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Storia F.B. Romana

Appunti di storia politico-istituzionale dall'età regia al I sec. a.C.

Modulo A: nuclei fondanti e caratteri generali della storia romana

18/IX/2017, Lezione 1

Programma d'esame 9 CFU, frequentanti:

  • Appunti delle lezioni dei moduli A, B e C;
  • Il manuale di G. Geraci - A. Marcone, Storia romana, EDITIO MAIOR, Firenze, "Le Monnier" 2017;
  • Un volume a scelta fra:
    • C. Letta – S. Segenni, Roma e le sue province. Dalla prima guerra punica a Diocleziano, Roma, "Carocci", 2015;
    • A. Marcone, Augusto, Roma, "Salerno", 2014;
    • G. Poma, Le istituzioni politiche del mondo romano, Bologna, "Il Mulino", 2009;
    • A. Barbero, Costantino il vincitore, Roma, "Salerno", 2016;
    • J Andreau, R. Descat, Gli schiavi nel mondo greco e romano, Bologna, "Il Mulino", 2009;
    • F. Jacques, J. Scheid, Roma e il suo impero. Istituzioni, economia, religione, Roma-Bari, "Laterza", u.e.;
    • U. Roberto, Diocleziano, Roma, "Salerno", 2014;
    • A. Giardina (ed.), Roma antica, Roma-Bari, "Laterza", u.e.;
    • M. Beard, Prima del fuoco. Pompei. Storie di ogni giorno, Roma-Bari, "Laterza", 2011;
    • L. Braccesi, Livia, Roma, "Salerno", 2016.

La storia romana ha una grande importanza: è l’unico esempio nell’antichità in cui una piccola potenza ha saputo unificare sotto il proprio dominio tutto il Mediterraneo. Questo lungo processo (richiese secoli e secoli: lotte, guerre, conquiste) fu reso possibile grazie all’straordinaria duttilità delle istituzioni romane: Roma fra l’VIII e il VI secolo a.C.

Roma delle origini = città-stato (come le polis greche) con diverse istituzioni [monarca + assemblea popolare + assemblea ristretta di nobili (= senato)]; ± come Sparta [2 monarchi + assemblea del popolo in armi + assemblea dei nobili]; istituzioni non diverse le troviamo anche ad Atene [magistrati, assemblea ristretta, assemblea popolare].

Antica città-stato: tende sempre a governarsi con istituzioni con un capo + un gruppo di anziani il cui potere è consultivo [questi ultimi acquisiranno sempre maggiore potere politico] —> a Roma troviamo omogeneità in questo gruppo sociale: si tratta di proprietari terrieri molto ricchi.

Impero territoriale. Roma fino al I sec. a.C. riuscì a mantenere le antiche istituzioni della città-stato piegandole alle esigenze di un grande impero territoriale —> questo fu possibile grazie ad un'immensa cultura giuridica [= Roma seppe creare una dottrina di rapporti internazionali in cui il nucleo fondante, quello della città-stato, rimase per 6 secoli].

Esempi:

  • Re —> 2 consoli: 1 anno in carica + comando militare per entrambi.
    • Al console, per estrazione viene assegnata una guerra contro una città latina e contemporaneamente all’altro console viene assegnata una guerra contro una città latina: i due consoli si recano presso la città loro assegnata —> legnata per questa città nemica —> ritorno a Roma dei consoli;
    • Cosa succede se entrambi i consoli sono lontani da Roma (es. uno in Siria e l’altro in Britannia)? Si crea un vuoto di potere che viene riempito grazie alla creazione di una nuova istituzione.

È chiaro che le istituzioni repubblicane nate per una città-stato si adeguano ad una realtà imperiale, ma ad un certo punto la tensione provoca una rottura, vedi le guerre civili (I sec. a.C.): indicano che Roma ha bisogno di un solo capo = non è più possibile reggere un immenso impero se non con la guida di un unico monarca nel senso letterale —> non è detto che sia un re, basta che ci sia solo una persona al comando. Nell’antichità i grandi imperi sono sempre stati monarchie [vedi la monarchia faraonica, babilonese, assira].

Il processo di formazione territoriale fu lungo e complicato: numerosi attacchi da popoli nemici + più volte la città di Roma fu vicina all’estinzione (es. II guerra punica) ma resistette grazie alla sua adattabilità nelle diverse circostanze.

