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Motivazione e crescita personale

Psicologia del benessere

La crescita personale dev'essere orientata al benessere della persona. Inizialmente è stata avanzata l'ipotesi che vi fossero indicatori oggettivi (salute, reddito, etc.) in grado di definire il livello di benessere di ogni individuo. Naturalmente, però, questi indicatori oggettivi non sono sufficienti per definire il benessere individuale, poiché si tratta di un costrutto fortemente soggettivo, per questo si è giunti a parlare di benessere soggettivo (self well-being).

Questo costrutto viene spesso correlato alla felicità. Vi sono tre elementi che la caratterizzano:

  • Soggettiva: non è detto che ciò che rende felice una persona renda felice anche altri.
  • Temporale: ciò che ci rende felici in alcuni momenti, può non avere lo stesso effetto in momenti successivi.
  • Transitoria: gli effetti non mantengono nel tempo la medesima intensità.

In relazione alla felicità, sembra che le persone abbiano un set point, un valore ben preciso mantenuto da un sistema di regolazione per la felicità stessa. Ciò significa che, nonostante determinati eventi siano in grado di aumentare o diminuire la nostra felicità, in seguito a questo picco iniziale, siamo portati ad orientarci nuovamente sul nostro set point.

Prospettive sulla felicità

Nello studio della felicità, si possono individuare due prospettive principali:

  • La prospettiva edonistica: questa prospettiva analizza attraverso la dimensione del piacere. La felicità è il risultato del raggiungimento degli obiettivi strettamente personali. La felicità rappresenta un costrutto comprendente i piaceri fisici e quelli mentali.
  • La prospettiva eudaimonica: ha una visione della felicità non semplicemente come il raggiungimento della soddisfazione individuale, ma comprende anche un processo di sviluppo verso l'integrazione con il mondo circostante. La felicità si realizza quindi in un processo di reciproca influenza tra benessere individuale e collettivo.

Infelicità e fattori influenzanti

Uno dei fattori che più influenzano la nostra felicità è la tendenza ad assegnare un valore aggiunto ad un oggetto (simbolico o reale) incorporato nel nostro «io». Ciò significa che valutiamo la felicità sulla base di ciò che incorporiamo, di ciò che riteniamo parte di noi. Più estendiamo i confini del nostro io, però, più siamo vulnerabili. Molte ricerche, infatti, dimostrano come l'infelicità della perdita di un oggetto sia decisamente maggiore della felicità dell'acquisizione di quel determinato oggetto.

A tal proposito, subentra il costrutto di infelicità. È importante che vi sia una corretta rappresentazione di come l'infelicità possa generarsi. Spesso sopravvalutiamo possibili effetti negativi, preoccupandoci ora di ciò che potrebbe accadere in futuro, stimando in maniera errata le reali probabilità che ciò avvenga. Vi sono due principali effetti negativi di questo stato di infelicità:

Effetti negativi dell'infelicità

Effetti mentali

  • Concentrazione eccessiva su ciò che temiamo
  • Sovrastima della probabilità di accadimento
  • Difficoltà ad affrontare l'evento
  • Attenzione selettiva di tutte quelle informazioni che possono essere lette come segni premonitori di quel dato evento
  • Sensazione di impotenza rispetto al futuro
  • Difficoltà a distinguere tra ciò che è sotto il nostro controllo e ciò che non lo è
  • Sopravvalutazione delle conseguenze negative dell'evento

Effetti comportamentali

  • Interferenza con le altre attività
  • Perdita di efficienza
  • Rinvio immotivato di altre attività
  • Eccessiva delega ad altri
  • Rinvio delle azioni preventive possibili
  • Delega ad altri delle nostre paure

Psicologia positiva

La psicologia positiva viene definita come la scienza e le applicazioni che si riferiscono allo studio dei punti di forza psicologici e delle emozioni positive. Tale prospettiva attua un cambiamento netto con la psicologia classica. La concentrazione è su ciò che funziona bene negli individui, gli obiettivi sono la prevenzione ed il potenziamento, l'attenzione è rivolta al processo di vita ed alle sue caratteristiche dinamiche. Si passa quindi da un focus centrato sulla patologia ad uno centrato sulla salute delle persone.

