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Microeconomia - La domanda e l'offerta

Appunti di microeconomia sulla domanda e l'offerta basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Andergassen dell’università degli Studi di Bologna - Unibo, facoltà di economia, Corso di laurea in economia dell'impresa. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Microeconomia docente Prof. R. Andergassen

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CAPITOLO 2: LA DOMANDA E L’OFFERTA

Il mercato, se svincolato da qualunque forma di regolamentazione, può produrre

risultati che non ci aggradano, ma è difficile che non riesca ad allocare i beni

disponibili in maniera efficiente.

Date certe caratteristiche dei compratori e dei venditori, il mercato in condizioni di

concorrenza perfetta produce il miglior risultato possibile, nel senso che qualunque

altra combinazione di quantità disponibili e di prezzi risulterebbe peggiore per almeno

qualcuno dei compratori e qualcuno dei venditori interventi dello Stato (fissando

prezzi sotto o sopra il loro prezzo d’equilibrio) generano quasi sempre delle

conseguenze involontarie dannose.

LE CURVE DELLA DOMANDA E DELL’OFFERTA

Lo strumento fondamentale che utilizziamo per studiare il funzionamento di un

mercato è l’analisi della domanda e dell’offerta.

Un mercato è costituito dall’insieme dei compratori e dei venditori di un determinato

bene o servizio. Alcuni mercati sono delimitati da vincoli molto precisi di spazio e di

tempo, altri coprono spazi sterminati (Borsa di New York).

Due prodotti assolutamente identici per tutte le altre caratteristiche vengono spesso

classificati separatamente, se differiscono solo in base al tempo e al luogo in cui si

rendono disponibili (ombrello estate - inverno)

Curva di domanda: semplice relazione matematica che ci dice quanti beni sono

disposti ad acquistare i consumatori ai diversi possibili prezzi (curva DD).

Il prezzo sull’asse verticale del grafico rappresenta che rappresenta la curva di

domanda è il prezzo reale del bene, cioè il prezzo del bene in relazione a quello di tutti

gli altri beni e servizi (relativo ai prezzi di tutti gli altri beni in un certo momento).

Interpretazione orizzontale: curva di domanda indica la quantità di prodotto che i

consumatori sono disposti ad acquistare ai vari livelli di prezzo.

Interpretazione verticale: si parte dalla quantità e si legge il prezzo di riserva

dell’acquirente marginale sull’asse verticale.

Non tutte le curve di domanda sono necessariamente lineari. La caratteristica

fondamentale che le accomuna è l’inclinazione negativa: la quantità domandata

aumenta se il prezzo del prodotto diminuisce (legge della domanda).

Ci sono diverse ragioni per cui la quantità domandata si riduce quando aumentano i

prezzi: molti consumatori decidono di optare per un prodotto sostitutivo; i consumatori

non possono acquistare le stesse quantità (dato il reddito, quando il prezzo aumenta, i

consumatori non ne possono acquistare le stesse quantità di prima se non rinunciando

al consumo di qualche altro bene). La curva di domanda di mercato di un determinato

bene è la risultante dei vari calcoli costi-benefici dei consumatori a proposito di quel

bene (costo = prezzo del prodotto, beneficio = soddisfazione derivante dal consumo

del prodotto).

Un modo alternativo per descrivere la curva di domanda è fare riferimento all’insieme

delle coppie prezzo-quantità in corrispondenza delle quali i consumatori saranno

soddisfatti (per ogni determinato livello dei prezzi, essi si considererebbero

insoddisfatti se dovessero acquistare una quantità di beni maggiore, o minore, rispetto

a quella indicata dalla curva di domanda)

Curva di offerta: strumento analitico corrispondente alla curva di domanda ma dal

punto di vista del venditore (curva SS).

Non tutte le curve di offerta sono necessariamente lineari. La caratteristica tipica delle

curve di offerta è invece l’inclinazione positiva: la quantità offerta aumenta quanto

aumenta il prezzo del prodotto (legge dell’offerta). Perché il produttore sia disposto

a vendere un determinato prodotto, il prezzo di vendita deve essere maggiore del

costo di produzione l’incremento di produzione è profittevole solo se i prezzi

aumentano. Altro fattore che contribuisce all’inclinazione positiva della curva

dell’offerta è la “riconversione produttiva” (aumenta il numero di produttori che

decidono di produrre quel bene se aumenta il prezzo).