Repubblica romana arcaica: ai consoli venivano affidati i governi di alcuni territori in guerra con Roma —> il console pacificava a legante il nemico e poi rimaneva nel territorio appena pacificato ad amministrarlo per poi tornare a Roma.

Qui si pone il problema: a Roma i consoli erano solo due = non potevano andare dappertutto —> occorreva qualcuno che assumesse le funzioni del console: i romani creano la figura del proconsole che si reca nelle province, governando al posto del console [di fatto adattarono le istituzioni che già esistevano].

La formazione di un immenso impero comportò profondi mutamenti economici-sociali: Roma nacque come un villaggio di pastori-agricoltori —> nel corso dei secoli si registrò un considerevole aumento della ricchezza, la cui distribuzione non fu equa: si crearono i ricchi ed i poveri —> anche a Roma, come in tutte le città dal mondo antico, nascono meccanismi compensativi per evitare situazioni rivoluzionarie.

A Roma, un sistema per disattivare la forza politica delle masse dei meno abbienti, venne istituito il sistema della clientela —> istituzione che durerà per tutta la storia della città (ed esiste ancora oggi); un personaggio nobile si fa patrono di numerosi individui poveri/bisognosi (spesso inermi di fronte all’arroganza dei ricchi): in questo modo si crea un rapporto tra patrono e cliente —> i grandi uomini politici romani avevano migliaia di clienti.

I patroni non erano dei benefattori —> alle elezioni il cliente votava per il proprio patrono. I patroni non solo distribuivano il grano/monetine, erano anche i finanziatori per la costruzione di terme: le case non erano dotate dei bagni —> in questo modo le masse popolari erano grate al patrono in questione. La clientela tende a diventare una massa parassitaria molto mobile a Roma.

Chi garantiva la continuità alla politica romana? Durante tutto il corso della Repubblica il potere economico e politico era nelle mani delle stesse persone che dava continuità alla vita politica estera romana: il senato è l’unico organo permanente, composto da ceto privilegiato di Roma [i consoli non potevano garantire la continuità perché rimanevano in carica solo un anno —> per questo motivo occorreva che la politica rimanesse in mano ad un unico organo permanente].

19/IX/ 2017, Lezione 2

Caratteristiche della storia di Roma:

  • Aristocrazia = élite di proprietari terrieri = le famiglie al potere cambiavano;
  • Le famiglie al potere, pur alternandosi per 1000 anni, riuscirono a creare una continuità sia dal punto di vista culturale che religioso (fino al Cristianesimo) —> con l’editto di Teodosio di Tessalonica il Cristianesimo diventa l’unica religione di Stato (= perseguire i pagani) ≠ l’editto di tolleranza di Costantino (metteva allo stesso livello le diverse religioni).

I cristiani non morivano nell’Amphitheatrum Flavium al tempo di Nerone perché non era ancora stato costruito [70-80 d.C.]; le maggiori persecuzioni contro i cristiani furono fatte da Nerone ed in particolare nel III sec. d.C. sotto Decio, Valeriano e Diocleziano; pochi furono i martiri cristiani perseguitati rispetto ai numerosissimi pagani che subirono la stessa sorte per mano degli imperatori cristiani.

In età illuministica il grande storico inglese Edward Gibbon scrisse una storia monumentale sul declino e sulla caduta dell’Impero Romano, additando due cause: religione (quella cristiana-cattolica) e invasioni barbariche. In tutte le epoche di crisi si dovrebbe riflettere sulle cause e concause:

  • Cause interne
    • Politiche;
    • Sociali (conflitti);
    • Economiche.
  • Cause esterne
    • Migrazione di altre genti —> spesso enfatizzata ed esagerata.

Questo discorso è molto importante anche per fissare la data del crollo dell’Impero Romano:

  • III sec. d.C. [dopo Severo Alessandro si susseguono velocemente moltissimi imperatori] = momento in cui l’Impero si smembra in seguito agli attacchi dei persiani + sassanidi + ribellioni, o meglio secessioni, di grandi comprensori regionali: Gallie + Oriente [non si ribellano a Roma ma alle invasioni che subiscono] —> Diocleziano cerca di risolvere il problema con la tetrarchia.

