Microeconomia e macroeconomia
Microeconomia: È lo studio del comportamento di singole famiglie, imprese e governi e delle loro interazioni in mercati particolari.
Macroeconomia: Studio del sistema economico nel suo complesso.
I concetti fondamentali dell'economia
L'economia ad ingegneria
L'ingegnere è un operatore economico che deve saper gestire le risorse, non è un economista ma deve possedere la sensibilità necessaria per gestire gli aspetti e le conseguenze economiche di ogni decisione presa. Attualmente è più corretto pensare che studiando ingegneria gestionale si voglia diventare manager più che imprenditori. Gli imprenditori creano l'impresa, rischiano investendo soldi e mettendoci l'idea. Il manager è la figura alla quale si affida l'imprenditore per una corretta gestione. Nelle piccole aziende attività imprenditoriale e manageriale inizialmente sono la stessa cosa ma quando l'azienda si ingrandisce iniziano a distinguersi le due figure.
La definizione di economia
Cos'è l'economia
Scienza sociale che si occupa della maniera in cui gli individui, le istituzioni e le società esercitano le proprie scelte in presenza di risorse scarse (ovvero come impiegare le risorse per produrre beni utili e in che modo questi beni vengono distribuiti tra i diversi soggetti). L'economia è lo studio della scelta in condizioni di scarsità.
- Economia positiva: studio di cos'è e come funziona l'economia (i meccanismi del mercato).
- Economia normativa: studio di ciò che dovrebbe essere. Viene utilizzata per esprimere giudizi di valore, identificare problemi e indicare le soluzioni.
La scarsità
Immaginando un mondo dove è possibile produrre quantità infinite di ciascun bene che sarebbe quindi libero, tutti i prezzi sarebbero pari a zero e i mercati non sarebbero necessari: l'economia non avrebbe alcuna utilità o interesse. Ma la società non ha mai realizzato l'utopia delle possibilità illimitate: il nostro mondo è dominato dalla scarsità e pieno di beni economici.
La scarsità è proprio la situazione per cui i beni sono limitati rispetto ai desideri. Ad esempio, una risorsa fondamentale per vivere è l'ossigeno, ma il valore economico dell'ossigeno è pari a zero poiché non è una risorsa scarsa; il fatto che una risorsa economica abbia un valore non dipende dalla sua importanza per la "sopravvivenza", ma dal fatto che è scarsa ed ovviamente se c'è una richiesta di questa risorsa. Scarso significa limitato, e ciò può dipendere dal tempo a disposizione, dai soldi a disposizione e dalla quantità fisica di prodotto disponibile.
Definizione di impresa e azienda
Si anticipano i due concetti di impresa e azienda. Si considerano per ora come sinonimi. L'azienda fa riferimento all'insieme di macchinari, persone e risorse che si hanno a disposizione. L'impresa, che è comunque sinonimo di azienda, ha una radice che già prelude a qualcosa di difficile e faticoso: fare impresa è rischioso.
Altre definizioni
- Reddito: Ciò che un individuo o un'impresa guadagna in un determinato periodo.
- Ricchezza (patrimonio): Il valore complessivo di tutto ciò che un individuo o un'impresa possiede in un preciso momento, meno il valore complessivo dei debiti contratti.
- Bene normale: Bene che i consumatori domandano di più all'aumentare del loro reddito (es. scarpe, smartphone, automobili).
- Bene inferiore: Bene che i consumatori domandano di meno all'aumentare del loro reddito (es. mortadella, prodotti da discount).
