archi e colonne.

Il primo carico di opere italiane viene importato in Francia nel 1807, a seguito del Trattato di Tolentino. Il

secondo carico di opere italiane viene introdotto nel 1810 e presenta una selezione ancora più mirata delle

opere, questa volta sono legate alle opere dei Primitivi, in modo da mostrare tutto lo sviluppo della storia

dell'arte. Si trattano di pale lignee del 1200-1300, particolarmente apprezzate perché consentono di

mostrare all'interno del museo la storia dell'arte.

A seguito della caduta di Napoleone gli stati richiesero le opere d'arte. Per lo Stato Vaticano la figura

incaricata era Canova. Questo non sarà senza conseguenze per la museologia italiana, questo perché

quando tornano le opere c'è il problema di dove esporli. Ci sono due opzioni: rimetterli nel loro contesto o

collocarle all'interno del museo, venne scelta la seconda opzione. Questo è il motivo per cui il Louvre è

un'idea vincente. Quando le opere vennero requisite da Napoleone vennero ripulite, visto quanto erano

annerite a causa del fumo e dello sporco, perciò non erano più fruibili. Il museo scelto per esporle fu la

Pinacoteca del Vaticano, che creò delle proteste.

Quatrèmere de Quincy è un intellettuale e generale francese che, attraverso le lettere A Miranda,

introduce

un concetto nuovo relativo al contesto e all'idea che l'Italia è come un museo generale. Togliendo all'Italia

le

sue opere d'arte si perde il contesto di rapporti, non si capiscono più le opere d'arte una volta che vengono

decontestualizzate.

La critica al museo si ritrova nella Museologia del 1968, che riprende parte di questi temi.

Negli anni successivi alla nascita del Louvre nasce un museo che ha visto una vita breve: il Musée des

Monuments Français, inaugurato nel 1795 e smantellato nel 1816. È un museo contenitore di sculture

provenienti dalla distruzione e dalla chiusura di conventi, in particolare da Saint Denis. Alexandre Lenoir

difende le tombe reali collocate a Saint Denis, che i rivoluzionari vedevano solo come segno di

soppressione, anziché vederle per il suo valore artistico. Lenoir crea in un convento dismesso un deposito di

opere e tombe provenienti da Saint Denis, ma inizialmente erano ammassati. Solo successivamente si

decise di catalogarle e di allestirle, in quanto testimoniano la storia della Francia. Sulla base di questo gli

viene concessa la realizzazione del museo, con un allestimento che ricrea l'ambiente in cui erano collocati

inizialmente. Venne smantellato da Quatrèmere de Quincy perché non è l'ambiente originario, ricrea solo

l'ambiente. Il Musée des Monuments Français ha avuto successo tra il pubblico, che agiva con uno spirito

romantico.

Museologia 03-05

I musei nazionali tedeschi del primo quarto dell'Ottocento

Gli Uffizi costituiranno il modello per tutti i musei europei. Un altro modello importante è la Prussia, con la

sua capitale Berlino, dove avvengono iniziative museali importanti. L'Altes Museum del 1830 viene

realizzato sull'isola dei musei, da sempre consideato il luogo centrale della città. Su quest'isola c'era il

palazzo reale. La costruzione del museo ha indicato l'importanza della struttura museale per il pubblico e lo

stato.

L'Ottocento è il secolo del museo, in cui nascono i primi musei nazionali, il cui modello è dato dall'Altes

Museum costruito dall'architetto Schinkel. L'Altes riprende l'idea del tempio e questo è stato chiamato

museo-tempio sia per le forme architettoniche che per i suoi concetti, il museo è concepito come tempio

dell'arte. C'è un forte legame tra contenente e contenuto.

I musei nell'Ottocento vengono costruiti ex novo, non saranno più riutilizzati i musei già esistenti, strutture

quest'ultime che non erano pensate per ospitare collezioni. Nel corso dell'Ottocento vengono realizzati

molti nuovi musei ma non in Italia. Berlino è molto importante per il ruolo che ha svolto per la museologia.

L'Altes Museum ospita le collezioni dei dipinti del principe. Viene esposto il risultato degli scavi fatti in

Egitto dalla scuola archeologica. L'operazione di scavi effettuati dalle scuole hanno consentito di ampliare le

collezioni archeologiche. Gli architetti tedeschi fanno riferimento, quandodalla scuola archeologica.

L'operazione di scavi effettuati dalle scuole hanno consentito di ampliare le

collezioni archeologiche. Gli architetti tedeschi fanno riferimento, quando devono costruire i musei,

all'architettura greca ma più precisamente al Partenone di Atene. Venne proposta una ricostruzione

dell'acropoli di Atene da parte della Germania, perché questo stato diventa un protettore della Grecia.

Il Museo di Pergamo è l'ultimo realizzato sull'isola dei musei, venne costruito nel 1930.

all'interno dei musei viene utilizzata un'architettura e una decorazione lussuosa e prestigiosa come le opere

che contiene. C'è un grande dispiegamento di opere interne quali affreschi, mosaici e soffitti a cassettoni

commissionati appositamente.

