Microscopia a contrasto di fase, a fluorescenza ed elettronica
Microscopia a contrasto di fase
Tecnica che consente un’analisi più dettagliata delle strutture interne dei microrganismi. Si avvale di fasci di luce paralleli che vengono fatti passare attraverso il campione costituito da materiale di diversa densità, per cui la lunghezza d’onda di un fascio di luce che colpisce un dato materiale a minore densità si muoverà “sfasata” rispetto a un altro fascio che colpisce un corpo con maggiore densità (fascio ritardato).
Utilizzando anelli nel condensatore e negli obiettivi si amplificheranno queste differenze di fase della luce, per cui la luce “in fase” apparirà più brillante di quella fuori fase, creando un’immagine tridimensionale dell’organismo osservato.
Microscopia elettronica
Diversamente dal microscopio ottico e dagli altri tipi di microscopi finora descritti, il microscopio elettronico impiega magneti al posto delle lenti e ciò per far sì che un fascio di elettroni emessi da una fonte (un normale filamento di tungsteno) possa attraversare il campione e raggiungere uno schermo che, impressionato, permetterà la visione del processo.
In tale tecnica la lunghezza d’onda del fascio di elettroni risulta molto corta e invece molto aumentata sia l’ingrandimento sia la risoluzione. Con la microscopia elettronica si riescono a vedere particelle infettanti molto piccole come i virus.
Esistono due tipi di microscopia elettronica:
- Microscopia elettronica a trasmissione (il fascio di elettroni passa direttamente attraverso il campione).
- Microscopia elettronica a scansione (nel quale il fascio di elettroni attraversa il campione con un certo angolo di incidenza; fornisce immagini tridimensionali).