Il dilemma economico della società
Il problema economico della società
Input e output
Il problema economico di una società è quello di combinare nel miglior modo possibile gli input (fattori produttivi, cioè beni o servizi usati dalle imprese nei loro processi produttivi) che si hanno a disposizione per poter realizzare degli output (beni o servizi utili risultanti dai processi produttivi, che possono essere consumati o impiegati nella produzione successiva).
| Input | Significato |
|---|---|
| Terra | Materie prime, risorse |
| Lavoro | Consiste nelle ore di tempo che le persone dedicano alla lavorazione delle materie prime |
| Capitale | Beni capitali: beni utilizzati più volte per poter ottenere beni e servizi (per es. i macchinari o impianti). Capitali finanziari: permettono di acquistare per esempio macchinari/impianti per aumentare l'efficienza nella produzione di beni e servizi |
| Capacità imprenditoriale | È necessario che vi siano persone in grado di combinare le risorse in modo ottimale grazie alle loro competenze |
| Output | Significato |
|---|---|
| Beni | Oggetti utili a soddisfare un bisogno disponibili in quantità limitata |
| Servizi | Attività svolta dalle persone tramite il proprio lavoro (ad es. la consulenza di un avvocato) oppure tramite beni economici. Consistono nella possibilità di utilizzare una risorsa in maniera temporanea. |
I tre problemi di un'organizzazione economica
- Cosa produrre e in quale quantità?
- Come produrre?
- Per chi produrre?
Il sistema economico
Le società sono organizzate in sistemi economici, costituiti da un meccanismo di allocazione di risorse e una modalità di proprietà delle risorse. Lo Stato per ovviare ai tre problemi di un'organizzazione economica utilizza tre approcci che fanno parte del meccanismo di allocazione delle risorse:
| Allocazione delle risorse | Significato |
|---|---|
| Economia di mercato | L'economia in cui gli individui e le imprese private prendono le principali decisioni sulla produzione e sul consumo. È quindi il meccanismo per cui questa sorta di egoismo dei singoli porta ad un beneficio comune. Un sistema con cui le imprese decidono la produzione dei beni che garantiscono il massimo profitto (il cosa) con le tecniche produttive meno costose (il come). Il consumo è determinato dalle decisioni degli individui relative a come spendere i redditi generati dal lavoro ed alle altre risorse possedute (il per chi). |
| Economia pianificata | È il contesto in cui è lo Stato a decidere cosa è giusto fare e in che modo impiegare le risorse. |
| Economia mista | Comprende aspetti di entrambe le economie sopra citate. |
| Proprietà delle risorse | Significato |
|---|---|
| Capitalismo | Possiede le risorse chi possiede il capitale (chi ha i soldi). |
| Comunismo | Tutti possono usufruire di tutto. |
| Socialismo | È lo stato proprietario di tutto. |
Subentra ora il problema di come vengono fatte le scelte. Entra in gioco il principio del marginalismo.
Il marginalismo
Nell'uso comune il termine marginale non significa poco importante. In economia il termine marginale significa al margine, cioè al limite. Questo perché in ogni scelta che viene fatta dai soggetti (in un'economia di mercato) si valutano le conseguenze del fare un passo in più, bisogna capire se vale la pena sostenere un costo maggiore per avere un beneficio maggiore. In generale il passo in più si fa se il beneficio marginale è maggiore del costo marginale.
L'approccio all'economia: i modelli
I modelli
L'approccio dell'economia è di tipo scientifico, si cerca di individuare dei modelli, cioè una rappresentazione astratta della realtà. Si fanno cioè delle ipotesi semplificatrici della realtà che hanno una rappresentazione matematica e di conseguenza si risolvono dei problemi matematici; una volta risolti si cerca poi di applicare i risultati ottenuti alla realtà verificando se avvengono realmente. Nel caso dell'economia, che è appunto una scienza sociale, questi modelli presentano dei problemi, perché nell'economia entrano in gioco aspetti di natura sociale, legati agli aspetti ed ai gusti delle persone, che non possono essere previsti; quindi, ci sarà sempre qualcosa che sfuggirà. I modelli economici semplificano la realtà, ne danno un'idea, ma non hanno la stessa precisione dei modelli matematici.
Il primo principio fondamentale: massimizzazione soggetta a vincoli
In generale i modelli ci permettono di comprendere quali sono i vincoli da tener conto e l'approccio tipico dell'ingegneria gestionale è capire qual è la funzione-obiettivo da massimizzare. Detto formalmente, nel primo principio fondamentale si espone questa massimizzazione soggetta a vincoli: l'approccio economico per la comprensione di un problema consiste nell'identificare gli agenti economici e determinare poi che cosa essi massimizzino e a quali vincoli siano soggetti.
