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Misurazione e controllo del rischio finanziario Appunti scolastici Premium

Appunti del seminario di finanza aziendale avente in oggetto la misurazione ed il controllo del rischio, con riferimento alle nozioni di: i prodotti di investimento, il rapporto banca cliente nelle scelte di investimento (aspettative e soluzioni), i prodotti di finanziamento, gli... Vedi di più

Esame di Finanza Aziendale docente Prof. G. Frisella

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ESTRATTO DOCUMENTO

E. IL RISCHIO ASSOCIATO AGLI STRUMENTI FINANZIARI

L’utilizzo del Kilovar®: misurare e confrontare il rischio degli strumenti finanziari

Rischiosità di titoli con le stesse caratteristiche finanziarie (titoli azionari)

TIPO TITOLO DIVISA QUANTITÀ KV

AZIONI ITALIA Telecom Italia EUR 1 49

AZIONI AREA EURO Alcatel EUR 1 88

AZIONI AREA EURO Deutsche Telekom EUR 1 74

AZIONI USA IBM* USD 1 51

*Il rischio dello strumento dipende anche dal tasso di cambio EUR/USD Valori al 23.09.2003

Rischiosità di titoli con caratteristiche finanziarie diverse (azioni, obbligazioni, certificates)

TIPO TITOLO DIVISA QUANTITÀ KV

TITOLI DI STATO BTP 6,75% EUR 1 6

ITALIA 1.7.2007

Benchmark

CERTIFICATES NASDAQ100 EUR 1 38

19.12.2003

AZIONI USA IBM USD 1 51

OBBL MERCATI TURCHIA 9,25% EUR 1 64

EMERGENTI 09.02.2010 Valori al 23.09.2003

Rischiosità legata alla diversa struttura finanziaria degli strumenti,

a parità di emittente o di sottostante

TIPO TITOLO DIVISA QUANTITÀ KV

ENI 6,125%

OBBL CORPORATE EUR 1 16

9.6.2010

AZIONI ITALIA ENI EUR 1 41

CW ENI CALL 13

COVERED WARRANT EUR 1 420

5.12.2003 Valori al 23.09.2003

9

Rischiosità legata al diverso momento temporale, a parità di emittente o di sottostante

TIPO TITOLO DIVISA KV 23.9.03 KV 27.4.04

ENI 6,125%

OBBL CORPORATE EUR 16 10

9.6.2010

AZIONI ITALIA ENI EUR 41 29

CW ENI CALL 13 Non

COVERED WARRANT EUR 420

5.12.2003 confrontabile

CW ENI CALL 13 Non

COVERED WARRANT EUR 108

04.06.2004 confrontabile

Valori al 23.09.2003

IL PORTAFOGLIO

La misura del livello di rischio di un portafoglio è un operazione più complessa rispetto alla

misurazione del rischio dei singoli strumenti finanziari

Il rischio di un portafoglio non è la media ponderata del rischio dei singoli strumenti, perché i prezzi

di alcuni strumenti hanno la tendenza a muoversi insieme ed altri no.

L’entità della variazione di un titolo a seguito della variazione di un altro titolo, come abbiamo

visto, è misurata dalla correlazione: KV di portafoglio vicino alla

Titoli correlati Portafoglio non diversificato media KV singoli titoli

Titoli poco KV di portafoglio inferiore

Portafoglio diversificato

correlati alla media KV singoli titoli

10

II INTERVENTO DEL 3 MAGGIO

(Libera trascrizione dell’intervento del 3 maggio 2004, non rivista dal relatore)

A. INTRODUZIONE

B. IL PROFILO DI RISCHIO DEL RISPARMIATORE

C. LA NORMATIVA

D. STRUMENTI PER LA DETERMINAZIONE DEL PROFILO DI RISCHIO INDIVIDUALE

1. I COLLOQUI INFORMALI

2. LA SITUAZIONE FINANZIARIA E GLI ALTRI DATI SUL CLIENTE

3. I QUESTIONARI

E. LA COSTRUZIONE DI UN PORTAFOGLIO DI STRUMENTI FINANZIARI SECONDO I

METODI TRADIZIONALI

F. LE SCELTE DI UNICREDIT BANCA

1. IL PRIMO COLLOQUIO INFORMALE ED I SUCCESSIVI

L’INTERVISTA –

2. QUESTIONARIO

®

3. IL KILOVAR ®

G. IL PROFILO DI RISCHIO DI PORTAFOGLIO. IL KILOVAR DI PORTAFOGLIO

® ®

H. VERIFICA DELLA COERENZA TRA IL KILOVAR SOGGETTIVO E IL KILOVAR DI

PORTAFOGLIO

I. UN ESEMPIO DI RISTRUTTURAZIONE DI PORTAFOGLIO

A. I N T R O D U Z I O N E

risparmiatore e l’investitore professionale, l’approccio

Tra il privato nelle scelte di investimento

differisce in maniera significativa.

Il risparmiatore privato tende ad essere guidato quasi esclusivamente dalla variabile del rendimento

dell’investimento.

atteso e dalla durata

L’investitore professionale, invece, prende soprattutto in considerazione il binomio

rischio/rendimento: tipicamente, le due facce di ogni investimento.

In altri termini, ad ogni rendimento è associato un dato rischio: l’investimento va considerato sia per

le prospettive di rendimento che per il relativo grado di rischio.

La percezione del rischio, tuttavia, rimane ancora un concetto qualitativo, soggettivo.

Già da tempo il gap tra questi due comportamenti si va sempre più riducendo grazie a:

- una maggiore cultura e informativa finanziaria,

- nuove soluzioni tecnologiche.

