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Storia dei moti rivoluzionari del 1848

Causa e contesto dei moti rivoluzionari del 1848

I moti rivoluzionari del 1848 si sono diffusi in tutta Europa e hanno avuto proporzioni straordinarie. Le principali cause furono la crisi agricola e industriale del '46-'47, insieme alla corrente di libertà politiche e autodeterminazione.

Le giornate rivoluzionarie

Le giornate rivoluzionarie furono caratterizzate da una forte partecipazione popolare. Nel gennaio del '48, venne pubblicato il Manifesto di Kenrad, il cui epicentro rivoluzionario fu in Francia, dove Luigi Filippo fu costretto a scappare il 24 febbraio, quando venne proclamata la 2a Repubblica. Il governo provvisorio, composto da moderati, creò gli ateliers nationaux, ma questi crearono problemi finanziari. Quando alle elezioni per la costituente vinsero i moderati, gli ateliers vennero aboliti. Alle elezioni presidenziali di dicembre vinse Bonaparte.

Gli eventi in altri paesi europei

In Italia, Austria e Germania furono evidenti tensioni tra le classi borghesi e il crescente estremismo. In Austria, ci furono insurrezioni in Belgio, Ungheria e Italia. In Germania, il re Federico Guglenferc affrontò una difficile situazione. In Italia, si formarono repubbliche come quella veneta il 23 marzo e le cinque giornate di Milano il 18 marzo. Tuttavia, il sovrano Carlo Alberto incontrò difficoltà e, il 25 luglio, subì una sconfitta a Custoza. I moti non prosperarono, e in Germania e in Francia vi furono ulteriori insurrezioni.

Conseguenze dei moti del 1848

Dopo il '48, ci fu un grande sviluppo sia agricolo che industriale, con un particolare beneficio per Francia e Germania. La diffusione della ferrovia e del telegrafo contribuì a questo sviluppo. Emerse un nuovo urbanismo e si rafforzò il proletariato, portando alla creazione di classi sociali. In Gran Bretagna sorsero le trade unions, mentre in Francia e Germania le teorie di Proudhon e Lassalle guadagnarono terreno. Nel 1867, con la pubblicazione de Il Capitale, si gettarono le basi per un fondamento scientifico delle teorie sociali.

L'Internazionale dei Lavoratori

Nel 1864 fu fondata l'Internazionale dei Lavoratori, che favorì l'espansione delle idee marxiste. Tuttavia, ci furono dissensi interni che portarono alla dissoluzione nel 1876.

Il ruolo di Napoleone III

Nell'anno 1852, Napoleone III riuscì a imporre il suo potere, mentre in Europa i borghesi continuarono a cercare di sviluppare l'economia. Questo periodo vide un grande sviluppo delle infrastrutture e una nuova organizzazione sociale, influenzata dalle teorie economiche e sociali di quel tempo. Si formarono nuove teorie di classe e si verificarono esperimenti politici significativi.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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