Il secondo principio fondamentale: il costo opportunità
Il costo opportunità è il valore dell'alternativa sacrificata quando si compie un'azione. Il prezzo che si paga è una parte del costo (dal punto di vista economico).
Esempio: Supponiamo che Mario, giovane studente, e il dottor Filippo, affermato dentista, hanno appena saputo di dover essere a Milano per il giorno seguente e devono decidere come arrivarci.
- Il bus costa 50 euro e ci impiega 12 ore.
- L'aereo costa 500 euro e ci impiega 2 ore.
Quale scelta faranno Mario e Filippo? Entrambi non valuteranno solo il prezzo del biglietto, ma anche il loro costo opportunità, ovvero il valore di quello a cui stanno rinunciando. Ipotizziamo che Mario, se prendesse l'aereo, potrebbe fare mezza giornata di lavoro ad un bar guadagnando 40 euro. Filippo invece potrebbe, nella stessa mezza giornata di tempo risparmiata dal viaggio più veloce, guadagnare 900 euro.
Opzione bus
- Costo totale per Mario = 50 euro + 40 lavoro mancato = 90 euro.
- Costo totale per Filippo = 50 euro + 900 euro lavoro mancato = 950 euro.
Opzione aereo
- Costo totale per Mario = 500 euro - 40 euro lavoro mancato = 460 euro.
- Costo totale per Filippo = 500 euro - 900 euro = -400 euro.
Mario sceglierà di andare in bus (ha un costo economico di 90 euro e una spesa di 50 euro), Filippo sceglierà di andare in aereo (spende 500 euro, ne incassa 900, guadagna comunque 400 euro).
La frontiera delle possibilità produttive (FPP)
Tale modello riguarda lo Stato che possiede delle risorse e deve decidere come sfruttarle. Nel seguente esempio, sulle ascisse si ritrovano le risorse che si possono investire in ospedali e sulle ordinate si ritrovano beni di altro tipo che vengono prodotti con le risorse che altrimenti andrebbero per gli ospedali. Il grafico presenta un caso limite per cui se lo Stato decidesse di sfruttare tutte le risorse per altri beni, si avrebbero 0 vite salvate e 1 milione di pezzi costruiti. Dedicando risorse agli ospedali aumentano il numero di vite umane salvate e diminuiscono il numero di beni che si possono produrre. Si ottiene una curva che si chiama frontiera delle possibilità produttive. Si chiama "frontiera" perché mette in evidenza la quantità massima di output che si può ottenere quando si hanno due alternative, impegnando tutte le risorse in maniera diversa.
Il punto W, per esempio, rappresenta un punto non efficiente (punto scarso) perché se si impegnano tutte le risorse in 200.000 vite umane salvate e 400.000 beni prodotti, si potrebbe, a parità di risorse, o migliorare verso l'alto i beni prodotti o migliorare verso destra il numero di vite salvate. La frontiera, quindi, esprime i punti in cui si riesce ad agire al meglio possibile. È un grafico che permette di valutare l'efficienza, cioè la capacità di sfruttare tutte le risorse al meglio senza sprechi. Si dice che il sistema economico produce in modo efficiente quando non è in grado di aumentare la produzione di un bene senza dover ridurre la produzione di un altro bene. Un sistema economico efficiente si trova sulla frontiera delle possibilità produttive. Nel punto W, per esempio, si stanno sprecando risorse.
- A destra della frontiera vi sarebbe un punto impossibile, cioè un punto in cui non si possono realizzare quel corrispondente numero di vite salvate in contemporanea a quel corrispondente numero di beni prodotti.
- A sinistra della curva si è in una situazione di inefficienza ed è quindi possibile migliorare un parametro senza peggiorare l'altro.
- Sulla curva, per migliorare un parametro devo necessariamente peggiorare un altro. Per esempio, se si volesse passare dal punto D ad E, aumentando quindi il numero di vite salvate, si dovrebbe rinunciare alla quantità di beni prodotti.