Von Klenze è un architetto e pittore di vedute reali dell'Italia e della Grecia che lavora per il re di Monaco di

Baviera. Anche lui progetta una ricostruzione dell'acropoli. Il tempio del Walhalla è progettato da Von

Klenze per Ludwig I.

La Glyptothek è un monumento progettato da Von Klenze nel 1830, è un monumento in cui è fortemente

presente l'architettura antica. Il termine glyptothek indica le pietre dure e le incisioni ma in realtà Ludwig I

la vuole destinare la scultura antica. La Glyptothek presenta un allestimento diverso da quello

dell'Ottocento a causa dei forti danneggiamenti subiti. L'allestimento attuale è molto freddo e razionale. Il

museo è realizzato intorno ai marmi di Egina, della Grecia arcaica, provenienti da quei complessi

architettonici importati nei paesi che organizzavano gli scavi archeologici. L'ordinamento museale tiene

conto della categorizzazione dell'arte di Winckelmann, sono idee che si affermano e quindi c'è la necessità

di una strutturazione dell'arte antica.

Il museo di Von Klenze viene quasi progettato, almeno nei primi anni, come una sorta di palcoscenico

privilegiato per il sovrano, successivamente sarà più aperto al pubblico.

Il Fauno di Barberini è stato acquistato dal museo di Von Klenze. A seguito dei danni causati dalla guerra

venne fatta un'operazione di de-restauro. Le sculture antiche restaurate nel corso dei secoli negli anni tra

1960 e 1970 vennero private delle operazioni di restauro, con degli effetti pensati sulle opere stesse.

Altra novità è stata l'introduzione di calchi di marmi con l'originale cromia.

L'Alte Pinacothek è una riproposizione di stile architettonico neorinascimentale, è un luogo di esposizione

per dipinti. L'Alte Pinacothek è una riproposizione delle gallerie dei palazzi rinascimentali. L'architetto che

lo

progettò si occupò anche dell'allestimento interno.

L'isola dei musei, costruita tra 1830 e 1930, è destinata a contenere l'arte della Prussia e poi della Germania

unificata.

La costituzione di nuovi musei ha il sostegno del sovrano ed è guidata da Schinkel e dalla sua scuola,

attraverso un ricorso all'architettura classica con interni lussuosi e sfarzosi.

Il Neue Museum di Berlino è progettato da Schultz Volker. Nelle decorazioni interne c'è un rimando all'arte

greca attraverso il rosso pompeiano, che permette di mettere in risalto le opere.

L'Alte Nationalgalerie di Berlino è un museo progettato per ospitare l'arte contemporanea di artisti tedeschi

e stranieri, inizialmente era destinato solo agli artisti tedeschi successivamente vengono introdotti anche

artisti contemporanei stranieri. La forte presenza degli storici dell'arte tedeschi ha come idea di fondo di

mostrare al mondo tutta l'arte occidentale.

Von Tschudi diresse la galleria nazionale tedesca e decise di esporre al suo interno gli impressionisti

francesi.

I musei dell'Ottocento e i musei d'ambientazione degli anni Venti

Nella Londra vittoriana era stato aperto il British Museum e la National Gallerie attraverso un

finanziamento

statale. Nell'esposizione universale di Londra del 1851 per la prima volta si sente l'esigenza di creare

un'esposizione universale in edifici provvisori per esporre gli oggetti della nascente industria e anche di

opere d'arte. In questo caso il principe Alberto aveva idee moderne e progressiste nel governo dello Stato,

volle creare l'esposizione per dare risalto all'industria inglese. Venne realizzata una struttura in ghisa e

vetro, un edificio molto innovativo. L'esposizione universale modificò l'organizzazione del pubblico, sono le

prime mostre-evento della cultura occidentale. Venne fatta una campagna pubblicitaria su larga scala,

principalmente per migliorare la produzione industriale, piuttosto carente per quanto riguarda l'estetica.

All'interno dell'esposizione c'era la necessità di creare punti di ristoro e riposo, comportando l'introduzione

dei servizi al pubblico.

Il legame tra esposizione e museo fu evidente nel South Kensington Museum, attualmente rinominato

Victorian and Albert Museum. Il museo nuovo venne creato perché alcuni degli oggetti dell'esposizione

universale vennero depositati nel museo quali oggetti d'arte applicata per migliorare il gusto e la

produzione artigianale. È un museo didattico, nasce infatti per l'interesse per le cosidette arti minori,

interesse che cresce anche dal punto di vista del collezionismo. Attualmente è conosciuto per la sua

collezione d'arte rinascimentale,in particolare per le sculture. Altra sezione interessante è la collezione di

calchi ben eseguiti.

