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Scienza delle finanze

Appunti di microeconomia

Autore: Alessandro Pometto

Argomenti

  • Introduzione, mercato ed equilibrio
  • Elasticità e aggiustamento dei mercati
  • Le forme di mercato
  • Teoria del consumatore
  • Teoria dell’impresa

Scienza delle finanze - introduzione

Diritto ed economia sono tra loro inscindibilmente legati, hanno la stessa origine (derivano dalla filosofia etica), e l’importanza dello stato per il corretto funzionamento dell’economia è garantito attraverso l’emissione di moneta da parte dello stato sovrano, la tutela della proprietà privata e della libertà d’impresa, l’amministrazione della giustizia. L’economia determina la prosperità delle nazioni e il loro andamento politico. L’attività economia subisce dunque l’intervento dello stato, ma fino a che punto esso è giustificato?

Esistono due metodi di coordinamento dell’attività economica: la pianificazione o il libero mercato. Nell’economia mista lo stato si riserva alcuni obiettivi: limitare gli abusi delle grandi imprese; fissare degli standard minimi di lavoro e distribuire i redditi attraverso il sistema fiscale.

Nella teoria neoliberista, lo stato interviene il meno possibile e deve garantire la massima libertà economica. Il diritto deve intervenire solo a favorire la libertà economica dei privati. Alcuni esempi sono le politiche di Reagan (riduzione del carico fiscale) e della Thatcher (privatizzazioni). Però un sistema senza regole porta allo sfruttamento dei paesi più poveri e dei risparmiatori. Servono quindi alcune norme giuridiche per controllare gli eccessi economici, anche se norme sbagliate possono ostacolare l’economia. In caso si accertino violazioni, servono sanzioni efficaci.

Articoli della costituzione

  • Art. 41: libertà d’impresa l’utilità sociale. L’attività pubblica e privata è indirizzata a fini sociali dalla legge.
  • Art. 42: la proprietà è pubblica o privata (economia mista, con lo stato guida ispirato a fini sociali).
  • Art. 43: lo stato si riserva di erogare determinati servizi pubblici essenziali a carattere di interesse generale.
  • Art. 23: prestazioni patrimoniali o personali solo in base alla legge.
  • Art. 53: tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.
  • Art. 81: il bilancio è approvato annualmente dalle camere, dopo la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese. Le nuove entrate e uscite per l’anno successivo sono stabilite dalla legge finanziaria. Essa deve comunque soddisfare i vincoli dell’Unione monetaria europea.
  • Art. 119: autonomia finanziaria di spesa degli enti territoriali, con la possibilità di stabilire tributi ed entrate propri. Viene istituito un fondo perequativo per i territori con minore capacità fiscale per abitante. Lo stato può comunque destinare risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali.

Il mercato

  • Scambio isolato: il venditore valuta il bene al minimo 10, il compratore è disposto a pagare al massimo 30. Lo scambio avviene tra 10 e 30, il margine di differenza (30-10) è chiamato surplus, quando è positivo esso consente lo scambio. In questo caso il prezzo è fissato dalla trattativa tra i due. Se il prezzo viene fissato a 20 il vantaggio è per tutti e due.
  • Due compratori e un venditore: avviene una competizione per ottenere il prodotto, con due effetti: viene selezionato un vincitore (colui che ha più disponibilità a comprare) e alza il prezzo di vendita. All’aumentare dei compratori il surplus va sempre più a vantaggio del venditore, difatti i venditori preferiscono un mercato con più domanda e poca offerta.
  • N compratori e un venditore: valgono i due maggiori compratori, perché il secondo determina il prezzo minore e il primo quello maggiore che il venditore incasserà. Vince ancora il compratore che ha maggiore disponibilità di spesa (meccanismo d’asta).
  • N venditori e un compratore: ogni venditore ha un prezzo minimo, il compratore sceglie il venditore che offre al prezzo minore possibile e comunque inferiore agli altri (prezzo competitivo). La competizione dalla parte dell’offerta genera prezzi più bassi e maggiore surplus per il compratore.
  • Competizione a due lati: lo scambio è proficuo per tutte e due le parti fino ad un certo punto, poi non c’è più margine per gli altri compratori. Il prezzo deve essere maggiore della disponibilità del secondo maggior compratore e uguale al prezzo di vendita. Il surplus totale è dato dalla somma delle differenze dei singoli scambi, il modo in cui si distribuisce dipende dal prezzo fissato.

