Domanda e offerta
Curva di domanda di mercato
La curva di domanda di mercato indica la quantità aggregata di un bene che i consumatori sono disposti ad acquistare ai vari prezzi, tenendo fissi gli altri fattori che influenzano la domanda stessa, quali prezzi degli altri beni, reddito del consumatore, qualità condizione ceteris paribus.
dQ = Q(P)
Domanda derivata = domanda di un bene derivante dalla produzione e vendita di altri beni.
Domanda diretta = domanda di un bene derivante dal desiderio dei compratori di consumare direttamente il bene stesso.
Il grafico presenta le quantità sull’asse delle y e i prezzi sull’asse delle x; la domanda inversa ha invece le quantità come ascisse e i prezzi come ordinate.
La legge della domanda afferma che la quantità domandata di un bene diminuisce all’aumentare del prezzo del bene (tenendo fissi tutti gli altri fattori che influenzano la domanda); la curva di domanda è negativamente inclinata.
Beni di Giffen
I beni di Giffen sono un’eccezione a questa legge, perché all’aumentare del prezzo di essi (o al ridursi del reddito) aumenta la quantità domandata. Non tutti i beni inferiori (- reddito, + domanda) sono di Giffen, soltanto quelli in cui l’effetto di reddito è superiore all’effetto di sostituzione, per cui la curva di domanda ha un’inclinazione positiva.
Effetti di variazione di prezzo
- Effetto di reddito = variazione delle quantità domandate dei beni per effetto della variazione del potere di acquisto del consumatore indotta da una variazione di prezzo di un bene. La riduzione di prezzo di un bene aumenta il reddito reale (potere di acquisto) del consumatore a parità di reddito nominale; l'aumento del potere di acquisto si traduce in un incremento della quantità domandata di tutti i beni. Viceversa, quando il prezzo di un bene aumenta si riduce il reddito reale del consumatore e, indirettamente, la domanda di tutti i beni (+ reddito, + consumo bene normale; + reddito, - consumo bene inferiore).
- Effetto di sostituzione = variazione delle quantità domandate dei beni per effetto della variazione dei loro prezzi relativi; il consumatore tende a ridurre la domanda del bene divenuto più caro, a favore della domanda degli altri beni, e ad aumentare la domanda del bene divenuto più economico, a scapito della domanda degli altri beni.
Bene normale e bene inferiore
Le conseguenze dei due effetti determinano la differenza tra bene normale ed inferiore: se all’aumentare del prezzo si riduce il potere di acquisto e di conseguenza il reddito, e si riduce il consumo, siamo in presenza di un bene normale; se invece il consumo aumenta, si tratta di un bene inferiore. Un bene inferiore rispetta comunque la legge della domanda (cioè, la quantità domandata si riduce al crescere del prezzo), perché l’effetto di sostituzione è superiore a quello di reddito.
Bene di Giffen
Un bene di Giffen invece no, perché al ridursi del prezzo si riduce la quantità domandata. Questo accade perché l'effetto reddito domina l'effetto sostituzione. Quando aumenta il prezzo di un bene, il consumatore tenderà a sostituirlo con altri beni, a causa del fatto che lo stesso è divenuto relativamente meno conveniente. Tuttavia, nei beni di Giffen l'effetto reddito farà ridurre drasticamente la domanda degli altri beni, portando ad acquistare maggiormente il bene il cui prezzo è aumentato. Tale effetto sarà talmente forte da più che compensare l'effetto di sostituzione e da produrre un effetto bizzarro sulla domanda del bene stesso.
Curva di offerta
La curva di offerta indica la quantità aggregata di un bene che i produttori sono disposti a vendere ai vari prezzi, tenendo fissi gli altri fattori che influenzano l’offerta stessa, quali i prezzi degli altri prodotti e i prezzi dei fattori di produzione (manodopera, materie prime, ecc.) ceteris paribus.
sQ = Q(P)
La legge dell’offerta afferma che la quantità offerta di un bene aumenta all’aumentare del prezzo del bene; la curva di offerta è positivamente inclinata.