Il 1800 è il secolo dello sviluppo di musei nazionali e di collezioni private, dove si ritrova lo stesso gusto

ecclettico dei musei europei. Nella seconda metà dell'800 l'Italia diventa importante per le collezioni

private. Il Museo Poldi Pezzoli ad esempio è importante per la diffusione della tipologia di musei

d'ambientazione, sull'esempio del museo francese di Cluny. Per esporre gli oggetti si ricrea l'ambiente in cui

erano ospitati. Il Museo Poldi Pezzoli si trova a Milano e venne fortemente danneggiato nella Seconda

Guerra Mondiale.

Le case museo nascono grazie ai collezionisti che raccoglievano oggetti di loro interesse, trasformando le

loro case in museo in seguito alla loro morte.

Il museo di Frederick Stibbert

Stibbert fu un collezionista nella seconda metà dell'800. Come gli altri collezionisti del tempo è alimentato

da idee romantiche che rievocano ambienti passati e mitizzati. Nei collezionisti c'è un forte interesse per i

paesi esotici, sono incuriositi da tutto ciò che è lontano ed esotico.

Stibbert nasce in Italia e vive in una villa che diventerà museo. Inizialmente Stibbert aveva creato un edificio

che lui identificava come museo, distinto dalla villa ma oggi viene considerata anch'essa museo. La

collezione di armature di Stibbert è costituita da armature d'epoca e armature costruite appositamente per

la sua collezione o per integrare parti mancanti.

Museologia 7 5-05

Lo stile di riallesitimento riambientativo caratterizzerà i musei europei e americani nei primi anni del 900.

In alcune collezioni sono ricostruiti ambienti fantastici (es. lo Stibbert), che non rispondono ad una

perfetta filologia.

Berlini, Kaiser Friederich Museum, oggi Bode Museum.

Viene adottato uno stile neo rinascimentale che doveva rispecchiare in parte ciò che il museo era

destinato a contenere, opere di pittura e scultura del rinascimento e oltre, e del rinascimento italiano.

Bode grande storico dell'arte e "museologo", perchè crea il museo partendo dalla sua idea dell'arte

italiana fiorentina rinascimentale, e il suo pensiero si incontra con quello di Jacopo ..., storia del

rinascimento fiorentino opere alta della storia dell'arte occidentale, da confrontare con la grecia antica.

Sull'Isola dei musei abbiamo presente queste due passioni: per l'arte antica e per il rinascimento (italiano,

fiorentino).

In questo museo abbiamo una grande concentrazione del rinascimento fiorentino.

Bode negli anni 80-90 dell'800 intraprende questa campagna d'acquisti, e a Firenze si legò con Stefano

Bardini.

Quando Bode si trova in Italia ad acquistare opere d'arte è stato un momento di crisi per l'arte italiana. In

Toscana si hanno tre momenti in cui si decide si sopprimere conventi che non avevano funzione di scuola

o assistenza sanitaria-- >fine 700: riforma leopoldina (patrimonio artistico in parte musealizzato, il resto

viene venduto); 1810 soppressioni governo napoleonico; dopo l'unità d'Italia negli anni 70 dell'800,

soppressione enti ecclesiastici, oggetti di arti minori ecc. perdono il loro contesto originario e trovano la

strada del mercato. Dalla terza ondata di soppressioni ecclesistiche nascono moltissimi musei civici:

musei territoriali, piccoli musei legati a piccoli centri. Musei in cui per fortuna molte delle opere che

escono forzatamente dai conventi e chiese trovano riparo dalla dispersione. Assenza di una legge post

unitaria dell'italia unita del patrimonio artistico, fa si che questa tutela non ci sia e molte opere vengano

immesse nel mercato.

E' il momento dei grandi antiquari, che spesso non hanno conoscenze sotrico-artistiche derivategli dagli

studi, ma attraverso le opere d'arte questi mercanti (Stefano Bardini chiamato il Principe degli antiquari) si

fanno una grande esperienza sul campo, e non sempre dà luogo a giuste attribuzioni.

Bode diventa amico di Bardini, viene più volte in Italia e acquista opere incredibili.

Insieme a questa fuoriuscita del patrimonio degli enti ecclesiastici, c'è anche la decadenza delle grandi

famiglie nobili, che perdono fondi terrieri--> si perde il vincolo che perdeva all'interno di una casata

nobiliare la dispersione dei beni (vincolo viene abolito). Perciò sul mercato arrivano queste grandi

collezioni private.

Prima legge del tutela del 1902, insuffieciente.

Legge Bottai, prima legge organica del paesaggio italiano.

Bode riversa nel Museo grandi capolavori italiani, perchè vuole costruire un centro dove raccogliere le

opere del rinascimento italiano, soprattutto fiorentino.

Museo dalle forme architettoniche solenni, che sottolineano l'importanza del museo come istituzione e

come tempio dell'arte (anche se non si è davanti ad un tempio classsico).

es. Mino da Fiesole, Busto Strozzi acquistato; Girolamo della Robbia, Putto Pucci; Francesco Laurana,

ritratto di una principessa napoletana; DOnatello, La madonna Pazzi (acquistata tramite Bardini).