«Si tratta di un autentico capovolgimento di prospettiva: si privilegiano interventi finalizzati alla mobilitazione delle abilità e risorse della persona, anziché alla riduzione o compensazione delle sue limitazioni».

Si analizzano e valorizzano i tratti positivi come il coraggio, la perseveranza, la determinazione, la resilienza, la spiritualità, il talento, la responsabilità, l'altruismo e molti altri.

La psicologia positiva si articola su tre livelli:

  • Evidenziare comportamenti ed interventi volti a favorire il benessere
  • Identificare quali contesti favoriscano il benessere
  • Individuare le strategie più efficaci per migliorare la vita delle persone

Persone positive

Per persone positive intendiamo quelle persone caratterizzate da una spiccata propensione al pensiero positivo. Numerose ricerche hanno dimostrato che queste persone hanno alcune caratteristiche in comune:

  • Alta autostima: l'autostima è uno dei costrutti fondamentali in psicologia positiva. Persone con alta autostima sviluppano più facilmente il pensiero positivo.
  • Buone relazioni sociali: le persone positive traggono piacere dal frequentare altre persone. Sono tendenzialmente estroversi e si trovano a proprio agio nella gestione delle relazioni sociali.
  • Ottimismo: Peterson ha individuato nell'ottimismo una caratteristica peculiare delle persone positive. L'ottimismo, infatti, permette loro di perseverare, aumentando la probabilità di successo.

Emozioni positive e benessere

Salovey ha dimostrato come le emozioni abbiano una forte incidenza sul benessere delle persone. In particolare, le emozioni positive concorrono al potenziamento del sistema immunitario e aiutano a mettere in atto comportamenti sani ed adattivi. Le emozioni positive, ampliano il nostro repertorio cognitivo, allargano l'orizzonte mentale delle persone. Quando proviamo emozioni positive, mostriamo modalità di pensiero diverse, flessibili, più efficaci e creative.

Le emozioni negative, invece, essendo collegate a situazioni d'emergenza o di pericolo, mobilitano tendenze specifiche all'azione, riducendo il repertorio di azioni possibili a quelle più adatte in quel dato momento.

Broaden and build theory (Isen)

Questa teoria sostiene che le emozioni positive ampliano le potenzialità cognitive delle persone, aumentano le azioni di repertorio e costruiscono risorse future per la sopravvivenza e l'adattamento.

Undoing hypothesis (Fredrickson)

Le emozioni positive hanno un'ulteriore funzione. L'ipotesi di neutralizzazione sostiene che le emozioni positive sono in grado di neutralizzare gli effetti di emozioni negative future. Ciò significa che le emozioni positive fungono da «corazza» per il futuro. Più emozioni positive proviamo, più saremo in grado di far fronte agli eventi negativi futuri.

Lo stress

Per stress si intende una risposta relativamente aspecifica dell'organismo ad uno stimolo ritenuto minaccioso per la sopravvivenza e l'integrità psicofisica. Tali stimoli minacciosi vengono definiti stressors. Sono agenti stressanti che, sulla base della percezione individuale, possono generare stress nella persona.

Eustress e Distress

Culturalmente, siamo portati a vedere lo stress come qualcosa di fortemente negativo, dannoso per la nostra salute psicofisica. Però, vi è anche un lato «buono», positivo, adattivo. L'eustress, infatti, è la forma adattiva dello stress, è ciò che ci permette di essere pronti, reattivi. Quando però lo stress è eccessivo, ecco che si parla di distress, la forma patologica che riduce le capacità di difesa dell'organismo.

Lo stress, quindi, può anche avere un effetto positivo sulla nostra prestazione (lavorativa, sportiva, di studio, etc.). È dannoso per la prestazione quando si manifesta non solo ad alta intensità, ma anche quando si manifesta a bassissima o nulla intensità. Dunque, saper gestire lo stress non significa semplicemente saperne abbassare l'intensità ma, anzi, a volte significa sapersi attivare.

