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Microeconomia e politica economica

Che cosa è politica? L'economia "fotografa" la politica ed è una disciplina positiva che analizza uno o più sistemi economici. Inoltre, la politica è temporalmente e spazialmente delimitata, ovvero con lo scorrere del tempo si può verificare un cambiamento dello scenario economico di un certo paese, ad esempio, a causa di catastrofi ambientali.

In relazione a questa problematica, viene utilizzato l'ammortizzatore sociale, ossia uno strumento per ridurre la negatività sul lavoro (negatività di tipo economico). Un esempio di ammortizzatore sociale è la mobilità.

Relazione tra risorse scarse e bisogni infiniti

L'economia, riprendendo l'argomento precedente, si occupa di comprendere le relazioni che esistono tra risorse scarse (per risorse si intendono beni e servizi) e bisogni infiniti. Questi ultimi sono definiti infiniti poiché ciascun essere umano tende a migliorare la propria condizione e non si accontenta mai. Dunque, la sistemazione delle risorse deve essere efficiente, ossia senza sprechi, perché lo spreco ha un costo economico sociale. Queste sono indicazioni prevenute dall'economista Robbins.

Gli economisti si dividono in 8 scuole di pensiero e noi seguiremo la scuola classica-neoclassica costituita da economisti a partire dal 1700. Tuttavia, sono presenti due differenti scuole di pensiero che contrastarono quest'ultima: quella di Keynes e quella dei monetaristi (legati molto alla moneta che influenza tutte le variabili economiche).

Definizione di funzione

Introducendo il concetto di "variabile" è inevitabile descrivere una funzione. Come può essere definita una funzione? La funzione è un legame che unisce un qualcosa di "debole" con un qualcosa di "forte" e la funzione stessa dipende da più variabili.

Possiamo considerare l'esempio della pizza, un cibo diffuso in tutto il mondo, la quale viene acquistata dal pubblico in relazione a diversi fattori come il prezzo, la qualità, la varietà con cui sono condite; dunque, in un certo qual modo la pizza e tutti i fattori sopra citati rappresentano una funzione. Inoltre, esistono beni complementari come la birra, oppure esistono beni sostituti, cioè cosa noi possiamo scegliere oltre alla pizza (più semplicemente il bene sostituto è un bene che noi sostituiamo ad un altro bene nel nostro schema di consumo).

Rappresentazione grafica di una funzione

Dal punto di vista grafico, una funzione è costituita da un sistema di assi cartesiani x e y che rappresenta le due variabili. Inoltre, si considera il quadrante in alto a destra e quindi il quadrante positivo perché i beni possono essere solo positivi e al massimo uguali a zero, ma se il bene non rientra nel primo quadrante e quindi non è positivo non può essere considerato un bene ma anzi un male.

Per convenzione la variabile indipendente è l'asse delle ascisse (x) mentre la variabile dipendente è l'asse delle ordinate (y). Però, se ci sono più variabili oltre a x e y, aggiungo altri assi i quali rappresentano delle vere e proprie dimensioni. Noi utilizzeremo solo due dimensioni e se ne servono altre le assoceremmo a delle costanti.

Esempio: y = a + bx (si legge y dipende e si può tradurre nella seguente frase: il consumo (y) dipende dal reddito (x) e non viceversa. Questa dipendenza è una relazione positiva o diretta e questo ci viene detto dal segno +. Per determinare invece l'intensità con la quale le due variabili sono legate si introduce il parametro b.

  • Ci sono beni che vengono consumati sempre di più man mano che il reddito cresce e questo tipo di bene viene definito bene normale.
  • Se il bene viene consumato solo se il reddito raggiunge un certo livello, questo viene definito bene di lusso.
  • I beni il cui consumo resta costante e si riduce all’aumentare del reddito sono detti beni poveri. Tutti i beni diventano di lusso o poveri a seconda delle persone.

Rappresentazione grafica di una funzione

Molto semplicemente sostituisco a x un valore e in questo modo trovo y. In un sistema economico esistono 3 grandi operatori economici:

  • Famiglie: costituite da individui e hanno l'obiettivo di massimizzare il loro benessere svolgendo azioni di consumo.
  • Imprese: che hanno l'obiettivo di massimizzare il profitto svolgendo attività di produzione. Il profitto è definito come la differenza positiva tra i ricavi e i costi.
  • Stato: che ha come obiettivo la massimizzazione del benessere della collettività attraverso azioni di consumo e di produzione.

