Modello AS
Il modello AS riguarda l’offerta aggregata e il mercato del lavoro. Nel medio periodo, i salari e i prezzi sono parzialmente flessibili. La capacità produttiva è data, mentre inflazione e disoccupazione possono coesistere. Il sistema tende a gravitare intorno al livello del prodotto potenziale che contiene un certo livello di disoccupazione fisiologica.
Sintesi neoclassica (John R. Hicks)
Il modello IS-LM è stato elaborato da John R. Hicks nel 1937: lo definì “IS-LL”, cercando di inserire lo schema keynesiano nello schema precedente a Keynes, per farlo diventare un caso particolare del caso generale di Walras. Tuttavia, così facendo ha ribaltato l’obiettivo di Keynes, il quale vedeva:
- Caso generale per Keynes: equilibrio con disoccupazione era l’equilibrio standard che si determinava sul mercato; quindi non esiste equilibrio sul mercato del lavoro.
- Caso particolare per Keynes: tutti i 4 mercati sono in equilibrio (anche mercato del lavoro).
Nel 1955 Samuelson definì la teoria di Hicks “sintesi neoclassica-keynesiana”; il termine “sintesi” deriva dal fatto che le diverse situazioni individuate da Keynes, tra le quali l’equilibrio di sottoccupazione, sono viste come casi particolari e restrittivi del caso generale della teoria neoclassica. Le ipotesi restrittive sono comunque limitate al breve periodo: al di fuori di questo orizzonte temporale questi equilibri vengono meno, e riprendono validità le posizioni di equilibrio di medio-lungo periodo di tipo neoclassico (di piena occupazione).
Limiti della sintesi neoclassica rispetto al pensiero di Keynes:
- Equilibrio di sottoccupazione come caso particolare dell’equilibrio walrasiano.
- Se i 3 mercati sono in equilibrio, anche quello del lavoro lo sarà.
- Deterministica sottovalutazione delle aspettative.
- Relazione tra i e investimenti, con M/P esogena invece che endogena, quindi sottostima del circuito monetario.
- Enfatizzazione della rigidità di salari nominali e prezzi come causa della disoccupazione (Keynes affermava che la causa della disoccupazione è dovuta invece alla AD troppo bassa).
Economia chiusa con prezzi e salari rigidi e flessibili
Mercato del lavoro e suo funzionamento
In questo mercato operano imprese e lavoratori (famiglie). Le imprese domandano servizi lavorativi, pagando con salario. I lavoratori offrono servizi lavorativi in cambio di salario.
Questo mercato è regolato da istituzioni che determinano regole e condizioni nelle quali imprese e famiglie operano. Le istituzioni sono pubbliche e private:
- Stato: lo regola con leggi e norme il funzionamento del mercato.
- Soggetti privati che sono costituiti per rappresentare interessi di imprese e lavoratori: associazioni datoriali e sindacati dei lavoratori.
Quindi salari e prezzi sono stabiliti da accordi fatti da sindacati e categorie sindacali, il che significa che non c’è concorrenza perfetta; ogni modello deve tenere conto del ruolo delle istituzioni.
Prezzi e salari sul mercato
Le imprese determinano prezzi in modo da realizzare il massimo profitto possibile nelle condizioni di mercato in cui operano (concorrenza perfetta o imperfetta).
- Concorrenza perfetta: le imprese non possono determinare i prezzi.
- Concorrenza imperfetta: le imprese determinano il prezzo.
I lavoratori vogliono realizzare il massimo benessere, cioè avere a disposizione tempo libero e beni da acquistare nelle condizioni di mercato prevalenti (concorrenza perfetta o imperfetta).
Concorrenza perfetta nel mercato del lavoro
L’equilibrio che si determina sul mercato del lavoro prevede un salario reale w/p in corrispondenza del quale si ha piena occupazione: tutte le persone disposte a lavorare a quel w/p saranno occupate; tutte le imprese che vogliono assumere lavoratori a quel w/p avranno a disposizione il lavoro da assumere.
A fronte del livello di pieno impiego corrisponde un reddito massimo Y* realizzabile con il pieno utilizzo della capacità produttiva.
Ogni variazione dei prezzi si traduce in una corrispondente variazione dei salari nominali w, così da non cambiare il salario reale w/p, e quindi non cambiano N* e Y*. Quindi, non vi è alcuna corrispondenza tra prezzi P e il livello del reddito Y; indipendentemente dal livello di P, il livello di Y è sempre Y*. AS è una retta verticale.
Grafico 1
La domanda di lavoro (Ld) è una retta negativamente inclinata; l’offerta di lavoro (Lo) è una retta positivamente inclinata.
- Asse x: quantità di lavoro
L. - Asse y: salario nominale
w. - Se
wdiminuisce, la domanda di lavoro (da parte delle imprese) aumenta (retta negativamente inclinata) e l’offerta di lavoro (da parte dei lavoratori) diminuisce (retta positivamente inclinata).
Grafico 2
Dal grafico 1 si determina occupazione di equilibrio e il livello di w/p dato dall’incontro tra domanda e offerta di lavoro; in corrispondenza di questo punto, consegue un livello di Y di pieno impiego. Se aumenta P, la curva domanda di lavoro si sposta verso destra e la curva offerta di lavoro si sposta a sinistra, con un nuovo punto di equilibrio che prevede lo stesso livello di occupazione precedente, ma a un livello salariale tanto superiore quanto è superiore l’aumento dei prezzi. In termini reali, il salario reale w/p è identico; quindi, tra il cambiamento di P e il cambiamento di Y non c’è alcuna relazione.
Relazione AS nell’approccio neoclassico: retta verticale, perché variazioni di P non influenzano variazione di Y.
Concorrenza imperfetta nel mercato del lavoro
Grafico a
La relazione tra occupazione e produzione realizzata è data dall’equilibrio che si ha sul mercato del lavoro, che implica la presenza di un ammontare dato di forza di lavoro (FL).
Grafico b
Quando l’occupazione (Y) è uguale al totale della FL, la produttività del lavoro determina la produzione potenziale massima (Y*=pieno impiego di FL). Se si vuole piena occupazione, il prodotto che può essere realizzato in presenza di forza lavoro è determinato dall’equilibrio del mercato del lavoro.
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Modello AS-AD completo
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Modello IS-LM completo
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Modello AS - Introduzione
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Modello AS concorrenza imperfetta