Esistono, però, delle difficoltà a reperire ed utilizzare tutte le informazioni sui vari fattori che

determinano il rischio di un investimento .

Pertanto, i servizi tradizionalmente offerti dagli intermediari, oggi, tendono ad avere sempre più un

l’obiettivo

forte contenuto consulenziale con di:

- determinare, con la migliore approssimazione possibile e con varie metodologie, il profilo

del risparmiatore nei confronti del rischio connesso ai propri investimenti

- verificarne la coerenza con un dato ptf di strumenti finanziari già esistente o da costruire ex

novo. 11

Chiameremo il profilo del risparmiatore nei confronti del rischio connesso ai propri investimenti

vale a dire l’insieme degli elementi soggettivi ed oggettivi che gli sono

profilo di rischio (PDR),

propri e che determinano il suo atteggiamento nei confronti dell’assunzione di rischi connessi

all’investimento dei propri risparmi.

Il PDR, una volta noto diventa funzionale per la scelta tra le diverse alternative di investimento. A

questo punto, il PDR lo si può anche definire, in maniera equivalente, profilo di investimento.

IL PROFILO DI RISCHIO

se è funzionale alle scelte d’investimento: “equivale al profilo d’investimento”

PROFILO DI RISCHIO = PROFILO D’INVESTIMENTO

B. IL PROFILO DI RISCHIO DEL RISPARMIATORE

Come si è visto, la condizione fondamentale per determinare il PDR del risparmiatore, è individuare

cioè i fattori soggettivi e oggettivi che caratterizzano “quel”

le sue specifiche caratteristiche,

risparmiatore e non altri.

ELEMENTI COSTITUTIVI DEL PROFILO DI RISCHIO

Secondo il rapporto causa/effetto, si distinguono:

- fattori condizionanti

- bisogni da soddisfare.

Secondo la natura degli elementi, si distinguono in:

- soggettivi

- oggettivi

1. ELEMENTI SOGGETTIVI

Vi si ritrovano quasi esclusivamente fattori condizionanti.

a. Propensione al rischio. Attitudine ad assumere posizioni a rischio, vale a dire, disponibilità

ad accettare che il rendimento e il valore dei propri investimenti sia più o meno variabile.

I differenti comportamenti sono distribuiti su una scala di valori molto ampia: si va da un

atteggiamento conservativo (rifiuto della variabilità di valore del proprio patrimonio) ad una

all’investimento

decisa disponibilità ad alto rischio (es. in azioni, in alcune specie di titoli

obbligazionari, in derivati) per una quota significativa dei propri capitali, accettandone una

consistente variabilità del valore.

b. Tolleranza al rischio: attitudine a sopportare perdite sul capitale investito per un periodo di

tempo più o meno lungo.

Anche qui è ampia la scala di valori: si parte da chi, pur avendo accettato un rischio anche

minimo, in presenza anche di basse percentuali di perdita, liquida l’investimento.

Di contro, c’è chi, anche in presenza di perdite rilevanti, mantiene l’investimento per durate

molto lunghe spesso al limite del ragionevole.

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L’atteggiamento più razionale consiste nel programmare lo smobilizzo al raggiungimento di

una prefissata percentuale massima di perdita (tecnica dello stop loss).

saggiare l’attitudine

Questo, assieme al punto precedente, è un test decisivo per del

l’ assunzione e la dimensione

risparmiatore ad assumere rischi: egli ne percepisce realmente

solo quando gli si propone in maniera concreta l’idea della variabilità del valore capitale e

del rendimento delle somme investite.

c. Orizzonte temporale. Tempo stimato di permanenza dei propri capitali in un dato

investimento.

Possono prevalere considerazioni di tipo soggettivo ma normalmente risultano

maggiormente condizionanti gli elementi oggettivi quali la posizione anagrafica, i progetti di

spesa, etc. nelle scelte d’investimento.

d. Disponibilità alla delega

Dipende sia dalle doti caratteriali e dal tempo a disposizione del risparmiatore ma anche

(“in genere mi fido, ho poco tempo

dalle qualità professionali e caratteriali del consulente

per occuparmene”/”è bravo, ci si può fidare”).

e. Attitudine/abitudine a fare programmi per il futuro.

È un dato esclusivamente soggettivo. A tale riguardo, si potrebbe distinguere il risparmiatore

“formica” dal risparmiatore “cicala”.

2. ELEMENTI OGGETTIVI

Vi si ritrovano sia fattori condizionanti che bisogni da soddisfare.

Tra i fattori condizionanti:

a. Esperienza. La storia personale del risparmiatore nel campo degli investimenti.

In presenza di esperienza operativa,” di un “vissuto, significativi per intensità e durata sia

sui prodotti che sui mercati, si è propensi ad assumere posizioni di rischio più elevate.

b. Professione/attività e disponibilità di tempo. Il tempo residuo dagli impegni di lavoro

unito ad un’attitudine, ad una “vocazione”, nell’interessarsi ai propri investimenti, portano

una più consapevole assunzione di rischi più elevati. All’opposto, chi fa questo controllo

ad

saltuariamente, è portato ad assumere posizioni di rischio molto contenute.

All’aumentare

c. Grado di informazione e di cultura finanziaria. sia della conoscenza dei

prodotti e dei mercati sia delle notizie ricavate dai mezzi di informazione, cresce la

propensione ad assumere maggiori rischi.

d. Situazione finanziaria. Disponibilità di mezzi finanziari al netto delle spese correnti.

all’accettazione di strategie

Può costituire un vincolo oppure, al contrario, un incentivo

d’investimento aggressive e/o di medio-lungo termine.

e. Situazione reddituale. Attiene alla capacità di produrre flussi di reddito da cespiti non

finanziari.

