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La civiltà romana e le sue infrastrutture

Ci spostiamo geograficamente in Italia, nella quale vi era la civiltà romana. Essa ereditò parte di consuetudini come l’organizzazione spaziale dagli etruschi, infatti tra i re almeno due erano etruschi. I romani si basavano principalmente su tre elementi per la loro cultura: diritto unico, stabilità monetaria e bacini.

Diritto e stabilità

Società: vi doveva essere una legge romana che valeva per tutto e tutti, complessa e articolata. Per esempio, con Giustiniano ci fu la raccolta Corpus Iuris Civilis, che doveva portare stabilità ed uniformità.

Stabilità monetaria: si necessitava di una moneta stabile. Questo proseguì fino a Nerone, il quale decise poi di svalutarla.

Esercito e bacini: l'esercito era mercenario e pagato; gli schiavi venivano selezionati in base alla loro formazione.

Le strade romane

Con la colonizzazione nacque la necessità di costruire delle strade efficaci per raggiungere con più facilità le diverse colonie. Dovevano essere costruite principalmente per l’esercito, il quale doveva avanzare con carri, cavalli e tutto ciò che serviva per spostarsi. Lungo il percorso vi sarebbero stati poli amministrativi, ovvero delle città, in caso di attacco. Il reticolo doveva essere stabile, tracciato seguendo una serie di regole in territori salubri e con una manutenzione ridotta.

Coloro che realizzavano le strade erano gli scriba armamentari. Erano figure particolari, dei tecnici e aiutanti di magistrati in viaggio per le città romane. Uno di loro era Vitruvio. Loro definivano il tracciato e realizzavano l’impianto infrastrutturale.

Vi erano le dorsali principali, per esempio via Emilia o via Postumia. Erano strade molto importanti dalle quali si diramavano altre vie minori. Le strade venivano pagate dall’erario, ovvero dei promotori. Potevano essere consoli di repubblica, infatti potevano essere costruite strade consolari. In età imperiale, invece, venivano costruite strade imperiali, le quali venivano pagate con il tesoro pubblico (le tasse).

Metodi di costruzione delle strade

Vi erano diversi metodi di realizzazione delle strade, i quali variavano in base al luogo in cui venivano costruite, come in area alpina o piana. Nella prima si praticava lo scalpellamento, nel secondo lo sbancamento. Prima si definiva lo spazio utile della carreggiata per consentire il passaggio di due carri affiancati. Successivamente si definiva il margine della strada con un cordolo, si inserivano pietre per proteggerla. Iniziava lo sbancamento eliminando strati di terra e se ne inserivano altri:

  • Basolato: pietre irregolari a incastro, in superficie.
  • Degrimius: sabbioso.
  • Dirutus: pietrisco meno forte.
  • Statumen: pietrisco.

Inoltre, le strade erano a schiena di asino per fare in modo che l’acqua scorresse via, per evitare il cosiddetto aquaplaning e inondamenti. Furono inseriti i migliari, ovvero cippi fissi o mobili. Essi presentavano il nome della strada, il suo inizio e la sua fine, posizione vicina ad un punto di sosta.

Servizi e infrastrutture

Vi era il Cursus publicus, nel quale si spostava la posta imperiale. Vi erano i municipia, ovvero le stazioni di posta nelle città, con all’interno mansio/mansiones e mutatio/mutationes. I primi erano dei veri e propri ostelli, i secondi dei semplici messi imperiali per il riposo dei cavalli. In area alpina erano molto vicini tra loro.

Ponti e attraversamenti

Originariamente vi erano ponti lignei, poi vennero sostituiti con altri in muratura. All’interno vi erano strade a dorso di mulo ed erano formati da archi a pieno centro con strati per scolmare l’acqua, costruiti con le centine. Per corsi normali in muratura o in legno. Per corsi molto estesi e difficili da gestire, vennero collocate una serie di barche vicine per costruire al di sopra una struttura lignea per attraversare il corso.

La Tabula Peutingeriana

Fu realizzato un documento, una rappresentazione dei territori romani. Fu una delle prime cartografie. I missi (postini) dovevano muoversi con facilità lungo le strade e con sicurezza, quindi venne realizzato il documento. Si disegnò su una membrana, su una pergamena molto lunga, infatti vi era una rappresentazione di un mondo allungato. Si partì dalle Colonne d'Ercole (stretto di Gibilterra) fino alla terra dei Parti. Venne rappresentato il Mediterraneo come un fiume di color verde. Roma venne rappresentata come una ruota simbolica.

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