Ogni compratore ad ogni livello di prezzo esprime una quantità di bene che è disposto ad acquistare. La quantità è in funzione del prezzo. Al crescere del prezzo la quantità domandata diminuisce (prezzo e quantità sono in relazione inversa) è la legge della domanda. La retta: y = a + bx y = variabile dipendente x = variabile esogena b = coefficiente angolare.

Domanda, offerta e equilibrio del mercato

La domanda collettiva è ottenuta come somma orizzontale delle funzioni di domanda individuali. Per il consumatore P è la variabile indipendente (esogena), mentre Q quella dipendente. Però è convenzione mettere la Q nell’asse X e P nell’asse Y in modo da poter raccogliere altre variabili e misurarle unitamente con la stessa unità di misura (il prezzo, appunto). Se quindi la funzione diretta è espressa come: 1 = - . quella inversa è: L’incremento della domanda è rappresentato da uno spostamento parallelo verso destra della curva di domanda. Il livello del prezzo cambia la quantità della domanda. Lo spostamento verso l’esterno (parallelo) è dovuto ad un incremento dell’intercetta. Viceversa, la diminuzione della domanda comporta uno spostamento parallelo verso sinistra. A un dato livello di prezzo, la Q di domanda si è ridotta.

L’offerta collettiva è spiegata dalla teoria dell’impresa. Essa studia come rendere massima la differenza tra costi e ricavi per massimizzare di conseguenza il profitto. La funzione di offerta unisce il prezzo alla Q offerta dall’impresa. Un incremento dell’offerta si rappresenta con uno spostamento parallelo verso destra della funzione. Analiticamente quindi è espresso infine.

L’equilibrio del mercato si ricava dal punto di equilibrio, ovvero quel punto dove si incontrano la domanda e l’offerta collettive. Quando il prezzo è troppo basso le imprese non sono disponibili a produrre, mentre i consumatori sono più disposti ad acquistare (disequilibrio); viceversa accade quando il prezzo è il più alto. I mercati si adeguano perché è possibile modificare il prezzo, e quando si raggiunge un equilibrio non vi è più interesse in tale modifica.

Secondo la teoria di Adam Smith, la libertà di movimento del prezzo fa raggiungere da solo l’equilibrio del mercato: è la mano invisibile. Il mercato si autoregola per gli aggiustamenti del prezzo, per questo non devono essere intralciati da nessuno, nemmeno dallo stato, che deve solo stabilire le norme di fondo improntate al funzionamento più libero possibile dei mercati.

Ricerca del punto di equilibrio: date le due funzioni di domanda e offerta e data la condizione di equilibrio, trovare il punto di equilibrio. = 10 - 2 10 - 2 = -2 + 10 + 2 = 2 + { } = -2 + q = 4 = = Trovato q, si sostituisce il valore in una delle due funzioni: -2 + q -2 + 4 p = 2E (4 ; 2).

Elasticità e aggiustamento dei mercati

L’elasticità della domanda rispetto al prezzo misura la variazione percentuale della quantità domandata in seguito ad una variazione percentuale del prezzo. 2 1 - 60-501 2Δ % = 50 = 60 Δ % = = 0,20 = 20% per esempio 1 50 - 2-4 12.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/03 Scienza delle finanze

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bigpome di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza delle finanze e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Visconti Parisio Lucia.
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