In corrispondenza di livelli di reddito medio-alto cresce la propensione ad assumere rischi.

porta a scegliere strategie d’investimento

Al contrario, la previsione di un reddito in declino

conservative. 13

L’insieme dei

f. Situazione patrimoniale. cespiti patrimoniali non finanziari (es. immobili,

beni mobili di valore, etc). allarga l’orizzonte temporale dell’investitore

Una buona dotazione patrimoniale e la

disponibilità ad assumere rischi più elevati con attese di maggiori rendimenti.

g. Stile di vita. Influisce in maniera significativa sulla quota di reddito da destinare al

risparmio. grado di rischio dell’investimento.

Può condizionare la scelta sia della durata che del

alto tenore di vita limita l’investimento

Il mantenimento di un in strumenti rischiosi e/o con

ritorni reddituali di medio-lungo periodo.

h. Posizione anagrafica: età, stato civile, nucleo familiare, etc determinano in maniera

significativa gli obiettivi d’investimento, condizionano la propensione al rischio e

l’orizzonte temporale dell’investitore. Ad esempio, a parità di situazione economica, età

avanzata e/o nucleo familiare a carico portano a realizzare strategie d’investimento più

conservative.

I bisogni da soddisfare:

Obiettivi d’investimento. L’insieme dei risultati che l’investitore

i. si prefigge di raggiungere

con l’allocazione dei propri risparmi in un ptf di strumenti finanziari.

Si parte da una prima considerazione sui rendimenti attesi e sui relativi rischi (si oscilla da:

“molto a: “più

contenuti ma costanti e prevedibili”, elevati ma variabili e/o lontani nel

tempo”). Si prende quindi in esame la liquidabilità e la durata dei capitali investiti.

Il tutto in funzione di:

 L’acquisto di beni durevoli

Progetti di spese significative, ordinarie e straordinarie. di

l’acquisto di immobili

valore, la ristrutturazione e in tempi più o meno vicini, le spese

importanti familiari e personali, considerati in rapporto alla situazione economica e

patrimoniale del singolo risparmiatore e del nucleo familiare, possono restringere

notevolmente l’orizzonte temporale degli investimenti.

 Esigenze di utilizzo dei flussi di rendimento. In presenza di redditi non finanziari

insufficienti rispetto agli esborsi, la disponibilità ad assumere rischi e/o posizioni di

medio-lungo termine risulta condizionata in misura significativa.

 Esigenze previdenziali. Sempre più avvertite, in specie da chi svolge una libera attività

dell’attitudine a fare programmi per il futuro

ancorpiù se di giovane età. Indicative

Portano, sia a differire nel tempo - per quote significative dei propri capitali - la fruizione

di rendimenti attesi più elevati accettandone i relativi rischi, sia a rivolgersi a specifici

prodotti assicurativo-finanziari.

È molto importante che il risparmiatore sia informato sul fatto che tutti i precedenti

elementi, sia soggettivi che oggettivi, concorrono alla determinazione del suo profilo di

rischio che, tuttavia, non rimane immutabile nel tempo.

Se uno o più elementi vengono a modificarsi il risparmiatore deve informarne

l’intermediario finanziario. 14

C) LA NORMATIVA

dell’economia, l’ampiezza e l’intensità della regolamentazione

Rispetto ad altri comparti (vigilanza

e controllo), nel settore delle attività finanziarie sono del tutto particolari.

Principali obiettivi della specifica normativa:

protezione dell’investitore

- da comportamenti scorretti e fraudolenti delle controparti (emittenti,

intermediari, società di servizi) al fine di permettergli scelte libere e consapevoli;

- mantenimento della funzionalità ed efficienza del mercato mobiliare.

Le tappe della legislazione in materia:

- L. 272/1913 Ordinamento delle Borse di commercio

- L.216/1974 Istituzione Consob, introduzione delle

azioni di risparmio

- L. 49/1977 Creazione Mercato Ristretto

- DPR 556/1987 Istituzione Mts

- L. 77/1983 Istituzione f.c.i

- L. 1/1991 Istituzione SIM, riorganizzazione

mercati mobiliari

- L. 157/1991 Disciplina del reato di Insider Trading

- L. 149/1992 Disciplina OPA, OPV, OPS, OPAS

- D. lgs 83, 84,85/1992 Recepimento Direttiva EU sugli O.i.c.v.m

- D.lgs 124/1993 Disciplina dei fondi pensione

- L. 344/1993 Istituzione dei f.i chiusi

- D.l 415/1996 Recepimento Direttiva Eurosim (93/22)

- T.U. 20/2/1998 T. U. sulla intermediazione finanziaria

Gli interventi delle Autorità preposte sono finalizzati ad ottenere:

- stabilità (riduzione delle probabilità di fallimento di un intermediario mobiliare)

- trasparenza (migliorare la qualità delle informazioni per gli investitori affinchè siano

tempestive, frequenti, accessibili, omogenee);

verso l’investitore (agire entro i limiti della

- correttezza delega e nel suo interesse; (es. conflitto

di interessi);

- garanzie (meccanismi di intervento per coprire perdite nei casi di default o di comportamento

fraudolento degli intermediari). 15

Tra i numerosi provvedimenti in materia finanziaria, fondamentale è il T.U. della Finanza

20/2/1998: (T.U. della Finanza 2/98), che:

regolamenta organicamente l’attività di intermediazione finanziaria a conferma del c.d. Decreto

- Eurosim stabilendo criteri generali nella prestazione dei servizi di investimento e avendo come

riferimento la tutela dell’interesse del risparmiatore e l’integrità dei mercati;

- delega la Consob per la vigilanza sugli intermediari e sui mercati finanziari con competenza

riguardo la trasparenza, la correttezza e il dovere di informativa nel rapporto

intermediario/investitore.

