INTRODUZIONE ALLA TEORIA ECONOMICA DI IMPRESA
Economia e scienza economica
L’economia è lo studio di come la società decide:
• cosa
• per chi
• come
produrre. In altri termini, l’economia è la scienza che studia come i singoli e la società scelgono di
impiegare risorse scarse che potrebbero avere usi alternativi allo scopo di produrre vari tipi di beni e di
distribuirli per il consumo, nel presente o nel futuro tra gli individui della società.
A titolo di esempio, l’economia sarà quindi interessata a studiare gli effetti di un fenomeno economico
(ad esempio un aumento del prezzo del petrolio) misurati rispetto a:
• ciò che si produce (meno prodotti a base di petrolio);
• il modo in cui si produce (tecniche a minor uso di petrolio);
• coloro per quali si produce (i produttori hanno un maggior potere contrattuale, gli importatori
meno).
I fenomeni economici possono essere studiati in relazione al comportamento di singoli agenti
economici (per esempio le famiglie, gli imprenditori) o di un sistema economico (per esempio una
intera Nazione) nel suo complesso. Nel primo caso, il comportamento degli agenti individuali e
l’interazione che si stabilisce tra essi nei singoli mercati è oggetto di studio della cosiddetta
microeconomia. La macroeconomia studia il comportamento del sistema economico nel suo
complesso: i movimenti globali dei prezzi o della produzione o dell’occupazione.
Tipi di organizzazione economica
La allocazione delle risorse è cruciale per una società, data la scarsità strutturale delle stesse, e può
essere risolta in modi diversi, ad esempio:
• economia di libero mercato: le decisioni sulla produzione e sul consumo sono prese da imprese
e individui. In particolare, le decisioni delle famiglie circa il consumo di beni diversi, le decisioni
delle imprese circa il cosa ed il come produrre e le decisioni dei lavoratori circa quanto e per chi
lavorare sono rese possibili attraverso aggiustamenti dei prezzi nei mercati dei beni prodotti e
dei fattori di produzione.
• economia dirigistica o pianificata: lo Stato è proprietario delle imprese e ne dirige l’operato in
tutti i settori industriali. Pianifica cosa, come e per chi produrre.
• economia mista: lo Stato non svolge direttamente il ruolo di imprenditore ma modifica il
funzionamento del mercato imponendo leggi e norme di regolamentazione del comportamento
dei soggetti economici e fornisce servizi di istruzione e di ordine pubblico.
Mercato e settore
Il mercato può essere definito come il sistema di strumenti istituzionali attraverso i quali acquirenti e
venditori entrano in contatto al fine di scambiare beni o servizi. Il settore, viceversa, rappresenta una
pluralità di produttori di beni e servizi omogenei che operano in situazione di competitività e in grado
di soddisfare i bisogni dei consumatori.
I tre problemi fondamentali (cosa produrre, come produrre, per chi produrre), vengono risolti dal
meccanismo di mercato secondo lo schema seguente:
tratto da: “Economia”, di A. Samuelson e D. Nordhaus.
Domanda, offerta
Domanda: quantità di un bene che i consumatori desiderano acquistare per ogni livello del prezzo
Offerta: quantità di un bene che i produttori desiderano vendere per ogni livello del prezzo
Prezzo di equilibrio: prezzo per il quale la quantità offerta è uguale alla quantità domandata
La curva di domanda mostra la relazione tra prezzo e quantità domandata, a parità di altre condizioni.
Prezzo D
Quantità
“Altre condizioni” comprendono:
• i prezzi dei beni correlati;
• il reddito dei consumatori;
• le preferenze dei consumatori.
Variazioni di queste “altre condizioni” influenzano la posizione della curva di domanda.
La curva di offerta mostra la relazione tra prezzo e quantità offerta, a parità di altre condizioni.
Prezzo S
Quantità
“Altre condizioni” comprendono:
• la tecnologia
• i prezzi dei fattori produttivi
• prezzi dei beni correlati (es. autocarri e automobili)
• la regolamentazione pubblica (es. l’abolizione di contingenti sull’importazione e dei dazi
doganali sulle automobili determina un aumento dell’offerta di automobili)
• influenze particolari (es. riduzione standard attrezzature per il controllo dell’inquinamento e
offerta automobili)
Variazioni di queste “altre condizioni” influenzano la posizione della curva di offerta.