Le grandi distruzioni, le lotte civili e soprattutto la lotta sociale distrussero dall’interno l’Impero = elementi che determinarono di fatto il declino di Roma; i sostenitori di questa teoria non prendono in considerazioni le questioni religiose e le invasioni perché insistono su ragioni sociali interne di decadenza —> tra questi studiosi:

  • Scuola marxista: nel III secolo le masse popolari fecero fuori la borghesia che dominava su Roma;
  • Scuola liberale: le masse (contadini-soldati + poveri + ignoranti) si rivoltano, distruggendo la borghesia e la cultura classica antica —> queste masse prefigurano quelle dell’età contemporanea 1848, 1870, 1917 in Russia.
  • 476 d.C. = Romolo Augustolo viene deposto da un barbaro: Odoacre, re degli Eruli —> chi utilizza questa data enfatizza i motivi esterni della decadenza;
  • 476 d.C. = cause esterne —> teoria a lungo abbandonata, ma che ebbe un ritorno in epoca contemporanea, più precisamente nella storiografia francese, secondo cui la Wehrmacht (ossia i tedeschi) rappresentava i nuovi barbari.

Lo storico francese Andre Pigonion nel 1947 scrisse un manuale di storia romana in cui attribuì la caduta dell’impero all’arrivo dei barbari: l’impero fu distrutto dall’arrivo dei barbari —> parallelo contemporaneo: la grande civiltà che la Francia ha portato in Europa è stata distrutta dalla Germania hitleriana.

  • 1453 d.C. = caduta di Costantinopoli —> l’Impero bizantino è il vero continuatore del mondo romano [teoria sostenuta da Gibbon e supportata dalla concatenazione delle cause interne a quelle esterne];
  • Caduta senza rumore = fenomeno di lunga durata [i processi di decadenza non corrono paralleli] —> considerare ≠ elementi di crisi, che tutti insieme hanno portato alla caduta dell’Impero (ogni elemento di crisi ha avuto il suo peso, ma nessuno in modo esclusivo/determinante).

Esempio: rapporti agrari nella storia di Roma. Notiamo una lunga evoluzione che conobbe profonde trasformazioni che determinarono l’affermazione di una struttura agraria che anticipa la servitù della gleba (fenomeno medievale);

Il fatto che ≠ motivi determinarono vari momenti di decadenza significa che è impossibile indicare un momento preciso circa la fine dell’impero romano.

Tema che interessa soprattutto i medievalisti (—> faticano a trovare una data per far iniziare il periodo medievale) piuttosto che gli antichisti (—> vedono nel medioevo molti elementi di continuità del mondo classico):

  • Alcuni storici (come Marcone) propongono quindi una datazione bassa che sottolinea 3 momenti vicini che sembrano rappresentare il momento di cesura:
    • 595 d.C. = morte di Giustiniano. Compì l’ultimo tentativo di riunificare l’Impero romano: i suoi eserciti in precedenza erano stati in Italia per 20 anni —> la guerra gotica può essere un momento di rottura;
    • Longobardi. Arrivarono poco dopo la morte di Giustiniano: presero molto dalle istituzioni romane, nonostante ciò si verificò lo stesso un momento di frattura perché arrivò una nuova cultura (vedi Paolo Diacono);
    • Il manuale di Geraci-Marcone si conclude con la guerra gotica e la calata dei longobardi; ritroviamo un po’ di prospettiva gibboniana: Gibbon faceva leggere i libri di Andrea Giardina: si termina l’Impero Romano con la caduta di Costantinopoli —> il vero continuatore dell’Impero romano era Costantino —> con la presa di Costantinopoli da parte dei turchi il mondo romano cessa di esistere;
    • Cesare fui e son lustiniano, canto dal VI canto del Paradiso —> monologo di Giustiniano, imperatore romano d’Oriente dal 527 al 565 d.C., il quale suggerisce una continuità tra il passato pagano e il presente cristiano. La Provvidenza ha infatti disposto che l’aquila, simbolo di Roma antica, che ha conquistato il mondo attraverso valenti generali e grandi imperatori, sia oggi nelle mani di chi è a capo del Sacro romano impero, a garanzia della pace e della giustizia universali.