Bode voleva fare un tipo di museo "basilika", che si trova al pianterreno del museo. Realizza un museo di

ambientazione. All'interno del museo cerca di ricreare ambienti filologicamente corretti ed esporre nelle

sale del museo degli insiemi organici di opere d'arte: es. tutta la scuoltura fiorentina in un'unica sala, con

mobili che ricreano ambienti nobiliari del rinascimento. Quindi di riambientare le opere e non

mescolandole.

Il culmine di questo tipo di riambientazione lo raggiunge con la basilica: riproporre in un museo il contesto

di una chiesa fiorentina rinascimentale. Bode si riferiva San Salvatore a Monte (Brunelleschi). Ricreare

quel contestro che le opere avevano perduto lasciando i loro luoghi di nascita. Si distaccano le opere dai

loro contesti e si creano ambientazioni fittizie (fatto per prima da Lenoir a Parigi, museo chiusa da

Quatremere du Quincy).

Sono state mantenute oggi delle sale che Bode aveva allestito. Mantenere una testimonianza di questi

allestimenti.

Bode aveva culto da studioso dell'arte rinascimentale, ma in particolar per la scultura.

Insieme alla scultura in marmo abbiamo la rivalutazione della scultura robbiana, della terracotta invetriata.

Bode nel 1902 scrive una storia dell'arte fiorentina del rinascimento, e aprlando di Luca della Robbia fa

un parallelo tra la scultura classica e rinascimentale. Nell'era cristiana l'arte fiorentina raggiusne il suo

culmine: ad Atene e Firenze (lui tedesco ha questa forte visione fiorentinocentrica, erede delle Vite di

Vasari).

Prima di allestire il museo, Bode si allena a creare questi allestimenti di ambientazione anche in una serie

di mostre a Berlino nella fine dell'800, e crea la tipologia di allestimento che mescola pittura, scultura,

mobili, arazzi---- appartenenti ad una stessa epoca (fatto nel 1898 all'Accademia di Berlino), crea il suo

concetto di allestimento integrato, che deriva probabilmente da Stefano Bardini. In questi anni lo scambio

tra Bode e Bardini è continuo, perciò si scambiavano idee.

Anche nell'Altes Museum (accoglie opere scultoree d'arte antica), al tempo di Bode c erano anche opere

moderne. Bode crea lì un salone della scultura italiana del rinascimento.

Bardini crea un palazzo dai Mozzi, compra altari 500eschi e li monta sulle cornice delle finestre, e decide

di creare una grande "vetrina" dove ricevere i suoi acquirenti per mostrare loro le collezioni d'opere d'arte,

destinate alla vendita. Allestisce la sua bottega d'antiquario come un museo d'ambientazione, con

richiami forti all'idea di abitazione prvata.

Anche Bode riproduce questo tipo di allestimento ed ordinamento.

L'allestimento di Bode avrà fortuna in america, i seguaci di Bode si traferiscono negli Stat Uniti a casusa

del nazismo, e la tipologia tedesca viene riproposta in America. Gli stati uniti hanno come modell' l eruopa

negli allestimenti, situazione si ribalterà dopo la seconda geurra mondiale, quando l'Europa andrà a

studiare le espisizioni museali americane.

Tra le due guerre però i modelli di riferimento sono i grandi musei europei.

In Italia, nei primi del 900 è attardata nel campo di costruzione e allestimento nuovi musei, però si

afferma con forza il modello della rimabientazione. Il periodo tra le due guerre in Italia è dominato da

questa tipologia museale, che scatenerà una forte rezione contro il museo dalla cultura futurista, che

voleva spingere ad un rinnovamento culturale ed artistico. Critica rivolta a tutte le istituzioni. Musei

percepiti dai futuristi come luoghi ammuffiti, cimiteriali dove giacciono opere d'arte del passato e non

rispondono alle necessità di un nuovo progresso (Manifesto di Marinetti): musei che uccidono l'arte,

argomento della contestazione del '68 che darà luogo ad un nuovo rinnovamento, successivo a quello

della seconda guerra mondiale.

Modelli museali a cui si ispiravano gli stati uniti: Ca'd'Oro (di Franchetti)--> il San Sebastiano di Mantegna

viene riambientato in una cappella allestita per la situazione.

Operazioni editoriali es. Malaguzzi, La corte di Ludovico il moro a Milano nella seocnda metà del 400-->

oggetto di contestazione da parte degli sotrici, perchè sono testi fittizi.

Bologna, Galleria Davia Bargellini: particolare museo di ambientazione in cui confluiscono le opere della

famiglia. Malaguzzi Valeri (1924) ACCUMULA IN QUESTO MUSEO OGGETTI, e crea queste sale

confuse dove si mescolano oggetti di tipo ed epoche diverse (il contrario dell'intento di Bode). L'italia

procede in questo modo.

I musei di ambientazione, all'ora hanno un grande successo presso il pubblico e la critica. Il pubblico ama

queste tipologie di musei, in cui ci si trova immersi in queste artificiali atmosfere dek passato (spirito post

romantico che agisce sul pubblico di questi musei). I musei di riambientazione.