L’equilibrio di mercato si ottiene nel punto E0, punto in cui la quantità domandata eguaglia la quantità
offerta per un prezzo P0 e una quantità Q0.
Prezzo S
D
0
P E
0 0
S D
0
Quantità
Q
0
Se il prezzo fosse superiore a P0 vi sarebbe un eccesso di offerta, cioè i produttori offrono di più di ciò
che i consumatori domandano.
Se il prezzo di un bene sostituto aumenta per ogni livello del prezzo aumenterà la quantità domandata.
Prezzo D S
1
D
0
P E
1 1
P E
0 0 D
S D 1
0
Q Q Quantità
0 1
La curva di domanda si sposterà dalla D0D0 alla D1D1.
Il mercato raggiungerà un nuovo equilibrio nel punto E1.
Norme di sicurezza sul prodotto che sono più rigorose aumentano i costi di produzione.
S
1
Prezzo S
0
D E
2
P 1
P E
0 0
S 1
S D
0 Quantità
Q Q
1 0
La curva di offerta si sposta fino alla S1S1
Se il prezzo fosse ancora P0 vi sarebbe un eccesso di domanda
Perciò il mercato si muove verso un nuovo equilibrio in E2.
Esistono Due modi in cui la domanda può aumentare:
(1) Un movimento lungo la curva di domanda da A a B è dovuto ad una reazione dei consumatori ad
un cambiamento nel prezzo. Quest’ultimo potrebbe essere dovuto ad uno spostamento della curva
di offerta. Prezzo
P A
0
P
1 B D
Q Q Quantità
0 1
(2) Uno spostamento della curva di domanda da D0 a D1 provoca un aumento della quantità
domandata per ogni livello del prezzo ad esempio, per P0 la quantità domandata aumenta da Q0 a
Q1. Prezzo C
P A
0 B D 1
D 0
Q Q Quantità
0 1
Il mercato: decide cosa deve essere prodotto: ci potrebbero essere beni per i quali nessun
– consumatore è disposto a pagare il prezzo richiesto dai produttori;
decide quanto, di ciascuna merce, deve essere prodotto: trovando, per ogni mercato, quel
– prezzo per il quale la quantità domandata eguaglia quella offerta
mostra per chi sono prodotti i beni ed i servizi:per quei consumatori che possono e
– desiderano pagare il prezzo di equilibrio
L’influenza del prezzo e del reddito degli acquirenti
L’elasticità della domanda al prezzo misura la reattività della quantità domandata a cambiamenti del
prezzo del bene stesso. è definita come variazione percentuale della quantità domandata di un bene
in rapporto alla variazione percentuale del suo prezzo Ed = -(∆Q/Q)/(∆P/P)
a Elasticità puntuale
Ed = - dQ/ dP x P/Q ossia Ed = -1/m x P/Q
con m = pendenza della curva di domanda ∆Q/Qm ∆P/Pm
a Elasticità tra due punti della curva di domanda (stima): Ed = - /
(Qm= quantità media, Pm = prezzo medio) ∞
Il valore dell’elasticità della domanda al prezzo presenta valori da 0 a
se Ed <1 la domanda è rigida (o anelastica)
– se Ed=1 la domanda ha elasticita’ unitaria
– se Ed >1 la domanda è elastica
–
Eisitono due casi estremi:
1) Domanda perfettamente elastica: qualsiasi sia Q domandata il prezzo non cambia
∞
m=0, Ed=
prezzo Quantità
2) Domanda perfettamente rigida: la Q domandata non dipende dal prezzo
∞,
m= Ed=0
prezzo
Quantità
Da che cosa dipende l’elasticità della domanda al prezzo?