Gli obblighi più significativi per gli intermediari (T.U. DELLA FINANZA 2/98 E REGOLAMENTO

CONSOB):

- comportamenti diligenti, corretti, trasparenti;

- conoscenza approfondita dei clienti-risparmiatori al fine di curarne al meglio gli interessi;

- prestazione di eguale trattamento per tutta la clientela.

In particolare, l’art. 21 della c.d. Legge Draghi (D.L. n. 58/1998) impone alle banche e alle imprese

l’obbligo di “ comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza nell’interesse dei

di investimento

clienti e per la trasparenza dei mercati”.

Come prescritto da apposito Regolamento Consob, quanto sopra viene sintetizzato, esemplificato e

del risparmiatore attraverso il “Documento sui rischi generali degli

portato a conoscenza

investimenti in strumenti finanziari”.

Le banche mettono in pratica, quanto detto, nei confronti del cliente-risparmiatore:

predetto “Documento sui rischi generali degli investimenti in strumenti

- consegnandogli il

finanziari” e ritirandone firma per ricevuta;

- ritirando, se il cliente è disposto, i dati personali sulla situazione ed esperienza finanziaria, gli

obiettivi d’investimento, la propensione al rischio più “altre informazioni” ed infine l’impegno

a comunicare alla Banca tempestivamente ogni variazione.

Nella presente esposizione, che vuole essere un contributo della pratica operativa allo studio e alla

sistematizzazione dei temi del seminario, si prescinde da altre considerazioni sul concetto di rischio,

in particolari da quei rischi riconducibili a singoli fatti concreti, ancor più se patologici, e riferibili a

recenti casi di default di società emittenti di titoli.

“ PATTI CHIARI. LE BANCHE CAMBIANO “

la recente iniziativa dell’ABI “Patti

È da segnalare Chiari. Le banche cambiano” che mette al

la relazione con la clientela ( individuo, famiglia, impresa)con l’obiettivo di migliorarne la

centro

qualità:

- riducendo la distanza percepita banca-cliente

- accrescendo la fiducia della clientela

- coinvolgendo tutti gli operatori bancari in tale svolta.

Il progetto, dopo un’analisi per tre anni dei principali problemi, consiste in iniziative concrete volte

al cambiamento.

Non è una campagna pubblicitaria o di immagine.

16

Otto le iniziative sui temi del risparmio, del credito e dei servizi per accrescere la trasparenza e

l’informazione della clientela, stimolando la competizione e la confrontabilità e creando un

meccanismo di sanzione serio ed indipendente.

Le banche associate sono obbligate a consegnare ai propri clienti una serie di opuscoli che illustrano

con un linguaggio semplice e al tempo stesso rigoroso le caratteristiche dei prodotti e di servizi

bancari mettendone anche in evidenza gli eventuali rischi.

D. GLI STRUMENTI PER LA DETERMINAZIONE DEL PDR INDIVIDUALE

Si è già visto quanto sia fondamentale, nei servizi di investimento, la percezione del rischio degli

strumenti finanziari da parte del risparmiatore e al tempo stesso da parte degli intermediari che

questi servizi devono prestare. Tutto questo trova sintesi nella determinazione del profilo di rischio,

vale a dire nel profilo di investimento, del risparmiatore.

A tale scopo gli intermediari finanziari, nella stragrande totalità dei casi le banche, si avvalgono di

due o tre diversi metodi, di cui uno obbligatorio per legge:

1. I COLLOQUI INFORMALI

2. LA SITUAZIONE FINANZIARIA E GLI ALTRI DATI SUL CLIENTE

3. I QUESTIONARI

1. I COLLOQUI INFORMALI

Determinante è il primo.

Difficilmente viene seguito lo schema domanda/risposta ma si tende a dargli un carattere, appunto,

colloquiale, quello di una conversazione.

Resta sottinteso il reciproco interesse a trarne il massimo profitto per la ricerca di soluzioni

soddisfacenti.

Il buon esito, cioè la raccolta di una quantità di dati il più possibile completa, è affidato alle doti di

cordialità del consulente ed alla sua abilità a porre le giuste domande e a ricondurre il colloquio alle

finalità sue proprie.

I dati che ne vengono desunti, con riferimento al risparmiatore ed al suo nucleo familiare, sono di

carattere oggettivo ma soprattutto soggettivo. Si ricavano, quindi, allo stesso tempo sia fattori

condizionanti che bisogni da soddisfare.

2. LA SITUAZIONE FINANZIARIA E GLI ALTRI DATI SUL CLIENTE

Come sopra ricordato, per obbligo di legge, viene ritirato dal cliente e se questi è disposto a farlo,

un documento da cui poter ricavare i dati personali sulla situazione ed esperienza finanziaria, sugli

obiettivi d’investimento e sulla propensione al rischio completati da altre informazioni utili allo

scopo.

Il cliente, inoltre sottoscrive l’impegno a comunicare alla Banca tempestivamente le variazioni dei

dati in discorso.

3. I QUESTIONARI

Hanno il vantaggio di una maggiore precisione ed omogeneità di approccio alla clientela e vanno in

ogni caso integrati con i dati del colloquio informale che resta sempre fondamentale.

Sono particolarmente efficaci se, oltre ad ottenere precise informazioni sul risparmiatore, pongono

domande di tipo provocatorio mettendolo di fronte a particolari situazioni-tipo (es. che ne pensa di

un investimento molto rischioso?), stimolando quindi risposte ed aspetti (soprattutto fattori

condizionanti) che altrimenti non verrebbero fuori.