Luigi Fiumi, giornalista nel 1913 parla del dilro di malaguzzi Valeri, e si potrebbe riferire al museo di Valeri

farà: percorrere un libro come se si percorresse un libro.

Alcuni si oppongono a questa modernità, ed è consolante davanti ad un modno che cambia velocemente,

rifugiarsi in epoche passate, nell'"età dell'oro".

Roberto Longhi, uno dei più grandi storici dell'arte in Italia, "L'Arte" 1914. Fu lo scopritore di Caravaggio.

Egli odio le imprese editoriali di Valeri, sia il museo diambientazione. Ne L'Arte scrive che la sotria

dell'arte non può che basarsi sulle opere stesse, perchè solo l'arte ricorda se stessa, perciò i materiali di

ambiente non possono avere un valore positivo. Afferma i valori formali e stilistici di ogni singola opera

d'arte. Un quadro, una scultura non ha bisogno della riambienatazione per essere compresa, perchè

l'opera va studiata nelle sue caratteristiche peculiari. Per Longhi un'opera d'arte non può essere isolata,

fa parte di un constesto artistico. Le idee di Longhi troveranno sbocco dopo la seocnda guerra mondiale,

con il grande rinnovamento museale in italia, così in Italia si fanno spazio queste idee--> isolamento

dell'opera.

Roma, Palazzo di Venezia (Hermanin vuole qui realizzare un grande museo nazionale nel 1929 -epoca

fascista- dedicato alla grande arte rinascimentale italiana). Nell'0italia fascista si esaltano la romanità e il

rinascimento. Fonti per l'ambientazione: rinasicmento "generico".

Il museo nonostante le campagne di restauri ecc, non viene mai aperto perchè diventa la sede del

governo fasista.

Ugo Ojetti, ne I Taccuini visita Palazzo Venezia: come i musei con i falsi ingannano gli spettaoti,

Mussolini inganna con i suoi discorsi gli italiani (per la negazione dell'apertura di Palazzo Venezia).

Uno dei simboli dei musei d'ambientaizone, e simbolo poi dei musei rinnovati nel dopoguerrra: è il museo

civico di Verona. Negli anni '20: comune aveva grandi quantità di opere proveniente da soppressione

enti ecclesistici, onazione ecc. Si decide così di trasformare Castevecchio (antica residenza casata

Scarigeri che aveva governato Verona) in un museo: restauro e integrazione edificio, ad esempio non

c'erano le merlature (architetto Ferdinando Forlati). Antonio Avena, figura importante nella città, crea

lìimmagine della Verona di "Giulietta". E il museo fa parte dell'oepra di valorizzazione artistica e culturale.

Il museo civico viene allestito secondo queste idee ambientative; le opere d'arte di diversa provenienza

vengono immessi in questi ambienti che dovrebbero rievocare un rinascimento/medioevo fantastico

legato alla sotria di verona.

Scarpa spazzerà via lìopera di Avena e creerà un museo diverso.

Anche Firenze, partecipa a questo fervore di rinnovamento, con la musealizzazione di Palazzo Vecchio.

Palazzo Vecchio dopo aver ospitato il governo italiano per il cinquennio in cui fu capitale d'italia, era stato

mal tenuto ed era in pessime condizioni, così si decide di farne un museo, recuperando le grandi sale

affrescate dal vasari per I Medici (es. Lo scrittoio di Calliope).

Si adotta un criterio allestitivo di riambientazione, ma con una misura che caratterizza tutto lo stile

fiorentino, per cui si cerca di recuperare e ricollocare nelle sale mobili originali, mobili antichi vengono

acquistati dagli antiquari appositamente per essere collocatì lì, vengono acquistati anche mobili falsi.

Soprattutto viene fatto un importantissimo recupero (la piu importante operazione mseale di quegli anni a

Firenzw): Poggi (sovrintendente gallerie fiorentine) capisce, insieme a Lenzi, che la piccola stanza

accanto al Salone dei 500, vuota, era l'antico studiolo di Francesco I de Medici, e attrvaerso unos tudio

accurato dei documenti si caspice dove sono andati a finire i dipinti e l'arredo dello studiolo, così questo

viene allestito ed aperto al pubblico. E' importante pechè si riconstruisce filologicamente uno degli

ambienti più important di palazzo vecchio, Purtroppo non esistevano più le incorniciature di marmo

bianco che si trovavano sotto per suddividere i due ordini dello studiolo.

Stile di riallestimento che riguarda la riambientazione die musei, riuniforma i musei ma anche

l'arredamento.

Roberto Papini, importante letterato di questi anni 1928, ironizza sullo stile dell'arredamento delle

abitazone di quegli anni (borghesi).

Europa: reazione verso le vecchie tipologie di museo.

Anni '30, Francia: prepara la nascita della museologia come disciplina (ICOM), ma prepara anche al

rinnovamento museale del secondo dopoguerra.

Nel 1926 Nasce l'Office International des Musèees, voluto da henri Focillon. (andare in contro ai cambiamenti

della società=.