Equilibrio di mercato
L’equilibrio di mercato è un prezzo tale che la quantità domandata e la quantità offerta sono uguali; i piani di consumatori e produttori sono simultaneamente soddisfatti, coesistono.
Se i venditori non possono vendere tanto quanto vogliono al prezzo corrente, si ha un eccesso di offerta e molta merce rimane invenduta. Ciò crea una pressione al ribasso del prezzo; quando il prezzo diminuisce, la quantità domandata aumenta, la quantità offerta si riduce e il mercato si sposta verso il prezzo di equilibrio. Se i compratori non possono acquistare tanto quanto vogliono al prezzo corrente, si ha un eccesso di domanda. Ciò crea una pressione al rialzo del prezzo; quando il prezzo aumenta, la quantità offerta aumenta, la quantità domandata si riduce e il mercato si sposta verso il prezzo di equilibrio.
Spostamenti della domanda
Un movimento lungo la curva di domanda di un bene può essere provocato solo da una variazione del prezzo del bene. La variazione di qualunque altro fattore che incida sulla disponibilità dei consumatori a pagare per il bene si traduce in uno spostamento della curva di domanda. Se la disponibilità dei consumatori ad acquistare il bene aumenta, la curva di domanda si sposta verso destra; se la disponibilità dei consumatori ad acquistare il bene diminuisce, la curva di domanda si sposta verso sinistra.
Spostamenti dell’offerta
Un movimento lungo la curva di offerta di un bene può essere provocato solo da una variazione del prezzo del bene. La variazione di qualunque altro fattore che incida sulla disponibilità dei produttori ad offrire il bene si traduce in uno spostamento della curva di offerta. Se, a parità di prezzo, la disponibilità dei produttori a vendere il bene aumenta, la curva di offerta si sposta verso destra; se, a parità di prezzo, la disponibilità dei produttori a vendere il bene diminuisce, la curva di offerta si sposta verso sinistra.
Elasticità della domanda al prezzo
L’elasticità della domanda al prezzo è la variazione percentuale della quantità domandata determinata dalla variazione del prezzo di un punto percentuale. L’elasticità non è la pendenza: la pendenza è il rapporto tra le variazioni assolute della quantità e del prezzo (=ΔQ/ΔP); l’elasticità è il rapporto tra le variazioni relative (o percentuali) della quantità e del prezzo, essa infatti non è costante.
- Quando la variazione del prezzo di un punto percentuale determina una variazione della quantità domandata maggiore di un punto percentuale (la variazione della quantità è maggiore di quella del prezzo), la curva di domanda è elastica ( εQ,P < -1 o > |1|).
- Quando la variazione del prezzo determina una variazione della quantità domandata minore di un punto percentuale (la variazione della quantità è inferiore a quella del prezzo), la curva di domanda è anelastica (-1 < εQ,P < 0 o 0 < εQ,P < |1|).
- Quando la variazione del prezzo determina una variazione della quantità domandata esattamente di un punto percentuale, la curva di domanda ha elasticità unitaria ( εQ,P = -1 o |1|).
La curva di domanda con elasticità costante è data dalla formula generale Q = aP-b dove a e b sono delle costanti positive.
Elasticità e ricavo totale
Ricavo totale = prezzo*quantità
- Se il prezzo aumenta e la domanda è elastica, la variazione di Q è maggiore di quella di P, quindi Q si riduce di più rispetto all’aumento di P; il ricavo totale si riduce.
- Se la domanda è anelastica, la variazione di Q è minore di quella di P, quindi P aumenta più della riduzione di Q; il ricavo totale aumenta.
La domanda tende ad essere più elastica al prezzo quando esistono dei beni sostituti. La domanda tende ad essere più elastica rispetto al prezzo quando la quota spesa per l’acquisto di un prodotto è ingente (sia in termini assoluti, sia in rapporto alla spesa totale). La domanda tende ad essere meno elastica rispetto al prezzo quando il prodotto viene visto dal consumatore come un bene di necessità.
Elasticità incrociata
Per quanto riguarda l’elasticità incrociata, se risulta positiva si è in presenza di due beni sostituti, se invece è negativa di due beni complementari.