17

E. LA COSTRUZIONE DI UN PTF DI STRUMENTI FINANZIARI

SECONDO I METODI TRADIZIONALI

La costruzione del ptf di strumenti finanziari il più possibile adeguato al PDR/profilo

d’investimento di un dato risparmiatore viene normalmente fatta tenendo presente i dati - oggettivi e

soggettivi, i fattori condizionanti ed i bisogni da soddisfare - raccolti il più delle volte mediante il

solo colloquio informale.

Sulla base dell’esperienza e del grado di professionalità del consulente vengono di norma rispettati,

talvolta anche in modo egregio, i parametri specifici del cliente-risparmiatore quali tra i più

significativi, gli obiettivi d’investimento, la propensione al rischio, la fruizione dei flussi dei

rendimento e la liquidabilità dei capitali rispetto ai progetti di spesa importanti.

Con lo stesso criterio dell’affidabilità dell’addetto ai servizi d’investimento e senza una precisa

aggiornata nel tempo l’adeguatezza del ptf con le esigenze del cliente-

pianificazione, viene

risparmiatore. LA COSTRUZIONE DI UN PTF OGGI

La incertezza degli attuali scenari geo-politici e dei contesti macro e micro economici, la

conseguente forte volatilità dei mercati impongono la scelta di un approccio al problema il meno

possibile approssimativo, in maniera che sia rivolto:

alla determinazione delle pdr soggettivo e all’individuazione dei fattori condizionanti e dei

- bisogni da soddisfare del cliente-risparmiatore,

e alla scelta delle soluzioni d’investimento più idonee.

- alla selezione

Tale specie di approccio è sempre più richiesto dallo stesso cliente-risparmiatore che molto

spesso dimostra disponibilità alla condivisione delle scelte più che alla delega delle decisioni.

F. LE SCELTE DI UNICREDIT BANCA

Allo scopo di raggiungere gli obiettivi qualitativi nei rapporti con la clientela, privilegiando non la

politica di prodotto ma la politica del servizio, UniCredit Banca ha fatto delle scelte elaborando e

servendosi di tutta una serie di strumenti e di metodologie oggettivi che vanno ben oltre le

prescrizioni normative in materia.

all’approfondimento del tema di

Il contributo di UniCredit Banca questo Seminario sui Prodotti

d’investimento consiste nella esposizione della metodologia oggettiva applicata dalla Banca per:

individuale (soggettivo) del risparmiatore, dei concomitanti

- la determinazione del PDR/d’i

fattori condizionanti e bisogni da soddisfare, attuali e prospettici, suoi e del proprio nucleo

familiare;

- la selezione e la scelta degli strumenti finanziari più idonei a soddisfare le esigenze individuate;

- la condivisione delle scelte e la relativa costruzione di un ptf dal PDR (oggettivo) coerente;

- la verifica costante di tale coerenza e allo stesso tempo di ciascuno dei due PDR (soggettivo e di

ptf).

Vedremo ora quali sono gli strumenti e le metodologie, utilizzati nella pratica operativa, in ordine a:

- la determinazione del PDR soggettivo:

a. un primo approfondito colloquio informale

l’intervista-questionario

b. a risposte chiuse con copia rilasciata al cliente-risparmiatore;

l’utilizzo del Kilovar® di prodotto.

c.

- la coerenza del PDR soggettivo con un ptf già esistente (eventuale ribilanciamento,

riposizionamento o ristrutturazione) oppure con un nuovo ptf da costruire. A tale scopo

vengono utilizzati: 18

a. un apposito applicativo telematico di simulazione e variazione della composizione del ptf ;

b. la metodologia del kV di ptf secondo il principio della correlazione.

- gli obblighi di informazione, correttezza, trasparenza e diligenza:

la predisposizione del pieghevole l’“Esalogo dell’investitore” che,

a. ribadendo le prescrizioni

di legge in materia, declina sei tipologie di comportamenti dovuti dalla banca nei confronti

“ Informazione, Competenza, Protezione,

del cliente-risparmiatore: Scelta, Trasparenza,

Coerenza”; specializzato addetto ai servizi d’investimento;

b. la formazione permanente del personale

l’approntamento

c. di materiale, sia cartaceo che on-line, per la quotidiana e tempestiva

informazione sugli strumenti, sui mercati e sui fattori che li condizionano: My Money,

Morning meeting, 7Days, etc. di TLB®;

d. la promozione e partecipazione con proprio personale specializzato a convegni e seminari

come questo.

1. IL PRIMO COLLOQUIO INFORMALE ED I SUCCESSIVI

sono quelle utilizzate nell’approccio al problema con i metodi tradizionali:

Le argomentazioni

- determinante è il primo

- carattere colloquiale: una conversazione

- doti di cordialità/abilità del consulente

- si ricavano dati di carattere oggettivo e soggettivo, fattori condizionanti e bisogni da soddisfare

2. L’INTERVISTA – QUESTIONARIO

“Qual è l’investimento migliore per un dato cliente?”

Non è possibile dare con facilità a questa domanda una risposta univoca.

Si è visto quali e quanti sono i parametri che determinano il pdr del cliente-risparmiatore e gli altri

elementi che a latere vanno considerati.

Si rende necessario approfondire, in maniera sistematica e meno approssimativa possibile, la

conoscenza del cliente-risparmiatore in relazione ai propri fattori condizionanti ed alle esigenze da

delle più idonee scelte d’investimento.

soddisfare al fine con l’ausilio del know-how

UniCredit Banca, sviluppato da TLB, ha elaborato un algoritmo di

valutazione ed un questionario da sottoporre al cliente mediante una breve intervista.