Henri Riviere è stata una figura importantissima per la nascita della museologia. Nasce da questo clima culturale

frnacese, quando c'è un grande fermento intellettuale. ci si chiede che tipo di museo creare in funzione di una

migliore comprensione del pubblico, che stava crescendo. Nel 1927 nasce presso La scuola superiore di belle

arti, nasce un primo insegnamento di museologia. Henri Focillon, nel 1921 in un congresso internazionale di

storia dell'arte, aveva scritto un articolo: "La concezione moderna dei musei".In tutto l'articolo troviamo concetti

molto moderni per il 1921. Le esposizioni devono essere alleggerite.

In Francia sempre in questo periodo nasce Museion, la prima rivista internazionale di museografia (gli interventi

pubblicati sono sia di museografia -allestimenti- ma anche di museologia, solo che questa parola non è ancora

entrata nel linguaggio degli studiosi). La rivista 1927-1946 ha una durata piuttosto breve, dopo l'Office verrà

sostuita dall'icom e Museion dalla relativa rivistia dell'Icom.

Leggendo gli inteventi possiamo avere un panorama di quella che era la musologia in quegli anni: architettura

--> necessità edifici pensati per essere musei; gestione musei. Poi si parla della necessità di riorganizzare

allestimenti e ordinamenti museali (diradamento).

L'importante gazzetta "Gazette des beaux-Arts"--> soluzioni per rendere più moderni i musei; non studi solo

teorici, ma anche proposte pratiche per l'organizzazione dei musei.

Tutto questo nuovo fermento, culmina nel 1934 con il primo convegno internazionael di museografia di Madrid

--> organizzato in vista dell'artetura del museo del Prado.

Temi: concetti già evidenziati in Museion, e riunioni--< necessità di diradare opere esposte (evitare

sovraffollamento), avanza il tema dell'isolamento dell'opera d'arte (di cui parla Focillon), diversificazione

percorsi: percorsi flessibili (pareti provvisorie, così che si potesse cambiar eun allestimento), per rispondere alle

nuove esigenze della società gli oridinamenti devono essere flessibili e modificabili.

Henri riviere: propone due diverse tipologie di percorsi per il pubblico--> uno per il grande pubblico, l'altro per gli

studiosi (Museo di arti e tradizioni popolari).

Si parla anche delle operazioni di "restuaro preventivo", si cerca di non dasanneggiare le opere, facendo

opportune operazioni che fanno si che l'opera d'arte trovi la sua collocazione ideale.

Inoltre si parla anche dei "servizi" per rendere confortevole al pubblico la visita.

Museo Calvet (Avignone): vi erano ammassatti sculture medievali e del rinascimento in modo non scientifico.

Oggi si presenta completamente rinnovato, dopo l'icnhiesta del 1926 ("Museo o ammasso di pietre?")

Si guardava alla museologia americana degli anni 20/30: si presentava già rinnovata. Le nuove necessità di

chiarezza espositiva ed esplicativa, erano già state adottate dai musei americani.

Si confrontavano gli allestimenti del museo di Bruxelles, che aveva già attuato un diradamento nelle sue

esposizioni: si mostra la sala prima e dopo il rinnovamento. Si tolsero le tappezzerie scure dai muri.

In Francia, negli anni 30 viene realizzato un primo importantissimo rinnovamento del Louvre (1935): si

riorganizzano tutte le sezioni (es. La Nike prima si installava presso una parete rossa pompeiano. Qui viene

"liberata", si afferma il concetto che la scultura rinascimentale bianca può stagliarsi verso pareti bianche. Bianco

su bianco, in nome di una maggiore chiarezza.

Vengono riallestite tutte le sale della scultura rinascimentale e tardo rinascimentale italiana (Prigioni, Lunetta

del Cellini, Mercurio alato del Giambologna).

In questi anni è importante anche l'allestimento della scultura, la scultura si "stacca" dalle pareti e assume una

collocazione autonoma.

Henri Verne (direttore dei musei statali francesi e dell'Ecole du louvre), dice che la sua intenzione è assegnare a

ciascuna delle arti la sua autonomia. In questo senso il Louvre è un museo universale.

Molti dei musei europei imboccano la strada di questo rinnovamento. A Madrid: congresso 1934 riapriva le sue

sale dopo questo rinnovamento (parziale) del Louvre.

Una delle opere simbolo del museo del Prado, Las Meninas di Velaquez, viene incorniciata ed isolata

(allestimento appesantito), ma si è recepito il concetto dell'isolamento.

National Gallery di Londra: nuovo tipo di illuminazione sulle opere, e si lasciano gli spettatori in penombra.

Conforto pubblico e risalto opere.

Italia: pochi interventi di rinnovamento. Sono soprattutto gli architetti che partecipanoa questo rinnovamento, e

sono pochi i musei italiani che aprtecipano dle rinnovamento: Museo di Palazzo Bianco a Genova, 1928

Orlando fgrosso allestisce un nuovo allestimento, diradato, del museo. SU una mensola sono appoggiati i

simboli del palazzo, cioè i frammenti del monumento di Margherita di Bramante.