Inoltre, questi operatori economici possono organizzarsi in 2 sistemi di coordinamento:

  • Mercato: si verifica quando si incontrano domanda e offerta.
  • Pianificazione: sistema di coordinamento dove le funzioni di "come", "di dove", "di quanto produrre sono pianificate in anticipo" (questa è detta anche pianificazione Staliniana). In questo modo vengono indirizzati i consumi. La pianificazione può essere programmata o mista.

L'alternativa alla pianificazione è il mercato, il quale rappresenta l'opposto della pianificazione in quanto non presenta imposizioni e laddove ci fosse, il risultato sarebbe un fallimento del mercato stesso.

Che cosa è il mercato?

Esiste un mercato per ogni servizio ma non viceversa, dunque esistono infiniti mercati per ogni servizio ma non infiniti servizi per ogni mercato. Stiamo parlando di un solo bene, quindi ci sono quelli che lo producono e lo vendono offrendolo al pubblico e dall'altra c'è chi domanda.

Ci potrebbero essere potenzialmente infiniti venditori di un bene e infiniti acquirenti e in questo contesto si sviluppa la forma di mercato concorrenza perfetta. Se ci sono infiniti acquirenti e un solo venditore, il mercato assume la forma di monopolio puro. Se le imprese sono due, il mercato è un duopolio.

Il mercato è un luogo figurato dove si incontrano compratori e venditori che rispettivamente domandano e offrono un solo bene che dipende da una trattativa tra domanda e offerta (es. le offerte del supermercato), e questa trattativa va avanti finché l'imprenditore, attraverso l'offerta, raggiunge un ricavo maggiore dei costi.

La domanda (es. Nutella)

La quantità di un bene x (es. Nutella) dipende dal prezzo del bene stesso, dal reddito del consumatore, dal prezzo del bene sostituito al bene x (es. marmellata), dal prezzo del bene complementare (es. pane) al bene x, dai gusti dei consumatori e da altri fattori.

Qx = (Px, R, Psx, Pcx, U, G...) Questa è la lista delle variabili indipendenti. Però, io posso considerare una variabile e una sola costante e tutte le altre posso non considerarle, ad esempio considero solo il prezzo del bene di x (Px) e tutti gli altri non li considero. Esempio: Qx = 8 - 2Px

Tra prezzo e quantità c'è una relazione inversa, quindi se il prezzo aumenta la quantità diminuisce, e se il prezzo diminuisce la quantità aumenta. Il passaggio successivo da seguire è quello di tracciare gli assi cartesiani: sull'asse delle ascisse inserisco la quantità del bene (Qx) e sull'asse delle ordinate inserisco il prezzo del bene (Px). La seguente collocazione si esegue solo nel caso in cui si vuole rappresentare una relazione tra prezzo e quantità, infatti gli economisti hanno deciso sulla posizione della variabile dipendente e indipendente.

In seguito rappresento in forma grafica: Qx = 8 - 2Px

Px Qx
0 8
4 0

Osservo che l'inclinazione, individuata dal segno "2", è negativa, rappresenta la pendenza cioè il coefficiente angolare e indica la reattività sulla variabile dipendente di una variazione della variabile indipendente. La pendenza è un rapporto tra due variazioni: la variazione della quantità del bene e la variazione del prezzo del bene e si legge in questo modo: (ΔQx / ΔPx)

  • Se la quantità domandata del bene x varia poco quando il prezzo varia, allora questo bene vale molto, cioè viene acquistato sempre nella stessa quantità; in questo caso si parla di dipendenza.
  • Se il prezzo aumenta e la quantità diminuisce si individua un bene superfluo, cioè un bene di lusso.

