Mobilità articolare
Possiamo intendere la flessibilità come quella capacità della nostra struttura articolare, muscolare, legamentosa di raggiungere il massimo grado di escursione articolare. Vedremo come questa capacità sarà influenzata dalle caratteristiche intrinseche della struttura e come sarà influenzata dal sistema nervoso centrale (SNC) e periferico (SNP).
Barriere alla mobilità articolare
La ricerca di una qualsiasi escursione articolare è limitata da diversi fattori che possiamo definire barriere. Schematicamente parleremo di:
- Barriera fisiologica (legamento, capsula articolare, fascia)
- Barriera elastica (tessuto muscolare)
- Barriera anatomica (contatto tra 2 capi ossei che limita definitivamente l’escursione)
Barriera fisiologica
La prima barriera rappresenta la prima resistenza che si oppone al raggiungimento di un determinato grado di mobilità sia per caratteristiche legate alla struttura di questo tessuto sia per fattori nervosi legati alla stimolazione di recettori situati all’interno dei legamenti. Il legamento ha una struttura che lo rende meno elastico ed allungabile rispetto al muscolo. È composto da cellule denominate fibroblasti, fibre elastiche (elastina), fibre connettivali (collageno), all’interno di queste strutture troviamo dei piccoli spazi lacunari deputati al passaggio di liquido sieroso deputato al mantenimento di questa struttura sempre lubrificata e flessibile. Proprio il continuo movimento quindi lo scorrimento di queste strutture garantiscono la continua circolazione di questo liquido che offre elasticità e nutrimento alla struttura.
Tale struttura legamentosa è deputata a mantenere l’integrità di un’articolazione tramite il supporto del tessuto muscolare, ed al trasferimento delle forze dal muscolo all’osso. La barriera fisiologica è spesso la struttura che per prima perde il grado di allungamento assieme al tessuto fasciale e connettivo. Una scarsa attività motoria crea alla lunga delle alterazioni strutturali all’interno di questo tessuto che si manifestano in un addensamento delle fibre connettivali (collageno) ed una perdita di elastina. Questo addensamento crea una scarsa circolazione della linfa all’interno degli spazi lacunari che non garantisce più nutrimento ed elasticità.
Lo stesso meccanismo avviene quando il legamento è stressato eccessivamente a livello meccanico. Questi stress lo portano ad aumentare i suoi meccanismi di riparazione aumentando la deposizione di fibre connettivali.
Barriera elastica
La seconda barriera elastica è rappresentata dal tessuto muscolare il quale presenta notevoli capacità elastiche ed è in grado di essere stirato in tutta la sua lunghezza accumulando energia meccanica e di restituire questa energia nel minor tempo possibile. Al suo interno presenta dei recettori alfa o fibre intrafusali disposte in parallelo rispetto alle fibre muscolari, sono costituiti da terminazioni assonali che avvolgono la porzione centrale di fibre, i quali innescano un riflesso spinale che si attua quando il muscolo viene stirato rapidamente.
Lo stiramento rapido determina un’eccitazione da parte dei recettori alfa i quali inviano un potenziale d’azione il quale arriva all’altezza del corno grigio posteriore di una sezione midollare. L’impulso viene trasmesso tramite un interneurone situato all’interno della materia grigia il quale stimola il motoneurone delle fibre alfa. Fuoriuscendo dal corno anteriore, conduce gli impulsi al muscolo effettore creando la contrazione riflessa. Questo riflesso si definisce riflesso da stiramento, o riflesso di Sherringhton (1906).
Più è rapido lo stiramento che porta il raggiungimento di una escursione articolare più il muscolo attiverà dei recettori che stimoleranno una contrazione riflessa per riportare il muscolo alla lunghezza originale. I recettori alfa sono a loro volta inibiti dai motoneuroni di primo ordine che partono dalla corteccia motoria del SNC. Si comprende quindi come il SNP e SNC abbiano un ruolo importante nel contrastare e facilitare il superamento della barriera elastica muscolare.
Recettori del Golgi
Al contrario, i recettori del Golgi (OTG) sono localizzati nella giunzione tra i tendini e il muscolo e disposti in serie rispetto alle fibre muscolari. La contrazione del muscolo e...
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