Curva di domanda e offerta nel breve e lungo periodo
Curva di domanda di:
- Breve periodo = curva di domanda che fa riferimento al periodo di tempo nel quale il consumatore non può adattare pienamente le proprie abitudini d’acquisto a cambiamenti di prezzo.
- Lungo periodo = curva di domanda che fa riferimento al periodo di tempo nel quale il consumatore può adattare pienamente le proprie decisioni di acquisto a cambiamenti di prezzo.
Curva di offerta di:
- Breve periodo = curva di offerta che fa riferimento al periodo di tempo in cui il venditore non può adattare pienamente le proprie decisioni di offerta a cambiamenti di prezzo.
- Lungo periodo = curva di offerta che fa riferimento al periodo di tempo in cui il venditore può adattare pienamente le proprie decisioni di offerta a cambiamenti di prezzo.
Generalmente, l’elasticità è più alta nel lungo periodo perché sul mercato sono presenti più sostituti, e produttori e consumatori riescono ad adattarsi al cambiamento di prezzo; le curve tendono invece ad essere più rigide (tendenti al verticale) nel breve periodo, quando consumatori e produttori non riescono a modificare istantaneamente le proprie decisioni di acquisto e vendita. L’elasticità di due curve si può confrontare solo in un punto, non in generale.
Beni durevoli
Bene durevole = bene che dà un servizio per un lungo periodo (generalmente diversi anni). La domanda dei beni durevoli è meno elastica nel lungo periodo in quanto i consumatori possono adattare il loro comportamento solo parzialmente. La domanda dei beni durevoli è più elastica nel breve periodo perché i consumatori possono rimandare l’acquisto.
Le preferenze del consumatore e il concetto di utilità
Utilità e vincolo di bilancio
L’obiettivo delle preferenze del consumatore è massimizzare l’utilità derivante dal consumo di due beni tenendo conto del vincolo di bilancio. Il punto di equilibrio tra retta di bilancio e curva di indifferenza è dove hanno la stessa pendenza; la pendenza della curva di indifferenza è il saggio marginale di sostituzione. Le scelte del consumatore permettono di ricavare la curva di domanda di un bene, e accorpando tutte le singole domande si ottiene quella aggregata.
Paniere = combinazione di beni e servizi acquistabile da un consumatore. Le preferenze ci dicono come un individuo valuta due panieri in ordine di desiderabilità, ipotizzando che i due panieri siano disponibili a costo zero (gratuiti).
Proprietà delle preferenze
- Le preferenze devono essere complete, ovvero il consumatore è in grado di ordinare una qualunque coppia di panieri (A è preferito a B); transitive (coerenza interna), ovvero se il consumatore preferisce il paniere A al paniere B, e B a C, preferisce anche A a C.
- Principio di non-sazietà: per il consumatore è meglio avere una quantità maggiore di almeno un bene. Le preferenze devono rispettare anche questo principio oltre alla completezza e transitività.
L’ordinamento fornisce informazioni sull’ordine secondo cui un consumatore classifica i panieri ordinale ma non di quanto (sarebbe il cardinale, che ha quindi più informazioni, tuttavia quello ordinale è sufficiente a descrivere le preferenze).
Funzione di utilità
La funzione di utilità assegna un numero a ciascun paniere, infatti è un concetto ordinale, e preserva le proprietà fondamentali delle preferenze. U=U(y)
Utilità = soddisfazione che un individuo trae dalla consumazione di un paniere.
Utilità marginale = incremento di utilità che deriva dal consumo di un’unità in più di bene; saggio a cui varia il livello di utilità totale in risposta ad un cambiamento nel livello del consumo.
MUy = ΔU/Δy
È la pendenza della funzione di utilità e si calcola come derivata. Il principio dell’utilità marginale decrescente afferma che l’utilità marginale diminuisce man mano che aumenta il consumo di un bene, e quindi che l’utilità totale si riduce gradualmente.
Curva di indifferenza
Curva di indifferenza = insieme di panieri che forniscono al consumatore lo stesso livello di utilità; è decrescente perché se aumenta il consumo di un bene deve diminuire il consumo dell’altro, altrimenti aumenterebbe l’utilità.