Interpretazione orizzontale: si prende in considerazione il prezzo e leggiamo la

quantità che i produttori sono disposti a vendere a quel prezzo nell’asse orizzontale

Interpretazione verticale: si prende in considerazione una certa quantità e

leggiamo il corrispondente costo marginale sull’asse verticale

Un modo alternativo per descrivere la curva di offerta è fare riferimento all’insieme

delle coppie prezzo-quantità in corrispondenza delle quali i produttori sono soddisfatti

(accezione tecnica: sarebbero ben lieti di spuntare dei prezzi ancora più alti per i beni

offerti; ma, per ciascun livello di prezzo, i produttori sarebbero meno soddisfatti se

fossero costretti a vendere di più, o di meno, della quantità corrispondente a quel

livello di prezzo)

LA QUANTITA’ E IL PREZZO D’EQUILIBRIO

Utilizzando le curve di domanda e di offerta è possibile determinale la quantità e il

prezzo d’equilibrio di un bene, cioè la combinazione prezzo-quantità in corrispondenza

della quale sono soddisfatti sia i consumatori sia i produttori combinazione prezzo-

quantità nella cui corrispondenza la curva di domanda e quella di offerta si

intersecano. Per qualunque altra coppia prezzo-quantità, i compratori o i venditori

sarebbero insoddisfatti.

La situazione in cui il prezzo eccede il valore di equilibrio si chiama eccesso di

offerta o “surplus”. Se il prezzo si posiziona sotto il suo valore di equilibrio si parla di

eccesso di domanda o “carenza”.

IL PROCESSO DI AGGIUSTAMENTO VERSO L’EQUILIBRIO

A qualsiasi prezzo diverso da quello di equilibrio, una parte del mercato rimane

insoddisfatta. Se i prezzi sono superiori al livello di equilibrio, i produttori vendono

meno di quanto vorrebbero abbassano il prezzo le pressioni al ribasso del prezzo

 

continueranno finchè ci sarà anche un solo venditore insoddisfatto (finchè il prezzo

non avrà raggiunto il suo valore di equilibrio. Quando sono insoddisfatti i compratori i

venditori si renderanno conto di poter aumentare i prezzi pur continuando a vendere

quanto vorrebbero le pressioni al rialzo persisteranno finchè il prezzo non

raggiungerà il suo valore di equilibrio.

spontaneità del processo di aggiustamento; non c’è nessuno che lo pianifica o

dirige. Questo processo deriva dalle reazioni spontanee di tanti individui che

perseguono il proprio interesse personale di fronte a situazioni di surplus o carenza di

prodotti sul mercato.

LA PROPRIETA’ DELL’EQUILIBRIO DI MERCATO IN TERMINI DI BENESSERE

In condizioni di equilibrio, non c’è alcuna riallocazione che potrebbe essere favorevole

per qualcuno senza danneggiare qualcun altro. Al contrario, se i prezzi e le quantità

non sono al loro livello di equilibrio, sarà sempre possibile individuare una riallocazione

in grado di migliorare la situazione di qualcuno senza peggiorare quella di qualcun

altro.

IL LIBERO MERCATO E IL PROVLEMA DELLA POVERTA’

E’ possibile che tutti i mercati siano in perfetto equilibrio e che, ciononostante, molte

presone avviano un reddito tanto basso da non consentire loro di vivere decentemente

l’efficienza del mercato ci consente solo di dire che, dato il loro basso livello di

reddito, anche gli individui più poveri potranno, grazie al libero scambio, utilizzare al

meglio quel reddito. Quando un povero, ma anche un ricco, non compra un bene

perché il prezzo è troppo alto, sta dicendo che preferirebbe spendere quei soldi in un

altro modo.

Per aiutare i poveri esistono soluzioni molto più efficaci del controllo sui prezzi dei


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7 mesi fa


DETTAGLI
Esame: Microeconomia
Corso di laurea: Corso di laurea in economia dell'impresa
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LeonardoRomagnoli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Microeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Andergassen Rainer.

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