Si ha una condizione di efficienza produttiva quando la società non può aumentare l'output di un bene senza ridurre quello di un altro bene: questo perché la società si trova sulla frontiera. Secondo la legge del costo opportunità crescente, maggiori quantità si producono di un determinato bene maggiore è il costo opportunità di produrne ancora di più. Questo principio è valido per tutte le scelte di produzione che compie la società. È meglio la situazione nel punto D o nel punto E? Per l'economia positiva, che ribadisce solamente il meccanismo, più si vuole avere un qualcosa più si deve rinunciare ad un qualcos'altro. Per l'economia normativa, che si basa sui valori della società, è più importante salvare vite umane che produrre più prodotti (o il contrario a seconda del caso). Quando si ha un miglioramento delle tecnologie, delle scelte ecc... è possibile che si possa spostare tutta la curva insieme o solo un pezzo.
Il principio di specializzazione, dello scambio e della divisione del lavoro
La specializzazione e lo scambio permettono di ottenere una produzione maggiore e un tenore di vita più elevato di quanto non sia altrimenti possibile. Di conseguenza, tutti i sistemi economici presentano un alto livello di specializzazione e di scambio.
- La specializzazione è il metodo di produzione in cui ognuno di noi si concentra su un numero limitato di attività produttive. Ci si specializza perché si ragiona in termini di costo opportunità: ci si concentra sull'attività che si riesce a fare meglio perché in questo modo si rinuncia di meno a qualcos'altro. Tra i benefici della specializzazione si distinguono:
- Vantaggio assoluto: capacità di produrre un bene o un servizio utilizzando meno risorse rispetto agli altri (il più bravo).
- Vantaggio comparato: capacità di produrre un bene o un servizio con un minor costo opportunità rispetto agli altri individui.
- Lo scambio è la pratica di ottenere la maggior parte di ciò che si desidera commerciando con gli altri. Questo avviene perché all'individuo non basta solamente ciò che produce per specializzazione, ha anche bisogno di altro che non può o non è in grado di produrre e per ottenerlo sfrutta la convenienza reciproca con lo scambio. Ma lo scambio non è sempre semplice da svolgere nell'equità: comincia a nascere l'esigenza della moneta che non ha un valore in sé, ma è una convenzione sotto forma di banconote, monete e assegni, che serve a facilitare gli scambi. La moneta, quindi, permette agli individui di scambiare gli output specializzati che producono per ottenere la vasta gamma di beni e servizi prodotti da altri. Un'adeguata gestione dell'offerta di moneta è uno dei principali problemi di politica macroeconomica del governo in tutti i Paesi.
- La divisione del lavoro consiste nel suddividere la produzione in numerose fasi o compiti specializzati.
Il dilemma economico soggettivo: la retta di bilancio
È di ogni singolo soggetto (famiglia, impresa, ecc...). Sono le varie combinazioni di due prodotti che, dati i prezzi, un consumatore può acquistare avendo a disposizione un certo reddito.
Esempio: Dato un reddito di 120 euro vi sono diverse combinazioni possibili espresse nella tabella. A sinistra della retta si ottengono combinazioni con le quali rimangono dei soldi e non si spende totalmente la somma iniziale di denaro. A destra della retta vi sono le combinazioni non ottenibili: si sforerebbe con i 120 euro.
Il mercato: domanda e offerta
Il mercato
Cos'è il mercato
Il mercato è un meccanismo che consente ad acquirenti e venditori di interagire al fine di determinare il prezzo e la quantità di un bene o di un servizio. È quindi un sistema in cui interagiscono produttori (in grado di produrre un bene) e consumatori (esprimono il bisogno di un bene). In un'economia di mercato nessun individuo, organizzazione o Stato è responsabile della soluzione dei problemi economici.
I prezzi
In un sistema di mercato ogni cosa ha un prezzo, costituito dal valore del bene in termini di moneta. I prezzi sono i termini, gli accordi, in base ai quali gli individui e le imprese scambiano volontariamente beni diversi.
N.B. Prezzo ≠ Costo valore delle risorse utilizzate per ottenere un bene.
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