Franco Albini poi realizzerà un nuovo allestimento: colloca questi frammenti sopra una base girevole, perchè

non si sapeva come la tomba di Margherita di Bramante fosse originariamente, quindi ognuno poteva farsi una

propria idea di come queste statue potessero essere collocate in origine.

America: 1933 progetto Museum of tomorrow--> concepito spazio centrale per le informazioni; vengono

concepiti due percorsi differenziati. Museo non realizzato.

Les Corbousier, ispirandosi al nautilus, progetta un museo a crescita illimitata (museo formato da moduli che

potrebbero essere aggiunti all'infinito per esporre un'enorme quantità di opere: museo come esposizione

universale).

Auguste Perret: museo fatto di tribune; irrealizzato.

tutto questo in Italia non può avvenire: esistono musei storicizzati.

Bruno Maria Polloni, negli anni 30 dice in "Architettura", che lo studio dei musei in italia è trascurato, perchè le

opere sono già esposte in edifici storicizzati.

Anni 30, periodo che avrà ricadute sulla museologia negli anni a venire, in epoca successiva musei americani

modello per gli europei.

Peculiarità musei americani: la gran parte die musei americani nascono dalla donazione di collezioni private;

edifici costruiti appositamente; collezione formatesi grazie alla dispersione el patrimonio artistico europeo

avvenuto tra la seconda metà dell'800 e i primi del 900.

Magnati americani (es. Rockefeller) per ragioni di status e far sì che gli statu uniti rappresentino il logo in cui

nascono le grandi fortune, e che siano luoghi di mecenatismo, questi compiono viaggi in europa per acquistare

queste opere per poi donarle alla società.

Negli stati uniti è molto forte (calvinisti) l'idea che un miliardario doveva restituire queste ricchezze alla società.

Questo spiega anche oggi le donazioni, attività di "crow founding" in america che sono molto forti.

Metropolitan Museum: non nasce da un'unica collezione, ma è creato come "museo pubblico".

Un'altra carateristica dei musei americani, sia pubblici che privati, è quello di essere governati da un "trusties",

che procura al museo i fondi.

Il metropolitan venne aperto nel 1880, uno dei creatori Choate: si fa leva sul desiderio di immortalità dei

milionari americani, perchè donino fondi per la creazione di qeusto primo importante museo pubblico.

Donazioni incoraggiate da: Payne-Aldriich Tariff 1909 (legge del congresso americano che toglieva le tasse

d'importazione sulle opere d'arte più antiche di venti anni, legge stesa nel 1913 anche all'arte contemporanea);

nel 1937 la Federal Avenue Act: tasse dedotte per chi avesse effettuato donazione a favore di organizzazioni

per fini religiosi, caritatevoli, educatevoli, scientifici ecc.

Una delle più famose collezioniste americane dell' fine 800 è Isabella Stuart Gardner, Museo a Boston che

esemplifica l'adesione a modelli museali ed europei; e l'arrivo per le opere d'arte negli stati uniti. Arrivo non di

singole opere d'arte, ma interi gruppi scultorei. Museo parte da una donazione originaria, ma poi si deve

procurare finanziamenti misti (pubblici e privati).

Nel suo testamento mette come obbligo che niente deve essere toccato rispetto all'allestimento del museo, nè

internamente, nè esternamente. Con queste operazioni questi collezionisti vogliono ottenere l'immortalità, e il

loro amore verso questi oggetti è tale che volgiono che tale sia cambiato o spostato. Infatti l'Isabella Stuart

Gardner Museum è tutto rimasto uguale. Una delle sale del museo, è un museo d'ambientazione, segue criterio

di riambientazione opere che avevano caratterizzato collezioni europee private 800centesche. non c'è un

ordinamento per scuole, ma è l'ordinamento di un museo che era contemporaneamente una casa in cui si

riproducevano sale, mescolando dipinti ed opere di epoche e provenienze diverse.

Alla base della creazione del moma ci sono figure femminili (es. Peggy Guggeneim).

Cleveland Museum of Art: recupera la tipologia museo-tempio, siamo negli anni 30.

Studioso americano, Kent, dice che i musei di recente costruzione mostrano poche novità in pianta e stile

architettonica. La differenza rispetto al'europa è che negli impianti mostrano esemplificazioni dei cambiamenti

che ci sono stati (dentro NOVITA').

Uno dei musei che sia all'esterno che interno riprende modelli europei è il Philadelphia Museum of Art

rinnovato 1919-28: tipologia museo tempio (tipologia palladiana).

Kimball e il Philadelphia hanno un richiamo alla Cittadella del Partenone.

Kimball, curatore del museo in un articolo del 1929 dice che uno dei suoi modelli è il Bode di Berlino per la

riambientazione di intere collezioni.

Ci si ispira all'europa degli anni 30. E l'europa guarda alla museologia americana.