Per quanto riguarda la costante

Se ad esempio cambiamo l'8 e mettiamo Qx = 4 - 2Px

Px Qx
0 4
2 0

Se consideriamo entrambe le rette, le due sono parallele e non è cambiata né la pendenza né l'inclinazione. Con l'ultima retta rappresentata, però, la quantità di un bene diventa pari a zero con un prezzo minore, quindi può essere che il bene abbia un'utilità minore o è cambiato il prezzo del pane ma, soprattutto, può essere che il reddito dei consumatori si sia abbassato. Dunque, a parità di prezzo il consumatore consuma di meno.

  • I movimenti sulla funzione di domanda individuano certe combinazioni tra prezzo e quantità.
  • I movimenti della funzione di domanda indicano che una o più delle variabili indipendenti, che erano costanti, sono stati modificati.

Se ci fosse un aumento del reddito del consumatore si comprerebbe di più quel bene a parità di prezzo.

Posizione della funzione di domanda

La funzione di domanda si sposta in alto a destra per:

  • Aumento del reddito del consumatore.
  • Aumento del prezzo del bene sostituto.
  • Diminuzione del bene complementare.
  • Aumento dell'utilità del bene.
  • Aumento del pubblico interessato al bene in base al proprio gusto.

Invece la funzione si sposta in basso a sinistra per:

  • Diminuzione del reddito dei consumatori.
  • Aumento del prezzo del bene complementare.
  • Diminuzione dell'utilità del bene.
  • Diminuzione del prezzo del bene sostituto.
  • Diminuzione del pubblico interessato al bene in base al proprio gusto.

Domande tipo esame

Data una funzione di offerta Qx = 6 - 3P, si rappresenti graficamente e si spieghi economicamente la funzione; si definisca anche graficamente il significato della variazione della funzione per un valore dell'intercetta modificato.

  1. Rappresentazione grafica della funzione Qx = 6 - 3P
Qx Px
6 0
0 2

Spiegazione economica: esiste una relazione negativa tra prezzo e quantità per la legge della scarsità. Il valore "6" rappresenta una costante che racchiude tutte le variabili indipendenti oltre al prezzo. Però, se cambia l'intercetta e, ad esempio in questo caso si dimezza, la nuova equazione sarà: Qx = 3 - 3P

Qx Px
3 0
0 1

Rappresentando anche quest'ultima funzione, si può notare come le due funzioni siano parallele, l'unica differenza è che l'ultima funzione è spostata verso l'origine degli assi, e questo spostamento può essere determinato da:

  • Diminuzione del reddito del consumatore
  • Diminuzione del prezzo del bene sostituto
  • Aumento del prezzo del bene complementare
  • Diminuzione dell'utilità del bene
  • Diminuzione dei gusti verso quel bene

Se la funzione invece assume questa forma: Qx = 6 - P cambia l'inclinazione, quindi non è parallela alle altre due funzioni ma è solamente più pendente, cioè è più sensibile al prezzo che alle variabili indipendenti.

  • Quindi le variazioni di una o più tra le variabili indipendenti provocano spostamenti paralleli della funzione ma nessuna variazione della pendenza (o intensità tra prezzo e quantità).
  • Invece cambiamenti del coefficiente angolare provocano una modifica della pendenza della funzione spostandola in maniera non parallela.

Variabili endogene ed esogene

Variabili endogene: prezzo e quantità.

Variabili esogene: sono tutte le variabili indipendenti. Ci sono altre variabili che insistono sul coefficiente angolare.

Funzione di offerta

Qsx = (Px, TC, Cp, Pcx, Psx...) = "offerta"

  • Qsx: quantità del bene offerto (s= supply cioè "dipende da...")
  • Px: prezzo del bene
  • TC: total cost (costo totale)
  • Cp: capacità produttiva
  • Pcx: prezzo bene complementare
  • Psx: prezzo bene sostituto

Principio di razionalità: l'imprenditore, essendo razionale, non produce un bene se non c'è domanda.

Fattori di produzione: 1) lavoro, 2) terra, 3) capitale (mezzi di produzione). Questi fattori di produzione per l'imprenditore rappresentano un costo, quindi questi sono i costi totali di produzione (TC).

Guadagno: differenza positiva tra ricavi e costi.

Ricavo totale (TR) è dato dal prodotto tra prezzo e quantità.