Le scelte tra un ventaglio di risposte chiuse per ogni singola domanda vengono sintetizzate in un

pdr specifico per ogni singolo cliente (PDR individuale, soggettivo) ricadente in uno dei quattro

macro profili che vedremo più avanti.

L’INTERVISTA-QUESTIONARIO :

Domanda 1. Quale obiettivo Si propone per il portafoglio dei Suoi investimenti?

Domanda 2. Con che frequenza mediamente Si dedica alla gestione del portafoglio dei Suoi

investimenti ?

Domanda 3. In termini di esperienza finanziaria, in quale dei seguenti profili Si riconosce

maggiormente ?

Domanda 4. In termini di informazione finanziaria, in quale dei seguenti profili Si riconosce

maggiormente ?

Quali aspettative ha per i Suoi redditi futuri ? (Considerato l’attuale tasso d’inflazione)

Domanda 5.

Domanda 6. In un orizzonte temporale di 3/5 anni, che percentuale del Suo portafoglio

pensa di utilizzare per spese importanti, anche di natura straordinaria ?

(ad es. per l’acquisto di beni durevoli).

Domanda 7. In termini percentuali, quanta parte dei flussi (cedole, dividendi) generati

dai Suoi investimenti utilizza per mantenere costante l’attuale tenore di vita?

Domanda 8. Cosa ne pensa di un investimento in titoli azionari ?

19

L’intervista-questionario mira a mettere in risalto, per ciascun investitore, i fondamentali elementi

di carattere oggettivo e soggettivo, i fattori condizionanti e le esigenze da soddisfare al fine di

l’atteggiamento nei confronti del rischio,

determinare le aspettative sui rendimenti con le relative

modalità di fruizione. In particolare:

gli obiettivi d’investimento,

- l’esperienza e la disponibilità di tempo,

-

- la situazione finanziaria,

- il grado di accettazione di una elevata variabilità dei rendimenti,

l’età.

-

Il PDR che ne deriva trova sintesi in un valore numerico (il kV) ricompreso in uno dei quattro

ideali macro profili di un investitore che sono, per analogia, le quattro classi di rischio di un ptf

finanziario (cauto, prudente, bilanciato, dinamico):

I QUATTRO MACRO PDR

CAUTO (classe di rischio 0-3)

PRUDENTE (classe di rischio 4-10

BILANCIATO (classe di rischio 11-20)

DINAMICO (classe di rischio 21-45)

3. IL KILOVAR®

Il rendimento atteso da uno strumento finanziario è funzione della variabilità di una serie di fattori

di rischio che si compendiano nel rischio complessivo di uno strumento finanziario.

dei rendimenti, anche se non note, si può stimarne l’ampiezza osservando

Delle fluttuazioni future

un campione storico sufficientemente rappresentativo e utilizzando delle simulazioni.

Pertanto, è stato elaborato da TradingLab® del Gruppo Unicredit, un sistema di misurazione del

fissati dalla Banca d’Italia, dalle

rischio che risponde, nel campo degli investimenti, ai requisiti

disposizioni regolamentari della Consob e dal Comitato di Basilea: il Kilovar®.

- Il kV è un numero e indica la rischiosità, crescente da 0 a 1.000, di qualunque strumento

finanziario riportandone la misura in un’unica scala di valori.

- Calcolato ogni giorno, sintetizza in un unico numero tutti i rischi di mercato di un dato

strumento finanziario.

- È una misura statistica perché, calcolato con la metodologia VAR, si basa su simulazioni

storiche.

- Permette di verificare la coerenza tra il PDR del risparmiatore e quello del suo ptf, misurando il

rischio dei singoli strumenti finanziari e del ptf titoli nel suo insieme.

- Consente il confronto di strumenti con caratteristiche differenti. Con il kV è possibile:

a) confrontare la rischiosità di titoli con le stesse caratteristiche finanziarie (es. azioni);

b) confrontare la rischiosità di titoli con caratteristiche finanziarie diverse (es. az. con obbl.);

c) confrontare la rischiosità di strumenti con diversa struttura finanziaria, a parità di emittente o

di sottostante (es. w, cw, az. e obbl. Fiat - cw, obbl cv Telecom).

Il kilovar, come ogni altro metodo quantitativo per la determinazione dei rischio complessivo di

uno strumento finanziario, prende in considerazione soltanto i fattori caratteristici e non quelli

atipici e imprevedibili dai quali ovviamente si prescinde.

20

L’UTILIZZO DEL KILOVAR ®

LA CONFRONTABILITÀ DEL RISCHIO

TRE PTF-TIPO SULLA CONFRONTABILITÀ

Rischiosità di titoli con le stesse caratteristiche finanziarie (titoli azionari)

TIPO TITOLO DIVISA QUANTITÀ KV

AZIONI ITALIA Telecom Italia EUR 1 30

AZIONI AREA EURO Alcatel EUR 1 54

AZIONI AREA EURO Deutsche Telekom EUR 1 32

AZIONI USA INTEL USD 1 45

specifico di ogni strumento è misurato su un’unica scala di valori

Il rischio Valori al 29.04.2004

Rischiosità di titoli con caratteristiche finanziarie diverse (azioni, obbligazioni e derivati)