Kimball registra una differenza: in parte museo sul modello europeo, ma poi parla dei doppi percorsi, mostre

contemporanee, percorsi doppi ecc.

Recupera modello sale del Bode, e progetta intere senzioni del Philadelphia dedicata alla riambientazione,

diversa da quella di Bode perchè si tratta di intere sale di palazzi, tempi indiani, cucine olandesi, che vengono

smontate e rimontate nei musei (con le mura!) --> Period Rooms (corrispettivo delle sale d'epoca del Bode).

Si va oltre: si rimontano più che riambientare.

National Gallery di Washington 1941, museo pubblico: John Russel Pope architetto utilizza la tipologia

museo-tempio. Viene criticato perchè è un tipo molto tardo.

Gropius, architetto contemporaneo, e van der Rohe, si oppongono a questa tipologia di musei. SI elaborano

nuove forme museali.

Van der Rohe: Progetto di museo per una piccola città

Negli anni 20/30/40 in america abbiamo: attaccamento alla tradizione e nuovi musei (realizzati intorno all'arte

contemporanea, che grazie ai collezionisti privati faintresso negli USA verso la fine dell'800 e acquista

improtanza con la mostra International Exhibition of Modern Art --> alla base della creazione de MoMA) Mostra a

New York nel 1913 (Armory Show perchè la sede della mostra era una caserma), mostra che all'inizio dovevsa

riguardare solo esposizione arte americana contemporanea, poi se ne farà mostra internazionale.

Foto allestimento: allestimento razionale, diradato, illuminazione dall'alto, ci sono panche su cui riposare

(centinaia di opere d'arte esposte).

Duchamp venne finanziato e supportato dalla collezionista Khaterine Dreier, che organizzò dopo l'Armory altre

mostre. FOndano una società che aveva come scopo di far apprezzare l'arte contemporanea a New York.

Un altro grande collezionista americano: Albert Galladin, che con la sua collezione crea un museo pubblico:

Museum of Living Art, chiedendo che questo suo museo dell'arte "vivente", presente, sia ospitata presso la

New York University in modo che servisse all'edcazione delgli studenti che frequentavano l'università.

Il MoMA nasce come un idea "nuova" per gli stati uniti, ma che recupera idee in ambito tedesco: museo dedicato

esclusivamente all'arte contemporanea.

Tre mecenate donne: moglie di Rockefeller ecc. Tre signore che si uniscono e creano un museo per l'arte

contemporanea, che come statuto iniziale aveva lo scopo di esporre solo l'arte del presente. E via via che le

opere della collezione non appartenevano piu al presente, dovevano essere allontanate.

Il primo MoMA è un museo senza una sede: trovano un appartaento e allestiscono lì il museo, e pongono come

condizione (lo farà il primo direttore Alfred ....): il museo non può avere collezioni permanenti, deve esporre solo

la contemporaneità. Tutto questo poi con gli anni non verrà più rispettata, perchè l'arte contemporanea avrà

molto valore economico, e il metropolitan (che doveva ospitare queste opere scartate) non viene piu considerato

così la collezione cresce e viene progettata una sede stabile, una vera sede museale: vari progetti--> Howe e

Lescaze (architetti, progetto non realizzato); progetto definitivo di Goodwin e Stone 1937-39--> museo

contempraneo con edificio contemporaneo (Germania: forme classiche, museo contemporaneo).Nel MoMA

modernità in tutti i suoi aspetti: èè un museo in cemento e vetro, per illuminare opere d'arte.

Alfred Baar che nel 1929 ventiseienne viene assunto, crea un nuovo tipo di museo di arte cntemporanea: arte

contemporanea storicizzata. nell'ordinamento crea una sotria dell'arte contemporanea, valida fino al 2000

quando il MoMA rinuncia a questa esposizione "cronologica" proposta nel primo MoMA, per sviluppare un nuovo

tipo di ordinamento: "ordinamento a-storici", cioè ordinamenti dove non si tiene conto della cronologia delle

opere, che nel 700 era il modo piu moderno di ordinare le opere d'arte (non in tutti i musei). Realizzazione spazi

per il pubblico. Museo confortevole per i suoi visitatori, dove era importante anche l'aspetto esterno (giardino,

ben percepibile dalle grandi vetrate attraverso cui vedere l'esterno --> fortuna anche in Italia nel secondo

dopoguerra).

Politica di portare il museo fuori dal museo, per cui un museo moderno deve incoraggiare il pubblico a vedere il

museo, ma se questo non si reca nel museo, si porta fuori il museo--> attraverso mostre itinerante fatte non di

opere reali ma riproduzioni fotografiche, Baar porta il museo fuori da New York (cataloghi scientificamente

corretti in funzione di queste mostre, crea questa nuova tipologia di mostra: "itinerante" e "di riproduzione")

La creaizone del MoMA viene salutata con grande favore da molta critica americana


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DETTAGLI
Esame: Museologia
Corso di laurea: Corso di laurea in storia e tutela dei beni archeologici, artistici e librari
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher piccolina205 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Museologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Pegazzano Donatella.

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