Capacità produttiva: è un rapporto tra il contributo di ciascun fattore produttivo (es. quanto produce un lavoratore in un tempo definito) e la quantità del prodotto totale.

Per rappresentare Qsx = (Px, TC, Cp, Pcx, Psx...) mantengo costante il valore di tutte le variabili indipendenti tranne quella di Px. Qsx = -a + bP

  • Il segno di bP è positivo perché se il prezzo sale l'imprenditore è invogliato a vendere.
  • Diminuisce P e diminuisce Q
  • L'intercetta ha un segno negativo

I costi di produzione sono:

  • Fissi: costo che l'imprenditore sostiene a prescindere dalla quantità prodotta
  • Variabili: aumentano all'aumentare della quantità prodotta

Finché il prezzo di un bene non ha raggiunto un certo livello, l'imprenditore non produce, allora la quantità è zero. Quindi, come conseguenza si ha che la funzione non può partire dall'origine (per questo si inserisce il segno negativo dell'intercetta).

La variabile indipendente, oltre al prezzo, che influenza maggiormente la funzione di offerta è quella che riguarda i costi totali. Se, ad esempio, questi costi totali del lavoro diminuiscono non cambia né l'inclinazione né la pendenza, quindi si avrà uno spostamento parallelo della funzione in basso verso destra e questo perché il costo del lavoro è variabile, e se diminuisce, l'imprenditore può vendere il bene ad un prezzo minore. Con lo stesso prezzo posso vendere una quantità maggiore nella funzione di colore blu oppure posso vendere la quantità Qo ad un prezzo più basso (P1); sempre considerando la funzione blu.

Dunque una variazione dell'intercetta corrisponde ad un movimento parallelo della funzione.

Inoltre la funzione di domanda può essere di questo tipo:

In questo caso si tratta di un bene particolare e non di un bene normale, altrimenti subirebbe il principio della scarsità e inoltre è un bene particolare in quanto viene acquistato indipendentemente dal prezzo.

Questo tipo particolare di funzione si può scrivere come, ad esempio, Q=3 e da un punto di vista economico si può affermare che il consumatore spreca la stessa quantità in un tempo costante.

Se invece la funzione è di questo tipo:

Si può scrivere come P=a e da un punto di vista economico si può affermare che si ha lo stesso prezzo per qualsiasi quantità. Un esempio concreto è il babysitteraggio: infatti io sono disposto a lavorare per la stessa cifra per diverse quantità di ore (funzione di offerta) oppure io posso spendere solo quella cifra per avere il servizio di babysitter e non voglio spendere né una cifra superiore né una minore (funzione di domanda).

Se invece io sono un imprenditore e la mia funzione di offerta è la seguente:

L'imprenditore, indipendentemente dal prezzo, offre quel bene nella stessa quantità. Un esempio sono quando noi prestiamo un servizio ad un familiare/amici senza chiedere denaro e lo facciamo perché seguiamo i nostri sentimenti.

In seguito, ho bisogno che la funzione di domanda e quella di offerta si incontrino perché altrimenti né il consumatore né il venditore otterrebbe quello che vuole. Infatti, il consumatore vuole acquistare al minor prezzo mentre il venditore vuole vendere al maggior prezzo. Per questo motivo si può motivare l'inclinazione opposta delle due funzioni:

La funzione di domanda e quella di offerta, incontrandosi, generano l'equilibrio tra quantità e offerta, dunque generano un mercato. Il punto d’incontro è il punto di equilibrio e qui la funzione di domanda indica la disponibilità del consumatore, mentre la funzione di offerta indica la quantità che gli imprenditori possono offrire.

Una volta trovato il punto E, detto punto di equilibrio, tutte le quantità positive tra 0 e Q* vengono scambiate al prezzo P* (la condizione di esistenza è diverso da zero). Se prendiamo una quantità positiva Q1, compresa tra 0 e Q*, io consumatore per avere la quantità Q1 sono disposto a pagare fino a P1 (proietto fino alla funzione di domanda). Invece, io imprenditore posso offrire massimo P1* (proietto fino alla funzione di offerta).

Così, per avere un punto di equilibrio, si paga P* che è conveniente sia per il compratore che per il venditore.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Riky9705 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e industriale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Salsano Francesco.
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