Se uno dei beni è un male, la curva di indifferenza è positivamente inclinata perché il maggior consumo del male peggiora il livello di utilità. L’insieme delle curve è la mappa delle curve di indifferenza. Una curva che sta al di sotto di un’altra, avrà un livello complessivo di utilità minore.
Proprietà delle curve di indifferenza
- Quando il consumatore gradisce entrambi i beni (cioè quando MUx e MUy sono positive), le curve di indifferenza hanno pendenza negativa;
- Non si intersecano mai, perché si creerebbe un’incongruenza logica interna con due livelli di utilità diversi, dal momento che ogni curva di indifferenza indica un preciso livello di utilità;
- Sono sottili, non spesse, altrimenti includerebbero panieri con utilità diverse (non-sazietà);
- Ogni paniere si trova su una sola curva;
- Non intersecano mai gli assi perché un valore di beni pari a 0 è incoerente con qualunque livello positivo di utilità.
Saggio marginale di sostituzione
Saggio marginale di sostituzione = disponibilità di un consumatore a sostituire un bene con un altro mantenendo lo stesso livello di soddisfazione. A quante unità di Y sono disposto a rinunciare per avere più unità di X, mantenendo invariata l’utilità.
In un grafico in cui siano riportate sull’asse orizzontale la quantità del bene x e sull’asse verticale la quantità del bene y, il saggio marginale di sostituzione di x per y, MRSxy, in ogni punto è pari alla pendenza della curva di indifferenza cambiata di segno:
MRS = - MUx/MUy = -Δy/Δx
In genere è decrescente, diminuisce all’aumentare di x e al ridursi di y; se calcolandolo dovesse invece risultare la x al numeratore e la y al denominatore, sarà crescente e aumenterà all’aumentare di x e al ridursi di y. C’è il meno davanti perché la pendenza delle curve è sempre negativa e così diventa un saggio positivo.
Tipologie di curve di indifferenza
- Funzioni di utilità lineari → MRS è costante perché la pendenza non varia, la curva di indifferenza è una retta.
- Perfetti sostituti → le curve di indifferenza sono parallele. Esempio: U = F+2C
- Perfetti complementi → le curve di indifferenza sono “ad angolo”: per aumentare l’utilità devo avere più unità di entrambi i beni. Esempio: U(S,D) = 10*min(S,D)
- Preferenze quasi lineari → le curve di indifferenza hanno forma curva ma sono equidistanti. Esempio: U(x,y) = v(x) +by dove v(x) cresce in x e b è una costante positiva; muovendosi verso nord sulla mappa di indifferenza, il saggio marginale di sostituzione di x per y rimane lo stesso, e possono essere usate per descrivere le preferenze di un consumatore che acquista la stessa quantità di un prodotto indipendentemente dal suo reddito.
- Cobb-Douglas → è una curva che garantisce sempre soluzioni interne. La funzione di Cobb-Douglas descrive la variazione del prodotto o dell’utilità, in quest’ultimo caso rappresentano l’utilità di un bene normale. U(x,y) = Axαyβ dove A, α, e β sono costanti positive. Se α + β > 1 abbiamo rendimenti di tipo crescente; se α + β < 1 abbiamo invece rendimenti di tipo decrescente.
- α-1 β → MUx = αAxα-1yβ α β-1 → MUy = βAxαyβ-1 → MRS = αy/βx
La teoria della scelta del consumatore
Vincolo di bilancio = insieme di panieri che il consumatore può acquistare avendo un reddito limitato. Linea di bilancio = insieme di panieri che il consumatore è in grado di acquistare se spende tutto il suo reddito disponibile. La sua pendenza è Δy/Δx o -Px/Py (prezzo relativo del bene X nei termini del bene Y a quante unità di Y sono disposto a rinunciare per avere più unità di X).
PxX + PyY = I – Y = I/Py (Px/Py)X
Un paniere può essere acquistato se la spesa totale non eccede il reddito. PxX + PyY <= I
Un punto sotto la linea di bilancio è raggiungibile ma non viene speso tutto il reddito; un punto sopra alla linea di bilancio invece non è proprio raggiungibile.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.