TIPO TITOLO DIVISA QUANTITÀ KV

TITOLI DI STATO BTP 4,25% EUR 1 13

ITALIA 1.11.2019

CW UCI ENI C 13

CW WARRANT EUR 1 114

4/6/04

GENERAL

AZIONI USA USD 1 34

ELECTRIC

OBBL MERCATI POLONIA 5,5% EUR 1 16

EMERGENTI 12.03.2012 TLX

specifico di ogni strumento è misurato su un’unica scala di valori

Il rischio Valori al 29.04.2004

Rischiosità legata alla diversa struttura finanziaria degli strumenti,

a parità di emittente o di sottostante

TIPO TITOLO DIVISA QUANTITÀ KV

OBBL CORPORATE ENI 4,625% 2013 EUR 1 13

AZIONI ENI EUR 1 29

CW ENI CALL 13

COVERED WARRANT EUR 1 114

4.06.2004

specifico di ogni strumento è misurato su un’unica scala di valori

Il rischio Valori al 29.04.2004

21

G. IL PROFILO DI RISCHIO DI PORTAFOGLIO.

®

IL KILOVAR DI PORTAFOGLIO

Il rischio di ptf è il rischio attribuito ad un insieme di strumenti finanziari considerati nel loro

insieme.

Misurare il rischio di un ptf è operazione più complessa della misura del rischio dei singoli

strumenti finanziari.

Ad una prima, superficiale approssimazione si potrebbe concludere che il rischio di ptf (kV di ptf)

sia rappresentato dalla media ponderata del rischio dei singoli strumenti (m.a.p. dei kV di prodotto)

ma i prezzi di alcuni strumenti tendono a muoversi tutti insieme, altri no.

In realtà il rischio complessivo di ptf dipende sia dal rischio dei singoli strumenti finanziari sia dalla

correlazione esistente fra tali strumenti, cioè dalla misura in cui i prezzi degli strumenti finanziari si

muovono tendenzialmente insieme.

L’entità della variazione del prezzo di un titolo rispetto ad un altro titolo, misurata dalla

come l’evoluzione su basi scientifiche

correlazione, si può considerare del concetto della

diversificazione che rimane pur sempre la modalità più efficace per ottenere il frazionamento del

rischio complessivo di un ptf finanziario: mettere le uova in più panieri, direbbe la saggezza

popolare. LA CORRELAZIONE

misura l’ entità della variazione del prezzo di un titolo rispetto ad un altro titolo

- –1

- ha variabilità tra e +1

- i prezzi di due o più titoli si muovono tendenzialmente insieme, in misura simile e nella

stessa direzione, tutti al rialzo o tutti al ribasso: c. positiva

- uno o più titoli del ptf controbilanciati dalla stabilità del prezzo di altri titoli: c. di valore

basso

- uno o più titoli controbilanciati da movimenti di prezzi nella direzione opposta: c. negativa

Se i prezzi dei titoli che compongono i ptf si muovono tendenzialmente insieme, [ L ] in misura

simile e nella stessa direzione (tutti al rialzo o tutti al ribasso), allora si dice che i titoli sono

correlati positivamente.

Al contrario, se il movimento di uno o più titoli presenti nel ptf è controbilanciato dalla stabilità del

prezzo di altri titoli o addirittura dal movimento del prezzo nella direzione opposta, allora si dice,

rispettivamente che i titoli sono poco correlati o correlati negativamente.

Diversificando il ptf, selezionando cioè strumenti finanziari poco correlati positivamente tra di loro,

si riduce l’esposizione complessiva al rischio di perdite, vale a dire si beneficia dell’effetto

diversificazione/frazionamento dei rischi e il kV di ptf è inferiore alla media dei kV dei singoli

titoli: 22

DUE PTF-TIPO SULLA CORRELAZIONE

maggiore è la diversificazione, maggiore è lo scostamento verso il basso del kV di ptf rispetto alla

m. a. p. dei kV dei titoli componenti.

L’UTILIZZO DEL KILOVAR ®

TITOLI CORRELATI

Ptf con soli titoli obbligazionari

TIPO QUANTITÀ DIVISA CONTROVALORE KV

GERMANIA 4,75% 34 20.000 22,50 19.594 4

TLX

OAT 5,75% 32 TLX 20.000 29,37 25.582 19

BTP AG 2034 5% 20.000 22,71 19.782 19

BTP FEB 2033 5,75% 20.000 25,42 22.142 18

: ,

CORRELAZIONE POSITIVA SI MUOVONO NELLA STESSA DIREZIONE TUTTI AL RIALZO O TUTTI AL RIBASSO

Kilovar di ptf 15 M.a.p. ctv titoli in ptf 15,37

TITOLI NON CORRELATI

Ptf con titoli obbligazionari e azionari

TIPO QUANTITÀ PESO % CONTROVALORE KV

FIAT RAG 2.000 8,98 12.014 40

TELECOM ITALIA 20.000 40,35 53.940 30

STMICROELECTRONICS 1.000 14,13 18.896 43

BTP AG 2034 5% 29.000 25,46 25.684 19

GERMANIA 3.5% 10/08 20.000 15,08 20.176 6

TLX :

CORRELAZIONE NEGATIVA I TITOLI NON SI MUOVONO TUTTI NELLA STESSA DIREZIONE

Kilovar di ptf 18 M.a.p. ctv titoli in ptf 27

LA CORRELAZIONE

- correlati positivamente : ptf non diversificato

KV DI PTF vicino a m.a.p. KV SINGOLI TITOLI

- negativamente/poco correlati : ptf diversificato

KV DI PTF < m.a.p. KV SINGOLI TITOLI

23

è sull’intero ptf e non sul singolo strumento finanziario.

Riassumento, il focus della consulenza

si riorienta l’interesse del cliente sulla performance complessiva dei propri

Alla stessa maniera

investimenti.