Metodi per attivarsi

  • Attività fisica
  • Focalizzarsi sull'obiettivo
  • Visualizzare la prestazione
  • Ripensare alle emozioni che si provano durante la prestazione
  • Cercare stimoli ambientali motivanti
  • Self talk per auto-caricarsi

Metodi per rilassarsi

  • Esercizi di respirazione
  • Esercizi di rilassamento
  • Visualizzare scenari rilassanti/immagini calmanti
  • Cercare stimoli ambientali rilassanti
  • Self talk per tranquillizzarsi

Scala di Holmes e Rahe: scala di valutazione dei fattori stressanti, in cui Holmes e Rahe hanno dato un punteggio da 1 a 100 sulla base dell'impatto che l'evento potrebbe avere sulla vita delle persone.

La capacità di far fronte agli eventi: il coping

Dall'inglese 'to cope', il termine coping riguarda le capacità di un soggetto di far fronte agli eventi stressanti.

Tipologie di coping

  • Coping primario: insieme di pensieri e comportamenti utilizzati per fronteggiare l'evento stressante.
  • Coping secondario: insieme dei pensieri e dei comportamenti utilizzati per fronteggiare e regolare la reazione della persona di fronte l'evento stressante.

Strategie di coping

  • Coping centrato sulle emozioni: è il più indicato quando l'evento stressante non si può modificare. Si tratta di una strategia rivolta alla modifica delle reazioni emotive di fronte all'evento stressante.
  • Coping centrato sul problema: è il più indicato quando si può intervenire sull'evento stressante, modificandolo. È infatti una strategia di coping orientata alla modifica della causa di stress.
  • Coping centrato sull'evitamento: si tratta di evitare la situazione stressante. Però, rispondere passivamente al problema cercando di evitarlo, nonostante sembri inizialmente una strategia funzionale, nel lungo termine risulta essere estremamente disfunzionale.

L'ottimismo

Aspettativa che si verifichino accadimenti positivi anziché negativi.

  • Modalità di affrontare i problemi orientata alla loro risoluzione e non all'evitamento
  • Gli eventi stressanti vengono visti come sfide e opportunità di crescita
  • Reale conoscenza dei propri limiti e delle proprie potenzialità

Non esiste un solo tipo di ottimismo, uguale per tutti ed oggettivo. L'ottimismo dipende da ciò che noi valutiamo come desiderabile. Perciò, l'ottimismo è un costrutto che racchiude aspetti emotivi, affettivi, cognitivi e di valutazione.

Ottimismo realistico: disposizione globale e stabile delle persone a spiegare gli eventi negativi come eventi occasionali e ad aspettarsi dei risultati positivi dalla vita. L'ottimismo realistico porta a focalizzarsi sugli aspetti favorevoli di una vicenda e sostiene la speranza e l'impegno, accettando con maggior facilità gli ostacoli ed i vincoli posti dalla realtà.

Attribuzione causale

La tendenza delle persone a leggere la realtà non è sempre uguale e ciò ne determina la tendenza o meno all'ottimismo. Le persone utilizzano degli stili ben definiti per spiegarsi ed interpretare gli eventi. Tali stili dipendono principalmente da tre fattori:

  • Permanenza vs. temporaneità
  • Universalità vs. specificità
  • Causa interna vs. causa esterna

Le persone ottimiste interpretano tendenzialmente gli eventi negativi come provvisori, con causa esterna e specifici; le persone pessimiste, al contrario, interpretano tendenzialmente gli eventi negativi come stabili, con causa interna (la colpa è mia) e universali (validi ogni volta in ogni contesto).

Gli effetti dell'ottimismo sulla salute

L'ottimismo risulta essere uno tra i principali fattori di longevità nelle persone. È stato dimostrato come abbia effetti su:

  • Prevenzione delle malattie cardiache: riduce la pressione arteriosa diastolica. Inoltre, in persone sottoposte a riabilitazione post-operatoria per un intervento cardiaco, l'ottimismo ed il supporto sociale sono tra i fattori che meglio predicono il buon esito della riabilitazione stessa.
  • Gestione dello stress: l'ottimismo svolge una doppia funzione, contribuendo all'efficacia dell'eustress e contenendo il distress. Le persone ottimiste inoltre tendono a preferire una strategia di coping orientata al problema, favorendo il senso di controllo sugli eventi.
  • Sistema immunitario: il pessimismo ed i pensieri negativi intrusivi rallentano l'attività delle cellule killer (in grado di uccidere gli organismi nocivi). Emozioni e pensieri negativi sono in grado di modificare il profilo del sistema immunitario, poiché aumentano il rilascio di mediatori capaci di intervenire su aspetti quali il comportamento alimentare, il ciclo sonno-veglia, il comportamento sessuale, la psicomotricità.
  • Capacità di far fronte a panico e depressione: l'ottimismo favorisce l'aumento del controllo delle proprie reazioni emotive, un'interpretazione corretta degli eventi, la diminuzione dei pensieri catastrofici ed una maggior tolleranza dell'ansia.
  • Superamento di eventi traumatici: è stato dimostrato come l'ottimismo sia un fattore predittivo efficace per ottenere una condizione positiva di adattamento post-traumatico.