Gli antichi, così come i moderni, avevano due concezioni della storia:

  • Una lineare ha molte varianti:
    • La storia umana è vista come un continuo progresso —> il suo compimento determina l’ottenimento della felicità degli uomini —> es. Marx: modo di produzione schiavistico —> feudale —> industriale = miglioramenti progressivi della storia dell’umanità + diffusione della ricchezza —> alla fine non esisteranno più le divisioni in classi (= ideale utopico).
  • Una ciclica in genere è più pessimistica di quella lineare: alcuni fenomeni tendono a ripetersi nella storia umana.
    • Bibbia, libro delle profezie di Daniele: si parla della successione degli imperi = assiri, siriani, babilonesi, persiani e poi greci, A. Magno ed i suoi successori —> Daniele dice che forse verrà chi succederà ai successori di Alessandro Magno = previsione vittoria di Roma.
    • Ha costituito, dal II secolo a.C. alla vigilia dell’Illuminismo, una traccia privilegiata delle elaborazioni ebraiche e cristiane della storia universale;
    • Dante: Veglio di Creta. La fonte diretta di questa immagine è il passo biblico del sogno di Nabuccodonosor interpretato dal profeta Daniele (Daniele 2, 31-33), ma altre suggestioni dell'età classica la arricchiscono.

Il Mediterraneo era per gli antichi il centro del mondo conosciuto e Creta fu sede del regno di Saturno, cioè dei primordi della civiltà umana, paragonabile al perduto Paradiso Terrestre cristiano. La statua è rappresentazione dell'umanità, invecchiata dal peccato, mentre lo svilimento, dall'oro alla terracotta, del materiale con cui è costruita indica la progressiva decadenza morale. Gli antichi commentatori, infine, interpretavano il piede di ferro come il potere temporale, l'impero, ed il piede di terracotta come il potere spirituale, la Chiesa, irrimediabilmente fragile quando tenta di assolvere compiti, come il potere politico, che non gli sono propri.

Che tipi di storia conoscevano gli antichi?

Tucidide capì che esistevano 2 tipi di storia (una ciclica e l’altra lineare);

Storici romani: erano ottusi scrivevano opere storiche su Roma antica quando vivevano sotto Augusto, constatando i benefici della dominazione romana sul mondo.

Tito Livio —> scrisse quando Roma era padrona del Mediterraneo; concezione lineare: villaggio di pastori —> padrona del Mediterraneo = concezione lineare che garantisce la deformazione storica, non solo per patriottismo ma anche per gli esiti finali di battaglie: molte sconfitte vengono taciute es. I guerra punica: la Sicilia fu l’oggetto della contesa tra Romani ed i Cartaginesi —> i primi non erano in grado di pilotare navi mentre i secondi erano grandi navigatori = deformazione storica;

Perché abbiamo solo autori tardi che parlano della storia di Roma? I Romani, a differenza dei Greci, non furono precoci nel raccontare la loro storia, tanto è vero che malgrado avessero modo tramandare il ricordo di certi fatti, non seppero mai tradurre i ricordi orali in forma narrativa come il racconto storiografico -metodo che impararono dai Greci-.

Quando i Greci cominciarono ad interessarsi dei Romani? Quando i Romani furono politicamente forti tanto da minacciare le città della Magna Grecia - i Greci colonizzarono l’Italia meridionale e fondarono delle polis: Crotone, Napoli, Reggio, Cuma [fu la prima colonia greca fondata nell’Italia meridionale] Pithecusa, —> quando queste città greche furono minacciate, esse reagirono chiedendo aiuto alla colonia che le aveva fondate in madrepatria: entrarono in gioco comandanti stranieri che li difendessero dai Romani = i Greci iniziarono a scrivere su di loro.

I Greci avevano vari modi di trattare argomenti storici: si rifacevano al passato mitico. Il primo che si interessò di Roma fu lo storico greco Timeo di Taormina: parlò con preoccupazione dell’ascesa dei Romani.

I Romani cominciarono a scrivere la loro storia sotto l'influsso greco

Il primo storico romano che scrisse -al tempo della II guerra punica, quindi verso la fine III sec. a.C.- gli Annales, fu Fabio Pittore —> non era solo un uomo colto che amava la cultura greca ma era anche un pittore; scrisse la prima pseudo-storia di Roma in greco, segno che non esisteva una tradizione letteraria romana di tipo storico. I destinatari della sua opera dovevano essere:

  • Romani dotti;
  • Pubblico greco io romano vi dico chi siamo —> dopo Pittore, altri esponenti della nobiltà romana decisero di esaltare la propria storia = nacque la storiografia annalistica (=tutto è una deformazione) che esaltava sia Roma sia la gens dell’autore.

Fabio Pittore era uno degli esponenti della gens dei Fabii, ossia una delle famiglie più nobili in età monarchica gens Fabii vs Veio: nel 477 a.C. il clan dei Fabii organizza il proprio esercito ma vengono...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/03 Storia romana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher faabs di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia romana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Michelotto Giuseppe.
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