Dalla facilità con cui i consumatori possono sostituire il bene
Esempio: i consumatori possono facilmente sostituire un detersivo con un altro se il prezzo del
– primo sale
allora ci aspettiamo che la domanda del primo detersivo sia elastica
– ma se il prezzo di tutti i detersivi aumentasse
– ecco che la domanda sarebbe inelastica
–
Elasticità e ricavi
Quando il prezzo di un bene varia, l’effetto sui ricavi totali (RT) dipenderà dall’elasticità della domanda
rispetto al prezzo Se il prezzo Se il prezzo
aumenta diminuisce
La domanda è RT RT
elastica diminuisce aumenta
La domanda ha RT non RT non
elasticità unitaria cambia cambia
La domanda è RT RT
inelastica aumenta diminuisce
D D D
Prezzo
Prezzo
Prezzo A A A
1000 1000 1000
B B
B
500 500 500 57
1 2 3 1 2
Quantità Quantità Quantità
Domanda elastica: nel ridurre Domanda a elasticità unitaria: nel Domanda inelastica: nel ridurre il
il prezzo di vendita da 1000 a ridurre il prezzo di vendita da prezzo di vendita da 1000 a 500, i
500, i ricavi totali (Prezzo x 1000 a 500, i ricavi totali (Prezzo ricavi totali (Prezzo x Quantità)
Quantità) aumentano x Quantità) restano invariati diminuiscono
Infatti siano:
R i ricavi totali associati al punto A e R’ i ricavi totali associati al punto B;
p il prezzo corrispondente al punto A e p’ il prezzo corrispondente al punto B. Vale la relazione.
p’=p+∆p.
q la quantità domandata corrispondente al punto A e q’ la quantità domandata corrispondente al punto
B. Vale la relazione: q=q’-∆q. >
⇒ ⇒
Se R’>R p’q’> pq (p-∆p)(q+∆q) pq
⇒
cioé pq+p∆q-q∆p-∆p∆q>pq p∆q- q∆p>0 (∆p∆q è stato omesso perchè infinitesimo di secondo
⇒
ordine) e quindi: p∆q/ q∆p>1 E>1
La curva di domanda ad elasticità unitaria è il ramo di un iperbole equilatera. Infatti:
Equazione iperbole equilatera: p=K/q
E= -(dp/dq)•q/p = K/q2•q/p =p/q •q/p=1
Metodi empirici per il calcolo dell’elasticità puntuale
Ipotesi: andamento lineare della domanda: l’elasticità è data dal rapporto tra la lunghezza del segmento
sotto tale punto e la lunghezza del segmento sopra il punto.
P C B
∆ P
P m A
Q Q
O m
∆ Q
L’elasticità nel punto B è uguale a:
∆ ∆ ∆ ∆
E = ( q/qm)/( p/pm) = ( q/ p * pm/qm)
AO pm
∆ ∆ = =
⇒
m
a q : p AO : CO E ( ) * ( )
CO qm
E = (AO/Qm * pm/CO)
= =
poiché qm pmB e pm Bqm
= =
e inoltre AO : pmB AC : CB e Bqm : CO AB : AC
= AC/CB * AB/AC = AB/CB
Come conseguenza, l’elasticità della domanda al prezzo varia lungo la funzione di domanda.
Elastica Elasticità unitaria
Inelastica
Domanda
Quantità
Elasticità incrociata e al reddito
Elasticità incrociata: Epj = (dqi/dpj) • pj/qi
Epj>0 il bene J è succedaneo del bene i;
Epj=0 il bene J e il bene i sono indipendenti;
Epj<0 il bene J è complementare del bene i;
Elasticità al reddito: eR = (dqi/dR) • R/qi
eR>0 il bene è di tipo superiore
eR=0 il bene è insensibile al reddito
eR<0 il bene è di tipo inferiore
Elasticità dell’offerta rispetto al prezzo
misura la variazione percentuale della quantità offerta rispetto ad una variazione percentuale del prezzo
Elasticità di arco: Elasticità puntuale:
∆ Eo = dQ/dP*p/Q
∆
Q P
=
Eo /
+ +
Q Q P P
( 1 2
) / 2 ( 1 2
) / 2
A titolo di esempio, l’elasticità dell’offerta di petrolio è tendenzialmente bassa, cioè un aumento del
prezzo del petrolio non avrà un effetto rilevante sull’offerta complessiva. L’elasticità dell’offerta di polli
è, viceversa, assai elevata. Quando nel 1971 il prezzo dei polli negli Stati Uniti venne fissato
leggermente al di sotto del livello di equilibrio del mercato, molti allevatori trovarono non conveniente
quel prezzo di vendita e la quantità offerta di polli diminuì notevolmente.
Come nel caso della domanda, se l’aumento de
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