In conclusione, il concetto di rischio non deve essere riferito al singolo strumento finanziario ma al

ptf nel suo complesso. Esistono, infatti, moltissimi strumenti finanziari con kV compresi tra 46 e

1.000 che, inseriti in un ptf ben diversificato, mantengono il rischio complessivo del ptf entro la

soglia limite di 45.

Può, infatti, accadere che uno strumento con kV elevato può anche essere adatto ad un

risparmiatore “cauto” o “prudente” purchè inserito in un ptf ben diversificato che abbia come

risultante un kv di ptf entro il valore limite di 45.

La metodologia kV permette quindi di identificare ed analizzare la classe di rischio di un ptf

finanziario.

Il passo successivo è la ricerca della coerenza tra pdr del cliente-risparmiatore (pdr soggettivo) e il

pdr di ptf.

Il kilovar rappresenta quindi uno strumento di supporto alle decisioni di investimento in ottica

di verificare periodicamente se un ptf si mantiene all’interno della

dinamica, perché permette

propria classe di rischio.

H. VERIFICA DELLA COERENZA TRA IL KV SOGGETTIVO E IL KV DI PTF

(individuale), determinato attraverso l’intervista-questionario,

Ogni prd soggettivo che risulti cauto,

prudente, bilanciato o dinamico, e quindi contraddistinto da un preciso valore del kV, deve essere

allineato, cioè ricadere, nella stessa classe di rischio in cui ricade il kV del ptf del cliente-investitore

in esame.

In altri termini deve esservi coerenza tra il pdr soggettivo e il prd di ptf.

“la coerenza nelle scelte d’investimento”.

In analogia al pdr del cliente-risparmiatore intervistato, per un ptf finanziario si possono individuare

quattro profili di rischio : Comprende tipicamente titoli di Stato italiani e dell’area

- PTF CAUTO (classe di rischio 0-3).

euro, altri componenti di liquidità(c/c, cd, pct) e nessuna componente azionaria.

- PTF PRUDENTE(classe di rischio 4-10). comprende prevalentemente obbligazioni (tit/Stato,

obbl. corporate e strutturate) ma può anche comprendere, ma in misura molto contenuta,

componenti azionarie e strumenti con effetto leva (p.e derivati).

- PTF BILANCIATO(classe di rischio 11-20). Può comprendere, con pesi pressappoco

equivalenti, sia componenti obbligazionarie che azionarie.

Vi possono rientrare strumenti con effetto leva.

- PTF DINAMICO(classe di rischio 21-45). Può comprendere tipicamente componenti azionarie

o obbligazionarie con rischio equiparabile a quello azionario e anche strumenti con effetto leva.

IL “RIGHELLO” DEL KILOVAR®

24

I ptff con valori di kV tra 46 e 1.000 appartengono alla classe residuale ad alto rischio.

I ptff con kV>45 sono di solito ptff non sufficientemente diversificati oppure ptff nei quali il peso

assegnato agli strumenti derivati (tipicamente caratterizzati da un kV elevato) è significativo.

Gli investitori che realizzano strategie di questo tipo devono essere consapevoli che alla possibilità

di conseguire un rendimento elevato è associato il rischio di registrare perdite significative in conto

capitale. non ricade nell’intervallo di scala

Quando, per un ptf già esistente, il kv di ptf (cauto, prudente, etc)

del risparmiatore così come determinato mediante l’intervista-questionario, si condivide col cliente-

l’opportunità di procedere all’adeguamento del ptf:

investitore

- agendo sui pesi delle diverse classi di asset (ribilanciamento),

operando la sostituzione di strumenti finanziari nell’ambito della stessa classe di asset

- (riposizionamento),

- provvedendo alla radicale modifica del ptf nel caso di evidenti, errate scelte di base o di

mutamenti significativi nel prd individuale o di modificazioni degli scenari economici micro e

macro (ristrutturazione).

I. UN ESEMPIO DI RISTRUTTURAZIONE DI PORTAFOGLIO FINANZIARIO

Pdr ex ante : dinamico - ptf : numerosi titoli azionari per trading

Pdr da intervista : prudente - finalità consulenza: ristrutturazione ptf

Età : 60 a - stato civile : coniug, separaz/beni

Nucleo famil : figlio adulto, autonomo/finanz. Moglie no redd, abitaz in propr.

Professione/disponibilità di tempo : pension. (ex dirig.) E consul. Fiscale

tfr 120.000 €

Situaz. finanz.: equilibrio annuale entrate/uscite -

Situaz. patrim. : immob. Dato in affitto

Situaz. reddit. : ottima pensione + parcelle + affitto

(2/3 vacanze l’anno, frequenti relaz. Sociali)

Stile di vita : tenore medio-alto

Grado di cultura/info finanz. : medio-alto/poco frequente

Orizzonte temporale : 8/10 anni

Esperienza : trading azionario molto attivo

Propens. al rischio : medio-alta

Tolleranza al rischio : medio - alta

Progetti spese significative : ristrutt. Abitaz. Tra 2 anni

€ per anno

Esigenze flussi da rendim. finanz. : 10/13.000

Esigenze previdenziali : no 25


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti del seminario di finanza aziendale avente in oggetto la misurazione ed il controllo del rischio, con riferimento alle nozioni di: i prodotti di investimento, il rapporto banca cliente nelle scelte di investimento (aspettative e soluzioni), i prodotti di finanziamento, gli strumenti di attenuazione del rischio di finanziamento (tassi e Swap), il rischio finanziario nelle transazioni internazionali.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e amministrazione aziendale
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeriadeltreste di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Finanza Aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof Frisella Giuseppe.

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