Mobbing nell'ambiente di lavoro
Il mobbing si ha quando nell’ambiente di lavoro una persona ha degli atteggiamenti vessatori, cerca di intimidire un altro collega o un dipendente, per sfinirlo, per fargli abbandonare il luogo di lavoro. Sono atteggiamenti di violenza psicologica subdoli, ripetuti, insistenti, costanti: la vittima normalmente abbandona il posto di lavoro, a volte anche per disturbi psichici.
O un collega si vuole liberare di un altro collega o il datore di lavoro si vuole liberare di un dipendente senza doverlo licenziare. Questi comportamenti, reiterati nel tempo, costanti, portano la vittima ad abbandonare il posto di lavoro.
Origine del termine mobbing
Il termine mobbing deriva da un termine inglese “to mob” che significa assalire, aggredire, malmenare; un termine che inizialmente veniva utilizzato per spiegare un comportamento animale, in particolare il comportamento del branco verso il singolo animale attraverso violenza fisica. Questa situazione animale è stata estesa all’ambito umano, in ambito lavorativo. Il presupposto è il rapporto di lavoro.
In ambito sportivo si parla di mobbing per gli sport professionistici e per il professionismo di fatto. Giuridicamente il termine si presta ad essere utilizzato soltanto in contesti lavorativi.
Il fenomeno del mobbing
Fenomeno che si ha quando un soggetto (datore di lavoro, lavoratore) cerca di escludere un altro soggetto dal contesto lavorativo attraverso comportamenti vessatori ripetuti nel tempo. La vittima dopo un po’ non riesce più a sostenere il contesto lavorativo e se ne va.
Etimologia: deriva dal termine inglese “to mob”, in ambito animale.
Le parti coinvolte
Nel caso del fenomeno del mobbing abbiamo due parti, il mobber ovvero l’autore del mobbing, e il mobbizzato ovvero la vittima del comportamento vessatorio. Concretamente, nel caso di persone fisiche e non di animali, il mobbing consiste in un terrorismo psicologico.
Il mobber è l’autore del mobbing che si esprime in un terrorismo psicologico: in particolare il mobbing è stato definito come un comportamento ostile sistematico, ripetuto, posto in essere da una o più persone verso un individuo che si trova in una condizione indifesa, allo scopo di allontanarlo, o dal contesto sociale o dal contesto lavorativo professionale.
Comportamento ostile realizzato sistematicamente da una o più persone nei confronti di una persona in condizione indifesa allo scopo di allontanarlo dal contesto sociale o lavorativo. I comportamenti con cui viene realizzato il mobbing sono comportamenti eterogenei, accomunati dall’elemento della violenza psichica.
Caratteristiche del mobbing
Ciò che li caratterizza è il fatto che vengono realizzati costantemente, posti in essere in modo costante, e di avere una finalità persecutoria (di allontanamento del soggetto preso di mira dal posto di lavoro). Sono comportamenti eterogenei accomunati dal fatto della finalità persecutoria e dalla costanza con il quale essi si ripetono.
I requisiti del mobbing
Gli studiosi hanno elencato 5 requisiti soddisfatti i quali si può parlare di mobbing; un fenomeno di violenza psichica può essere considerato mobbing soltanto se presenta 5 requisiti:
- Si deve trattare di un fenomeno che si verifica sul luogo di lavoro. Contesto lavorativo;
- Intenzionalità persecutoria, volontà finalizzata a prendere di mira un soggetto, per allontanarlo dal contesto lavorativo, per farlo desistere dallo svolgimento dell’attività;
- Andamento per fasi successive, il mobbing richiede necessariamente il rispetto di fasi successive, viene articolato in fasi successive, c’è un’evoluzione del comportamento del mobber nell’azione nei confronti del mobbizzato;
- Modalità vessatorie, comportamenti dannosi, di violenza psicologica;
- Durata e ripetitività nel tempo dell’azione vessatoria: nella durata perché il mobbing non è un fenomeno istantaneo, si caratterizza nella costanza nel tempo dell’attività violenta, vessatoria;
Devono sussistere questi elementi per poter parlare di mobbing. Si parla di mobbing in senso tecnico se questo viene svolto in ambito lavorativo, nel contesto di lavoro.
Le fasi del mobbing
Il mobbing parte da una fase in cui non è evidente l’intento persecutorio, poi successivamente il comportamento del mobber si inasprisce. Le fasi sono caratterizzate dall’accrescersi della violenza persecutoria del mobber ai danni del mobbizzato: il comportamento di violenza psichica è un comportamento crescente, in evoluzione.
Sono state individuate 4 fasi in cui il comportamento del mobber, la violenza psicologica si inasprisce, da una finalità persecutoria latente ad una fase finale in cui il conflitto tra mobber e mobbizzato è caratterizzato da un inasprimento dei rapporti.
- La prima fase è quella del conflitto latente, in cui tra mobber e mobbizzato emergono dei piccoli conflitti.
-
Psicologia - Mobbing
-
Le forme del mobbing
-
Mobbing diritto del lavoro
-
Mobbing. Conflitti e ostilità nell'ambiente infermieristico