Il concetto di sé

Alla base della crescita personale vi è il concetto di sé. Noi, per definirci, facciamo riferimento a degli schemi di sé. Tali schemi strutturano e guidano l'elaborazione delle informazioni importanti per noi. Essi costituiscono il concetto globale di sé. Tali schemi influenzano anche la nostra memoria. L'effetto autoreferenziale, infatti, dimostra come le persone abbiano la tendenza ad elaborare in maniera efficace ed a ricordare meglio le informazioni relative a loro stesse.

Inoltre, il concetto di sé influenza non solo il nostro presente e la nostra memoria, ma anche ciò che potremmo diventare. I sé possibili sono infatti le immagini di ciò che desideriamo o temiamo diventare in futuro.

I sé possibili sono quindi alla base della motivazione e della crescita personale, in quanto orientano il nostro presente in funzione di ciò che desideriamo o temiamo. Vi sono due approcci ai sé possibili:

  • Approccio orientato al desiderio: desiderare di ottenere qualcosa è la modalità più efficace. Il desiderio formulato in positivo orienta i nostri atteggiamenti, pensieri e comportamenti nella direzione desiderata, permette di focalizzare le nostre energie su ciò che vogliamo e su come ottenerlo, si basa sull'ottimismo e sulla fiducia in sé stessi.
  • Approccio orientato alla paura: al contrario, focalizzare le nostre energie su ciò che temiamo di diventare penalizza notevolmente il percorso di crescita personale. Un atteggiamento orientato alla paura porta a concentrarsi su ciò che temiamo, aumentandone il peso specifico e facendolo apparire come molto più probabile che accada rispetto a quanto realmente sia.

Il concetto di sé non riguarda solamente la sfera individuale ma, anzi, è fortemente influenzato da quella sociale. Il sé sociale contribuisce all'organizzazione del nostro pensiero ed influenza i nostri comportamenti sociali.

I principali fattori che determinano i sé sociale sono: i ruoli assunti, le identità sociali, i confronti con gli altri, i successi ed i fallimenti, i giudizi degli altri, la cultura di appartenenza.

Pertanto, possiamo dire che il è l'insieme di:

  • Concetto di sé
  • Sé sociale
  • Conoscenza di sé: la consapevolezza di noi stessi, è alla base di ogni processo motivazionale.
  • Autostima: è la valutazione globale che una persona dà di sé stessa. Quando la valutazione dei diversi schemi di sé è positiva, allora le persone hanno una buona autostima. Perché avvenga questa valutazione complessiva, facciamo riferimento a delle guide del sé, standard personali verso cui vogliamo conformarci. Più ci allontaniamo da questi standard e più bassa sarà l'autostima. Più ci avviciniamo, maggiore sarà la nostra autostima.

Higgins parla di discrepanza del sé nei casi in cui ci allontaniamo da questi standard prefissati. Se siamo lontani dagli standard ideali (sé ideale) proviamo delusione, tristezza ed anche depressione. Se siamo lontani dagli standard imposti (sé imperativo), invece, proviamo senso di colpa, imbarazzo ed ansia.

Autoefficacia

Secondo Bandura, l'autoefficacia è la convinzione nelle proprie capacità di generare gli effetti desiderati mediante le proprie azioni. Egli sostiene inoltre che “le convinzioni di autoefficacia influenzano il modo in cui le persone pensano, si sentono, trovano le motivazioni personali ed agiscono”.

L'autoefficacia è:

  • Connessa al senso di controllo e all'autostima
  • Ha una relazione con le profezie che si auto-avverano
  • È sempre in relazione all'interazione con l'ambiente
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valentinads di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Motivazione e crescita personale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Vagli Matteo.
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